Sono quasi emozionato a riscrivere un nuovo post dopo così tanto tempo.
Pensavate vi avremmo abbandonati come un cane in tangenziale durante le ferie d'Agosto e invece no, noi certe cose proprio non le facciamo. Così come l'estate, come il Winner Taco, come C'è posta per te nelle tristi serate d'inverno, come tutte le cose belle insomma: siamo tornati!
Menomale aggiungerei, non oso immaginare come abbiate lasciato le vostre cucine in questi praticamente quattro mesi. Ragnatele tra le teglie dei dolci, polvere sulla planetaria e praticamente cene a base di insalate di pomodori. Non mi dite che vi siete rimessi a fare l'insalata di riso con i sottaceti e i wurstel!
Praticamente è un po' quello che è successo anche a noi.
L'estate è iniziata sia per me che per Chiara molto tardi e cause di forza maggiore, finita anche troppo in anticipo. Infatti i temporali insistenti di questi giorni lasciano poco spazio ai pomeriggi sulla sdraio sotto l'ombrellone: a meno che tu non voglia prendere una broncopolmonite o un fulmine in pieno petto!
Il ritorno dalla realtà tedesca e da Amburgo è stato piuttosto traumatico, ma è stato un periodo bellissimo e pieno di impegni. È stato un vero peccato non avervi potuto farvi sapere di più mentre ero lì, raccontarvi le tante cose belle che ho vissuto o casomai presentarvi qualche ricetta.
È stato anche un peccato esserci persi praticamente l'intera estate da foodblogger, con ricette belle e colorate, con gli ingredienti migliori e più freschi della stagione. Ci siamo persi tante cose di cui discutere: le lamentele sul tempo incerto, il matrimonio segreto di Brad e Angelina, la gente famosa che si lancia l'acqua gelata addosso e la gente comune che non ha niente da fare e apre la bocca per dargli fiato. Insomma, tutto regolare!
Ci concediamo il nostro ritorno a Settembre, a pochi giorni dal nostro blogcompleanno per non farvi dimenticare di noi. Avevo i miei dubbi su quanto riuscissi a riprendere in mano il blog e le ricette perché si annuncia un autunno (e non solo) impegnato. Ma ci proverò! E non dimenticate di seguire la nostra pagina Facebook, perché si sa che quando ho meno tempo è lì che potete trovarci!
Visto che l'estate è sì finita, ma non del tutto, vi lascio con una ricetta dalla facilità sorprendente ma che fa il suo bell'effetto. Potrete approfittare degli ultimi strascichi d'estate e tirare via dal frigo l'ultimo peperone e chiedere al pescivendolo una seppia, anzi vi dirò di più a me la ricetta è nata dagli avanzi: una mezza seppia grigliata e una manciata di peperoni arrostiti rimasti in frigorifero dalla sera prima.
Il suggerimento arriva però dalla mia amica Vale che a cucinare dice di non essere tanto brava (e io ovviamente apprezzo la sincerità e le credo) ma che poi ti tira delle idee troppo giuste: risotto alla crema di peperoni. Quindi la facilità e la riuscita è assicurata! Ho solo dato quel tocco in più facendolo diventare a tutti gli effetti un risotto di pesce, che pranzo gourmet!
Inoltre la ricetta è senza glutine (trattandosi di un risotto) e mi sembra perfetta per prepararsi al primo Expo 'Zero Glutine', che si terrà da domani per tutto il weekend a Chieti, proprio dalle mie parti. Pur non essendo, per fortuna, celiaco mi sembra proprio un bell'evento a cui non mancare per scoprire tante cose nuove su un argomento in cui ammetto di non essere affatto esperto.
Visualizzazione post con etichetta cena. Mostra tutti i post
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giovedì 4 settembre 2014
venerdì 6 dicembre 2013
Preparativi per stare in compagnia
Prima di iniziare, devo fare un doveroso annuncio. Anche io sto partecipando ad un famosissimo (ormai tra i vari blog) contest: Aiuto Chef Cercasi, un contest che potrebbe portarmi a vincere una lezione con lo chef Oldani. Mica cotiche!
Però ho bisogno dell'aiuto di tutti i miei amici, tutti i miei fan, tutti i miei lettori, tutti i miei haterz: per vincere, o meglio per passare alla prossima selezione, c'è bisogno di voti. Basterà andare sul sito di AiutoChefCercasi, registrarsi (ci vorrà pochissimo) e poi una volta effettuato l'accesso, cliccare sulla scheda della mia ricetta e votarmi!
Votarmi e votarmi e votarmi ancora, un voto ogni giorno fino al 18 dicembre. Fate quindi un po' di esercizio, riscaldate i telecomandi, i telefonini, gli iPad e le tastiere dei PC; fate un po' di allenamento per la finale di X Factor insomma... mi raccomando fate i bravi, non votate gli ApeEscape ma votate me!
Ora passiamo a noi. Qui poco c'è mancato che non vi scrivessi dal profondo degli abissi e che l'Abruzzo diventasse la nuova Atlantide, questa regione che se non è per le catastrofi atmosferiche è sconosciuta tanto quanto la città sommersa. Infatti il mal tempo che ha colpito un po' tutta l'Italia qui si è divertito un po' di più e per giorni siamo stati pieni d'acqua nelle strade ma anche un po' everywhere.
Per fortuna, adesso c'è il sole nel cielo ma ancora il fango nelle strade.
Tra una cosa e un'altra, siamo a dicembre; si avvicina il Natale e qui non abbiamo ancora fatto i biscotti di zenzero, nonostante tutto ci facciamo chiamare food blog. Mah!
