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giovedì 8 dicembre 2011

Aiuto, ho paura della pasticceria

Vi avevo già accennato della mia intensione di iniziare a fare i cioccolatini. Ho comprato anche lo stampo. Vi avevo chiesto un aiuto e grazie ad Elvira ho avuto qualche suggerimento. In ogni caso ho cercato di documentarmi il più possibile su blog e siti di cucina sulle tecniche base o perlomeno sul temperaggio del cioccolato. Che poi avrei anche altre mille domande su possibili ripieni, glasse, ganache e così via.

L'altra sera, dopo aver postato l'ultimo post, mi sono messo a pensare a un dolce da fare. Ma davvero non mi veniva nessuna idea, così ho cercato sui blog per vedere una ricetta o una preparazione da poter reinventare.
Sono arrivato a questa conclusione. Già lo sapevo, ma ora lo ammetto. Ho paura della pasticceria. Mi terrorizza.
Mi intimorisce, è una scienza esatta dove la tua fantasia se sei un povero pivello, non può andare dove vuole. Se sbagli qualcosa, beh, rischi di mangiare un mattone di farine e uova o chissà qualche altro mostro potrebbe uscire dal forno.
Così avrei mille idee in mente, varianti, creme, curd e glasse ma solo una vaga idea di come si potrebbe fare e quando inizio a "teorizzare" subito si fa sentire una vocina: "e se poi combini un disastro?". Niente, sono intimorito.
Sempre ritornando al temperaggio, ho provato anche a vedere un video di Montersino. Beh, la sua voce mi terrorizza. Una specie di folletto pasticciere, con quello sguardo sempre vispo e il capello sempre uguale. Non sbaglia un grammo, un grado di cottura, un minuto in più.

Ora voi direte, questo post stracolmo di terrore che neanche il più piccolo dei bambini per l'uomo nero e poi faccio un dolce? Ebbene sì. Perché alla fine di tutto voglio comunque provarci e avere manualità il più possibile con un po' di "teoria" e qualche preparazione base.
Mi sono affidato alle mani di Jul's Kitchen e del suo meraviglioso quattro quarti che sempre mi ha fatto gola.
E per di più ho provato anche qualche variazione, semplice, niente di che, ma comunque riuscità. Per di più ho arricchito il tutto (come se fosse un dolce scialbo) con la meringa. Altro spauracchio per me, ho avuto il terrore che diventasse un brodo di albume. Sono catastrofista, ok!
Poi alla fine è venuto tutto buono e cerco di conservarlo il più possibile (anche se in un giorno ne è già meno della metà), perché è una colazione davvero appagante. 
Anche se poi certe mattine, tipo oggi, iniziano con Coconut skin di Damien Rice.



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