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venerdì 30 novembre 2012

Ispirazione del cavolo

Marco mi bacchetta sempre perché trascuro il blog, davvero troppo.
Diciamo che la costanza non è la mia miglior qualità (sempre che ne abbia una!) e, fortunatamente, non mi ha ancora sfiorato l'idea di far figli e non ho mai avuto animali domestici che dipendessero in tutto e per tutto da me, seppur ci pensi ogni tanto. Povere bestiole!
Torniamo a noi... in effetti dovrei aggiornarvi sugli ultimi stravolgimenti della mia umile esistenza.
Voi cari aficionados sicuramente vi ricorderete un riferimento "agli amici di Brescia" in un post di qualche mese fa e vi sarete chiesti: perché proprio Brescia? Beh, devo ammettere che a voi Jessica Fletcher e Perry Mason vi fanno un baffo!!!

Era una calda e soleggiata giornata di metà luglio, avevo già inserito la modalità summer con l'intenzione di seguire scrupolosamente i dettami del balneare perfetto fino a fine agosto, quando ricevo una telefonata che mi ha lasciato così: a bocca aperta.
Il mio adorato Coinqui, che chiameremo con un nome di fantasia, Marcello, con voce scossa e concitata mi annuncia che da lì a dieci giorni sarebbe stato trasferito per lavoro a Brescia.
Due erano le opzioni: o l'avrei seguito, o non avrei più avuto un adorato Coinqui, però come sapete l'amore vince sempre.

C'è da sottolineare che ho vissuto per ben 24 anni a 300 metri dal mare e non è un dettaglio da poco.
Il mare piace a tutti e chi dice di no, finge spudoratamente. Come resistergli? L'estate: il sole, le vacanze. L'inverno: il vento gelido, la spiaggia deserta, magari con la neve.
Anche se per chi ci vive è completamente diverso. Il mare non è solo 'una bella cornice per una vacanza con i fiocchi', è molto di più.
È un amico fedele che ti accompagna dai primi bagni ,ai primi baci e, quando ce l'hai con il mondo intero, solo la gelida aria salmastra può placarti. Insomma, io respiro ossigeno e salsedine!
Fino ai vent'anni ho sempre pensato che vivere lontano dal mare sarebbe stato impensabile, poi le cose cambiano. Ti innamori e ti ritrovi a Reggio Emilia. Non c'è stata una volta però in cui, tornando a casa, rivedendo lui, l'amato Adriatico, non mi sia scesa la lacrimuccia. E poi a Pescara "Ah! La senti l'aria?!"

Premesso ciò, capirete che la notizia è stata per me come un fulmine a ciel sereno. Così su? Diventerò lombarda! Ma dai, stiamo così bene a Reggio con la nostra casina, la nostra cerchia di amici e la nostra vita. Non volevo sconvolgere tutto lasciando quello che avevo, per dover ripartire di nuovo quasi da zero. Dopo qualche giorno di sconforto ho deciso di vivere l'estate come meritava e lasciare tutti i dubbi a Settembre. In fondo, non importa dove sei ma CON CHI sei!
Le cose non vanno sempre come vorremmo e ce ne siamo accorti, nel modo peggiore, quel 25 Agosto. Anche quel giorno il mare, il nostro mare, è stato protagonista.
E, dopo quella terribile prova di sopravvivenza, sto imparando a dare la giusta importanza a tante cose che prima consideravo fondamentali. Ora come ora, vi dico che se avessi potuto scegliere, se avessi potuto decidere io, mi sarei trasferita nel più freddo e sperduto punto della Groenlandia o sul cucuzzolo più alto e più solitario della catena montuosa più ostica pur di poter cambiare il finale di quel sabato agostano. Ma non posso.
Ora quindi vi scrivo dalla mia nuova casina di Brescia, dove vivo da ormai due mesi con il solito adorato Coinqui: squadra vincente non si cambia! Sto cercando lavoro ma soprattutto mi impegno a vedere il lato buono delle cose e quindi anche di Brescia, della Lombardia, delle montagne.
Abbiamo trovato un piccolo appartamento ma davvero bellino, la cucina è ben attrezzata con una finestra di fianco al lavandino che dà sulla strada così, mentre cucino, posso sempre sbirciare fuori.
Da quando sono qui, ho preso la buona abitudine di fare una lunga passeggiata nel tardo pomeriggio. I primi giorni era un modo per perlustrare il nuovo quartiere e svagare un po' la mente da tutti i pacchi e pacchetti del trasloco. Poi è diventata una bella (e necessaria) consuetudine. Il percorso è diventato sempre più ingarbugliato, tant'è che a volte mi è capitato di essermi persa per strade e stradine ma, fortunatamente, ho sempre ritrovato casa.
Dei giorni esco per fare solo un po' di spesa, magari solo pane e latte, o qualcosina dal simpatico fruttivendolo all'angolo. Altri giorni invece cammino, cammino, cammino... senza meta.
Mi perdo in mille pensieri tant'è che mi sembra di non sapere dove mi trovi in realtà. E con l'aria frizzantina degli ultimi giorni, si viaggia ancora meglio.
Rientro a casa, un po' affannata e un po' infreddolita ed è quasi ora di cena. Guardo cosa c'è in frigo e, a mente fresca e ossigenata, mi metto ai fornelli.
E così sono nate queste polpette del cavolo!


mercoledì 19 settembre 2012

I salmoni del Taj Mahal

Non vedevo l'ora di poter scrivere ancora sul blog. Vorrei essere sul blog con più frequenza possibile, comprare tutte le cose sfiziose che trovo al supermercato, mettermi a cucinare, preparare tutto in piatti colorati, su tovagliette ripiegate e fare foto per poi scrivere e pubblicare. Purtroppo non bastano le grandi cattive sorprese, ma in alcuni periodi i problemi, gli imprevisti e gli impegni si accumulano tutti insieme, quindi ho dovuto scavare nei meandri del mio PC per ritrovare questa vecchia ricetta.

Sarebbe stato un vero peccato se non fossi potuto tornare a scrivere sul blog subito.
Prima cosa perché volevo ricordarvi di partecipare al contest: a fine mese scadrà e noi vogliamo trovare i panini in grado di stupirci perché non è che possiamo lasciar fare i cacciatori di talenti solo a quelli di X Factor!
Seconda cosa perché anche Laura Pausini è incinta (incinta è il nuovo accessorio fashion!) e le si vede scritto in fronte che quella ha voglia solo di piatti golosi e sicuramente anche lei le ricette le prende solo dal nostro blog.
Se ci leggi, Laura, ti volevo dire che le tue canzoni non le ascolto mai e mi servi solo per far salire le visite del blog.
Terza cosa perché ormai siamo davvero tutti cuochi! Al firmamento delle stelle Michelin si è aggiunta anche Elisabetta Canalis. Ebbene sì, tutti pensavamo seguisse la dieta delle modelle di Parigi, carote lesse e due dita in gola, e invece pare sia una maga dei fornelli, finendo addirittura su una delle più prestigiose riviste di cucina italiane. Qui per scoprirne di più. Ora abbiamo scoperto perché ha conquistato George Clooney, o forse perché si è fatta mollare.

Quindi perdonatemi davvero la ricetta banale, ma certo non potevo farvi qualcosa di meglio della principessa dei malloreddus. Però perdonatemi.
Lo so che, un po' grazie ad Ikea, un po' perché per sport andate a pescare i pesci contro corrente a mani nude nelle acque ghiacciate dei fiumi del nord come gli orsi, adorate così tanto il salmone che sapete l'inno della Norvegia a memoria. Riuscite addirittura a riconoscere qual è sulla cartina geografica. Una cosa però: la dovete smettere a mangiare solo quello affumicato, casomai con le zucchine per farci la pasta! Non escludo che qualcuno di voi ci aggiunga pure la panna da cucina. Allora, davvero, mangiatevi il petto di pollo di Elisabetta e non vi sforzate di essere così originali.

Per una sera osiamo e facciamo questo filetto di salmone alla maniera degli indiani. Perché si sa, in India il salmone va via come i samosa.


