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lunedì 12 maggio 2014

Anche i punk comprano bio

Ormai stare dietro al blog (e ai vostri blog) mi è diventato impossibile.
L'avevo annunciato ma non pensavo che la mole di lavoro fosse così tanta e soprattutto il tempo libero così poco. E per quanto ami il mio blog, preferisco scoprire Amburgo anziché mettermi a scrivere post: è una città con così tante cose da scoprire che sicuramente mi perdonerete quest'assenza.
Ovviamente se volete seguire le mie avventure potete seguirmi su instagram!
Inutile star qui a parlare per pagine e pagine che qui mi trovo bene ma basterà dire che qui mettono il formaggio un po' ovunque, che la metro non fa ritardo e che nei supermercati si trova il rabarbaro.

Ogni anno, mi ritrovo in un modo o nell'altro a parlare di bio, un argomento su cui non so mai bene che posizione prendere, un concetto su cui sono sempre stato un po' scettico. Fatto sta che almeno una volta l'anno, guarda caso sempre quando si avvicina il Food Revolution Day (16 Maggio, save the date!), finisco per scrivere qualche riga.
Stavolta la riflessione mi è venuta spontanea quando l'altro giorno in fila alle casse del supermercato, come sempre, fissavo cosa aveva comprato quello davanti. Era un tipo sulla quarantina, e se non erano quaranta li portava male, che evidentemente una vacanza a Londra negli anni '90 gli aveva fatto particolarmente male ed era rimasto punk per sempre. Con tanto di giacca di jeans con toppe di pelle (o forse il contrario) piena di spillette e borchie, dal classico Punk's Not Dead al simbolo dell'anarchia, e per finire una super cresta verde in testa.
Cosa curiosa è che dalla sua spesa non l'avrei mai detto, non aveva comprato un fegato di bue ancora sanguinante o una trentina di lattine di birra ma:
2 pacchetti di orsetti gommosi,
1l di latte,
6 uova,
1 cetriolo.
Ora, da buon foodblogger e malato di Masterchef c'ho provato ad abbinare quegli ingredienti ma proprio non avrei saputo come, se non facendo una frittata di cetrioli con contorno di Haribo. La cosa che però mi ha colpito è che tutto (latte, uova, verdura) tutto bio.
Se bio sia giusto o no, non lo so, sicuramente sì. Se bio sia più giusto o se solo solo bio sia giusto, non credo. Il punto è che qui, comprare bio è possibile e la scelta è più libera. Anche in Italia comprare bio ormai è diventato possibile quasi ovunque, ma non so se per tutti. Io stesso da studente fuori sede ci penso due volte a comprare un cestino di fragole bio per quattro volte il prezzo delle fragole 'normali'.
È una cosa di cui ho già parlato, ma la situazione rimane questa: comprare bio in Italia, o meglio, non comprare bio a volte è una scelta, più facile. Viceversa succede qui, dove comprare bio, a scontrino fatto, non è poi così diverso da non comprare bio. E allora anche il nostalgico quarantenne punk, e anche io, compriamo bio. Continuo a non essere un fanatico del biologico, ma qualche volta provare e preferire il cibo vero fa bene.

La ricetta che vi porto dopo questa lunga assenza è una ricetta preparata già mesi fa, messa in archivio, ispirata da "La mia scuola di cucina" di Jamie Oliver. La mia versione prevede la zucca, che non è proprio di questo periodo, ma casomai voi fate come me che riempite il freezer di zucca e potete comunque prepararla, altrimenti potete sostituirla con le carote e peperoni gialli o prendere spunto da questa ricetta per abbinare altre verdure di stagione alla ricetta.
Marco

lunedì 24 febbraio 2014

Vincitori e vinti

Ci siamo lasciati con il Festival della canzone italiana alle porte e ci ritroviamo quando ormai è tutto finito e perfino Maria Venier ha finito di chiedere a tutti i cantanti che emozione si prova a cantare sul palco dell'Ariston.
In queste cinque serate ci siamo divertiti come a fare la fila alle poste i primi del mesi quando ci sono le pensioni da ritirare. Quest'anno Fazio ci ha giocato un brutto scherzo e ha deciso di fare un po' i comodi suoi, chiamando gli ospiti che più gradiva togliendosi qualche sfizio... d'altronde come dargli torto, anche io se dovessi condurre Sanremo avrei Rihanna come valletta e farei cantare Carlo Cracco tra i big.

