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mercoledì 9 settembre 2015

Crumble cake con crema e uva bianca

Oggi è un grande giorno, quel giorno che tutti i lettori e fan di Una cucina per Chiama segnano in rosso sul calendario, in cui sulla loro Smemoranda dedicano una pagina di frasi sdolcinate: il giorno in cui il nostro blog compie gli anni!
Proprio così, quattro anni fa il primo post che molto timidamente, con uno stile impacciata e molto meno cazzaro di adesso, ci faceva entrare nel mondo del blog e adesso ci rimaniamo perché per quanto possiamo essere scostanti mi piace ancora scrivere, condividere le mie ricette e sì, questo blog è qualcosa di cui vado davvero orgoglioso.

Quando uno però inizia a scrivere, a maggior ragione quando vedi che ci sono anche degli scalmanati che ti leggono, la voglia inizia a crescere e non puoi farne più a meno. Proprio per questo motivo, il giorno del quarto compleanno di Una cucina per Chiama vi annuncio ufficialmente che oggi ci sarà il mio debutto su un altro blog, che ospiterà da adesso anche i miei post.
Parte right now la scoppiettante collaborazione con Signorponza.com! Vi invito non solo a visitare, leggere, studiare, imparare a memoria il blog, ma soprattutto a seguirci su tutti i canali social possibili e immaginabili. (Tipo qui e qui) Perché da oggi potreste allietare le vostre pause con nuovi post e non solo con le mie ricette pazzesche.

Proprio a proposito di ricette pazzesche per giorni al top come questo non potevo che presentarvi una torta. Io non mi dilungo mai in descrizioni smielate sull'origine di questa ricetta, su come mia nonna mi ha tramandato in rime baciate gli ingredienti della torta di mele ma questa volta vorrei fare un'eccezione. Questa torta viene, quasi per caso, da uno sbiadito ricettario di un mio carissimo amico tedesco. Un classico ricettario anni 80 con le foto ingiallite, di quelli che si trovano ogni tanto tra gli scaffali del supermercato in omaggio con qualche prodotto (infatti questo è della Dr.Oetker, il fratello tedesco della Cameo). Tra le pagine scollate di questo piccolo ricettario c'è anche questa ricetta, con la pagina sgualcita e incrostata di burro e farina da quel fare piuttosto maldestro di Daniel in cucina. L'ho assaggiata durante una merenda natalizia, l'ultima volta che sono stato ad Amburgo, un momento in compagnia molto caratteristico, che meriterebbe un post a parte, ma vi basti sapere che è uno dei più bei ricordi che ho, non solo del mio soggiorno amburghese, ma probabilmente degli ultimi anni. Sarà stato anche grazie a questa torta? Probabile! Quindi mi sembrava doveroso riproporla per festeggiare tutti insieme il compleanno di Una cucina per Chiama.

Questa torta è una sorta di crostata, con una frolla arricchita con il quark, un formaggio fresco dal sapore un po' acidulo che gli regala una consistenza più friabile. Uno strato sottile di crema alla vaniglia e tanti chicchi d'uva che rilasciano il loro succo e la loro dolcezza durante la cottura. Con un crumble croccante in cima che conclude tutto nel migliore dei modi. La ricetta originale prevede l'uva spina, che in Italia non si trova sciroppata come invece in Germania perciò ho dovuto provvedere e sostituirla con una settembrina uva bianca.

Marco


giovedì 26 settembre 2013

Ein Prosit, ein Prosit!

Torno dopo una settimana di esami e una mezza settimana di dieta che già mi ha distrutto e ho voglia di correre nella prima pasticceria e buttarmi i maritozzi con la panna in faccia.
Dobbiamo ancora riprenderci dai bagordi per i festeggiamenti dei due anni (grazie a tutti per i messaggi, gli auguri e per continuare a leggerci) e quindi devo tornare in forma. Cosa cambierà per il blog? Spero niente, continuerò a cucinare, casomai qualche ricettina light in più che non fa male a nessuno, oppure cucinerò cose porche e poi le porterò ai miei amici così ingrassano loro.
Perché se non riesci a dimagrire tu, basta far ingrassare tutti quelli che ti stanno attorno.

Voi vi chiederete a cosa serve dimagrire durante l'inverno che tanto piumoni e piumini vari coprono tutto? Visto che a Marzo dovrei tornare in Germania, e visto che l'ultima volta tra Kartoffel e Bratwurst ho preso giusto quei dieci kiletti, almeno ci vado preparato!
A proposito di Germania, questo è il periodo in cui di Germania si parla ancora di più. Non solo perché Angela Merkel è appena stata rieletta, ma perché anche in Italia, i pub propongono la loro versione dell'Oktoberfest, mentre tanti altri sono pronti a salire sul primo autobus per Monaco e andare ad ubriacarsi.
Noi non stiamo di certo qui a giudicare, anzi, anche Una cucina per Chiama si tinge di bianco e celeste, come i colori della Baviera e come in effetti siamo tutto l'anno.

Pronti a fare un salto nella città della birra?
Tutti avrete sentito parlare di Oktoberfest e non starò qui a spiegarvi storia e tradizioni visto che wikipedia ce l'abbiamo e poi comunque non ci sono mai stato neanche io, quindi davvero mi sentirei come alle interrogazioni di Fisica del liceo che ripetevo a memoria quello che avevo letto senza sapere di cosa stessi parlando.
Una cosa però la so benissimo, ovvero di quanto siano buoni i brezel ancora caldi, spalmati di burro e accompagnati con la birra! E casomai anche con un bel Weisswurst e senape dolce.
Sono quindi sicuro che tra tutta la birra che scorre a fiumi all'Oktoberfest, tra canti popolari urlati a squarciagola, ci sarà anche una pioggia di fantastici brezel: la versione di pane tedesco più conosciuta al mondo. Anche gli americani li mangiano per le strade di New York, probabilmente senza sapere neanche da dove vengono... forse dagli alberi come i marshmallow.
Ad essere sinceri, l'origine non la conosco neanche io, ho provato a fare qualche ricerca ma come per ogni prodotto tipico le versioni sono molteplici. Chi dice che hanno un significato religioso, chi propiziatorio, chi che la loro forma rappresenta un abbraccio. Anche i nomi sono tantissimi: brezel, pretzel, breze, ....
Io so solo che il forno vicino casa mia a Mainz li vendeva a 60 cent e io ne mangiavo almeno uno al giorno quindi basta chiedermi perché sia ingrassato così in Germania!