SALMONE IN CROSTA DI SPEZIE

Ingredienti:
filetto di salmone
pasta garan masala
coriandolo in polvere
paprika dolce
olio

lattughino
valeriana
cerfoglio
spinacino
finocchi
limone
yogurt
aceto bianco

Preparazione:
Preparate un filetto di salmone per persona. Ungete con un goccio d'olio il filetto, cospargete con un cucchiaino di pasta garan masala e spalmatela bene su tutta la superficie per formare una sottile crosta. Aggiungete anche una spolverata di coriandolo e paprika dolce in polvere. Scaldate una padella antiaderente, adagiatevi il filetto e fate cuocere circa 5' per lato a fuoco vivace. Il pesce deve rimanere leggermente umido e deve sfaldarsi facilmente.
Accompagnate con un'insalatina fatta da erbe fresche, condite con sale e una citronette fatta con succo di limone, un filo d'olio, aceto bianco e un cucchiaino di yogurt ma lasciando liquido il condimento.



Marco

sabato 8 settembre 2012

Un anno, per te

Come vi avevamo preannunciato, oggi 8 Settembre, Una cucina per Chiama compie esattamente un anno. Così ci eravamo presentati, belli carichi e pieni di idee per questa nuova avventura e ora ci presentiamo di nuovo, con la speranza di continuare a stare insieme.

Con più di 70 ricette, più di 140 lettori, un contest in corso, tante foto, tanti commenti e tantissime visite :) non potevamo non scrivere un post speciale per il nostro blog-compleanno.
In  questo anno abbiamo avuto alti e bassi nella nostra produttività, qualche volta vi abbiamo lasciato un po’ soli, altre volte vi abbiamo fatto compagnia quasi ogni giorno, anche se purtroppo in questo periodo, più che mai, viviamo noi un momento decisamente basso.

Spesso nella vita pensiamo, combinando dei guai o qualcosa che sarebbe stato meglio non fare, che vorremmo una macchina del tempo per recuperare e correggere ciò che abbiamo fatto.
A volte è la vita che fa errori talmente grandi che dovrebbe tornare indietro e riparare.
Purtroppo la macchina del tempo non esiste in nessuno dei due casi ed è così che se n’è andato nostro padre, esattamente due settimane fa.

Una settimana può sembrare una vita se ti cambia il mondo.

In un giorno in cui quel cielo così blu e quel sole così bello sembrano averci regalato tutto, per poi regalarci un tramonto altrettanto bello, ma così amaro, che non dimenticheremo mai.

Quando al mare hai dato tutto, il mare da te vuole riprendersi tutto: così è stato per papà.
Abbiamo fatto entrare tanti piccoli gesti e nuove abitudine nella nostra vita, anche se non volevamo e non eravamo pronti. Tutto quello sembrava surreale, puzzava di assurdo. Abbiamo iniziato a muovere i primi passi in avanti, per quanto possa far male e nonostante tutte le paure.

Non sapevamo neanche se scrivere qualcosa qui, se condividere il nostro dolore più grande, qui, dove tutto è pubblico. Ma ora ci sembrava il caso perché vogliamo dedicare questo intero anno di chiacchiere, battute e nostalgie, foto e sapori a lui.

È sempre stato molto orgoglioso del nostro blog, ma ancora di più di noi, in ogni occasione e per ogni scelta o idea che abbiamo voluto intraprendere. Non possiamo farci assalire da nessun rimorso ma riempiremo il nostro vuoto enorme, tra le altre cose, con altri sapori, altre foto, altre battute con voi e anche con lui. Speriamo che nell’isolotto in cui si trova ora ci sia una connessione decente, così può continuare a leggerci.

Questa ricetta è un classico, ogni blog credo abbia la proprio versione e oltretutto è una ricetta che avevo in archivio da tanto tempo e pensavo di usare per tutt’altra occasione. Però per un compleanno, un bel dolce è l’ideale e diciamocelo francamente, tutti amiamo la cheesecake! 
Di tutte quelle che ho assaggiato, questa è la mia ricetta preferita.
Una ricetta conosciuta e amata in occasione di grandi cene in compagnia, tanti anni fa, da amicizie nate per caso e da un’amica speciale che sapeva prenderci per la gola. Questa è stata subito eletta a cavallo di battaglia e non c’era occasione che non fosse adatta per questa speciale cheesecake. Ringraziamo tutti in coro Anna per questa ricetta e seppur sia un classico e di ricette ne girano mille, fatevi un favore e assaggiatela!


giovedì 23 agosto 2012

Sfida olimpica

Come avevamo promesso a tutti i nostri lettori della pagina Facebook (scusate la discriminazione), appena dopo le ferie che ci siamo presi, saremmo tornati con una grande novità.
Eccola qui! Ma andiamo in ordine.

Le olimpiadi sono finite da poco e diciamocelo: a chi non piacciono le olimpiadi? Anche a quelli, come noi due, a cui non piace lo sport, si incantano a vedere almeno qualche gara e il giorno dopo, al mare, ci tuffiamo manco fossimo Tania Cagnotto ma al massimo riusciamo a fare la capriola sott'acqua.
Ho visto già gente per strada allenarsi per le prossime olimpiadi: correre peggio di Bolt per non perdere il treno, in spiaggia tutti determinati a entrare nella nazionale di beach volley, per non parlare di quelli che si sfidano a colpi di bastoncini del Magnum con affondi e attacchi e non vedono l'ora di venir chiamati per la pubblicità del Kinder Cereali.
Insomma, la olimpiadi-mania non è finita con l'ultima medaglia e il concerto delle Spice (bentornati anni '90!).
Forse sono stato un po' troppo ottimista perché sembravate tutti sportivi e invece, a due settimane dalla fine dei giochi, gli unici a farsi il mazzo in palestra sono gli atleti che già si preparano ad andare a Rio a ballare la samba. Io vi consiglio intanto di tornare in palestra da subito che non si sa mai che l'anno prossimo vada di moda essere magri e tonici  (qui per conoscere la moda di questa estate) e seconda cosa vi voglio riaccendere la passione olimpica e farla bruciare come un falò sulla spiaggia, noi vi cantiamo anche Venditti con la chitarra.
Dato per scontato quindi che vi sentite l'atletica scorrere nelle vene, vi stiamo per proporre la sfida del secolo.
Pronti a diventare i nuovi atleti della nazionale italiana? Noi siamo i peggiori trainer che potreste immaginare.
Però, c'è un però. Tra circa una settimana il nostro blog compie un anno!
Proprio un anno fa, stavamo già tirando giù le prime idee in attesa di preparare e 'scattare' la prima ricetta.

Nel rivedere i vecchi post, ci accorgiamo non solo di essere cambiati molto, ma anche di essere migliorati: nella grafica, nelle foto, nelle ricette. Siamo molto soddisfatti di questo piccolo blog!
Ne approfittiamo per augurare a tutti di farsi una risata e non prendere troppo sul serio quello che scriviamo e usare tanta ironia, almeno quando siete sul nostro, poi appena chiudete la pagina potete tornare a fare gli chic :)
La voglia di festeggiare questo primo anno insieme è tanta e noi festeggiamo solo al meglio.
Roba che Happy Birthday Mr. President sono come fuochi d'artificio di una sagra di paese.
Come vogliamo festeggiare? Con un contest appunto, una vera e propria gara olimpica ma che nel tema, badate bene, di olimpico non ha niente.
Siamo sicuri che tutti sognavate di salire sul podio con la vostra medaglia e quindi eccovi accontentevi.

3 vincitori, 2 premi speciali, 1 giudice d'onore, tantissimi partecipanti!

Non ancora avete capito?
Si accende oggi il bracere del contest: Panino per Chiama! ...e attenti a non bruciarci il pane sopra.

Il tema del nostro contest è proprio il panino. 
Perché?
Perché come dice un proverbio cinese: l'amore è tra due fette di pane.
Il panino può diventare qualcosa di davvero particolare, sfizioso, goloso, elegante, lussuoso, insomma un panino può essere tutto. Quindi sta a voi stupirci, con la vostra creazione. Non avete limiti, se non mettere qualcosa tra due strati di carboidrati.