Torniamo a parlare dei cantanti a canzoni fatte, ovviamente mi soffermerò a parlare solamente dei cantanti che hanno dichiarato di leggere Una cucina per Chiama perché non sono un critico musicale e faccio favoritismi. Sanremo fatto di scoperte, come i Perturbazione, e di conferme, come Renzo Rubino che si è classificato terzo ma il suo CD è già la colonna sonora in cucina per Chiama; che poi vista la stazza anche a lui piace mangiare le nostre torte. Abbiamo ascoltato due canzoni bellissime di Giusy Ferreri che a mio parere doveva salire sul podio ma cara Giusy, che t'importa non aver vinto Sanremo quando all'Esselunga puoi vincere le teglie da forno Emile Henry? Breve accenno a Noemi che, nonostante anche lei ci chieda sempre consigli sulle ricette, non mi ha convinto in pieno e tutto sommato il quinto posto lo trovo un giusto compromesso.
Arriviamo poi alla vincitrice, Arisa troppo TOP che finalmente si è presa la rivincita per il secondo posto di due anni fa con una canzone che tutti i ragazzi dovrebbero studiare nelle scuole al posto delle poesie del Petrarca: La Notte.

Quindi tutti contenti e felici, diciamo arrivederci al prossimo anno al Festival e ci prepariamo ai nostri piani per il futuro: la partenza in Germania ormai, nonostante sia stata posticipata di qualche settimana, si sta avvicinando. Prima di partire potrebbero però esserci altri regali ma soprattutto dobbiamo decretare un altro vincitore, anche più importante di quello di Sanremo, tant'è che Barbara d'Urso ci ha già chiesto se può ospitarlo a Pomeriggio5. Parlo ovviamente del vincitore del primo incredibile giveaway di Una cucina per Chiama; è già stato estratto e per creare ancora un po' di suspance verrà proclamato alla fine del post. Ne approfitto per ringraziare tutti quelli che hanno partecipato e hanno pubblicizzato l'evento, grazie e continuate a seguirci che i regali non finiscono qui!

Estratto il vincitore mi sono affrettato a stappare due birrette per festeggiare, ma mi sono accorto che il vincitore era troppo lontano per brindare e ho dovuto usare la birra in qualche modo. Che ne dite di preparare un pollo per la cena? Il pollo alla birra è una ricetta che adoro e che ho scoperto da non molto. Intanto è facilissimo da fare quindi davvero chiunque di voi può farlo, chiunque! È molto economico e relativamente veloce, dato che oltre a mettere un coperchio sul tegame non dovrete fare altro. Per ultimo ma non ultimo, viene davvero buonissimo, il pollo creerà una crosticina appiccicosa e saporita da sporcarcisi tutti e un olietto eccezionale in cui inzuppare il pane. Inoltre cambiando birra avrete ogni volta un gusto diverso, quindi potete sbizzarrirvi, ma anche una semplicissima birra bionda andrà bene. Io non vi consiglio birre troppo forti o amare, altrimenti la carne delicata del pollo ne risentirà, ma potete anche osare con una birra scura dal gusto affumicato, insomma, a voi la scelta!


