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lunedì 22 aprile 2013

Peperoni da passeggio

Grazie a tutti!
Grazie di cosa? Ma come, non lo sapevate? Abbiamo vinto il premio come Blogger più trascurato del web.
Ormai se pubblichiamo un post al mese è già oro. È che siamo stati impegnati a decidere chi sarebbe stato il prossimo a scrivere sul blog. Alla fine mi è stato riconfermato il mandato per un altro post, quindi eccomi qui a scrivervi dalla mia cameretta perché volevo fare un pic nic in piazza a Roma con tutti voi lettori che non ci avete abbandonato nonostante tutto, ma era già occupata da qualcun altro.
Ci tocca rimandare tutto. Meglio così, almeno posso pubblicare domani (cioè oggi) con più calma.
Oltretutto oggi (cioè ieri) a Bologna il tempo non è neanche bello, quindi avrei rischiato di prendere la pioggia mentre ero in viaggio.
Mamma mia, switch temporale che neanche nei romanzi d'avanguardia!

Detto questo, in questo mese sono successe tante di quelle cose che non basterebbe un libro di ricette, che noi siamo ancora qui in attesa che un editore ci proponga di scriverlo. Tutte queste belle cose ce le siamo perse perché Aprile dolce dormire e l'unica cosa di cui mi sono realmente interessato è i due kili che ho perso. Perché sì, sono a dieta e ringrazio la mia amica Anita che mi appoggia in questo. Menomale che non sa che di nascosto vado al sushi-all-you-can-eat e mangio i gelati. Cosa credete? Poi vado in palestra a smaltire tutto.
Come avete detto? Voi non state andando né in palestra né state facendo la dieta? Ma lo sapete che mancano due mesi esatti all'inizio dell'estate? Due mesi! E già siete in ritardo se, come me, dovreste smaltire un kilo, ogni giorno, fino al 21 giugno.
Menomale che siamo tornati in tempo per proporvi questa ricetta che combina perfettamente la voglia di stare all'aperto e in compagnia e la voglia di andare in spiaggia quest'anno senza avere ancora i sensi di colpa per quel pandoro farcito con mascarpone e Nutella che vi siete sbafati da soli il 7 di gennaio.
Oppure peggio ancora, quel vassoio di profiteroles che avete mangiato tre sabati fa mentre guardavate la prima puntata di Amici.
Se anche la vostra vita sociale si è ripresa da un hangover che neanche Rihanna, avrete di certo bisogno di una ricetta come questa: light e da passeggio, perfetta per i picnic che si sa, stanno alla primavera come il mojito all'estate.
Dobbiamo ancora recuperare il picnic pubblico in piazza, sempre che Grillo non abbia voglia di un altro sproloquio e dovremo rimandare nuovamente.
In ogni caso i peperoni servirebbero comunque...sapete dove.


domenica 3 febbraio 2013

Polpettorta di compleanno

Non siamo su MySpace? Fa niente.
Bentornati lo stesso, la nostra assenza ormai è prevedibilissima e spero che senza le nostre ricette non siate morti di fame. Il motivo è sempre lo stesso: esami.

Ci scusiamo inoltre per essere mancati in questo periodo e vi abbiamo fatto perdere tanti, tanti piccoli pettegolezzi. Spero che voi leggiate la rivista più raccomandata del settore, cioè Sipario.
Cosa sarebbe successo nelle ultime due settimane? Shakira ha partorito, Carmen Russo non si sa. Forse è un'asina e ha un periodo di gestazione di 12 mesi, ma per ora quello che sappiamo è che la figlia che le ha portato la madonna di Medjugorie sotto il cavolo si chiamerà Maria.
A proposito di nomi e di bimbi, il figlio di Adele è praticamente un'incognita perché la mamma è riservatissima e lo nasconde sotto la sua ciccia dalle telecamere, ma forse si chiama Angelo.
Come faccio a sapere tutte queste cose? Ve l'ho detto che leggo solo cose di qualità, come la rubrica sul blog del Signor Ponza.
Intanto Masterchef va avanti e ormai siamo arrivati a solo 6 concorrenti.
Daiana è ancora lì e l'unico motivo è per sapere, in caso di vittoria, quale dei due mariti bacia prima. Ivan anghe gondinua a fargela! Marika continua solo perché è napoletana e quindi sa le cose a priori e anche Andrea rimane in lizza come possibile vincitore.
Poi c'è Maurizio, il mio preferito, che spero vinca! Sempre se non annega prima nel suo stesso sudore. At last but not at least, Tiziana, l'avvocato più internazionale della TV italiana, seconda solo alla buon'anima del giudice Santi Licheri: a noi piace ricordarla così.
Ne so tantissime anche di Masterchef. Secondo voi è perché lo guardo? Assolutamente no, sono troppo povero per avere Sky. Però a me piace dare giudizi a sproposito di cose di cui non me ne intendo.