Le regole del contest:
  • La ricetta dovrà essere un panino. Regola fondamentale: ogni panino deve avere un nome. Spremetevi le meningi perché non deve essere semplicemente la lista di ingredienti (tipo: panino al prosciutto cotto e sottiletta).
  • Il contest a rivolto a chiunque, anche a chi non ha un blog. Verrà aperto un post dove verranno inserite le ricette dei partecipanti senza blog. Cliccate qui o sul banner del contest sul nostro blog per essere rimandati alla pagina.
  • E’ possibile partecipare con al massimo 2 ricette.
  • Ogni ricetta deve essere corredata da almeno una fotografia
  • Valgono solo ricette postate a partire dalla data odierna, anche se la ricetta è vecchia sarà valida solo se ri-postata a partire da oggi.
  • La ricetta deve essere esclusiva per questo contest e non può partecipare ad altri.
  • Inserite il banner del contest nel post della vostra ricetta e nella homepage del vostro blog. Questo il codice HTML: <a href="http://i45.tinypic.com/2zizosl.jpg"> <img alt=" http://unacucinaperchiama.blogspot.com/2012/08/sfida-olimpica.html " src="http://i45.tinypic.com/2zizosl.jpg"></a>
  • Lasciare un commento qui con il link al vostro post e, se vi va, iscrivetevi al blog o alla pagina Facebook.
  • Chi non ha un blog e vuole partecipare, deve inviarci la ricetta con foto (max 2MB) alla mail: baloccobros@gmail.com 
  • Il contest inizia oggi 23 Agosto e termina alla mezzanotte del 30 Settembre.
Proponeteci un vero panino d'autore, non c'è limite agli ingredienti, mentre per i premi: non si vince niente se non dei fantastici riconoscimenti che solo la Hall of Fame dei foodblogger può vantarne di più importanti.

Il podio vedrà salirvi i tre vincitori con le tre medaglie.
La medaglia d'oro, d'argento e di bronzo; è davvero un'olimpiade. Che la competizione sia alle stelle.

Vi sembra già straordinariamente fantastico e siete corsi in cucina a tagliare una rosetta a metà? Fermatevi perché il pezzo forte deve ancora arrivare.
Abbiamo un giudice d'onore con ben due premi d'eccezione che camminano con lui e sarà lui e solo lui ad assegnarli.
Perché un giudice d'onore? Perché come ogni prima edizione di XFactor che si rispetti i giudici sono tre e perché lui è amico stretto di Simona Ventura, sa tutti i suoi segreti e farà di voi la Giusy Ferreri dei panini.
Lui è il nostro paninaro preferito (qui una sua foto), lui i panini non li fa, lui li mangia, lui li giudica, lui li recensisce e il suo blog è la guida Michelin dei panini.
Nato da una notte di passione tra Burger King e la signora McDonald, nel biberon da piccolo ci metteva la salsa BBQ. Pare che la sua prima parola è stata 'pane' e non 'papà' e alla Prima Comunione di ostie ne ha volute due con in mezzo un hamburger di manzo.
Da due anni ha un blog, l'unico blog ad avere un panino che porta il suo nome ovviamente creato da noi di UnacucinaperChiama, ma sicuramente ve lo ricorderete perché ha fatto il giro del mondo. È stato il panino ufficiale dei capricci di Madonna nel suo MDNA Tour ed era buonissimo.
Parlo del Burger Maniac e lui è matteowolk!

Siccome vogliamo darvi ancora più possibilità di vincere i nostri ricchissimi premi (niente), sarà proprio il nostro giudice d'onore a scegliere altri due vincitori in due categorie speciali.
Ve le presentiamo:
  • premio Ginnastica Ritmica: lo sappiamo che tutti quanti vorrebbero provare una di quelle tutine attillate e iniziare, in punta di piedi e su una gamba sola, a far volteggiare un nastro rosa a tempo di musica. Vista la sua collezione di nastri e VHS delle esibizioni delle ginnaste, è sicuro quello giusto per dire se il vostro panino è così chic ed elegante da aggiudicarsi il nastro di vincitore nella categoria. Mettete tutta la vostra eleganza tra due strati di carboidrati, fotografatela con classe e fateci sentire a pranzo da Tiffany.
  • premio Alex Schwazer: non ci interessa cosa fate quando non vi allenate, se mangiate Pavesini o vi intendete di latte, quello che ci interessa è cosa fate quando vi allenate per preparare il panino per il nostro, e solo nostro, contest Un panino per Chiama. Vogliamo un panino che sia così buono da crearci dipendenza, un vero doping per le papille gustative e preparato con attenzione ed impegno. Ah, tanto per dire, il nostro blog è l'unico a conoscere la grafia esatta del cognome di Alex.

Avete capito allora? Conquistateci con un panino e raccontateci cosa vi ha ispirato a creare il panino, come avete scelto gli ingredienti e perché.

Vi auguriamo in bocca al lupo, spero che questa idea vi piaccia e vi ispiri per creare una bella raccolta di panini succulenti e sentiamoci tutti letterine nel 2004 e facciamo un bel passaparola con tutti i vostri amici e amiche, blogger e non.

martedì 22 maggio 2012

"Hai mai cucinato per più di 10 persone?"

Dopo tanto tempo, ormai a distanza di più di un mese posso raccontarvi una cosa.

Un mese fa, anche un po' di più per l'appunto, ero appena tornato dall'Erasmus ed ero a casa in uno dei tanti pomeriggi senza far niente. Quando ad un certo punto su twitter leggo il profilo di Masterchef Italia che informa che sono aperte le selezioni per la seconda stagione e si possono inviare le candidature.
Ok, io sta cavolata la faccio. Ci provo, l'ho detto fin dalla prima puntata della prima edizione, sognandolo già dalle edizioni internazionali del programma.
Dopo un paio d'ore esco per un aperitivo e mentre ero in macchina mi arriva questa chiamata da un numero sconosciuto, di Milano. Rispondo (un saluto a tutti i vigili urbani che mi leggono): "Ciao, siamo della redazione di Masterchef".
Accosto subito! WOW!
Mi hanno fatto alcune domande per circa un quarto d'ora e mi avrebbero fatto sapere in caso fossi stato idoneo per il primissimo provino.
Due giorni dopo mi richiamano, era un Giovedì, io ero in viaggio verso Bologna e mi dicono che il weekend dopo sarei dovuto essere a Roma. Faccio chiamate, inizio a vedere gli orari e i prezzi del FrecciaRossa e soprattutto, pensare ad una ricetta!
Vi confesso che un po' di incubi quelle notti li ho avuti, piatti che non venivano, carne che non cuoceva, Bastianich che mi urlava contro...
Dovevo portare un piatto già pronto, avrei avuto solo il tempo per impiattarlo e scaldarlo.
Dove lo cucino, quando lo cucino? Per fortuna due ex compagne del liceo potevano ospitarmi a Roma e così è deciso. Parto Sabato mattina, pomeriggio cucino, Domenica mattina provino! Emozione a mille!