Tornando alla ricetta di oggi, vi propongo la mia versione di brezel.
Vi dirò, farli è molto più facile di quanto pensassi. L'unico passaggio "difficile" è il bagno nella soluzione di bicarbonato, ma solo perché lento e delicato. In realtà il procedimento originale sarebbe in una soluzione di soda caustica: lo trovate spiegato su internet e io, non avendo voluto rischiare e non avendolo provato, non lo riporterò perché non mi va di scrivere qualcosa di cui non sono sicuro e poi casomai ci lasciate un dito nella soda caustica.
Il risultato è davvero ottimo, appena sfornati mi hanno ricordato quell'odore e quel sapore unico; anche se l'aspetto non è il massimo perché dovrò perfezionare gli step della lievitazione e dell'intreccio visto che sono usciti dei piccoli mostriciattoli!
Il weekend si avvicina, comprate una cassa di buona birra, iniziate ad impastare e preparate un buon burro alle erbe. Invitate i vostri amici che verranno di corsa e l'Oktoberfest arriva a casa vostra!

..eins, zwei, drei... Gesuffa!





mercoledì 7 novembre 2012

Gratuliere mein liebster Brüderlein!

Questo non è un vero post, è piuttosto una dedica.
Come avrete già inteso (?!?), ieri si è laureato Marco!

 

È stato così emozionante assistere alla sua proclamazione, incoronarlo d'alloro e festeggiare con lui.

Le menti geniali dei suoi amici , come tradizione bolognese vuole, hanno organizzato una lunga serie di scherzi. Si è cimentato in varie prove, mettendosi nei panni dei diversi protagonisti di Real Time: con il supporto di pochi elementi contenuti nella misery box, ha dovuto girare una frittata ad occhi chiusi come un vero Masterchef, fabbricare un tavolino eco-friendly in stile Paint your life, creare un outfit degno di Carla Gozzi, ideare un centro tavola vegetale da far invidia ad Enzo Miccio, decorare una torta al fluoro e senape per la serie "Bubby Valastro cambia mestiere!". 

Non sono mancate le incursioni di quel simpaticone di Alessandro Borghese e della sorridentissima Benedetta Parodi, il tocco di make-up con i suggerimenti di Clio, l'attento e spietato giudizio del trio di Cuochi e Fiamme: Fadda, Maci e Rossi. C'era davvero da ridere!

Sarebbe stato tutto perfetto se non fosse mancato lui, il nostro adorato babbuccio!
Ieri i suoi occhi avrebbero brillato di felicità. 
Era così orgoglioso di Marco, della sua intraprendenza e della sua determinazione. L'ha sempre appoggiato, come d'altronde ha fatto con me, in ogni momento e per ogni scelta.
Sono così fiera del mio fratellino. Davanti ad un dolore così forte, quando è difficile trovare la forza perfino per alzarsi dal letto, lui non si è arreso.

Ha tirato fuori una grinta da leone: ha iniziato a scrivere la tesi, è tornato a Bologna, ha cercato casa e ha traslocato, ha ripreso i suoi impegni, blog compreso!

Ha dato una lezione di grande maturità a tutti, me compresa. Forse solo ora ho capito quanto Marco sia simile a papà.
"Sei proprio bravo Marcolì!"

Per festeggiarlo non potevo scegliere di meglio che un classico della pasticceria tedesca seguendo la ricetta proposta dal mitico Gordon, nel suo ultimo libro "Cucinare per gli amici" apportando piccole modifiche qui e lì!

mercoledì 28 marzo 2012

Il primo giorno di mare, in anticipo

Questo post non era programmato. Non perché io di solito programmi tutti i post, però questo è nato proprio all'improvviso e mi ritrovo con tanto da dire, così, per caso.

L'ispirazione è arrivata al mare, perché oggi è stato il mio primo giorno di mare. Ok, non esageriamo, però ce ne siamo accorti un po' tutti che la primavera è arrivata e anche qualcosa in più, perché dei giorni fa veramente caldo per essere ancora Marzo.
Sono tornato in Italia come tutti sapete, e ora sono a Francavilla, a casa, per riprendere fiato e prepararmi a riaffrontare la vita, quella che per cinque mesi avevo stravolto, che ritorna ancora con qualche novità.

Ho talmente tante cose che potrei dire che non riesco neanche ad organizzarle in un post.
Ho tirato fuori la mia bici sgangherata per uscire, avevo bisogno di aria, di andare veloce, così come vanno i miei pensieri che si perdono tra la musica del mio iPod.
"In quanti pezzi dobbiamo dividerci prima di arrivare a non riconoscerci più? Lo sai che le cose si possono trasformare anche senza doverle rovinare?" Con queste due domande inizia la mia pedalata, la prima canzone con cui faccio partire la riproduzione casuale, ormai da un po', mi perdo cercando di rispondere a questa domanda.
Non sono stato via tanto, forse mezz'ora, ma mi ha rigenerato. Proprio quando mi fermo, porto a mano la bici fino in spiaggia, tra le canzoni che passano arriva quella, quella che tutte le volte che torno a casa, al mare, sento mia. The Waves di Elisa, una voce che adoro, potente e delicata ma che ti dondola come fanno le onde e i suoi versi ti sbattono senza controllo. Per me, quando rivedo il mare, The Waves ha tutto un altro significato.

Così mi sono goduto questi quattro minuti, seduto sulla sabbia con la bici appoggiata affianco a me. Ho dovuto fare tutti i rituali che il primo giorno di mare, quello vero, prevede. Per questo oggi è stato il mio primo giorno di mare.
 La sensazione di rimettere dopo un lungo inverno i piedi tra la sabbia, già calda per il sole. Andare in acqua, sentire com'è ancora gelida che se solo ti tuffassi verrebbe a mancarti il respiro. Torno a sedermi lì dov'ero. Tra la sabbia è cresciuta un po' di erbetta, non è pulita com'è di solito in estate. Ci sono conchiglie, le piantine che sono nate dai semi di anguria caduti durante l'estate, rametti e sassi. Me ne sto lì, finché la canzone non finisce, poi vado via, ho così fretta di scrivere questo post (non so bene neanche perché) prendo addirittura qualche appunto sul telefonino.
Sapete però cosa c'è di diverso questa volta? Questa volta che sono tornato al mare intendo.
Beh, questa volta penso a loro. Al mio Erasmus, ai miei amici che ho lasciato.