Torniamo però con un'altra grande notizia che farà il botto come neanche Fabrizio Corona che si costituisce alle autorità portoghesi (eh sì, è successo anche questo).
Oggi è il compleanno di Chiara, che per l'occasione è in trasferta a Torino a mangiare tanti gianduiotti quanti i giorni che ha vissuto.
Da piccola, e anche oggi, veniva chiamata Poppy che, se andate a cercare sul dizionario etimologico, scoprirete deriva da 'polpetta' il suo piatto preferito ever.
Quindi perché non fare una mega polpetta in occasione del suo compleanno? La ricetta è ispirata al pasticcio di carne di Jamie Oliver, il nostro primissimo mentore. Che poi oggi è anche domenica, non vorrete mica mangiare la pastina...

Questo blog è una finestra su di voi e in questi mesi, 18 per l'esattezza, attraverso la quale anche voi avete potuto sbirciare su di noi: sapete cosa ci è successo e ci succede e anche un po' chi siamo. Chi sono io e chi è lei e chi siamo insieme. Perché tutti quelli che hanno un fratello o una sorella sanno che nonostante tutto, in qualsiasi situazione sia bella che brutta, un fratello è la prima colonna su cui potersi appoggiare.
Sono tante le cose che, grazie a lei, ho potuto fare, le cose che lei ha conquistato e che io ho goduto. Probabilmente vi scriverei da Pescara se non fosse per lei e, a dirla tutta, chissà che nome avrebbe questo blog se quella sera non avesse tirato fuori l'idea: "una cucina per Chiama".
Tanti auguri, grandi come la Mole Antonelliana.

POLPETTONE IN CROSTA

Ingredienti:
350gr di macinato di bovino
1 sfoglia rettangolare
1 salsiccia
1 uovo
1 patata piccola
1 carota
1 cipolla grande
1 gambo di sedano
funghi prataioli
piselli
noce moscata
burro
sale
rosmarino

Preparazione:
Preparate un soffritto con una noce di burro abbondante e un trito, se preferite anche grossolano, con cipolla, sedano, carota, la patata, due o tre funghi prataioli e una manciata di piselli, già cotti o surgelati. Fate ammorbidire bene, aggiungendo la noce moscata e il rosmarino e salate.
Fate raffreddare. Intanto in una ciotola impastate la carne con la salsiccia, un uovo e aggiungete le verdure. Aprite la sfoglia e disponetevi la carne per il lungo, creando un polpettone. Chiudete la sfoglia sia lungo il lato che alle estremità. Fate attenzione a sigillare bene. Infornate in forno caldo a 180° per un'ora circa. Possibilmente non usate il ventilato, ma rispettate i tempi di cottura indicati.