La scelta del piatto, dopo alcune idee scartate perché sarebbe stato meglio prepararle al momento, non è stata facile, ma è arrivata.
Da cosa?
La domanda: "qual è il tuo piatto forte?" è una domanda che odio, perché sinceramente non ne ho idea. Il vostro qual è? Siete così sicuri di saperlo? Fatto sta che la domanda subito prima era: "hai mai cucinato per più di 10 persone?" e a quella domanda, in mente mia, c'era solo una risposta: "Erasmus", SI CERTO!
Vi ho raccontato parecchie volte delle cene che facevo in Erasmus, era un modo fantastico per stare tutti quanti insieme e almeno a voi non sembrerò un alieno se dico che cucinare per gli altri è una cosa che gratifica e dà gioia come poche altre. Così soprattutto nell'ultimo periodo la cosa più veloce da fare per così tante persone erano le polpette. Classiche polpette, rivisitate con qualche tocco personale per darle ancora più sapore. Io preparavo l'impasto in grandi quantità e gli altri erano addetti ad 'appallottare' e io controllavo con sguardo severo, come la migliore tradizione tedesca insegna, che tutte fossero della stessa grandezza.
"Qual è il tuo piatto forte?" La mia risposta è stata: "Tra i miei amici sono famose le mie polpette".
A chi non piacciono le polpette? Le mie poi... ;)

Così è nata la mia ricetta. Sono stato così minuzioso data l'occasione che ci ho messo qualcosa come 3 ore e mezza per preparare tutto. Ma vi assicuro che non ci vuole assolutamente tutto questo tempo, ma ho fatto una cosa alla volta per assicurarmi che tutto venisse alla perfezione.
E' stato un lungo lavoro di assaggi e aggiustamenti, ma alle mie amiche non sembra essere dispiaciuto.

Vi parlo un po' del giorno del provino, così concludo questo post altrimenti non la finisco più.
E' una bella esperienza, davvero, che sono contentissimo di aver fatto.
Soprattutto se vai lì per viverla e non tanto per vincere a tutti costi e voler strafare.



Hai il tuo numeretto attaccato sulla giacca, le interviste, le foto, le riprese, insomma ci si sente un po' una star.
Poi c'è la prova vera e propria, la telecamera puntata e il giudizio di uno chef che assaggia il tuo piatto, le domande sulla cucina, le dosi per una crema pasticcera, la ricetta della tarte tatin.
E poi si conoscono tante persone, alcune molto simpatiche, alcune che secondo me ci credono un po' troppo.
Purtroppo non ho chiesto a nessuno se avevano un blog o un modo per rimanere in contatto, anche se io sono certo di aver conosciuto il prossimo vincitore di Masterchef :)
Quando inizierà il programma vedremo se ho ragione. Ah, e io gli ho prestato il mio coppapasta, quindi ha una cena in debito con me. Così erano i patti.

Purtroppo posso già raccontarvi di quest'esperienza perché le chiamate per la seconda selezione sono già state fatte (o così pare -non vorrei mai mi squillasse il telefono proprio ora-).
Quindi nella prossima edizione non ci sarò ma non è detto che l'anno prossimo non si riprova, anche solo per il divertimento di fare i provini.
Ora posso dire quelle frasi che in tutti i reality si dicono: "Grazie a tutti quelli che mi hanno appoggiato fin qui" e "Essere arrivati a questo punto per me significa già tanto".
In realtà io ringrazio veramente tutti quelli che come me, erano presi da questo tentativo, dalla mia 'esperienza Masterchef' e un po' c'hanno creduto, forse più di me. E un po' ci sono rimasti male anche loro.

Questa è la ricetta: non sono le solite polpette che facevo per le nostre cene, ma quello è un altro post.
Scusate anche se le foto non sono il massimo, ma non erano state fatte con l'intenzione di metterle sul blog, ma solo per vedere il piatto realizzato.


COUS COUS AROMATICO CON POLPETTE IN SALSA ALL'ARANCIA E PISTACCHI TOSTATI AL LIMONE

Ingredienti:

- per le polpette
500gr di macinato di suino
1 uovo
mollica di pane raffermo
scorza d'arancia
latte
noce moscata
coriandolo fresco
semi di finocchio
sale

- per la salsa
4 arance grandi
cipolla rossa di Tropea
aceto balsamico
zucchero
pistacchi sgusciati
sale
burro
olio evo

- per il cous cous
200gr di cous cous
limone
arancia
sale

Preparazione:
Preparate il cous cous come indicato nella confezione, facendo bollire insieme all'acqua il succo di metà arancia e qualche fetta di limone.
In una ciotola, ammorbidite la mollica di pane (circa due fette grandi) con del latte. Aggiungete la carne, le spezie e i sapori. Amalgamate con uovo intero e altro latte se necessario. Dovrete avere un impasto non troppo secco.
In una grande padella, fate scaldare abbondante olio d'oliva e quando sarà ben caldo rosolate le polpette. Quando saranno dorate all'esterno, mettetele da parte con tutto l'olio.
Nella stessa padella, fate sciogliere una noce di burro, aggiungete un cucchiaio raso di zucchero e uno di aceto balsamico. Aggiungete due cipolle tagliate finemente (io ho usato cipolla rosa di Roscoff) e fatele caramellare. Aggiungete due arance, solo gli spicchi, tagliati a vivo, tenete a fuoco basso e aggiungete le polpette con il loro olio. Dopo qualche minuto, aggiungete il succo di due arance. Continuate la cottura finché il sughetto non si sarà addensato e le polpette non saranno completamente cotte. Aggiustate con un po' di zucchero se troppo agre.
Io per dare qualcosa in più, anche a livello di consistenza, ho aggiunto dei pistacchi tostati al limone. Ho spellato i pistacchi, ridotti a granella grossolana e in un padellino ho fatto sciogliere pochissimo burro e aggiunto qualche scorzetta di limone, facendo insaporire il burro. Poi ho passato in quel burro i pistacchi per farli tostare, facendo attenzione che il burro non si bruciasse.


Marco

venerdì 11 maggio 2012

Jamie Oliver e il bio rivoluzionario.

L'altra sera ero a casa solo, senza niente da fare perché ero troppo stanco per uscire dopo lo spinning (cosa non si fa per l'estate che si avvicina!).
Facevo zapping in TV e ho beccato un programma di Jamie Oliver, che ben conosco. Jamie's Food Revolution USA.
Questo, tra tutti, credo che sia uno dei motivi per cui il mio amore sconfinato per il biondino dell'Essex sia stato confermato. Oltre alla passione incredibile che trasmette quando cucina, così viscerale, c'è anche il suo dedicarsi in modo particolare all'educazione alimentare. Per far in modo che le persone mangino meglio. Lui ha iniziato proprio dalle mense scolastiche del Regno Unito, per poi spostarsi oltre oceano, negli USA, cercando di prendere in mano una situazione che tocca il fondo.
La dedizione che mette in questo progetto, il crederci fino in fondo sono senz'altro contagiosi.
Invece ieri facendo "zapping" tra i blog, cosa scopro? Che il 19 Maggio è proprio il Food Revolution Day! Un incredibile evento mondiale per sensibilizzare all'educazione alimentare, alla conoscenza dei prodotti, al saper mangiare bene.
Io non sono un tipo fissato con i prodotti bio, a km zero e a tutti i costi lontani dalla grande distribuzione.
Io non credo che sia questo il punto, non credo che senza questi tipi di prodotti, secondo me un po' "snob", non si possa mangiar bene. Per me è importante conoscere il prodotto, a prescindere da dove viene acquistato. Si possono cucinare piatti sani e molto buoni anche facendo la spesa in un discount, per dire.
Non ho detto che non capisco la bontà o l'importanza di utilizzare prodotti bio o a km zero, ma penso anche che non tutti possono permettersi di fare la spesa per tutti i giorni spendendo il triplo che in un qualsiasi altro supermercato.
Mi spiego meglio, è ovvio che anche io in estate mangio i pomodori che coltiva mio nonno nell'orticello fuori casa e non nego che siano più buoni dei pomodori presi alla Coop, ma tra i pomodori della Coop e il merluzzo ai pomodorini già pronto nel banco surgelati, c'è un mare ancora grande, tutto da esplorare.
Gli additivi, i conservanti e similari, si possono evitare lo stesso.
Il cibo bio a tutti i costi non è una necessità, è una necessità il "cibo reale".
Voglio essere un rivoluzionario, ma 'rivoluzionando' il concetto di bio che troppe volte mi sembra più una moda che una vera consapevolezza.

Seguo questa iniziativa di Jamie da tanto, dagli albori, da quando andava nelle prime mense scolastiche a litigare con le cuoche e il direttore perché non potevano usare solo crocchette di pollo e broccoli surgelati. Ed era incazzato per questo, cavolo se lo era!
La trovo una campagna più che intelligente e più che necessaria... forse noi ci limitiamo a pensare che sia un problema degli altri paesi, dell'America dei fast food, ma secondo me riguarda anche noi, perché c'è tanta ignoranza verso il mondo della cucina anche nella terra della pizza e della pasta.