E' passata esattamente una settimana da quella che sarebbe stata la mia ultima serata in compagnia, l'avremmo passata cenando tutti insieme e ovviamente ho cucinato io. Era il mio ultimo regalo prima di andare via.
Il mio regalo era niente rispetto a quello che tutti hanno saputo farmi: stupirmi. Perché non trovavo le parole per ricambiare l'affetto che hanno saputo darmi. Ma ora ho conservato tutto, tutto dentro e non solo.
Tutti gesti, anche i più banali, che per me sono stati del tutto inaspettati. Non so perché davvero non mi aspettassi nulla, forse perché avevo già goduto tutto al massimo, o forse come dico a volte, perché la vedo dal punto di vista che sono io ad affezionarmi agli altri, non gli altri a me.
Ora ad accompagnare i ricordi ho una lettera, forse la cosa più inaspettata, che conservo nel portafoglio pronta a stringermi il cuore ogni volta che la apro. Mi basterà mettere play a quel video per farmi ricordare di tutti i momenti più belli, tutte le cose che abbiamo fatto insieme, tutti gli abbracci che ci siamo dati. Un maglia che è lì, aperta sul letto per poterla vedere sempre e un regalo, una sorpresa incredibile, di cui ancora non mi capacito ma che presto, anche voi, ne verrete a conoscenza.

Ho ritrovato le parole che avevo perso quando avevo bisogno di dirle, ora arrivano in ritardo, in un post lungo, forse non nel posto più adatto. Probabilmente avrei potuto scrivere un post riassuntivo di tutta la mia esperienza, i posti che ho visitato, i luoghi che ho conosciuto, ma credo che questo resoconto, valga molto di più.

Ora che c'entra una ricetta? Una ricetta c'entra sempre, soprattutto quando è fatta con i sapori del mare, da dove questo post è partito.


INSALATA DI CEREALI CON SEPPIE, CARCIOFI E PEPERONE

Ingredienti:
350gr tra riso, orzo e farro
1kg di seppie pulite
300gr di carciofi sott'olio
1 peperone giallo
1 cipolla bianca
prezzemolo
pepe bianco
sale
paprika dolce
olio evo

Preparazione:
Fate cuocere il mix di cereali (o se preferite, solo uno) in acqua bollente salata come indicato sulla confezione.
Fate ammorbidire in olio evo, una cipolla bianca tagliata finemente, dopo un paio di minuti aggiungete un grosso peperone giallo, pulito e tagliato a pezzetti. Fate rosolare a fuoco vivo. Scolate i carciofi dall'olio e tagliateli a listarelle per aggiungerli poi nella padella, insieme alle seppie, anche queste tagliate a pezzi piuttosto piccoli.
Quando tutti gli ingredienti saranno cotti ma conservando le loro consistenze, salate, pepate e aggiungete una punta di paprika dolce. Togliete dal fuoco e aggiungete i cereali per far insaporire il tutto. Aggiungete una abbondante spolverata di prezzemolo fresco sminuzzato. Servite quasi tiepido.



Marco

mercoledì 21 marzo 2012

Aufwiedersehen

Questa volta è davvero l'ultimo post dalla Germania. Almeno per questa esperienza, poi chissà, spero di tornare presto.

Ho già raccontato più volte dell'esperienza stupenda che sotto diversi punti di vista ho vissuto e soprattutto all'inizio parlavo stupito ed euforico di questo paese dal punto di vista culinario.
Ebbene sì, molti pensano che in Germania sia solo Kartoffel e Wurst. Ma non è così. Meglio, è così ma non solo. Sarei uno scemo che non si mangiano patate e wurstel, ma ditemi, dopo un piatto di Bratkartoffeln e un Bratwurst con senape che qui si mangia male.

Qui, sicuramente, ci sono tante tradizioni diverse e un modo di cucinare, utilizzare gli ingredienti totalmente diverso da quello che abbiamo noi. L'utilizzo di condimenti e salse è massiccio, non lo si può negare. Ho anche imparato tanto, ho anche scoperto nuovi gusti e nuovi abbinamenti di sapori. Una cucina che di certo non puoi mangiare in riva al mare in un caldo giorno di metà Luglio ma ogni stagione ha i suoi sapori.
Non ho pubblicato tantissime ricette prettamente di stampo tedesco e mi sono perso tanti "classici" anche se potete farvi un giro qui, seguendo l'etichetta Deutschland.


Sicuramente vi ricorderete di quanto ho apprezzato la varietà di prodotti che i supermercati offrono e aggiungerai anche il prezzo conveniente (certo, se cercate le zucchine sono di sicuro più economiche al mercato da me a Pescara con la bella stagione). Ho trovato davvero tanti prodotti, reperibilissimi, che in Italia mi sarei sognato di trovare con tanta facilità. Non saprei neanche da dove iniziare a farvi degli esempi!

Uno degli ingredienti che ho sempre avuto voglia di usare è il rabarbaro. Ovviamente reduce da un passato/presente allievo di Jamie Oliver. L'ho trovato per la prima volta al mercato in piazza quando Chiara è venuta a trovarmi. Finalmente mi sono deciso ad usarlo.
Ho pensato di sfruttare la novità di questo ingrediente per un contest molto interessante che ho trovato qualche giorno fa. Parlo di "Basta un poco di zucchero e...", il contest sullo zucchero di canna di Federica di Note di cioccolato.
Così ho usato lo zucchero di canna muscovado abbinato alla asprezza e alla freschezza dello zenzero per creare dei muffin estremamente morbidi dentro e al sapore di rabarbaro che ho trovato ottimo nei dolci. Un crumble di zenzero in superficie rende tutto più interessante!