Marco
Colgo l'occasione per fare pubblicamente gli auguri, ieri era il suo compleanno, anche a Salvatore: praticamente il nostro fan #1 e con questo polpettone ci si è dilettato più di una volta.

venerdì 30 novembre 2012

Ispirazione del cavolo

Marco mi bacchetta sempre perché trascuro il blog, davvero troppo.
Diciamo che la costanza non è la mia miglior qualità (sempre che ne abbia una!) e, fortunatamente, non mi ha ancora sfiorato l'idea di far figli e non ho mai avuto animali domestici che dipendessero in tutto e per tutto da me, seppur ci pensi ogni tanto. Povere bestiole!
Torniamo a noi... in effetti dovrei aggiornarvi sugli ultimi stravolgimenti della mia umile esistenza.
Voi cari aficionados sicuramente vi ricorderete un riferimento "agli amici di Brescia" in un post di qualche mese fa e vi sarete chiesti: perché proprio Brescia? Beh, devo ammettere che a voi Jessica Fletcher e Perry Mason vi fanno un baffo!!!

Era una calda e soleggiata giornata di metà luglio, avevo già inserito la modalità summer con l'intenzione di seguire scrupolosamente i dettami del balneare perfetto fino a fine agosto, quando ricevo una telefonata che mi ha lasciato così: a bocca aperta.
Il mio adorato Coinqui, che chiameremo con un nome di fantasia, Marcello, con voce scossa e concitata mi annuncia che da lì a dieci giorni sarebbe stato trasferito per lavoro a Brescia.
Due erano le opzioni: o l'avrei seguito, o non avrei più avuto un adorato Coinqui, però come sapete l'amore vince sempre.

C'è da sottolineare che ho vissuto per ben 24 anni a 300 metri dal mare e non è un dettaglio da poco.
Il mare piace a tutti e chi dice di no, finge spudoratamente. Come resistergli? L'estate: il sole, le vacanze. L'inverno: il vento gelido, la spiaggia deserta, magari con la neve.
Anche se per chi ci vive è completamente diverso. Il mare non è solo 'una bella cornice per una vacanza con i fiocchi', è molto di più.
È un amico fedele che ti accompagna dai primi bagni ,ai primi baci e, quando ce l'hai con il mondo intero, solo la gelida aria salmastra può placarti. Insomma, io respiro ossigeno e salsedine!
Fino ai vent'anni ho sempre pensato che vivere lontano dal mare sarebbe stato impensabile, poi le cose cambiano. Ti innamori e ti ritrovi a Reggio Emilia. Non c'è stata una volta però in cui, tornando a casa, rivedendo lui, l'amato Adriatico, non mi sia scesa la lacrimuccia. E poi a Pescara "Ah! La senti l'aria?!"

Premesso ciò, capirete che la notizia è stata per me come un fulmine a ciel sereno. Così su? Diventerò lombarda! Ma dai, stiamo così bene a Reggio con la nostra casina, la nostra cerchia di amici e la nostra vita. Non volevo sconvolgere tutto lasciando quello che avevo, per dover ripartire di nuovo quasi da zero. Dopo qualche giorno di sconforto ho deciso di vivere l'estate come meritava e lasciare tutti i dubbi a Settembre. In fondo, non importa dove sei ma CON CHI sei!
Le cose non vanno sempre come vorremmo e ce ne siamo accorti, nel modo peggiore, quel 25 Agosto. Anche quel giorno il mare, il nostro mare, è stato protagonista.
E, dopo quella terribile prova di sopravvivenza, sto imparando a dare la giusta importanza a tante cose che prima consideravo fondamentali. Ora come ora, vi dico che se avessi potuto scegliere, se avessi potuto decidere io, mi sarei trasferita nel più freddo e sperduto punto della Groenlandia o sul cucuzzolo più alto e più solitario della catena montuosa più ostica pur di poter cambiare il finale di quel sabato agostano. Ma non posso.
Ora quindi vi scrivo dalla mia nuova casina di Brescia, dove vivo da ormai due mesi con il solito adorato Coinqui: squadra vincente non si cambia! Sto cercando lavoro ma soprattutto mi impegno a vedere il lato buono delle cose e quindi anche di Brescia, della Lombardia, delle montagne.
Abbiamo trovato un piccolo appartamento ma davvero bellino, la cucina è ben attrezzata con una finestra di fianco al lavandino che dà sulla strada così, mentre cucino, posso sempre sbirciare fuori.
Da quando sono qui, ho preso la buona abitudine di fare una lunga passeggiata nel tardo pomeriggio. I primi giorni era un modo per perlustrare il nuovo quartiere e svagare un po' la mente da tutti i pacchi e pacchetti del trasloco. Poi è diventata una bella (e necessaria) consuetudine. Il percorso è diventato sempre più ingarbugliato, tant'è che a volte mi è capitato di essermi persa per strade e stradine ma, fortunatamente, ho sempre ritrovato casa.
Dei giorni esco per fare solo un po' di spesa, magari solo pane e latte, o qualcosina dal simpatico fruttivendolo all'angolo. Altri giorni invece cammino, cammino, cammino... senza meta.
Mi perdo in mille pensieri tant'è che mi sembra di non sapere dove mi trovi in realtà. E con l'aria frizzantina degli ultimi giorni, si viaggia ancora meglio.
Rientro a casa, un po' affannata e un po' infreddolita ed è quasi ora di cena. Guardo cosa c'è in frigo e, a mente fresca e ossigenata, mi metto ai fornelli.
E così sono nate queste polpette del cavolo!