Se c'è un motivo per cui sono ispirato da Jamie Oliver, è anche questo.


Ci tenevo a dedicare un post a questa iniziativa, sul sito potete trovare anche l'evento più vicino a voi. Noi italiani dobbiamo "accontentarci" di Milano, Torino e Bologna per il momento.
La ricetta che abbino al Food Revolution Day, è una ricetta che ho fatto qualche tempo fa ma perfettamente ancora di stagione. Ho usato tutti prodotti freschi, perché ne ho avuto l'occasione, presi dal contadino o "autoprodotti" (come la salsiccia, i limoni e le arance)

PENNE CON CARCIOFI AL PROFUMO DI AGRUMI

Ingredienti:
400gr di penne rigate artigianali
300gr di carciofi puliti
100gr di salsiccia con semi di finocchio stagionata
1 cipolla di Tropea
aglio
arancia
limone
sale
vino bianco
olio evo

Preparazione:
In un filo d'olio fate dorare uno spicchio d'aglio, toglietelo e aggiungete la cipolla di Tropea tagliata a listarelle e fatela appassire a fuoco basso. Aggiungete i carciofi puliti e spezzettati, fate sfumare con mezzo bicchiere di vino bianco e il succo filtrato di un'arancia piccola. In una padellina a parte, scaldate un po' d'olio e sbriciolateci la salsiccia per farla diventare croccante. Fate cuocere la pasta in abbondante acqua salata, scolate al dente e aggiungete ai carciofi per far amalgamare i sapori. Una volta nel piatto aggiungete la salsiccia e qualche scorzetta di limone ed arancia grattuggiata.

Marco





con questo partecipiamo al contest di Donatella:

 http://fiordirosmarino.blogspot.it/2012/04/io-le-verdureil-mio-nuovo-contest.html

martedì 3 aprile 2012

Il solito gamberetti e zucchine

Proprio ieri mentre apro il fantastico blog di Ely vedo che c'è un nuovo contest. Il tema: i risotti!
Mi vorrei mangiare le mani, proprio l'altro giorno ho fatto un risotto per pranzo molto gustoso e... se solo avessi avuto voglia di fotografarlo.

Vi spiego come è nato. Mia madre aveva comprato la mattina stessa del pesce al mercato freschissimo, quando dico freschissimo intendo ancora vivo, che si muove e per pulirlo è un'impresa. Seppie, panocchie e gamberoni freschissimi. Prima di uscire per andare a lavoro mi dice: "casomai per pranzo fai un risotto, ci sono anche le zucchine".
Eh vabbè, il solito risotto gamberi e zucchine?! E' buonissimo certo, mi piace moltissimo come condimento per la pasta o il riso, ma ho pensato che avrei potuto modificarlo un po' e così è stato.
Destrutturiamo come direbbero i grandi chef!
Il risultato è stato molto soddisfacente e quindi sono molto contento di poterlo riproporlo per la cara Ely che ci segue sempre ed è un piacere poter partecipare ad un contest che organizza, soprattutto se così interessante.

Per fortuna mia madre aveva surgelato i gamberoni che non avevo usato, ancora interi, così ho potuto averli praticamente ancora come appena pescati e rifare questo risotto, il "solito" gamberetti e zucchine.


RISOTTO GAMBERONI E ZUCCHINE

Ingredienti:
350gr di riso Arborio
400gr di gamberoni freschi
1 zucchina
scalogno
cipolla
composta di cipolle rosse di Tropea
carota
aglio
limone
prezzemolo
barbetta di finocchio
paprika dolce
sale
olio evo
farina

Preparazione:
Pulite i gamberoni conservando le teste. Mettete le teste in una pentola piena d'acqua con un pizzico di sale, mezza carota e mezza cipolla, preparando un brodo che poi filtrerete. Infarinate leggermente i gamberoni sgusciati, uno alla volta, e fateli rosolare in olio evo ben caldo con un cucchiaino di paprika dolce. Quando saranno rosolati e avranno formato una crosticina, toglieteli dal fuoco e metteteli da parte. Nella stessa padella in cui avete cotto i gamberi, fate rosolare un piccolo scalogno, aggiungete il riso facendolo tostare e poi cuocetelo al dente con il brodo, come un normale risotto. Tagliate la zucchina per il lungo e svuotatene una metà lasciando solo la parte verde. Tagliate quest'ultima in cubetti molto piccoli e aggiungeteli al risotto solamente quando mancano un paio di minuti di cottura.
Fate rosolare il resto della zucchina in un filo d'olio, con uno spicchio d'aglio, sale e una spruzzata di succo di limone. Quando sarà morbida, frullatela con un mini-pimer insieme ad un filo d'olio, sale, una manciata generosa di prezzemolo, barbetta di finocchio, un cucchiaino di composta di cipolle e scorza di limone. Usate la crema come guarnizione per il risotto.




Marco

Con questa ricetta partecipo al contest:



 http://www.nellacucinadiely.it/2012/04/chi-non-risotta-in-compagnia.html

mercoledì 21 marzo 2012

Aufwiedersehen

Questa volta è davvero l'ultimo post dalla Germania. Almeno per questa esperienza, poi chissà, spero di tornare presto.

Ho già raccontato più volte dell'esperienza stupenda che sotto diversi punti di vista ho vissuto e soprattutto all'inizio parlavo stupito ed euforico di questo paese dal punto di vista culinario.
Ebbene sì, molti pensano che in Germania sia solo Kartoffel e Wurst. Ma non è così. Meglio, è così ma non solo. Sarei uno scemo che non si mangiano patate e wurstel, ma ditemi, dopo un piatto di Bratkartoffeln e un Bratwurst con senape che qui si mangia male.

Qui, sicuramente, ci sono tante tradizioni diverse e un modo di cucinare, utilizzare gli ingredienti totalmente diverso da quello che abbiamo noi. L'utilizzo di condimenti e salse è massiccio, non lo si può negare. Ho anche imparato tanto, ho anche scoperto nuovi gusti e nuovi abbinamenti di sapori. Una cucina che di certo non puoi mangiare in riva al mare in un caldo giorno di metà Luglio ma ogni stagione ha i suoi sapori.
Non ho pubblicato tantissime ricette prettamente di stampo tedesco e mi sono perso tanti "classici" anche se potete farvi un giro qui, seguendo l'etichetta Deutschland.


Sicuramente vi ricorderete di quanto ho apprezzato la varietà di prodotti che i supermercati offrono e aggiungerai anche il prezzo conveniente (certo, se cercate le zucchine sono di sicuro più economiche al mercato da me a Pescara con la bella stagione). Ho trovato davvero tanti prodotti, reperibilissimi, che in Italia mi sarei sognato di trovare con tanta facilità. Non saprei neanche da dove iniziare a farvi degli esempi!

Uno degli ingredienti che ho sempre avuto voglia di usare è il rabarbaro. Ovviamente reduce da un passato/presente allievo di Jamie Oliver. L'ho trovato per la prima volta al mercato in piazza quando Chiara è venuta a trovarmi. Finalmente mi sono deciso ad usarlo.
Ho pensato di sfruttare la novità di questo ingrediente per un contest molto interessante che ho trovato qualche giorno fa. Parlo di "Basta un poco di zucchero e...", il contest sullo zucchero di canna di Federica di Note di cioccolato.
Così ho usato lo zucchero di canna muscovado abbinato alla asprezza e alla freschezza dello zenzero per creare dei muffin estremamente morbidi dentro e al sapore di rabarbaro che ho trovato ottimo nei dolci. Un crumble di zenzero in superficie rende tutto più interessante!