TORTINE AL RABARBARO E ZENZERO

Ingredienti:

250g farina "00"
100gr di farina integrale di farro
225gr di zucchero di canna muscovado
250ml di latte
100gr di burro
300gr di rabarbaro
1 uovo
lievito
sale
zenzero
limone
arancia

per il crumble:
100gr di zucchero di canna
burro
zenzero

Preparazione:
Mescolate in una ciotola le farine, lo zucchero muscovado, un cucchiaino abbondante di lievito e un pizzico di sale. In un'altra ciotola grattugiate le zeste di un'arancia e mezza radice di zenzero, aggiungete un uovo intero, il burro sciolto. A questo composto amalgamate il latte con il succo di mezzo limone. Tagliate finemente il rabarbaro e aggiungetelo al composto liquido. Incorporate poco alla volta le farine, aiutandovi con un cucchiaio di legno.
Disponete una cucchiaiata di composto negli stampini da muffin. Io, ahimè, avevo solo i pirottini e per questo motivo sono venuti "larghi".
Per preparare il crumble, mescolate lo zucchero di canna con una cucchiaiata di burro sciolto e il resto dello zenzero grattugiato (lasciando la parte interna più fibrosa). Spargete il crumble sui muffin e infornate per 25' a 180° in forno preriscaldato. 
Ottimi accompagnati con formaggio fresco dolcificato, panna montata, quark o yogurt greco.



Con questa ricetta partecipo a

 http://notedicioccolato.blogspot.de/2012/03/basta-un-poco-di.html

lunedì 5 marzo 2012

Un nuovo salto in Germania

Era un po' che non pubblicavo una ricetta tedesca o appartenente a questa tradizione. Forse per tutti noi italiani soprattutto dal centro Italia in giù, ci è anche difficile identificarla: ci limitiamo a Bratwurst e Kartoffeln.
Invece basta starci qualche giorno per capire che è molto di più. Sarà anche che io essendo qui ormai da 5 mesi tante cose mi sembrano normale e non più un'incredibile novità com'era all'inizio.
Questo week-end, come vi avevo accennato, ho avuto visite dall'Italia. Due mie ex compagne di liceo sono venute a trovarmi per una visita molto breve, ma davvero intensa e le ho catapultate nelle tradizioni tedesche.

Così ho il piacere di presentarvi questo dessert/dolce al cucchiaio/merenda tipicamente tedesco. Sicuramente si fa anche in Austria e credo anche in Alto Adige, ma non so. Io l'ho scoperto qui ed è molto comune. E' un dolce semplice da realizzare, direi semplicissimo, ci vuole solo un po' di pazienza.
Sto parlando del Milchreis. Per noi comuni mortali, riso al latte. Ora casomai tutti direte: "aaaah, io chissà che mi pensavo! Me lo faceva anche mia nonna/mia zia/mia mamma!" Eh, vabbè, a me non lo faceva nessuno e non ne ho mai sentito parlare prima di arrivare qui.
E' sicuramente un dolce dell'infanzia, non si trova nei ristoranti e anche se non l'hai assolutamente mai mangiato da piccolo, ti fa sentire un po' bambino.

C'è un piccolo problema, qui esiste un tipo di riso che si chiama proprio Milchreis e ovviamente serve per fare il Milchreis. In Italia non ho mai visto niente del genere, come si fa?
Ho fatto un giro su internet per informarmi sulle qualità di riso. Certamente vi servirà un riso dai chicci piccoli e tondi e ricco di amido. Le caratteristiche pare che corrispondano al riso Originario. E' quello che fa per voi.

Tradizione vuole che lo si mangi spolverato di zucchero alla cannella o di zucchero e cacao. Si trova ovviamente nei supermercati, nel banco frigo già pronto. Ci sono tanti gusti, cannella, cioccolato, vaniglia, mela, classico. A dire il vero, esiste anche in Italia la crema di riso. Di quelli che fanno l'amore con il sapore per intenderci, ma se per gli yogurt, a parer mio, sono delle bombe, per la crema di riso hanno toppato. Quando l'assaggiai non mi convinse affatto, fidatevi fatelo in casa.
Io ho improvvisato anche una salsa alla cannella, perché secondo me è la morte sua con la crema di riso.

MILCHREIS

Ingredienti:
1 l di latte intero
250gr di riso Originale
100gr di zucchero
sale
70ml di panna fresca

per la salsa alla cannella:
40ml d'acqua
70gr di zucchero
maizena
cannella

Preparazione:
Portate ad ebollizione un litro di latte in una grande pentola, con una presa di sale e 100gr di zucchero. Intanto preparate la salsa alla cannella. Create uno sciroppo in un pentolino con zucchero ed acqua. Quando lo zucchero si sarà sciolto, stemperate due cucchiaini di mainzena e un cucchiaio scarso di cannella con pochissima acqua e aggiungetela allo sciroppo. Tenetela sul fuoco basso fino a che non si addensi e si ritiri. Fate raffreddare.
Quando il latte bolle, aggiungete il riso. Il vostro lavoro è praticamente finito. Fate cuocere per 40' a fuoco basso, girando di tanto in tanto. Attenti soprattutto dopo metà cottura perché si attaccherà più facilmente al fondo. Spegnete il fuoco e aggiungete la panna. Si può mangiare sia caldo che facendolo raffreddare in frigo.


Marco

martedì 28 febbraio 2012

Gli esami non finiscono (quasi) mai.

Questa mattina l'ultimo esame in Germania. Quindi sì, a conti fatti il mio Erasmus, almeno dal punto di vista universitario, è terminato. Tristezza ma tanta soddisfazione per questa esperienza. Ha decisamente portato i suoi frutti visto quanto mi sento più sicuro con il tedesco e dal punto di vista accademico, lasciatemelo dire, è stata un successo.
Finalmente ora mi concederò intere giornate di relax, passeggiate in centro, mattinate in cucina e Venerdì riceverò anche visite dall'Italia, per un breve ma intenso weekend.
Per quello che riguarda noi, ci sono tutte le premesse per vederci qui sul blog molto spesso :)

Proprio l'altro giorno al mio supermercato di fiducia (quello sotto casa) ho trovato in offerta tanti prodotti bio così mi son accaparrato un po' di roba. Tra queste, il farro. E oggi vada così.
Mi piace molto poter sostituire il riso o la pasta con i cereali per delle insalate calde o fredde: ricche, gustose e estremamente versatili. Non a caso ho iniziato l'avventura sul blog proprio con una ricetta a base di grano. Questa ricetta che vi propongo oggi, fidatevi, è ottima e non è una mia invenzione.
L'ho scoperta durante una cena universitaria qualche tempo fa ma mi è piaciuta subito per la semplicità e l'accostamento dei sapori. Durante quella cena, dove per una volta non ero io il cuoco, ha conquistato tutti e quindi ogni volta che tornavamo a cena da quell'amica, questo piatto era d'obbligo.
Io stavolta, un po' in ricordo delle cene in compagnia a Bologna, un po' per coccolarmi senza strafare mi sono concesso questa buonissima insalata di farro. Il massimo è se viene lasciata riposare quindi è anche perfetta per un buffet dove non volete ridurvi a fare tutto all'ultimo minuto o per un take-away da preparare la sera prima per l'ufficio o per i picnic che ci aspetteranno.