martedì 22 maggio 2012

"Hai mai cucinato per più di 10 persone?"

Dopo tanto tempo, ormai a distanza di più di un mese posso raccontarvi una cosa.

Un mese fa, anche un po' di più per l'appunto, ero appena tornato dall'Erasmus ed ero a casa in uno dei tanti pomeriggi senza far niente. Quando ad un certo punto su twitter leggo il profilo di Masterchef Italia che informa che sono aperte le selezioni per la seconda stagione e si possono inviare le candidature.
Ok, io sta cavolata la faccio. Ci provo, l'ho detto fin dalla prima puntata della prima edizione, sognandolo già dalle edizioni internazionali del programma.
Dopo un paio d'ore esco per un aperitivo e mentre ero in macchina mi arriva questa chiamata da un numero sconosciuto, di Milano. Rispondo (un saluto a tutti i vigili urbani che mi leggono): "Ciao, siamo della redazione di Masterchef".
Accosto subito! WOW!
Mi hanno fatto alcune domande per circa un quarto d'ora e mi avrebbero fatto sapere in caso fossi stato idoneo per il primissimo provino.
Due giorni dopo mi richiamano, era un Giovedì, io ero in viaggio verso Bologna e mi dicono che il weekend dopo sarei dovuto essere a Roma. Faccio chiamate, inizio a vedere gli orari e i prezzi del FrecciaRossa e soprattutto, pensare ad una ricetta!
Vi confesso che un po' di incubi quelle notti li ho avuti, piatti che non venivano, carne che non cuoceva, Bastianich che mi urlava contro...
Dovevo portare un piatto già pronto, avrei avuto solo il tempo per impiattarlo e scaldarlo.
Dove lo cucino, quando lo cucino? Per fortuna due ex compagne del liceo potevano ospitarmi a Roma e così è deciso. Parto Sabato mattina, pomeriggio cucino, Domenica mattina provino! Emozione a mille!

La scelta del piatto, dopo alcune idee scartate perché sarebbe stato meglio prepararle al momento, non è stata facile, ma è arrivata.
Da cosa?
La domanda: "qual è il tuo piatto forte?" è una domanda che odio, perché sinceramente non ne ho idea. Il vostro qual è? Siete così sicuri di saperlo? Fatto sta che la domanda subito prima era: "hai mai cucinato per più di 10 persone?" e a quella domanda, in mente mia, c'era solo una risposta: "Erasmus", SI CERTO!
Vi ho raccontato parecchie volte delle cene che facevo in Erasmus, era un modo fantastico per stare tutti quanti insieme e almeno a voi non sembrerò un alieno se dico che cucinare per gli altri è una cosa che gratifica e dà gioia come poche altre. Così soprattutto nell'ultimo periodo la cosa più veloce da fare per così tante persone erano le polpette. Classiche polpette, rivisitate con qualche tocco personale per darle ancora più sapore. Io preparavo l'impasto in grandi quantità e gli altri erano addetti ad 'appallottare' e io controllavo con sguardo severo, come la migliore tradizione tedesca insegna, che tutte fossero della stessa grandezza.
"Qual è il tuo piatto forte?" La mia risposta è stata: "Tra i miei amici sono famose le mie polpette".
A chi non piacciono le polpette? Le mie poi... ;)