TORTINE AL RABARBARO E ZENZERO

Ingredienti:

250g farina "00"
100gr di farina integrale di farro
225gr di zucchero di canna muscovado
250ml di latte
100gr di burro
300gr di rabarbaro
1 uovo
lievito
sale
zenzero
limone
arancia

per il crumble:
100gr di zucchero di canna
burro
zenzero

Preparazione:
Mescolate in una ciotola le farine, lo zucchero muscovado, un cucchiaino abbondante di lievito e un pizzico di sale. In un'altra ciotola grattugiate le zeste di un'arancia e mezza radice di zenzero, aggiungete un uovo intero, il burro sciolto. A questo composto amalgamate il latte con il succo di mezzo limone. Tagliate finemente il rabarbaro e aggiungetelo al composto liquido. Incorporate poco alla volta le farine, aiutandovi con un cucchiaio di legno.
Disponete una cucchiaiata di composto negli stampini da muffin. Io, ahimè, avevo solo i pirottini e per questo motivo sono venuti "larghi".
Per preparare il crumble, mescolate lo zucchero di canna con una cucchiaiata di burro sciolto e il resto dello zenzero grattugiato (lasciando la parte interna più fibrosa). Spargete il crumble sui muffin e infornate per 25' a 180° in forno preriscaldato. 
Ottimi accompagnati con formaggio fresco dolcificato, panna montata, quark o yogurt greco.



Con questa ricetta partecipo a

 http://notedicioccolato.blogspot.de/2012/03/basta-un-poco-di.html

mercoledì 7 marzo 2012

L'ora del tè

In perfetto orario per quello che oltre manica chiamano afternoon tea. Cosa c'è di meglio per stare un po' in compagnia quando il pomeriggio non si ha niente da fare?
Meglio ancora se si ha una torta appena sfornata.

Questi giorni va così, sono i miei ultimi giorni qui in Germania e me li passo così, concedendomi piccoli momenti di relax. Il 22 Marzo, è deciso, si torna in Italia. E poi se qualcuno risorgerà dalle tenebre vi spiegherà anche perché proprio quel giorno.

Oggi sono di poche parole, in questi cinque mesi ho fatto tante cose, tante ne vorrei ancora fare e so già che per tante non avrò il tempo di farle. Ma sono contentissimo di come tutto sia andato, di questi ultimi giorni che vivrò pienamente, con tante cose da fare per la partenza e tanti ricordi da non perdere assolutamente.

Non sono in vena di scrivere molto, anche perché ci sentiamo spesso e spero di continuare con regolarità A parte i cinque giorni in cui andrò in vacanza con i miei amici. Proprio ora mi ha scritto un sms Chiara ricordandomi che devo ancora provare le patate viola e il rabarbaro! Devo provvedere!

*dlin dlon* i miei amici sono arrivati.



TORTA ALLO YOGURT E FARRO INTEGRALE CON FRAGOLE

Ingredienti:
4 uova
250gr di farina di farro integrale
200gr di zucchero
200gr di yogurt bianco
50gr di burro morbido
lievito
vaniglia
scorza di limone

per la salsa di fragole:
100 gr di fragole fresche (o surgelate)
60 gr di zucchero di canna
miele
marmellata ai frutti rossi
succo di limone
gelatina in polvere
50gr di panna montata


Preparazione:
Sbattete le uova con lo zucchero. Aggiungete lo yogurt e il burro sciolto. Aromatizzate con un po' di vaniglia e la scorza di mezzo limone. Aggiungete farina e lievito, mescolate fino ad ottenere un impasto omogeneo.
Versate in una tortiera l'impasto e infornate a 180° per 30', in forno preriscaldato.
Mentre cuoce preparate la salsa. Scaldate in un pentolino un cucchiaio di marmellata di frutti rossi o di fragole con un cucchiaio di miele e lo zucchero. Aggiungete le fragole a pezzetti e fate cuocere per circa 5'-10' con il succo di mezzo limone. Frullate con un mini-pimer il composto e aggiungete due cucchiaini colmi di gelatina in polvere. Quando si sarà raffreddato aggiungete 50gr di panna montata. (Io ne ho aggiunta di più, per quella è venuta così chiara). L'aggiunta di panna è opzionale, potete lasciare anche la salsa di fragole in purezza.




Marco


Con questa ricetta partecipiamo a :
PRIMAVERA

giovedì 2 febbraio 2012

Promesse da marinaio

Avevo promesso che sarei tornato, voi forse vi sareste aspettati qualcosa in più. Purtroppo no, questo è il massimo che sono riuscito a fare. Ho davvero troppe cose da fare in questi giorni anche se le cose di cui vorrei parlarvi sono tante. Chiariamo, in questo periodo la mia vita è abbastanza monotona, mi sveglio, biblioteca, casa la sera, dormo e così via. Però qui sta per arrivare il carnevale ed è una festa davvero molto sentita... spero che ci sia anche qualche dettaglio culinario da farvi conoscere.
Altro dettaglio per cui sul blog sono meno presente, mi sono accorto che sto lievitando. Eppure mai mangiato lievito di birra spalmato sul pane, ho anche iniziato a pensare che fosse lo specchio che allarga. Qualcuno di voi ha lo specchio ondulato di IKEA? Casomai è quello.
E' stravero che uno può cucinare cose gustose ma sane e dietetiche, ma deve avere il tempo per farle. Io che ne ho poco preferisco fare la dieta dell'insalata mista. Che poi non ha nessuna pretesa di essere una dieta.

Oggi però, così, all'improvviso, mi è balzata in testa questa ricetta. Quindi ho detto: proviamo! Non è niente di straordinario, ma si può fare con pochi ingredienti che quasi sicuramente avete in casa e non è troppo pesante. Quindi se anche voi state improvvisando una dieta... perché no?!

Purtroppo, e mi devo scusare un po' con tutte, ho poco tempo anche per visitare i vosti blog :( e una cosa che mi dispiace tantissimo è anche non riuscire a partecipare alla catena a cui mi ha invitato Sabina. Scusami, ma scrivo questo post proprio di corsa.
Ho saputo che l'Italia, tutta o quasi, è sommersa dalla neve e dove non ancora arriva dal freddo. Sappiate che qui non va meglio, nessun accenno di neve (per fortuna, aggiungo io) ma temperature davvero polari. Oggi temperatura percepita -12°C.
Se il freddo non vi ha anestetizzato la faccia, spalancate pure gli occhi!

Non posso farmi prendere dalla scrittura, ma vi ringrazio comunque per continuare a passare di quì anche se non siamo più così presenti. Se riesco a fare un post a settimana, diciamo che son contento. Farò del mio massimo :) voi continuate a volerci bene, mi raccomando :)


HAMBURGER DI TONNO

Ingredienti:
200gr di tonno sgocciolato
1 patata media
1 carota piccola
1 uovo
pan carrè integrale
pan grattato
latte
prezzemolo
sale
pepe
paprika dolce
salsa di soia

Preparazione:
Mischiate in una terrina il tonno sgocciolato, con la patate e la carota grattuggiate. Spezzettate due fette di pan carré e ammorbiditele con un goccio di latte. Aggiungetele al tonno, amalgamate con un uovo. Salate e insaporite con spezie e aromi a piacere. Io ho usato pepe, un pizzico di paprika dolce e un goccio di salsa di soia. Aggiungete del pan grattato affinché assorba l'umidità del composto e il risultato sia compatto. Formate gli hamburger e cuoceteli per circa 3' per lato, in padella con un filo d'olio.
Io ho accompagnato gli hamburger con funghi trifolati. Ottimi anche da usare come hamburger vero e proprio per dei panini.




Marco   

Con questa ricetta partecipo a:
                                                    Spuntino sopraffino, fallo sveltino!

http://www.lacuochinasopraffina.com/le-ricette-degli-altri/a-pranzo-fuori-con-un-contest-spuntino-sopraffino-fallo-sveltino/6197

mercoledì 9 novembre 2011

Adesso tocca a me

In queste ultime settimane impazza su tutti i blog di cucina la zucco-mania. Ovunque ricette di zucca, sicuramente il periodo e tanti i contest dedicati a questo ortaggio, dal sapore antico e dolciastro. Dai colori più svariati e adattato a preparazioni classiche e antiche. A dirvela tutta, non l'ho mai usata tantissimo, comunque per preparazioni abbastanza semplici come primi o risotti, ma in questi giorni ne sto scoprendo di tutti i sapori!