INSALATA DI FARRO CON PORRI, PATATE E POMODORI
Ingredienti:
150gr farro
1 patata
1 cipollotto
1 porro piccolo
50gr pomodori ciliegino
aglio
latte
basilico
sale

Preparazione:
Lessate il farro come indicato sulla confezione. Normalmente impiega dai 15' ai 20'.
In un filo d'olio fate dorare un cipollotto e uno spicchio d'aglio schiacciato. Aggiungete un porro piccolo tagliato a fettine e una manciata di pomodorini tagliati in quattro. Lasciatene alcuni da parte. Tagliate una patata a cubetti e sbollentatela qualche minuto in acqua bollente salata. Quando sarà morbida, ma non completamente cotta, aggiungete la patata al porro insieme a mezzo bicchiere di acqua di cottura. Salate e aggiungete qualche fogliolina di basilico sminuzzata. Fate cuocere a fuoco medio in modo che l'acqua si ritiri lentamente e crei insieme all'amido delle patate un sughetto corposo. Aggiungete anche due cucchiai di latte. Intanto il farro sarà pronto, quindi scolatelo e quando il condimento di verdure sarà pronto e avrete tutte le verdure morbide e non sarà troppo acquoso, tagliate gli ultimi pomodorini rimasti e aggiungeteli insieme al farro con le verdure e fate andare ancora un paio di minuti.
Vi consiglio di non lesinare sulle cotture ma anzi, piuttosto cuocere un paio di minuti in più perché è ottima se il risultato è morbido, almeno questi sono i miei gusti.





Marco

lunedì 13 febbraio 2012

Di Domeniche passate in biblioteca

Un post per San Valentino? Dolcetti a forma di cuore da preparare per domani? Ahimé no, quest'anno niente smancerie per S. Valentino, qui forse è anche meno sdoganata come festa e poi non vendono i Baci Perugina... non stiamo qui neanche a discuterne.

Forse manca poco alla fine di tutti questi impegni, la prima carrellata di esami è andata e devo dire anche molto bene. Ora ne mancano due, ma soprattutto sta per arrivare il Carnevale, una delle feste nella zona più sentita.
La popolazione di Mainz raddoppia, tutti sono per le strade mascherati, a bere, ballare, a bere, cantare, a bere... dicono tutti a proposito che dobbiamo dimenticarci lo stereotipo tedesco serio, ordinato e posato "...da alle verruckt werden" (perché tutti diventano pazzi)

Dicevo anche se la situazione si è 'allentata' non è proprio che ho tutto questo tempo per mettermi ai fornelli, devo dire che cucino molto di più ma il più delle volte torno a casa davvero molto tardi visti anche gli orari all-night-long che fanno qui le biblioteche. Ogni tanto mi concedo lo sfizio di preparare qualcosa di veloce ma gustoso. Ieri ho avuto un esame, sì sì, proprio ieri, di Domenica. Ed è strano perché qui la Domenica davvero non lavora nessuno, non è aperto niente di niente, ma l'Università in periodo di esami, no, quella lavora a tempo pieno. Così un mio professore ha deciso di mettere un esame proprio di Domenica. Mattina. Alle 10. Aggiungo altro?
Per fortuna è andato alla grande e di corsa a casa ho fatto anche la lasagna. Ma non vi parlerò di quella.
Ovviamente non potevo concedermi il lusso di marinare la biblioteca. Ormai è diventato quasi un ritrovo, alcuni giorni che possiamo concederci un po' più di tempo ci dilunghiamo anche a far merenda. Peccato che di Sabato e Domenica la caffetteria è chiusa e quindi, cosa potevo fare se non impastare alla svelta dei biscottini? Così arrivano loro.

Sono molto semplice, sia come sapore sia come preparazione. Inoltre non contengono burro, né olio e sono ottimi anche per una dieta. Il loro gusto non è molto forte e sono quindi perfetti con il tè o per la colazione. Insomma, provateli e mi saprete dire :)

QUADROTTI AI CORN FLAKES

Ingredienti:
3 uova
180 gr di zucchero
200 gr di farina 00
cacao amaro
lievito
corn flakes
sale

Preparazione:
Montate le uova con lo zucchero, quando il composto sarà diventato chiaro aggiungete farina e lievito setacciati, due cucchiai di cacao amaro e un pizzico di sale. (Se volete la variante senza cacao, 250gr di farina e 150gr di zucchero). Versate l'impasto in una teglia appena imburrata o con carta da forno, vi consiglio però lo stesso di imburrarla appena con un tovagliolo unto. Spalmate l'impasto sulla teglia, fino a raggiungere uno spessore di 1cm scarso. Scegliete il tipo di corn flakes che preferite, e qui potete sbizzarrirvi. Io ho usato quelli alle mandorle. Versateli sopra il composto, circa 100gr, e esercitate una lieve pressione con le mani per farli aderire. Potete anche aggiungere delle scagliette di cioccolato ai corn flakes o della farina di cocco. Cuocete in forno preriscaldato per 25 minuti a 170°.


Marco

lunedì 19 dicembre 2011

Ritorno dal Natale

Sono tornato in tutti i sensi. Non solo sul blog che è da un po' di giorni che ho trascurato.
Non ho più inserito nessun post e non ho avuto neanche tempo per commentare i vostri che ho cercato di leggere il più possibile.
Purtroppo i preparativi per il ritorno mi hanno distratto dal blog e soprattutto ho avuto da consegnare alcuni lavori per l'Università.

Giorni fa però, Martedì precisamente, nel mio giorno di riposo, con una giornata piuttosto uggiosa e che si preannunciava noiosa è arrivato il momento Natale.