Marco


venerdì 6 dicembre 2013

Preparativi per stare in compagnia

Prima di iniziare, devo fare un doveroso annuncio. Anche io sto partecipando ad un famosissimo (ormai tra i vari blog) contest: Aiuto Chef Cercasi, un contest che potrebbe portarmi a vincere una lezione con lo chef Oldani. Mica cotiche!
Però ho bisogno dell'aiuto di tutti i miei amici, tutti i miei fan, tutti i miei lettori, tutti i miei haterz: per vincere, o meglio per passare alla prossima selezione, c'è bisogno di voti. Basterà andare sul sito di AiutoChefCercasi, registrarsi (ci vorrà pochissimo) e poi una volta effettuato l'accesso, cliccare sulla scheda della mia ricetta e votarmi!
Votarmi e votarmi e votarmi ancora, un voto ogni giorno fino al 18 dicembre. Fate quindi un po' di esercizio, riscaldate i telecomandi, i telefonini, gli iPad e le tastiere dei PC; fate un po' di allenamento per la finale di X Factor insomma... mi raccomando fate i bravi, non votate gli ApeEscape ma votate me!

Ora passiamo a noi. Qui poco c'è mancato che non vi scrivessi dal profondo degli abissi e che l'Abruzzo diventasse la nuova Atlantide, questa regione che se non è per le catastrofi atmosferiche è sconosciuta tanto quanto la città sommersa. Infatti il mal tempo che ha colpito un po' tutta l'Italia qui si è divertito un po' di più e per giorni siamo stati pieni d'acqua nelle strade ma anche un po' everywhere.
Per fortuna, adesso c'è il sole nel cielo ma ancora il fango nelle strade.
Tra una cosa e un'altra, siamo a dicembre; si avvicina il Natale e qui non abbiamo ancora fatto i biscotti di zenzero, nonostante tutto ci facciamo chiamare food blog. Mah!
Per prepararci al Natale, io l'ho pensata un po' diversamente: siccome fuori fa freddo e io sarà che sono alla presa con la lettura di tanti libri ho voglia solo di caminetto, cene confortanti e compagnia degli amici. Perché quest'anno il natale lo vorrei passare così, a fare cene con gli amici e a mangiare il pandoro mentre cerco di non addormentarmi giocando a tombola. Intanto tornerò a Bologna tra un paio di settimane solo per rivedermi con i miei amici dell'Università, ormai sparsi per l'Italia, e inaugurare le cene natalizie. Sono anche riuscito a farmi promettere la mia brocca in cui fare il cocktail per l'aperitivo... io a fare le cose cheap proprio non ce la faccio. Non riesco neanche ad usare i piatti di plastica per una cena, si vede proprio che ho uno spirito da quarantenne!

Questa ricetta quindi l'ho pensata per una cena in compagnia, molto comfort, un po' meno chic di quelle fatte con le brocche di cristallo, ma più che altro shabby. Non avete capito? Vabbè, una cena tranquilla con gli amici. Dentro a 'sta teglia c'è solo da affondare il cucchiaio e poi quando è finita la ciccia, inzupparci il pane o versare tutto il sughetto sulle patate al forno. Chiariamo subito, non è una cosa che potete farvi stasera stessa quando siete tornati dal lavoro alle nove passate perché la metro ha fatto sciopero, l'autobus in ritardo e voi,che nell'attesa avete aperto il mio tumblr, avete una fame atroce... ci vuole un bel po' a cuocersi, ma per una cena come si deve ne vale davvero la pena.
Ovviamente se siete vegetariani potete provare la versione con il tofu ed è lo stesso buonissimAHAHAHAHAHAH!