Per prepararci al Natale, io l'ho pensata un po' diversamente: siccome fuori fa freddo e io sarà che sono alla presa con la lettura di tanti libri ho voglia solo di caminetto, cene confortanti e compagnia degli amici. Perché quest'anno il natale lo vorrei passare così, a fare cene con gli amici e a mangiare il pandoro mentre cerco di non addormentarmi giocando a tombola. Intanto tornerò a Bologna tra un paio di settimane solo per rivedermi con i miei amici dell'Università, ormai sparsi per l'Italia, e inaugurare le cene natalizie. Sono anche riuscito a farmi promettere la mia brocca in cui fare il cocktail per l'aperitivo... io a fare le cose cheap proprio non ce la faccio. Non riesco neanche ad usare i piatti di plastica per una cena, si vede proprio che ho uno spirito da quarantenne!
Questa ricetta quindi l'ho pensata per una cena in compagnia, molto comfort, un po' meno chic di quelle fatte con le brocche di cristallo, ma più che altro shabby. Non avete capito? Vabbè, una cena tranquilla con gli amici. Dentro a 'sta teglia c'è solo da affondare il cucchiaio e poi quando è finita la ciccia, inzupparci il pane o versare tutto il sughetto sulle patate al forno. Chiariamo subito, non è una cosa che potete farvi stasera stessa quando siete tornati dal lavoro alle nove passate perché la metro ha fatto sciopero, l'autobus in ritardo e voi,che nell'attesa avete aperto il mio tumblr, avete una fame atroce... ci vuole un bel po' a cuocersi, ma per una cena come si deve ne vale davvero la pena.
Ovviamente se siete vegetariani potete provare la versione con il tofu ed è lo stesso buonissimAHAHAHAHAHAH!
Però ho bisogno dell'aiuto di tutti i miei amici, tutti i miei fan, tutti i miei lettori, tutti i miei haterz: per vincere, o meglio per passare alla prossima selezione, c'è bisogno di voti. Basterà andare sul sito di AiutoChefCercasi, registrarsi (ci vorrà pochissimo) e poi una volta effettuato l'accesso, cliccare sulla scheda della mia ricetta e votarmi!
Votarmi e votarmi e votarmi ancora, un voto ogni giorno fino al 18 dicembre. Fate quindi un po' di esercizio, riscaldate i telecomandi, i telefonini, gli iPad e le tastiere dei PC; fate un po' di allenamento per la finale di X Factor insomma... mi raccomando fate i bravi, non votate gli ApeEscape ma votate me!
Ora passiamo a noi. Qui poco c'è mancato che non vi scrivessi dal profondo degli abissi e che l'Abruzzo diventasse la nuova Atlantide, questa regione che se non è per le catastrofi atmosferiche è sconosciuta tanto quanto la città sommersa. Infatti il mal tempo che ha colpito un po' tutta l'Italia qui si è divertito un po' di più e per giorni siamo stati pieni d'acqua nelle strade ma anche un po' everywhere.
Per fortuna, adesso c'è il sole nel cielo ma ancora il fango nelle strade.
Tra una cosa e un'altra, siamo a dicembre; si avvicina il Natale e qui non abbiamo ancora fatto i biscotti di zenzero, nonostante tutto ci facciamo chiamare food blog. Mah!
Per prepararci al Natale, io l'ho pensata un po' diversamente: siccome fuori fa freddo e io sarà che sono alla presa con la lettura di tanti libri ho voglia solo di caminetto, cene confortanti e compagnia degli amici. Perché quest'anno il natale lo vorrei passare così, a fare cene con gli amici e a mangiare il pandoro mentre cerco di non addormentarmi giocando a tombola. Intanto tornerò a Bologna tra un paio di settimane solo per rivedermi con i miei amici dell'Università, ormai sparsi per l'Italia, e inaugurare le cene natalizie. Sono anche riuscito a farmi promettere la mia brocca in cui fare il cocktail per l'aperitivo... io a fare le cose cheap proprio non ce la faccio. Non riesco neanche ad usare i piatti di plastica per una cena, si vede proprio che ho uno spirito da quarantenne!
Questa ricetta quindi l'ho pensata per una cena in compagnia, molto comfort, un po' meno chic di quelle fatte con le brocche di cristallo, ma più che altro shabby. Non avete capito? Vabbè, una cena tranquilla con gli amici. Dentro a 'sta teglia c'è solo da affondare il cucchiaio e poi quando è finita la ciccia, inzupparci il pane o versare tutto il sughetto sulle patate al forno. Chiariamo subito, non è una cosa che potete farvi stasera stessa quando siete tornati dal lavoro alle nove passate perché la metro ha fatto sciopero, l'autobus in ritardo e voi,che nell'attesa avete aperto il mio tumblr, avete una fame atroce... ci vuole un bel po' a cuocersi, ma per una cena come si deve ne vale davvero la pena.
Ovviamente se siete vegetariani potete provare la versione con il tofu ed è lo stesso buonissimAHAHAHAHAHAH!
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mercoledì 17 luglio 2013
La stagione delle novità
Vi stavate abituando ai post più frequenti di Chiara e quasi
vi dispiace che sia tornato?
Ogni tanto vi tocca…
Come avrete capito già dall’ultimo post di Chiara,
frizzantino come uno Spritz, che con la bella stagione, con il caldo e le
vacanze al mare noi ci riattiviamo e siamo infatti carichissimi e pieni di idee
che faranno stare voi e i vostri occhiali a specchio attaccati ai vari
smartphone, iPhone, tablet e iPad, leggendo le nostre pagine.
A brevissimo infatti vogliamo lanciare un’idea niente male,
anche se ancora in fase di elaborazione, ma dipende tutto da voi. Abbiamo
bisogno del vostro aiuto, amici e amiche blogger: stanno per partire i casting di
cui tutto il mondo dei foodblogger (e non) parlerà.
Vi vogliamo numerosi, carichi e pronti a far frullare la
vostra testa per creare tante ricette come fossero smoothie per la merenda con
gli amici in campagna.
A proposito di smoothie e frullati, non vi sarete mica
dimenticati che l'estate è la stagione del Frullatè™? Voi avete già iniziato?