Ah, dicevo, sono tornato anche a casa per le vacanze. Il problema è che qui, ahimè, il Natale non si fa sentire. No, è molto più flebile e nonostante le decorazioni e le luci intermittenti io non sento quella bella atmosfera, fatta di casette in legno, profumo di mandorle caramellate e Gluhwein che avvertivi quando camminavi per il centro di Mainz. Quindi io sono tornato dal Natale, l'ho già trascorso quasi quasi.
L'idea di essere tornato a casa non mi rende euforico, si stava molto meglio in Germania. Certo ora posso vedere di nuovo i miei amici, la famiglia e festeggiare le feste. Ma non sarebbe più bello se le distanze fossero così brevi da poter fare entrambe le cose? Inventate il teletrasporto, vi prego!
Ritornando a Martedì scorso. Giornata uggiosa, ma immaginate come tutto cambia.
Accendete le candele dell'Avvento, fate partire il CD con le canzoni natalizie, mettete sul fuoco il Gluhwein a scaldare e improfumare la cucina. Io con le mie coinquilini abbiamo iniziato ad impastare i biscotti. I Plätzchen come chiamano in Germania i biscotti di Natale. Di tanti tipi diversi, tanti impasti. E quando sono pronti, prendete le vostre formine e iniziate a fare angioletti, stelline, cuoricini, fiori, abeti e chi più ne ha, più ne metta. Quelli che vi presento io sono i Vanillekipferl. Dei piccoli cornetti, super morbidi e burrosi, con un fantastico sapore di vaniglia e ricoperti da zucchero vanigliato.
Buonissimo per un tè, casomai aromatico, dai sapori natalizi. Ne ho comprato uno, si chiama Wintertraum, "sogno d'inverno". L'abbinamento è perfetto :)

Scusate per le foto la foto che non è il massimo, ma ripeto purtroppo questi giorni non ho avuto molto tempo. Però cercherò di recuperare ora che sono a casa, poi credo che domani inizierò con i cioccolatini. Vi terrò aggiornati!


VANILLEKIPFERL

Ingredienti:
280gr di farina
50gr di amido di mais
70gr di farina di mandorle
100 gr di zucchero semolato

250 gr di burro
3 tuorli
sale
aroma di vaniglia
40gr di zucchero alla vaniglia
zucchero a velo


Preparazione:
Mettete la farina, l'amido, la farina di mandorle, lo zucchero semolato e un pizzico di sale su un piano del tavolo e fate una fontana. Versatevi al centro i tre tuorli e il burro fuso ma non troppo caldo. Aggiungete un cucchiaino di aroma di vaniglia o i semi di metà bacca di vaniglia. Impastate con le mani fino ad ottenere un impasto omogeneo. Avvolgete nella carta d'alluminio e mettete a riposare in frigo per almeno un'ora. Togliete dal frigo, prendete una piccola porzione di impasto e create un piccolo cornetto. Disponete su una teglia con carta da forno, ben distanziati e cuocete in forno statico, per circa 20' a 180°.
Quando saranno cotti, fateli raffreddare o saranno troppo mobidi. In una ciotola mischiate 4 cucchiai di zucchero a velo con 40gr di zucchero alla vaniglia (5 bustine). Infarinate i biscotti nello zucchero.


Marco   

venerdì 2 dicembre 2011

Pacchi postali e Camembert in scatola.

Come vi avevo accennato in questo weekend non abbiamo solo passeggiato tra le atmosfere natalizie ma anche cucinato. Più mangiato, ma anche cucinato.
Infatti visto che il pacco di sughi della mamma -per ovvi motivi- non è arrivato, è arrivato però il bagaglio della sorella. Contenente mortadella, Parmigiano Reggiano invecchiato 30mesi, piadina e un pacco di Fusilloro del Pastificio Verrigni, con cui da poco collaboriamo.
A 1500km di distanza mangiamo la pasta che producono a 30km da Casa nostra, la prima. Ah, la globalizzazione! E non per essere campanilisti, tanto meno ruffiani, ma la qualità di questa pasta è ottima.

L'idea di questa pasta è nata nel nostro primo giro d'ispezione al supermercato, quando nell'immenso banco dei formaggi abbiamo visto tante scatoline di Camembert. O meglio l'idea di questa pasta non è proprio nostra, l'abbiamo letta da Jamie Oliver. Sì, sempre lui.
Ancora una volta parlo dei supermercati in Germania, sono ripetitivo. Ma se non altro non dico bugie. Mia sorella, ovviamente, ne è stata rapita anche lei. Dovete sapere che si è fatta prendere da un raptus di cleptomania e ha svaligiato un supermercato. Tranquilli, alla cassa ha pagato!
Quindi ora c'è mezzo supermercato in uno scatolone che sta viaggiando fino a Reggio Emilia, speriamo in tempi brevi!
Dentro ci sono: biscotti di Natale, biscotti non di Natale, glasse per dolci, Kirschwasser, salse, zuccheri aromatici, senape dolce e tutto quello che può invogliarti!
Ma come biasimarla? Tra poco farò lo stesso anche io. :)

Ritornando alla ricetta. Abbiamo scelto la nostra scatolina di Camembert, "Le Rustique" dal sapore più deciso e stagionato. Piccola modifica, il radicchio, per dare ancora più sapore e carattere al piatto. Cosa ne è uscito alla fine? Un primo piatto godurioso, cremoso e pieno di gusto.


FUSILLORO CON CAMEMBERT ARROSTO E RADICCHIO

Ingredienti:
400gr di Fusilloro Antico Pastificio Verrigni
400gr Camembert "Le Rustique"
150gr di radicchio Chioggia
burro
zucchero
aglio
rosmarino
olio evo
sale
pepe
parmigiano reggiano

Preparazione:
Aprite la confezione di Camembert, scartatelo e incidete un cerchio nella crosticina bianca nella parte superiore e buttatela, creando una sorta di cavità. Affettate finemente uno spicchio d'aglio, disponetelo nel formaggio, insieme agli aghi di un rametto di rosmarino, sale, pepe e un filo d'olio. Riappoggiate il formaggio nella sua scatola e mettetelo in forno preriscaldato a 180° per circa 40'. Finché non sarà dorato.
Fate appassire il radicchio tagliato a striscette in poco burro. Aggiungete un cucchiaino di zucchero e fate andare a fuoco lento finché non sarà morbido. Potete sfumare con poco vino.
Quando mancano pochi minuti al formaggio, fate cuocere la pasta in abbondante acqua salata. Scolate e versate la pasta con il radicchio e amalgamate con due cucchiai abbondanti di parmigiano grattuggiato e un po' di acqua di cottura. Impiattate e versate il formaggio fuso sopra la pasta. Un cucchiaio abbondante a persona.