Così è nata la mia ricetta. Sono stato così minuzioso data l'occasione che ci ho messo qualcosa come 3 ore e mezza per preparare tutto. Ma vi assicuro che non ci vuole assolutamente tutto questo tempo, ma ho fatto una cosa alla volta per assicurarmi che tutto venisse alla perfezione.
E' stato un lungo lavoro di assaggi e aggiustamenti, ma alle mie amiche non sembra essere dispiaciuto.

Vi parlo un po' del giorno del provino, così concludo questo post altrimenti non la finisco più.
E' una bella esperienza, davvero, che sono contentissimo di aver fatto.
Soprattutto se vai lì per viverla e non tanto per vincere a tutti costi e voler strafare.



Hai il tuo numeretto attaccato sulla giacca, le interviste, le foto, le riprese, insomma ci si sente un po' una star.
Poi c'è la prova vera e propria, la telecamera puntata e il giudizio di uno chef che assaggia il tuo piatto, le domande sulla cucina, le dosi per una crema pasticcera, la ricetta della tarte tatin.
E poi si conoscono tante persone, alcune molto simpatiche, alcune che secondo me ci credono un po' troppo.
Purtroppo non ho chiesto a nessuno se avevano un blog o un modo per rimanere in contatto, anche se io sono certo di aver conosciuto il prossimo vincitore di Masterchef :)
Quando inizierà il programma vedremo se ho ragione. Ah, e io gli ho prestato il mio coppapasta, quindi ha una cena in debito con me. Così erano i patti.

Purtroppo posso già raccontarvi di quest'esperienza perché le chiamate per la seconda selezione sono già state fatte (o così pare -non vorrei mai mi squillasse il telefono proprio ora-).
Quindi nella prossima edizione non ci sarò ma non è detto che l'anno prossimo non si riprova, anche solo per il divertimento di fare i provini.
Ora posso dire quelle frasi che in tutti i reality si dicono: "Grazie a tutti quelli che mi hanno appoggiato fin qui" e "Essere arrivati a questo punto per me significa già tanto".
In realtà io ringrazio veramente tutti quelli che come me, erano presi da questo tentativo, dalla mia 'esperienza Masterchef' e un po' c'hanno creduto, forse più di me. E un po' ci sono rimasti male anche loro.

Questa è la ricetta: non sono le solite polpette che facevo per le nostre cene, ma quello è un altro post.
Scusate anche se le foto non sono il massimo, ma non erano state fatte con l'intenzione di metterle sul blog, ma solo per vedere il piatto realizzato.


COUS COUS AROMATICO CON POLPETTE IN SALSA ALL'ARANCIA E PISTACCHI TOSTATI AL LIMONE

Ingredienti:

- per le polpette
500gr di macinato di suino
1 uovo
mollica di pane raffermo
scorza d'arancia
latte
noce moscata
coriandolo fresco
semi di finocchio
sale

- per la salsa
4 arance grandi
cipolla rossa di Tropea
aceto balsamico
zucchero
pistacchi sgusciati
sale
burro
olio evo