Ci siamo riattivati non solo con tante ricette già in
programma, tante idee pronte a diventare il tormentone della vostra estate che
neanche Asereje e la bachata degli Aventura.
I lettori e gli osservatori più attenti avranno notato
qualche piccola aggiunta al nostro blog.
Ne approfitto per spiegarvi tutte le nostre piccole novità:
>
in alto, appena sotto il banner, potete trovare
l’indice delle ricette, ovvero l’elenco di tutte le ricette del vostro blog
preferito ordinate per categoria, che insieme ai tag (a destra) e la barra di
ricerca (in fondo al blog), potrete trovare la ricetta che fa davvero per voi.
>
nella colonna di destra trovate le icone social,
per seguire Una cucina per Chiama anche sui vostri social preferiti: la nostra
pagina Facebook sempre con continui aggiornamenti e anche ricette lampo da
riempire di ‘mi piace’ e condividere con tutti i vostri amici e poi, il
nuovissimo account Twitter per seguire in tempo reale le novità, le ricette, le
anteprime e anche tante twitcronache dei programmi di cucina: avete già
retwittato e messo tra i preferiti?
>
sempre nella colonna di destra, per non
lasciarvi mai e farvi avere le nostre ricette take away, potrete infatti
iscrivervi alla newsletter e ricevere una mail ad ogni nuovo post o iscrivervi
al feed per ricevere una notifica per ogni nuova ricetta per sapere sempre cosa
cucinare di buono per cena, per pranzo o per riempire la schiscetta da portare
in ufficio.
>
più passa il tempo e, per fortuna, più aumentano
i nostri lettori. Per fare scoprire, anche ai nuovi, tutto quello che abbiamo
fatto in questo tempo, sotto ogni post potete leggere alcuni post, più o meno
vecchi, che ti potrebbero interessare. Andate a spulciare anche le ricette più
vecchie e perché no, condividetele, commentatele o lasciate semplicemente un
cucchiaio, e casomai il dessert speciale per la cena con gli amici di sabato
prossimo l’abbiamo postata un anno fa!
Vi abbiamo messo voglia di nuovi post come di una fetta di
cocomero fresco la sera al chiosco sulla spiaggia?
Come tenervi aggiornati ve l’abbiamo spiegato, non vi resta
che farlo e farlo fare ai vostri amici e aspettare le nostre nuove ricette.
Questa volta non vi lasciamo senza ricetta, anzi ve ne diamo
una che è proprio da segnare subito sull’agendina di Suor Germana perché vi
farà leccare i baffi, anche se ci siete andate ieri di strisce Veet.
Giustamente, come ha detto Chiara: voletevi bene, cucinate
anche in estate! E cucinate anche abbondante perché questa pasta è proprio
buona e il bis è imperativo categorico.
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martedì 25 giugno 2013
Cento di questi polli!
Venghino, venghino siore e siori! Accorrete numerosi al grande evento!
L'Europarlamentare meno partecipativo del Paese, Iva Zanicchi, ha deciso di lasciare la sua veste istituzionale "tanto ormai l'anno è perso, troppe assenze e zero impegno!" ed è venuta a festeggiare con noi.
Per una sera, una soltanto, si riaccendono i riflettori, si oliano gli ingranaggi della ruota e si rianima il pubblico assopito da oltre un decennio che ben presto riprende ad incitare a gran voce: "Cento!Cento!Cento!".
Ebbene sì, adorati aficionados, siamo giunti al centesimo post e bisogna brindare...offre Ivona nostra. Daje!
Mea culpa: sono una pessima blogger. Vi abbandono per settimane, mesi, senza acqua e senza cibo e le mie apparizioni ormai sono meno prevedibili di quelle della Veronica Ciccone con l'aureola.
Però, c'è un però... anche voi, ragazzi miei, stupitevi un po' quando trovate in bacheca un mio post, entusiasmatevi, commentate, replicate. E se non vi viene, fate finta!
Dopo previsioni catastrofiche di neve estiva, glaciazione in arrivo, estinzione dell'homo sapiens, esondazioni e devastazioni, è arrivato come ogni anno il grande caldo. Ora zitti e sudate!
Non ne potevo più di tutta quella pioggia e quel tempo ballerino che influiva moooolto negativamente sul mio umore. Con il bel tempo mi sto godendo a pieno la mia nuova dimora (sì esatto, un nuovo trasloco nel giro di sette mesi!), ho piantato tante belle piantine aromatiche sul balconico e ritirato fuori il piccolo tavolino per cenette e colazioni en plein air.
Pur essendo un condominio sembra tutto più familiare. Tutti si conoscono, i vicini sono sorridenti e disponibili, i bambini giocano tutt'insieme in cortile e le dirimpettaie si scambiano le ricette da un balcone all'altro. Poi la sera, quando tutti dormono e c'è un gran silenzio, adoro stare un po' seduta in balcone: si vedono le stelle, un leggerissimo venticello mi rinfresca dopo la calura della giornata e la siepe di gelsomino dei vicini sprigiona un profumo inebriante. È questa la mia sera d'estate.
Certo non son tutte rose e gelsomini. Proprio ieri stasera, con l'appropinquarsi dell'ora della cena, l'appartamento è stato letteralmente invaso da un irresistibile odore di carne alla brace. Uhmm, come resistere?!
Nella casa vicina, l'allegra famigliola si apprestava ad arrostire costine di maiale e due bei polletti. La prima idea balenatami in mente è stata di progettare un braccio meccanico, stile ispettore Gadget, per sgraffignare il bottino: forse la sto sparando grossa!
Sarebbe stato più semplice farmi notare complimentandomi con loro per la siepe verdissima, per i fiori mai visti tanto rigogliosi, per la lucentezza dei capelli e la setosità della pelle della padrona di casa.... non mi avrebbero mai invitato a cena!
Però, c'è un però. Mentre sbavavo copiosamente fissando e sniffando il loro barbecue: CRASH!