lunedì 4 novembre 2013

Prêt à blogger

Quando colleghiamo il mondo della moda a quello dei blog, pensiamo subito ai fashion blogger: il nuovo fenomeno che sta cercando di spazzare via noi foodblogger, ma restiamo ben in guardia, a colpi di padelle, per non farci rubare la scena sul web!
Anche se non ci fotografiamo (per ora) in camouflage sulla panchina di un parco giochi abbandonato o con le magliette borchiate sulla metro con lo sguardo un po' assente, non possiamo negare di essere modaioli e glamour almeno tanto quanto i nostri cugini fashion.
Parliamo proprio delle piccole mode che costellano il variegato universo foodie: quello che ogni foodblog mette in mostra sulle proprie pagine per dimostrare di non esser da meno.
Diciamoci la verità: non si può resistere al fascino di essere chic!
Ovunque, su internet ancora di più, ci sono fenomeni che spopolano, e quando queste mode riguardano il cibo, nessun foodblogger si sognerebbe mai di non proporre la propria versione del nuovo feticcio mangereccio in voga.
La cucina di per sé è, ormai da qualche anno, una moda, ci bombarda in TV con ricette di dolcetti e cene pronte in otto minuti... anche se a me questo, non può che far piacere. Ma vogliamo allora parlare del cake design? Di tutto quell'universo fatto di pasta di zucchero, coloranti alimentari e crema al burro che si diverte a foderare e decorare torte in polistirolo con fiori e animaletti commestibili. Il perché non l'ho capito bene, ma fatto sta che saremmo in grado di star incollati davanti la TV un giorno intero, incantati da tutto quello zucchero a velo. Anche i blogger non sono da meno, un giorno di questi finiremo per foderare un arrosto con il cioccolato plastico pur di fotografarlo per il nostro blog! La domanda sorge spontanea: è nato prima il cake design nei blog o in TV?
Che altro? Beh, partiamo dalle basi: le stagioni sono quattro e noi foodblogger le amiamo tutte. Credo che ormai le mezze stagioni esistano solo sul blog. Come adesso che è arrivato l'autunno tantissime le famiglie costrette dai loro parenti foodblogger a mangiare solo torte di mele e vellutate di zucca. Se non vi piace la zucca, vi avviso, non pensate neanche di poter aprire un foodblog! Per quanto riguarda la torta di mele: avere una nonna che vi ha dato la ricetta è un must have, affittatela pure la nonna, ma non credete di poter postare la torta di mele di vostra mamma che non ancora è nonna, neanche la zia vale... forse solo se è particolarmente anziana, ma non sono sicuro.
Non solo le stagioni e i loro prodotti, ma anche le feste sono il nostro grande amore: Pasqua, Ferragosto, Halloween, Thanksgiving, Bar mitzvah, rubate alle culture di tutto il mondo, ma soprattutto il Natale! Oh, quanto manca a Natale? Quasi due mesi? Non importa, un vero foodblogger sta preparando e fotografando ricette natalizie da fine Luglio. Perché a noi le feste comandate ci devono piacere anche se non ci piacciono. Odi il Natale? Prepara un bel post per sbobinare tutto il tuo disprezzo, l'importante è che dopo pubblichi la tua ricetta rivisitata del panettone, casomai col lievito madre perché senza, lo fanno i pezzenti.
Però, tra tutte, la regola che bisogna rispettare è questa: se puoi complicare una ricetta, fallo.
Il sale normale, è out, uso quello nero, rosa dell'Himalaya, blu di Persia, fucsia di Ke$ha ma non mi far vedere che usi un comunissimo sale marino iodato, idem lo zucchero: vallo a comprare al negozio bio equo&solidale sennò sei un poveraccio. Usa i cereali più strani che riesci a trovare, anzi se non riesci a trovarli meglio ancora. Ordinali su internet e confondi i tuoi lettori dicendo che si trovano praticamente ovunque. Altro trucchetto: il numero degli ingredienti in una ricetta devono essere almeno a tre cifre! Esagera con le spezie, con gli aromi e quando usi qualcosa che sia almeno IGP, DOC, DOP, basta che non sia semplicemente Coop. Il lettore non deve realmente capire quello che hai preparato ma deve rimanerne incantato: quindi abbonda con i nomi in francese, farai quiche, ganache, sablé, consommé, soufflé e tarte! Mischia la frutta con le colatura di alici, le rape con la crema pasticcera e mi raccomando, non dimenticate di dire che i vostri figli hanno adorato! 
Se c'è ancora qualcuno su questa Terra che non ha un foodblog, casomai leggendo questo post gli è venuta voglia e ora conosce tutti i trucchi, o quasi. Manca il post, perché su un blog non c'è solo la ricetta con la sua foto ma anche un post. 
Ora però ci sono tre categorie di blogger: quelli che non scrivono niente di niente e a me verrebbe da pensare che in realtà farebbero prima ad aprirsi un Pinterest... e poi casomai ricevono il triplo delle visite quindi forse hanno capito tutto.
Quelli che è tutto una poesia, i sentimenti, il cuore e i sapori dell'anima. I ricordi di quando eravamo bambini, della mamma, della nonna e di un infanzia di zuccherini e zero merendine, i "piatti della tradizione" e queste cose che appena le leggi inizi a piangere come un agnellino. E poi ci sono quelli, come me, che scrivono un sacco di cazzvolate, si lasciano prendere dall'entusiasmo e scrivono come parlano, con un italiano che sfiora quello di Di Pietro e casomai, come non smette mai di ricordarmi la mia amica Laura, sbagliano anche i congiuntivi. Il nostro motto è proprio quello di non prenderci mai sul serio ed è un motivo in più che spinge i nostri tre fedelissimi lettori a decretarci il miglior foodblog della storia.
Proprio per questo motivo ho voluto cavalcare l'onda dell'ultima moda che sta andando molto tra i foodblogger... se fossimo ancora nel 2012 però. Forse arrivo un po' in ritardo, ma ho voluto aspettare per farvi passare la nausea di trovare ogni giorno almeno un paio di ricette a base di topinambur. Se c'è ancora qualcuno che non ne ha mai sentito parlare vuol dire state troppo lontani dal mondo dell'internet e dovreste ricordarvi che gli anni '90 sono passati e non avete più scuse: il topinambur è un tubero che è molto meno esotico di quello che possiate pensare, ha un sapore molto dolce, misto tra una patata e un carciofo. Ho trovato fosse l'ingrediente perfetto per accompagnare e completare questa ricetta: davvero facilissima e anche veloce, stavolta, contro tutte le regole, con pochi ingredienti. Ancora una volta, come sempre accade nel nostro blog, una ricetta chic, moderna e glamour! Il filetto di maiale è un taglio da non sottovalutare, soprattutto per chi preferisce la carne di maiale: rimane morbidissimo, veloce da cuocere e insaporito con i semi di finocchio ha davvero quel tocco in più. 