Marco     

mercoledì 30 novembre 2011

Weihnachtsmärkte e weekend tedesco per un post a due mani

Siamo mancati un po' dall'ultimo post, ma come lì accennato, per questo weekend ci saremo riuniti per qualche giorno tedesco all'insegna di nuovi sapori, odori e tradizioni.
Aggiungeteci però un po' di problemi di rete che ci hanno tenuti completamente lontani dalla rete e dai vostri blog.
Così siamo stati costretti a scrivere il nostro post a due mani "offline" e farvelo avere solo un po' più tardi.

Come detto ci siamo davvero tuffati in quest'atmosfera natalizia che qui sta avanzando prepotentemente. Il freddo è arrivato veloce, quasi all'improvviso, e le strade offuscate dalla nebbia sono illuminate da pallide lucine natalizie colorate o a intermittenza. Le ghirlande addobbano le porte delle case e tanti piccole casettine di legno affollano le piazze della città e anche dei paesini più piccoli.
Non siamo restati infatti solamente a Mainz, ma abbiamo dedicato un pomeriggio di trasferta in un piccolo paese che costeggia il Reno e nella stupenda Heidelberg che, per quanto abbiamo avuto poco tempo per vederla, ci ha rapito con il suo fascino.



Destreggiandosi tra la folla davanti ai chioschi dei Weihnachtsmärkte si assapora l'aria del Natale. Un'aria natalizia per noi sconosciuta, nuova e molto più forte di quella a cui siamo abituati.
Aromi speziati da ogni angolo della piazza, fumanti tazze di Gluhwein, l'odore dei Lebkuchen e i colori dei dolciumi e dei bastoncini di zucchero. Il profumo delle mandorle che caramellano e si glassano in grandi recipienti e la varietà infinita di gusti.
L'odore ancora più invitante del Bratwurst che sfrigola sulla griglia, incastrato in una panino e riempito di senape. Noi difficilmente siamo riusciti a dire di no. Veramente troppo difficilmente.


Poi numerosissimi oggettini, da comprare per regalare, addobbare o semplicemente sentirsi più vicini a Natale.
Statuine intagliate in legno per il presepe, addobbi per l'albero di natale, fragranze per invadere casa propria coi profumi delle feste. Tutto questo in un clima di festa, tranquillità e convivialità. Una folla sempre numerosa di turisti, e non solo, anche gente del posto che si ritrova lì come da rito per bere o mangiare qualcosa in compagnia e sentirli ridere e parlare, seppur in quella lingua che a noi suona tanto ostica ma sentirsi comunque a proprio agio e a casa.


Sabato mattina abbiamo avuto anche la possibilità di fare un rapido giro tra le bancarelle del mercato di Mainz, tra frutta e verdura, ortaggi e tuberi inconsueti e nuovi. Banchi di uova, pagnotte integrali e dolci, miele e confetture, donne tedesche di campagna che intrecciano fiori e ghirlande.

Non pensate però che non abbiamo mangiato niente in questi giorni anzi, diciamo che ogni occasione era buono per assaggiare qualcosa.
Dall'innamoramento per l'Apfelschorle, all'incontro ravvicinato con un enorme stinco di maiale arrosto, agli appuntamenti furtivi con i Bratwurst e quelli ancora più fugaci, di pochi morsi con gli Schauküsse. Cibi semplici e leccornie da bancarella ma che hanno addolcito il nostro weekend, tra una folata di vento freddo e passeggiate a passo svelto.
A breve però pubblicheremo anche qualcosa che ci siamo preparati, sempre insieme.

Un saluto, mentre vi stiamo scrivendo, ancora tedesco,
Chiara e Marco

giovedì 17 novembre 2011

Vicini e torte di benvenuto.

Ieri pomeriggio io e le mie coinquiline abbiamo deciso di fare, finalmente, il giro del palazzo per presentarci ai nuovi vicini. Per questa nuova esperienza in Germania, anche se così breve, non ho scelto lo studentato che per tanti lati sembrava più comodo, ma una casa in condivisione con altri ragazzi, quello che in tedesco chiamano Wohnheimgemeinschaft o più semplicemente WG.
Mi è sempre sembrata una scelta più autentica, più spontanea ma devo dire che ho avuto anche fortuna, perché meglio di così non potevo capitare.
Anche le due ragazze che vivono con me si sono trasferite da questo Ottobre e quindi come da consuetudine dovevamo salutare e presentarci ai nuovi vicini di casa offrendo loro una fetta di torta o un bicchiere di vino.
Purtroppo il giro si è rivelato fallimentare perché c'erano solamente la metà delle famiglie.
Impressioni su questa usanza? Credo che sia una cosa molto carina ed un buon modo per integrarsi. Voglio dire, sono stati tutti davvero molto gentili, ci hanno accolto in casa, offerto qualcosa o regalato una bottiglia di vino o un pacco di biscotti. E' una cosa che si aspettano, ma sembra che gli faccia davvero piacere conoscerti. Ti rassicurano che quando ne avrai bisogno puoi bussare per chiedere le uova, lo zucchero o la farina perché loro faranno lo stesso. Ti chiedono se a casa "klappt alles gut" e se ci stiamo ambientando.
In realtà il nostro reale intento era mettere le mani avanti, avvisarli che Sabato sera daremo una festa in casa nostra ed essendo in tre, gli invitati ammontano a quasi cinquanta. Keine Polizei!

Al piano di sopra abita una famiglia di iraniani, ormai da molti anni in Germania ma ancora molto legati alla loro terra. Lo si sente appena entrati in casa, ci hanno accolto in salotto e anche se l'arredamento era un po' kitsch quello che colpiva, erano i tappeti. Bellissimi tappeti ovunque. In sala c'era un ottimo profumo di spezie, di qualcosa che stava cuocendo e in effetti la signora ci ha confessato che stava cucinando un piatto tipico iraniano, avrebbe voluto farcelo provare ma non era ancora cotto (non vi nascondo quanto mi sia dispiaciuto!). In compenso ci ha offerto degli ottimi biscottini dell'Iran, dolci, croccanti e speziati con uno spiccato aroma di zenzero.