La signora, di cui sopra, è inciampata e i piatti che aveva in mano sono volati via, frantumandosi a terra in mille pezzi. Molto cartone animato.
Inizialmente ho pensato di avere qualche potere paranormale (ma smettila!) ma poi mi sono attivata per rendere il mio polletto un po' speciale, anche senza brace. Questi sì che so' poteri!!!
È una ricettina che si adatta bene sia con il pollo intero, sia a pezzi in particolare con le alette. Una tira l'altra!
lunedì 10 giugno 2013
La prima volta che ho mangiato
Esattamente 24 ore fa, dal momento in cui inizio a scrivere questo post, mi trovavo seduto al tavolo in una sala stupenda con sei camerieri e un sommelier che mi sorridevano ogni volta che incrociavano il mio sguardo ed erano pronti a chiedermi se tutto andasse bene.
Esattamente 24 ore fa, ero seduto al ristorante Cracco, a Milano. L'avevo anticipato e ieri finalmente, con il cuore in gola e tanta emozione sono entrato nell'ascensore che, senza neanche dover premere il pulsante, mi ha portato nella sala dove un tavolo apparecchiato per uno era lì ad attendermi.
Esattamente 24 ore fa, ero seduto al ristorante Cracco, a Milano. L'avevo anticipato e ieri finalmente, con il cuore in gola e tanta emozione sono entrato nell'ascensore che, senza neanche dover premere il pulsante, mi ha portato nella sala dove un tavolo apparecchiato per uno era lì ad attendermi.
Le mie aspettative per questa cena erano davvero alte, ma non tanto per colpa del prezzo del 'biglietto' quanto per lo chef del ristorante e la sua concezione di cucina e amore per il cibo che mi portava a pregustare una cena surreale.
Con questo post vorrei cercare di raccontarvi come questa cena, nella realtà, le aspettative le abbia superate di gran lunga. E di come sia uscito di lì, come "cuoco", umiliato.
venerdì 30 novembre 2012
Ispirazione del cavolo
Marco mi bacchetta sempre perché trascuro il blog, davvero troppo.
Diciamo che la costanza non è la mia miglior qualità (sempre che ne abbia una!) e, fortunatamente, non mi ha ancora sfiorato l'idea di far figli e non ho mai avuto animali domestici che dipendessero in tutto e per tutto da me, seppur ci pensi ogni tanto. Povere bestiole!
Torniamo a noi... in effetti dovrei aggiornarvi sugli ultimi stravolgimenti della mia umile esistenza.
Voi cari aficionados sicuramente vi ricorderete un riferimento "agli amici di Brescia" in un post di qualche mese fa e vi sarete chiesti: perché proprio Brescia? Beh, devo ammettere che a voi Jessica Fletcher e Perry Mason vi fanno un baffo!!!
Era una calda e soleggiata giornata di metà luglio, avevo già inserito la modalità summer con l'intenzione di seguire scrupolosamente i dettami del balneare perfetto fino a fine agosto, quando ricevo una telefonata che mi ha lasciato così: a bocca aperta.
Il mio adorato Coinqui, che chiameremo con un nome di fantasia, Marcello, con voce scossa e concitata mi annuncia che da lì a dieci giorni sarebbe stato trasferito per lavoro a Brescia.
Due erano le opzioni: o l'avrei seguito, o non avrei più avuto un adorato Coinqui, però come sapete l'amore vince sempre.
Due erano le opzioni: o l'avrei seguito, o non avrei più avuto un adorato Coinqui, però come sapete l'amore vince sempre.
C'è da sottolineare che ho vissuto per ben 24 anni a 300 metri dal mare e non è un dettaglio da poco.
Il mare piace a tutti e chi dice di no, finge spudoratamente. Come resistergli? L'estate: il sole, le vacanze. L'inverno: il vento gelido, la spiaggia deserta, magari con la neve.
Anche se per chi ci vive è completamente diverso. Il mare non è solo 'una bella cornice per una vacanza con i fiocchi', è molto di più.
Il mare piace a tutti e chi dice di no, finge spudoratamente. Come resistergli? L'estate: il sole, le vacanze. L'inverno: il vento gelido, la spiaggia deserta, magari con la neve.
Anche se per chi ci vive è completamente diverso. Il mare non è solo 'una bella cornice per una vacanza con i fiocchi', è molto di più.
È un amico fedele che ti accompagna dai primi bagni ,ai primi baci e, quando ce l'hai con il mondo intero, solo la gelida aria salmastra può placarti. Insomma, io respiro ossigeno e salsedine!
Fino ai vent'anni ho sempre pensato che vivere lontano dal mare sarebbe stato impensabile, poi le cose cambiano. Ti innamori e ti ritrovi a Reggio Emilia. Non c'è stata una volta però in cui, tornando a casa, rivedendo lui, l'amato Adriatico, non mi sia scesa la lacrimuccia. E poi a Pescara "Ah! La senti l'aria?!"
Fino ai vent'anni ho sempre pensato che vivere lontano dal mare sarebbe stato impensabile, poi le cose cambiano. Ti innamori e ti ritrovi a Reggio Emilia. Non c'è stata una volta però in cui, tornando a casa, rivedendo lui, l'amato Adriatico, non mi sia scesa la lacrimuccia. E poi a Pescara "Ah! La senti l'aria?!"
Premesso ciò, capirete che la notizia è stata per me come un fulmine a ciel sereno. Così su? Diventerò lombarda! Ma dai, stiamo così bene a Reggio con la nostra casina, la nostra cerchia di amici e la nostra vita. Non volevo sconvolgere tutto lasciando quello che avevo, per dover ripartire di nuovo quasi da zero. Dopo qualche giorno di sconforto ho deciso di vivere l'estate come meritava e lasciare tutti i dubbi a Settembre. In fondo, non importa dove sei ma CON CHI sei!