Oggi poi non potevo non cucinare qualcosa per il blog, il tempo me lo permette perché sono abbastanza libero dalle lezioni, fuori è arrivato il freddo e non ho intenzione di uscire ancora e poi il nostro blog oggi compie due mesi. Non sono tanti, ma per noi è stato bello passare davanti allo schermo a scrivere ricette, a fotografare (che non sempre è stato così facile) e conoscere tanti nuovi modi di intendere la cucina grazie a voi che ci leggete e vi fate leggere.
Insomma due mesi fa siamo entrati in questo mondo e c'è ancora molta calca all'entrata ma qualche passo verso l'ingresso l'abbiamo fatto e tante piccole soddisfazioni.
Sono un po' di giorni che il blog ha rallentato la sua corsa, poche visite al giorno, ma nonostante questo abbiamo sempre tanti commenti e nuovi lettori che ci seguono.

Questa mia ricetta con la zucca, proprio mia non è. Nostra madre la prepara sempre molto spesso e volentieri. Tant'è che spesso, ci viene proposta così tanto spesso che non ne possiamo più. Ma adesso per ovvi motivi è un bel po' che non la mangiavo e quindi ho deciso di farla da me e naturalmente a modo mio!
La ricetta 'originale' prevede le orecchiette che, purtroppo, qui non ho trovato. Ero andato un attimo in tilt ma poi mi sono fatto convincere da un pacco di Spätzle freschi, un formato di pasta all'uovo molto piccolo tipico della Germania meridionale ma chi di voi viene o è stato in Sud Tirolo conoscerà.
Così sono tornato subito a casa e mi sono messo ai fornelli mentre tutto stava cuocendo si è proposto il grande dilemma: la presentazione. E fu così che mi sono messo in mente di andare presto perlomeno ad Ikea, anche se Sabato (se riesco a svegliarmi) ho tutta la buona intenzione di andare al mercato delle pulci di Francoforte e così vedrò di comprare piatti e piattini che come potete immaginare scarseggiano nella casa di tre studenti.

SPÄTZLE CON CREMA DI ZUCCA AROMATICA E CECI

Ingredienti (per 2-3 persone):
250gr di Spätzle freschi (o orecchiette)
200gr di zucca Hokkaido
100gr di ceci cotti
rosmarino
burro
zenzero fresco
pepe
aglio
cipolla
parmigiano grattuggiato

Preparazione:
Pulite e tagliate la zucca a cubetti. Mettete in una pentola con una cipolla tagliata in due, un piccolo pezzo di zenzero sfresco sbucciato e qualche ago di rosmarino. Aggiungete acqua fino a ricoprire la zucca e salate. Fate cuocere finché la zucca non sarà tenera.
In una casseruola fate sciogliere una noce di burro con uno spicchio d'aglio e un rametto di rosmarino, fate insaporire il burro e poi togliete aglio e rosmarino. Aggiungete i ceci con un po' d'acqua della zucca. Io ho aggiunto anche un cucchiaio di passata di pomodoro.
Quando la zucca sarà tenera, scolatela e frullate la zucca e la cipolla con il minipimer. Aggiungetevi anche mezzo spicchio d'aglio che avete rosolato nel burro, una manciata di parmigiano, sale e pepe.
Fate cuocere di Spätzle, scolateli e fateli saltare con i ceci e un cucchiaio di salsa di zucca.
Il resto della crema aggiungetela direttamente sul piatto.

Marco     


Ne aprofitto per partecipare anche al contest: Con un po' di zucca!

 http://farinalievitoefantasia.blogspot.com/2011/10/contest-ballarini-con-un-po-di-zucca.html

mercoledì 26 ottobre 2011

Lungo Reno e Zwiebelkuchen

Vi scrivo ancora con le lacrime agli occhi mentre la torta è ancora in forno.
No, non sono triste e non è nessuna torta di compleanno. Bensì una torta di cipolle, ecco perché piango. Penso di non aver pianto tanto neanche vedendo Saturno Contro, uno dei miei film preferiti.

Se leggendo il titolo avete detto: "Ecco la prima ricetta tedesca!", ci avete preso.
Come spiegarvi cos'è una Zwiebelkuchen? Oltre a dirvi che è una torta (-kuchen) di cipolle (zwiebel-)?
Beh, immaginate una giornata senza impegni in cui l'aria è frizzante ma non troppo fredda, se non per qualche folata leggera di vento che arriva all'improvviso.
Immaginate una passeggiata sulla strada alberata che costeggia il Reno, qui a Mainz. Mainz è una città davvero piena di verde ma il lungo fiume è un posto che in questo periodo fa davvero il suo effetto. E' un'esplosione di autunno, di foglie verdi che sfumano il proprio colore verso tonalità sempre più cupe, ma sempre più calde.
Giallo, marrone, rosso, poi verde, poi di nuovo giallo, sempre più scuro, ancora verde e poi oro e di nuovo rosso.
Immaginate piccoli chioschi in legno chiaro dove poter bere Federweisser. Il Federweisser è per i tedeschi, il vino bianco novello, che qui bevono molto prima rispetto che da noi, a partire dall'inizio di Ottobre. Prendete un bicchiere di questo vino opaco e torbido, dal colore giallo pallido, ha un sapore dolce e frizzantino e sembra molto più un succo d'uva che un vino ma sorseggiarlo è un vero piace. Come lo accompagnano qui, nella regione dei vini? Ovviamente con la Zwiebelkuchen.

Questa torta è stata una piacevolissima scoperta, il Federweisser ancora di più. Se mai avete intenzione di venire da queste parti per un weekend e comprate una bottiglia di Federweisser, attenzione a non inclinarla... non viene infatti tappata ma deve essere sempre a contatto con l'aria.
Anche se quindi qui sono un po' in ritardo con i tempi, casomai voi potete provarla con il nostro vino novello :) potrebbe rilevarsi una buona alternativa (o un accompagnamento) alle classiche castagne.

La ricetta è per lo più pescata dal web, non mi ricordo neanche io da quale sito o blog perché davvero ne ho visitati tantissimi per provare a studiarne la preparazione, le dosi e gli ingredienti. Così una volta che pensavo di aver trovato la ricetta perfetta ho chiesto alla signora dell'appartamento di fronte e l'ho ulteriormente modificata nelle dosi.
ZWIEBELKUCHEN

Ingredienti:
- per la pasta:
350 gr. di farina (meglio se farine miste)
200 ml. di latte
40 gr. burro
lievito di birra
zucchero
sale
- per il ripieno
500 gr. di cipolle
130 gr. di speck
3 uova (2 intere, 1 tuorlo)
150 ml. di panna acida (o quark)
250 gr. di gouda
sale
pepe
cumino

Preparazione:
Fate intiepidire il latte, fateci sciogliere poco meno di un cubetto di lievito di birra, il burro, aggiungete un pizzico di zucchero e un cucchiaino di sale. Versate il latte nella farina e impastate fino ad ottenere un composto liscio, fate riposare per circa mezz'ora in una ciotola coperta da un panno.
Tagliate le cipolle a fettine e preparatevi a piangere e a piangere ancora.
Fate rosolare lo speck a listarelle in una noce di burro e aggiungete le cipolle. Salate, pepate abbondantemente e aggiungete un cucchiaino di semi di cumino.
In una scodella sbattete le uova con la panna acida.
Stendete la pasta in una teglia ø 28cm, se necessario a più riprese ma non tirate troppo la pasta. Tenete i bordi alti e fate un primo strato con un po' di gouda grattuggiato, poi aggiungete le cipolle e poi il composto di uova e panna acida. Di nuovo un po' di cipolle e concludete con il formaggio ricoprendo interamente la torta. Pressate leggermente il ripieno e infornate nel forno già caldo a 180° per 30'.