- per il cous cous
200gr di cous cous
limone
arancia
sale

Preparazione:
Preparate il cous cous come indicato nella confezione, facendo bollire insieme all'acqua il succo di metà arancia e qualche fetta di limone.
In una ciotola, ammorbidite la mollica di pane (circa due fette grandi) con del latte. Aggiungete la carne, le spezie e i sapori. Amalgamate con uovo intero e altro latte se necessario. Dovrete avere un impasto non troppo secco.
In una grande padella, fate scaldare abbondante olio d'oliva e quando sarà ben caldo rosolate le polpette. Quando saranno dorate all'esterno, mettetele da parte con tutto l'olio.
Nella stessa padella, fate sciogliere una noce di burro, aggiungete un cucchiaio raso di zucchero e uno di aceto balsamico. Aggiungete due cipolle tagliate finemente (io ho usato cipolla rosa di Roscoff) e fatele caramellare. Aggiungete due arance, solo gli spicchi, tagliati a vivo, tenete a fuoco basso e aggiungete le polpette con il loro olio. Dopo qualche minuto, aggiungete il succo di due arance. Continuate la cottura finché il sughetto non si sarà addensato e le polpette non saranno completamente cotte. Aggiustate con un po' di zucchero se troppo agre.
Io per dare qualcosa in più, anche a livello di consistenza, ho aggiunto dei pistacchi tostati al limone. Ho spellato i pistacchi, ridotti a granella grossolana e in un padellino ho fatto sciogliere pochissimo burro e aggiunto qualche scorzetta di limone, facendo insaporire il burro. Poi ho passato in quel burro i pistacchi per farli tostare, facendo attenzione che il burro non si bruciasse.


Marco

mercoledì 23 novembre 2011

Piovono crocchette

Scrivo questo post reduce da una giornata ai fornelli. Stanco, un po', ma contento. Secondo me è uno dei modi migliori per trascorrere una giornata. Il Martedì è il mio giorno libero dalle lezioni, quindi tra poco arriverà qualche amico e ho voluto preparare una cena. Un invito a cena vero, come quelli che fanno gli adulti.
Otto ore full-immersion di cucina, in pratica orario d'ufficio.

Ho approfittato del menù di questa sera per proporre anche a voi queste crocchette. Crocchette a colpo sicuro perché oltre ad essere buonissime, il margine di errore è davvero minimo. Ogni volta che le ho fatte, seguendo le giuste dosi, non si corre il rischio di sbagliare nella consistenza o nella panatura.
Sono crocchette speciali anche perché le ho sperimentate in una delle tante cene da Claudia, a Bologna e praticamente passavo più tempo a casa sua che a casa mia. Giornate no-stop di convivenza e di cucine per ritemprare gli animi. Così questa ricetta è sbucata da internet, da qualche parte e l'abbiamo inserita nella nostra "serata crocchette" e hanno conquistato, dal primo morso, il podio.

Sono state anche uno dei tanti protagonisti della mia cena di compleanno con il mio gruppo di amici e così questa sera, anche se io e Claudia siamo praticamente agli antipodi dell'Europa, lei e tutti i miei amici sono a cena da me. Panati e fritti anche loro!
C'è Skype, c'è Facebook, ci sono mille e uno modi per sentirsi e rimanere in contatto: è solo un Erasmus, solo qualche mese (forse più di qualche) e dopo si torna a Bologna per finire l'università, ma gli amici mancano e le mancanze si fanno sentire, sempre.
Vi mando una pioggia, non di quelle che sta distruggendo le città, ma una pioggia di crocchette. Coimbra, Bologna, Edimburgo, Modena, Belo Horizonte, dalla Germania al Brasile, dal Portogallo alla Scozia... ora, piovono crocchette!

CROCCHETTE TONNO E RICOTTA


Ingredienti:
200gr di ricotta
200gr di tonno sgocciolato
50gr di pangrattato
50gr di parmigiano grattugiato
2 uova
sale
prezzemolo
pepe

Preparazione:
Mescolare la ricotta, il tonno sbriciolato e le uova intere in una terrina. Aggiungere sale, pepe e prezzemolo tagliato finemente. Potete arricchire con altre spezie o peperoncino. Aggiungete il pangrattato e il parmigiano. Con in composto formate delle polpettine e impanatele nel pangrattato. Friggete in olio di semi fino a doratura.

Ho accompagnato con una salsa fresca allo zenzero. Tre cucchiai di creme fraiche, tre cucchiai di maionese, un cucchiaino di senape, sale, la buccia di un lime, un pizzico di peperoncino e una 'noce' di zenzero fresco grattuggiato.




Marco
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