Le cose non vanno sempre come vorremmo e ce ne siamo accorti, nel modo peggiore, quel 25 Agosto. Anche quel giorno il mare, il nostro mare, è stato protagonista.
E, dopo quella terribile prova di sopravvivenza, sto imparando a dare la giusta importanza a tante cose che prima consideravo fondamentali. Ora come ora, vi dico che se avessi potuto scegliere, se avessi potuto decidere io, mi sarei trasferita nel più freddo e sperduto punto della Groenlandia o sul cucuzzolo più alto e più solitario della catena montuosa più ostica pur di poter cambiare il finale di quel sabato agostano. Ma non posso.
Ora quindi vi scrivo dalla mia nuova casina di Brescia, dove vivo da ormai due mesi con il solito adorato Coinqui: squadra vincente non si cambia! Sto cercando lavoro ma soprattutto mi impegno a vedere il lato buono delle cose e quindi anche di Brescia, della Lombardia, delle montagne.
Abbiamo trovato un piccolo appartamento ma davvero bellino, la cucina è ben attrezzata con una finestra di fianco al lavandino che dà sulla strada così, mentre cucino, posso sempre sbirciare fuori.
Da quando sono qui, ho preso la buona abitudine di fare una lunga passeggiata nel tardo pomeriggio. I primi giorni era un modo per perlustrare il nuovo quartiere e svagare un po' la mente da tutti i pacchi e pacchetti del trasloco. Poi è diventata una bella (e necessaria) consuetudine. Il percorso è diventato sempre più ingarbugliato, tant'è che a volte mi è capitato di essermi persa per strade e stradine ma, fortunatamente, ho sempre ritrovato casa.
Dei giorni esco per fare solo un po' di spesa, magari solo pane e latte, o qualcosina dal simpatico fruttivendolo all'angolo. Altri giorni invece cammino, cammino, cammino... senza meta.
Mi perdo in mille pensieri tant'è che mi sembra di non sapere dove mi trovi in realtà. E con l'aria frizzantina degli ultimi giorni, si viaggia ancora meglio.
Rientro a casa, un po' affannata e un po' infreddolita ed è quasi ora di cena. Guardo cosa c'è in frigo e, a mente fresca e ossigenata, mi metto ai fornelli.
E così sono nate queste polpette del cavolo!
Abbiamo trovato un piccolo appartamento ma davvero bellino, la cucina è ben attrezzata con una finestra di fianco al lavandino che dà sulla strada così, mentre cucino, posso sempre sbirciare fuori.
Da quando sono qui, ho preso la buona abitudine di fare una lunga passeggiata nel tardo pomeriggio. I primi giorni era un modo per perlustrare il nuovo quartiere e svagare un po' la mente da tutti i pacchi e pacchetti del trasloco. Poi è diventata una bella (e necessaria) consuetudine. Il percorso è diventato sempre più ingarbugliato, tant'è che a volte mi è capitato di essermi persa per strade e stradine ma, fortunatamente, ho sempre ritrovato casa.
Dei giorni esco per fare solo un po' di spesa, magari solo pane e latte, o qualcosina dal simpatico fruttivendolo all'angolo. Altri giorni invece cammino, cammino, cammino... senza meta.
Mi perdo in mille pensieri tant'è che mi sembra di non sapere dove mi trovi in realtà. E con l'aria frizzantina degli ultimi giorni, si viaggia ancora meglio.
Rientro a casa, un po' affannata e un po' infreddolita ed è quasi ora di cena. Guardo cosa c'è in frigo e, a mente fresca e ossigenata, mi metto ai fornelli.
E così sono nate queste polpette del cavolo!
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mercoledì 28 novembre 2012
L'arte del riciclo
Non sta per iniziare una puntata di Paint your life, tranquilli. I vostri rotoli di nastro carta sono al sicuro e non vi insegnerò a creare degli stencil con dei pappagalli per la vostra camera da letto in stile "foresta pluviale".
Semplicemente le cose stanno così: avevo voglia di riprendere il blog, a Bologna il tempo fa schifo (davvero schifo) e io sono a dieta.
Avete capito bene, sono a dieta ferrea da una settimana. Grazie alla mia amica nutrizionista che ha creato appositamente questa dieta personalizzata che mi farà diventare magrissimo. Tra poco uscirà anche il libro che troverete accanto a quello della dieta Dukan... ma che dico accanto! La dieta Dukan sparirà dalla faccia della terra e Dukan per la vergogna andrà in un bistrot ad ingozzarsi di croissant aux amandes! BEATO LUI!
Se a voi non interessa della mia dieta, un po' dovrebbe, perché scusate, ma è piuttosto incompatibile con un foodblog. Anche (soprattutto) leggere i vostri mi fa venire fame!
Smettetela di fare dolci sennò uno di questi giorni mi viene un raptus e vi saccheggio le case che i barbari in confronto aveva la delicatezza delle ballerine di danza classica.
Non è che ho smesso di cucinare, qualcosa dovrò pur mangiare ma diciamoci le cose francamente, senza prenderci in giro: le diete fanno schifo e sono tristi!
Chi ha detto che anche durante le diete si possono mangiare cose gustose ha detto la più grande bugia del mondo. Deve essere lo stesso che si è inventato che il tofu è buono.
Non sarò quindi così crudele da pubblicarvi le mie ricette senza olio, non ve lo meritate, nonostante questo blog stia cadendo nell'oblio perché non lo visitate più.
Eh già, purtroppo non avendo tempo e cose da pubblicare, il pubblico scende e siccome noi vogliamo raggiungere i picchi di share di Pomeriggio 5, riproponiamo una ricetta vecchia che le poche visite mi dicono fosse passata un po' inosservata. Dovrebbe anche andare bene per chi è a dieta, con i dovuti adattamenti in base agli ingredienti consentiti.