Che non ci fossero tutti i condomini, vi dirò, non ci è dispiaciuto troppo. Abbiamo preparato questa torta, tutti e tre insieme, da una ricetta di una torta di mele modificata da mia madre e qualche mio tocco aggiuntivo e ci sarebbe dispiaciuta non provarla perché l'aspetto era ottimo. Invece così sono avanzate alcune fette per noi!
La torta è semplicissima da fare e davvero potrete crearne tantissime varianti, è ottima per la colazione perché soffice ma potete benissimo portarla dagli amici per un tè o per il fine cena.
Io ho usato le albicocche. Albicocche? A Novembre? direte voi. Ebbene sì, perché sapete che vi dico? Al diavolo la stagionalità!
Non è che posso usare solo zucche e mele... scherzo, ma in casa avevo le albicocche essiccate e la frutta secca mi sembra abbastanza stagionale!


TORTA VARIEGATA ALL'ALBICOCCA

Ingredienti:
2 uova
150gr di zucchero
100gr di burro morbido
300gr di farina
100ml di latte tiepido
lievito per dolci
limone
albicocche essiccate
200gr di marmellata di albicocche
mandorle a fettine

Preparazione:
Sbattete le uova con lo zucchero, aggiungete il burro morbido. Mescolate bene e aggiungete la metà della farina, una bustina di lievito e la buccia grattuggiata di un limone. Versate il latte e il resto della farina. Tagliate a listarelle una manciata di abicocche essiccate, circa 70gr e ammorbiditele con un po' di succo di arancia o un liquore fruttato. Prendete una tortiera ø 26cm imburrata e versatevi poco più della metà dell'impasto. Distribuitevi sopra le albicocche. Scaldate la marmellata per renderla più liquida e distribuitela a cucchiaiate sulla torta. Ricoprite con il resto dell'impasto. Anche se non viene ricoperta totalmente non è un problema, la torta deve appunto risultare variegata. Ricoprite con le mandorle a fettine. Infornate a 180° per 20'-25' facendo la prova stecchino.





Marco   

mercoledì 26 ottobre 2011

Lungo Reno e Zwiebelkuchen

Vi scrivo ancora con le lacrime agli occhi mentre la torta è ancora in forno.
No, non sono triste e non è nessuna torta di compleanno. Bensì una torta di cipolle, ecco perché piango. Penso di non aver pianto tanto neanche vedendo Saturno Contro, uno dei miei film preferiti.

Se leggendo il titolo avete detto: "Ecco la prima ricetta tedesca!", ci avete preso.
Come spiegarvi cos'è una Zwiebelkuchen? Oltre a dirvi che è una torta (-kuchen) di cipolle (zwiebel-)?
Beh, immaginate una giornata senza impegni in cui l'aria è frizzante ma non troppo fredda, se non per qualche folata leggera di vento che arriva all'improvviso.
Immaginate una passeggiata sulla strada alberata che costeggia il Reno, qui a Mainz. Mainz è una città davvero piena di verde ma il lungo fiume è un posto che in questo periodo fa davvero il suo effetto. E' un'esplosione di autunno, di foglie verdi che sfumano il proprio colore verso tonalità sempre più cupe, ma sempre più calde.
Giallo, marrone, rosso, poi verde, poi di nuovo giallo, sempre più scuro, ancora verde e poi oro e di nuovo rosso.
Immaginate piccoli chioschi in legno chiaro dove poter bere Federweisser. Il Federweisser è per i tedeschi, il vino bianco novello, che qui bevono molto prima rispetto che da noi, a partire dall'inizio di Ottobre. Prendete un bicchiere di questo vino opaco e torbido, dal colore giallo pallido, ha un sapore dolce e frizzantino e sembra molto più un succo d'uva che un vino ma sorseggiarlo è un vero piace. Come lo accompagnano qui, nella regione dei vini? Ovviamente con la Zwiebelkuchen.

Questa torta è stata una piacevolissima scoperta, il Federweisser ancora di più. Se mai avete intenzione di venire da queste parti per un weekend e comprate una bottiglia di Federweisser, attenzione a non inclinarla... non viene infatti tappata ma deve essere sempre a contatto con l'aria.
Anche se quindi qui sono un po' in ritardo con i tempi, casomai voi potete provarla con il nostro vino novello :) potrebbe rilevarsi una buona alternativa (o un accompagnamento) alle classiche castagne.

La ricetta è per lo più pescata dal web, non mi ricordo neanche io da quale sito o blog perché davvero ne ho visitati tantissimi per provare a studiarne la preparazione, le dosi e gli ingredienti. Così una volta che pensavo di aver trovato la ricetta perfetta ho chiesto alla signora dell'appartamento di fronte e l'ho ulteriormente modificata nelle dosi.
ZWIEBELKUCHEN

Ingredienti:
- per la pasta:
350 gr. di farina (meglio se farine miste)
200 ml. di latte
40 gr. burro
lievito di birra
zucchero
sale
- per il ripieno
500 gr. di cipolle
130 gr. di speck
3 uova (2 intere, 1 tuorlo)
150 ml. di panna acida (o quark)
250 gr. di gouda
sale
pepe
cumino

Preparazione:
Fate intiepidire il latte, fateci sciogliere poco meno di un cubetto di lievito di birra, il burro, aggiungete un pizzico di zucchero e un cucchiaino di sale. Versate il latte nella farina e impastate fino ad ottenere un composto liscio, fate riposare per circa mezz'ora in una ciotola coperta da un panno.
Tagliate le cipolle a fettine e preparatevi a piangere e a piangere ancora.
Fate rosolare lo speck a listarelle in una noce di burro e aggiungete le cipolle. Salate, pepate abbondantemente e aggiungete un cucchiaino di semi di cumino.
In una scodella sbattete le uova con la panna acida.
Stendete la pasta in una teglia ø 28cm, se necessario a più riprese ma non tirate troppo la pasta. Tenete i bordi alti e fate un primo strato con un po' di gouda grattuggiato, poi aggiungete le cipolle e poi il composto di uova e panna acida. Di nuovo un po' di cipolle e concludete con il formaggio ricoprendo interamente la torta. Pressate leggermente il ripieno e infornate nel forno già caldo a 180° per 30'.

Marco  

   


Con questa ricetta partecipiamo al contest: 
 http://www.mytasteforfood.com/2011/09/contest-di-cucina-internazionale-metti.html
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