giovedì 3 novembre 2011

L'ospite è sacro

Sono ormai tre anni che sono ospite in questa città.
Non è sempre facile come sembra trasferirsi in un nuovo posto, anzi forse non lo è mai.
La distanza chilometrica in questi casi non è così determinante, ambientarsi è sempre dura. Anche quando è frutto di una scelta da tanto sperata, com'è stato per me.
Ho raggiunto l'Emilia per l'università, ma in realtà sono quì per amore, solo per AMORE!
Ero prontissima a mettermi in gioco: lasciare famiglia e amici, la mia cittadina dove ho sempre vissuto e il mio mare per ricominciare in una nuova città che avevo visto appena 4 o 5 volte (e distante dal mare ben 150km!) e finalmente condividere la mia quotidianità con il mio adorato Coinqui.
Ero euforica e lo sono ancora. Non tornerei mai e poi mai indietro ma vi assicuro che non è stato tutto "rose e fiori".
In fondo, con  quattro ore e poco più di treno ero di nuovo lì, dove sono sempre stata. Potevo tornarci tutte le volte che volevo, nessuno mi fermava. Ma quando sei lontana sono le piccole cose di tutti i giorni che ti mancano, anche quelle che ti hanno sempre dato fastidio e che ora invece inizi ad apprezzare.
I primi mesi sono stati duri. Poi ho iniziato a scoprire nuove strade, nuovi luoghi, nuovi visi e nuovi modi di fare e a farli, pian piano, diventare miei. Tutto diventa più familiare.
Vorrei capirci di più quando assisto a discussioni sui massimi sistemi in dialetto locale, deobbò!
Mi piacerebbe trovare un po' più di scioltezza nelle persone che incontro ogni giorno: cortesi e disponibili ma seri e formali!
Ah, se Reggio Emilia avesse il mare!!!
Vivendo qui mi sono accorta che si è sempre un po' ospiti. Ovunque mi sia capitato di andare -sia stato un viaggio, una vacanza, una visita di passaggio, un soggiorno di qualche mese o di qualche anno- ho preso un qualcosina di quei posti e c'ho lasciato un pezzetto di cuore.
E quì a Reggio c'è tanto da scoprire, non solo dai reggiani ma dai tantissimi ospiti di mezza Italia e mezzo mondo che l'hanno scelta- volenti o nolenti- come me!


Ora però pensiamo alla cena!
Non voglio la solita carne o una tristissima insalata. Vorrei qualcosa di sfizioso e veloce.
Ho la FARINA di CECI del Molino Chiavazza, un po' di verdure, questa pasta di sesamo...Vediamo un po', magari qualcosa in onore dei variegati concittadini di questa città...

ROTOLINI DI CECI CON VERDURE E SALSA TAHIN

Ingredienti
-per le crêpes: 
2 uova
1 bicchiere di latte
(ho aggiunto anche un cucchiaio di Farina&Lievito "Molino Chiavazza" per dare più volume)
una decina di semi di cumino


-per il ripieno:
1 cipolla rossa di Tropea
1 melanzana nera originaria dell'India
2 peperoni (rosso e giallo) originari del Sud America
2-3 zucchine originarie del Centro America
prezzemolo


-per la salsa tahin:
170 ml di yogurt greco
30 ml di pasta di sesamo
2 cucchiai di succo di limone
60 ml di acqua
prezzemolo
aglio
sale


Preparazione:
In un'ampia terrina
sbattere le uova con un pizzico di sale, aggiungere delicatamente il latte e la farina e mescolare evitando che si creino grumi. Il composto dovrà risultare non troppo liquido e ben amalgamato.
Tostate i semi di cumino
, tritateli con un pestello e unite la polvere al composto.
Scaldare una padella
antiaderente per crêpes, ungendola leggermente. Un mestolo di composto e in pochi minuti la vostra crêpe è pronta.

Lavate e mondate le verdure. Tagliate la cipolla, i peperoni e le zucchine a fettine, la melanzana a dadini e saltatele a fuoco vivo con un filo d'olio, rispettando i vari tempi di cottura: prima cipolla e peperoni e poi zucchine e melanzana. Salate e aggiungete solo alla fine il prezzemolo tritato.

In una ciotola mescolate lo yogurt, con la pasta di sesamo (non esagerate, è davvero saporita), l'acqua e il succo di limone. Regolate di sale e a piacere aggiungete prezzemolo e aglio tritati molto finemente.

E' il momento di assemblare il tutto: spalmate della salsa sulle
crêpes, unite le verdure, arrotolate e...buon appetito!




Per la serie "Non si vive di sola cucina",  date un'occhiata alla Campagna per i diritti di cittadinanza L'ITALIA SONO ANCH'IO.
Chiara  
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