Immagino già che migliaia di lettori questa sera accenderanno il forno per questo fantastico pasticcio di pesce e faranno volare in alto la loro cena e anche le visite del blog. Il bello è che oltre al fatto che dovete solo buttarlo in forno, potete mangiarlo sul divano con il cucchiaio, sotto le coperte, mentre fuori piove, perché lo so che da voi sta piovendo. Un must per le cene invernali!
E poi potete sbizzarrirvi con la creatività, nel senso che potete svuotare il frigo e giustificare gli abbinamenti improbabili come avanguardia culinaria. Se avete dei bimbi un po' capricciosi, è un buon modo per fargli mangiare il pesce e se non funziona fate come faceva mia mamma: "Questo ho cucinato e questo ti mangi".
Semplicemente le cose stanno così: avevo voglia di riprendere il blog, a Bologna il tempo fa schifo (davvero schifo) e io sono a dieta.
Avete capito bene, sono a dieta ferrea da una settimana. Grazie alla mia amica nutrizionista che ha creato appositamente questa dieta personalizzata che mi farà diventare magrissimo. Tra poco uscirà anche il libro che troverete accanto a quello della dieta Dukan... ma che dico accanto! La dieta Dukan sparirà dalla faccia della terra e Dukan per la vergogna andrà in un bistrot ad ingozzarsi di croissant aux amandes! BEATO LUI!
Se a voi non interessa della mia dieta, un po' dovrebbe, perché scusate, ma è piuttosto incompatibile con un foodblog. Anche (soprattutto) leggere i vostri mi fa venire fame!
Smettetela di fare dolci sennò uno di questi giorni mi viene un raptus e vi saccheggio le case che i barbari in confronto aveva la delicatezza delle ballerine di danza classica.
Non è che ho smesso di cucinare, qualcosa dovrò pur mangiare ma diciamoci le cose francamente, senza prenderci in giro: le diete fanno schifo e sono tristi!
Chi ha detto che anche durante le diete si possono mangiare cose gustose ha detto la più grande bugia del mondo. Deve essere lo stesso che si è inventato che il tofu è buono.
Non sarò quindi così crudele da pubblicarvi le mie ricette senza olio, non ve lo meritate, nonostante questo blog stia cadendo nell'oblio perché non lo visitate più.
Eh già, purtroppo non avendo tempo e cose da pubblicare, il pubblico scende e siccome noi vogliamo raggiungere i picchi di share di Pomeriggio 5, riproponiamo una ricetta vecchia che le poche visite mi dicono fosse passata un po' inosservata. Dovrebbe anche andare bene per chi è a dieta, con i dovuti adattamenti in base agli ingredienti consentiti.
Immagino già che migliaia di lettori questa sera accenderanno il forno per questo fantastico pasticcio di pesce e faranno volare in alto la loro cena e anche le visite del blog. Il bello è che oltre al fatto che dovete solo buttarlo in forno, potete mangiarlo sul divano con il cucchiaio, sotto le coperte, mentre fuori piove, perché lo so che da voi sta piovendo. Un must per le cene invernali!
E poi potete sbizzarrirvi con la creatività, nel senso che potete svuotare il frigo e giustificare gli abbinamenti improbabili come avanguardia culinaria. Se avete dei bimbi un po' capricciosi, è un buon modo per fargli mangiare il pesce e se non funziona fate come faceva mia mamma: "Questo ho cucinato e questo ti mangi".
mercoledì 17 ottobre 2012
Se vuoi fare il figo, usa l'aneto
Avete già sentito da qualche altra parte cosa usare per fare i fighi?
Sto parlando di "Se vuoi fare il figo, usa lo scalogno" di quel figo in tutti sensi, anche senza scalogno, che è Carlo Cracco. Perché Cracco anche se è palesemente snob, ne sa tante, secondo me tantissime, e il modo in cui parla e quello che dice, anche se è un po' elitario, lo trovo sacrosanto. Poi siamo entrambi iscritti alla stessa associazione "Uniti contro il glutammato e il brodo di dado".
Ovviamente io mi sono fiondato il libreria appena uscito per comprarlo farmelo regalare e seppur inizialmente delusissimo dalla (quasi) mancanza di fotografie (su 60 ricette ne vengono fotografate meno di 20) mi sono dovuto ricredere quando ho iniziato a leggerlo. Non solo la struttura a "livelli" che ti porta a scoprire numerose ricette anche piuttosto classiche e ti insegna a cucinarle a regola d'arte, ma anche la presenza di altrettante lezioni che ti aiutano a muovere i primi passi in quella che lui chiama la grammatica della cucina ne fa un libro di cucina davvero completo. Inoltre ogni ricetta è accompagnata da una piccola storia personale e secondo me, le sue parole ti catapultano in quella ricetta, in ciò che rappresenta e finito di leggere, il motto di Cracco "La cucina è cultura" non suona affatto inappropriato o retorico.
Perché cucinare non vuol dire solo preparare qualcosa, casomai anche buonissimo, che poi possiamo mangiare: il vero senso secondo me sta nell'essere consapevoli di ciò che cuciniamo e del perché: cosa c'è dietro, cosa stiamo creando. Ovviamente è più difficile rapportare questo ragionamento alla cucina di tutti i giorni, che spesso, volenti o nolenti, è necessità ed un dovere più che un piacere.
Basta però parlare di cose serie e profonde, torniamo alle solite cavolate. Siccome ormai sono una star del web tipo TacchiAlti (Chi?? Ecco, appunto.) tutti mi chiedono consigli per cosa preparare o un aiuto culinario via web. Io poi spaccio sempre per mie le ricette degli altri e mi sento davvero Carlo Cracco.
Mi manca solo la barba e le stelle Michelin.
Ora se anche voi, volete dei consigli culinari non esitate a contattarmi perché io mi diverto un sacco e poi sono tutto il giorno in apprensione per il casino che andrete a combinare nel forno. Ovviamente, solo se siete incapaci sennò vi conviene chiedere alle vajasse moderne che passano la giornata tra dolci alla Nutella di cookaround e le puntate di La prova del cuoco.