Marco  

   


Con questa ricetta partecipiamo al contest: 
 http://www.mytasteforfood.com/2011/09/contest-di-cucina-internazionale-metti.html

lunedì 24 ottobre 2011

"Lumen accipe et imperti", scones e altre novità

La Domenica è un giorno che proprio non mi piace. Non sai mai cosa fare, sei apatico ma non vuoi annoiarti a casa; vuoi stare a casa ma non sai come far passare il tempo; il giorno prima hai sicuramente fatto qualcosa di più bello, il giorno dopo si ricomincia.
Insomma, si potrebbero fare mille cose ma non se ne fa nessuna.
E' così è stato ieri, mettetici il fatto che sono in un Paese nuovo, in una città nuova e ancora non conosco quasi nessuno.
Quando sono in camera e butto un occhio alla mia libreria, vedo il nulla.
Perché in aereo non puoi portare troppi bagagli, devi stare attento alla grandezza, al peso e io già ho portato fin troppa roba. Ai libri ho dovuto quindi rinunciare.
Tranne uno, ovviamente. Lui, il libro di Jamie Oliver, La mia scuola di cucina. Così quando sono annoiato e non so che fare, lo sfoglio e mi incanto con tutti quegli scatti, col suo faccino che ogni tanto appare super entusiasta di quello che sta facendo.
Il concept del libro ha per sé qualcosa di stupendo: portare la cultura del cibo e la passione per la cucina di bocca in bocca, in un lungo passaparola culinario. Se infatti togli la fodera della copertina, sul retro puoi leggere: "Lumen accipe et imperti", prendi la luce e passala ad altri. E io questa frase l'ho scoperta per caso. Ma trovo sia bellissimo.

Di ricette che ho provato e vorrei provare ce ne sono tante, anche di semplici consigli ed idee per arricchire un piatto.
Giorni fa al supermercato ho deciso di comprare il necessario per fare gli scones, la cui ricetta è nel libro. Con qualche modifica, ovvio :)
Sai, se qualche giorno non sai che fare... e quel giorno è stato ieri, Domenica appunto.

C'è anche da dire che tra neanche mezz'ora andrò per la prima volta all'Università in Germania, e ci vado per davvero: cioè lezioni e seminari, corsi di lingua e così via. E mi sembra come se fossi di nuovo una matricola, spaesato al primo giorno di Università. Quindi ieri ero teso anche per questo, emozionato ma con mille domande. In primis, "capirò qualcosa?"

Gli scones hanno alleviato la tensione, mangiarli appena sfornati ancora di più.
Parto dicendo che non sapevo cosa fossero gli scones, o meglio che sapore avessero di preciso.
Sono dei dolcetti che molto dolci non sono, con la frutta essiccata nell'impasto, abbastanza gonfi ma non troppo soffici. Hanno un gusto e una consistenza abbastanza rustica. Però farciti sono una vera delizia. La ricetta infatti non ha zucchero, ma voi potete aggiungerne uno o due cucchiai se pensate di mangiarli senza farcirli.
SCONES CON ALBICOCCHE

Ingredienti:
450gr di farina
120gr di burro morbido
2 uova
120gr di albicocche disidratate (o qualsiasi frutta preferite)
latte
lievito per dolci
sale
succo di mezza arancia
marmellata
creme fraiche o mascarpone

Preparazione:
Mettete in ammollo le albicocche spezzettate con il succo dell'arancia.
Amalgamate la farina, il burro a pezzetti e una bustina di lievito con le mani. Il composto non deve risultare troppo amalgamato. Versate al centro della farina, le uova sbattute con 5 cucchiai di latte e un pizzico di sale. Scolate le albicocche e aggiungetele al composto. Amalgamate e impastate il tutto fino ad ottenere un impasto liscio e asciutto.
Infarina il tavolo e stendete con un mattarello l'impasto. Lo spessore dev'essere di circa 2 cm. Tagliate dei dischi rotondi e metteteli su una teglia, spennellateli con del latte e infornate, con il forno ben caldo a 200° per circa 12'. Dovranno gonfiarsi e prendere colore.
Una volta tolti dal forno, fate raffreddare un po', tagliateli a metà e farcite con un cucchiaino di creme fraiche e uno di marmellata. Io ho usato quella di Kumquat (o mandarini cinesi come li ho sempre chiamati) della St. Dalfour.



Con questa ricetta partecipiamo a:
 http://oradeltea.blogspot.com/2011/09/lora-del-teail-contest.html

lunedì 19 settembre 2011

Sogno di un pomeriggio di fine estate!

Sono in viaggio verso l'Emilia. L'estate, l'è proprio finita!
Questa è stata l'estate della PRT (pizzetta rossa tonda) dell'insostituibile Fabrizio... non c'ha mai lasciati a stomaco vuoto!
Ormai giunti a fine stagione, un pomeriggio come tanti, ti vien voglia di qualcosa di diverso, di rustico ma "ciccioso"... un panino!


Consiglierei non del pane qualunque ma della pizza bianca, un bel pezzo di pizza pane comprata la mattina presto al forno sotto casa. Croccante fuori ma con una morbida mollica pronta ad accogliere una'abbondante forchettata di peperoni arrosto ben conditi, olio sale e un po' d'aglio (Mimmo docet!).
Su questa succosa base, sistemate delicatamente due o tre sottili fette di Crudo di Parma e sostanziose scaglie di pecorino sardo ben stagionato.
Esercitare una leggera pressione in modo da compattare il tutto e per far penetrare l'olietto fino all'angolino più remoto.
Sedetevi su una sdraio in spiaggia al sole* con un chinotto fresco o una birra Moretti.
Dettaglio non trascurabile è la soddisfazione di ungersi tutte le dita con quell'olio saporito e magari, macchiarsi la maglia.
E ricordate... "chi non si lecca le dita, gode solo a metà"!

*potete usare tanta immaginazione.



Questo "bendiddio" è dedicato a tutti gli avventori del #62 di El Dorado Beach.
Dai più assidui frequentatori ai più sporadici per motivi di lavoro (bravi!), di studio (chapeau!), di famiglia (fratelli, sposatevi a Giugno!) senza dimenticare lo Special Guest (lui avrebbe aggiunto abbondante aglio!).

Chiara    

Con questa ricetta partecipiamo a:

giovedì 8 settembre 2011

Primi passi e chicchi di grano

Il primo post prende vita ed è anche un po' difficile capire da dove cominciare.
Mi trascino con entusiasmo questa passione per la cucina e tutto ciò che la riguarda da parecchi anni, fin da quando ero piccolo... mettere le mani in pasta l'ho sempre trovato fantasticamente divertente.

Ho continuato nel tempo abbuffandomi di programmi di cucina, di chef più o meno famosi, più o meno entusiasmanti.

L'ultima frontiera è stata proprio il mondo dei food blog ed è stata una piacevolissima scoperta.
Persone che condividono le proprie ricette, le scambiano con gli altri e - click! - scatto dopo scatto ti fanno assaporare la passione in cucina.
E' stato quello di Veronica il primo blog ad aver seguito, spingendo la mia curiosità.
A quel punto, cosa avrei dovuto fare? Tuffarmi in questo mondo o stare in disparte?
Avevo pensato di fare solo da spettatore, un po' anche perché "ce ne sono così tanti e di così belli! figurati se qualcuno passerà dal mio" ma poi, solo il pensiero di:
inventare,
cucinare,
ingegnarsi per una foto creativa,
scattare,
scrivere per tutti... beh! Mi invogliava da matti! E così, io e mia sorella ci eravamo ripromessi di aprirlo non appena tornavamo a casa insieme per l'estate e invece l'estate sta finendo e il blog è stato appena aperto!
Una cucina per Chiama, nonché Chiara e Marco in cucina per chi ama mangiare! :)


L'estate sta finendo, già, dicono tutti così. In effetti si vede, la sera inizia a far fresco, il lavoro riprende e anche lo studio dovrebbe. Ma io non voglio arrendermi a questa idea!
Quì fa ancora caldo e al mare un po' si può ancora andare.
Così cerco in tutti i modi di far finta di niente, facciamo andare ancora avanti l'estate!


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