Il mio allievo preferito, oltre alla mia amica di Pavia che ormai fa dei dolcetti che Buddy Valastro guarda e impara, è il mio amico fotografo Salvatore. Ovviamente Salvatore è solo il suo nome d'arte, perché ama l'Italia ma viene da Los Angeles. Mi segue sempre e mi chiede sempre le ricette, vorrebbe fare il bullo e non capire quanto sono importanti le cose che gli spiego ma in realtà mi ascolta, infatti sta imparando tanto e ora diventerà un vero cuoco, qui la sua testimonianza su quanto sia migliorato in cucina. Sono davvero orgoglioso di lui.
Non preoccupatevi, perché per sicurezza gli ho fatto firmare subito un contratto per il quale non può aprire un foodblog ed è diventato il fotografo ufficiale per il nostro prossimo libro di ricette senza che il nostro editore non ancora lo sappia, perché a noi piace fare i conti senza l'oste, fasciarci la testa prima che si rompa e usare i modi di dire a spoposito.
Passiamo però ora alla ricetta di oggi ché su questo blog dobbiamo pensare a far diventare famoso me, non i miei amici. La ricetta è liberamente ispirata ad una ricetta proposta nella finale della prima stagione di Masterchef USA. Whitney, poi vincitrice, fece un petto di pollo marinato al latticello, ma siccome io non sono a Masterchef il latticello l'ho lasciato a chi ha tempo da perdere per girare tutti i supermercati della nazione. Ho usato una marinata semplicissima con yogurt e aneto, ma come dice un classico della letteratura "L'aneto si è fermato a Eboli" e pare non sia terrone-friendly.
Voi gente sotto il Po che dite? Secondo me fresco si trova con facilità, è solo che non fate attenzione.
La mia ricetta è abbastanza ricca, ma potete usare questa marinatura anche solo per arricchire un petto di pollo alla piastra.
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mercoledì 19 settembre 2012
I salmoni del Taj Mahal
Non vedevo l'ora di poter scrivere ancora sul blog. Vorrei essere sul blog con più frequenza possibile, comprare tutte le cose sfiziose che trovo al supermercato, mettermi a cucinare, preparare tutto in piatti colorati, su tovagliette ripiegate e fare foto per poi scrivere e pubblicare. Purtroppo non bastano le grandi cattive sorprese, ma in alcuni periodi i problemi, gli imprevisti e gli impegni si accumulano tutti insieme, quindi ho dovuto scavare nei meandri del mio PC per ritrovare questa vecchia ricetta.
Sarebbe stato un vero peccato se non fossi potuto tornare a scrivere sul blog subito.
Prima cosa perché volevo ricordarvi di partecipare al contest: a fine mese scadrà e noi vogliamo trovare i panini in grado di stupirci perché non è che possiamo lasciar fare i cacciatori di talenti solo a quelli di X Factor!
Seconda cosa perché anche Laura Pausini è incinta (incinta è il nuovo accessorio fashion!) e le si vede scritto in fronte che quella ha voglia solo di piatti golosi e sicuramente anche lei le ricette le prende solo dal nostro blog.
Se ci leggi, Laura, ti volevo dire che le tue canzoni non le ascolto mai e mi servi solo per far salire le visite del blog.
Terza cosa perché ormai siamo davvero tutti cuochi! Al firmamento delle stelle Michelin si è aggiunta anche Elisabetta Canalis. Ebbene sì, tutti pensavamo seguisse la dieta delle modelle di Parigi, carote lesse e due dita in gola, e invece pare sia una maga dei fornelli, finendo addirittura su una delle più prestigiose riviste di cucina italiane. Qui per scoprirne di più. Ora abbiamo scoperto perché ha conquistato George Clooney, o forse perché si è fatta mollare.
Quindi perdonatemi davvero la ricetta banale, ma certo non potevo farvi qualcosa di meglio della principessa dei malloreddus. Però perdonatemi.
Lo so che, un po' grazie ad Ikea, un po' perché per sport andate a pescare i pesci contro corrente a mani nude nelle acque ghiacciate dei fiumi del nord come gli orsi, adorate così tanto il salmone che sapete l'inno della Norvegia a memoria. Riuscite addirittura a riconoscere qual è sulla cartina geografica. Una cosa però: la dovete smettere a mangiare solo quello affumicato, casomai con le zucchine per farci la pasta! Non escludo che qualcuno di voi ci aggiunga pure la panna da cucina. Allora, davvero, mangiatevi il petto di pollo di Elisabetta e non vi sforzate di essere così originali.
Per una sera osiamo e facciamo questo filetto di salmone alla maniera degli indiani. Perché si sa, in India il salmone va via come i samosa.
Sarebbe stato un vero peccato se non fossi potuto tornare a scrivere sul blog subito.
Prima cosa perché volevo ricordarvi di partecipare al contest: a fine mese scadrà e noi vogliamo trovare i panini in grado di stupirci perché non è che possiamo lasciar fare i cacciatori di talenti solo a quelli di X Factor!
Seconda cosa perché anche Laura Pausini è incinta (incinta è il nuovo accessorio fashion!) e le si vede scritto in fronte che quella ha voglia solo di piatti golosi e sicuramente anche lei le ricette le prende solo dal nostro blog.
Se ci leggi, Laura, ti volevo dire che le tue canzoni non le ascolto mai e mi servi solo per far salire le visite del blog.
Terza cosa perché ormai siamo davvero tutti cuochi! Al firmamento delle stelle Michelin si è aggiunta anche Elisabetta Canalis. Ebbene sì, tutti pensavamo seguisse la dieta delle modelle di Parigi, carote lesse e due dita in gola, e invece pare sia una maga dei fornelli, finendo addirittura su una delle più prestigiose riviste di cucina italiane. Qui per scoprirne di più. Ora abbiamo scoperto perché ha conquistato George Clooney, o forse perché si è fatta mollare.
Quindi perdonatemi davvero la ricetta banale, ma certo non potevo farvi qualcosa di meglio della principessa dei malloreddus. Però perdonatemi.
Lo so che, un po' grazie ad Ikea, un po' perché per sport andate a pescare i pesci contro corrente a mani nude nelle acque ghiacciate dei fiumi del nord come gli orsi, adorate così tanto il salmone che sapete l'inno della Norvegia a memoria. Riuscite addirittura a riconoscere qual è sulla cartina geografica. Una cosa però: la dovete smettere a mangiare solo quello affumicato, casomai con le zucchine per farci la pasta! Non escludo che qualcuno di voi ci aggiunga pure la panna da cucina. Allora, davvero, mangiatevi il petto di pollo di Elisabetta e non vi sforzate di essere così originali.
Per una sera osiamo e facciamo questo filetto di salmone alla maniera degli indiani. Perché si sa, in India il salmone va via come i samosa.
SALMONE IN CROSTA DI SPEZIE
Ingredienti:
filetto di salmone
pasta garan masala
coriandolo in polvere
paprika dolce
olio
lattughino
valeriana
cerfoglio
spinacino
finocchi
limone
yogurt
aceto bianco
Preparazione:
Preparate un filetto di salmone per persona. Ungete con un goccio d'olio il filetto, cospargete con un cucchiaino di pasta garan masala e spalmatela bene su tutta la superficie per formare una sottile crosta. Aggiungete anche una spolverata di coriandolo e paprika dolce in polvere. Scaldate una padella antiaderente, adagiatevi il filetto e fate cuocere circa 5' per lato a fuoco vivace. Il pesce deve rimanere leggermente umido e deve sfaldarsi facilmente.
Accompagnate con un'insalatina fatta da erbe fresche, condite con sale e una citronette fatta con succo di limone, un filo d'olio, aceto bianco e un cucchiaino di yogurt ma lasciando liquido il condimento.

Marco
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venerdì 27 luglio 2012
Una giornata tipo
Non vorremmo doverci giustificare, ma vi avevamo promesso di essere più presenti vista l'assenza di impegni, quindi dobbiamo.
C'è da dire però che al mare non possiamo mica portarci il computer per metterci a scrivere!
In realtà di ricette ne avremmo anche tante, in archivio, credo vi ritroverete una torta con le pesche a Dicembre.
Mi metto quindi di impegno e rinuncio ad un po' di mare per scrivervi e non abbandonarvi del tutto ché sennò anche voi abbandonate noi e... non vi azzardate!
In questo post colgo l'occasione per raccontare ai nostri amici di Brescia che ci seguono sempre con affetto, cosa fanno in estate due giovani ragazzi che vivono a 300 metri dal mare (ogni riferimento a luoghi e persone è puramente casuale).
Eccovi la nostra giornata tipo, capirete allora perché non possiamo scrivere così spesso sul blog. Casomai approfittate nei commenti per incoraggiare mia sorella che si è dimenticata pure la disposizione delle lettera sulla tastiera.
Per favore, se leggete questo post dall'ufficio andateci piano con le macumbe sennò dico a Paolo Fox di farvi un oroscopo di merda per il 2013.
ore 10:00sveglia, se papà è in ferie, ci compra il cornetto mandorlato dal fornaio perché in TV hanno detto che è la colazione raccomandata per gli atleti delle olimpiadi.ore 10:45in sella alla bicicletta per andare al mare, il tragitto dura circa 3 minuti perché andiamo pianoore 11:00bagno, poi feeling like a lucertola sotto il sole, poi quello che ci va tanto non siamo in ufficio che abbiamo dei compiti da svolgere.ore 13:30si torna a casa e si mangia quello che cucina nostra madre, 2 volte su 3 pasta con le zucchine.ore 14:00relax, perché si sa, il mare stanca!ore 15:00di nuovo al mare.Il pomeriggio è la parte più attiva di una giornata al mare, infatti pare che tre pomeriggi al mare equivalgono a una settimana di allenamenti di centometristi.ore 16:00bagno perché così con l'acqua salata del mare ti viene più voglia di gelatoore 17:00partita a pinnacolo.Il gioco del pinnacolo è stato dichiarato a partire dal 1986 gioco ufficiale dell'estate su tutta la costa adriatica, pare che alla fine degli anni '90, in località turistiche come Riccione, Milano Marittima, etc, etc, volessero chiudere tutti i locali notturni per aprire grandi arene di pinnacolo. Per vari motivi poi la proposta non passò, ecco perché abbiamo ancora il Cocoricò.ore 18:00visto che il sole sta scendendo, beach volley.In realtà gioco solo io, perché mia sorella purtroppo ebbe un brutto infortunio qualche anno fa in un match contro Nami Hayase e dovette rinunciare al suo sogno di partecipare alle olimpiadi di Seul.ore 19:00aperitivo con pizza rossa e birra, fino ad esaurimento scorte.ore 20:00/20:30ritorno a casa con cena con quello che ha cucinato nostra madre, 2 volte su 3 peperoni arrosto.ore 22:30uscita serale, perché Francavilla, si sa, è mondana come un party con Lindsay Lohan, Britney Spears e Paris Hilton che gli dà un passaggio in macchina.
Insomma, poi è sempre così. E no, non ci annoiamo.
Certo qualche volta succede qualcosa di nuove e travolgente, tipo una partita di pinnacolo a sei o una sagra in provincia.
Quindi ora ditecelo voi, possiamo avere tempo per scrivere sul blog?
E invece io sono ancora qui a proporvi questa ricetta, che definirei davvero ottima. Inoltre è anche facile e bastano pochissimi ingredienti.
Certo non è che tutti abbiamo una scorta di scampi in frigo, però basta una spesa di pochi euro e possiamo organizzare una bella cena, estiva e di effetto.
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