martedì 25 giugno 2013

Cento di questi polli!

Venghino, venghino siore e siori! Accorrete numerosi al grande evento!
L'Europarlamentare meno partecipativo del Paese, Iva Zanicchi, ha deciso di lasciare la sua veste istituzionale "tanto ormai l'anno è perso, troppe assenze e zero impegno!" ed è venuta a festeggiare con noi.
Per una sera, una soltanto, si riaccendono i riflettori, si oliano gli ingranaggi della ruota e si rianima il pubblico assopito da oltre un decennio che ben presto riprende ad incitare a gran voce: "Cento!Cento!Cento!".
Ebbene sì, adorati aficionados, siamo giunti al centesimo post e bisogna brindare...offre Ivona nostra. Daje!

Mea culpa: sono una pessima blogger. Vi abbandono per settimane, mesi, senza acqua e senza cibo e le mie apparizioni ormai sono meno prevedibili di quelle della Veronica Ciccone con l'aureola.
Però, c'è un però... anche voi, ragazzi miei, stupitevi un po' quando trovate in bacheca un mio post, entusiasmatevi, commentate, replicate. E se non vi viene, fate finta!

Dopo previsioni catastrofiche di neve estiva, glaciazione in arrivo, estinzione dell'homo sapiens, esondazioni e devastazioni, è arrivato come ogni anno il grande caldo. Ora zitti e sudate!
Non ne potevo più di tutta quella pioggia e quel tempo ballerino che influiva moooolto negativamente sul mio umore. Con il bel tempo mi sto godendo a pieno la mia nuova dimora (sì esatto, un nuovo trasloco nel giro di sette mesi!), ho piantato tante belle piantine aromatiche sul balconico e ritirato fuori il piccolo tavolino per cenette e colazioni en plein air.
Pur essendo un condominio sembra tutto più familiare. Tutti si conoscono, i vicini sono sorridenti e disponibili, i bambini giocano tutt'insieme in cortile e le dirimpettaie si scambiano le ricette da un balcone all'altro. Poi la sera, quando tutti dormono e c'è un gran silenzio, adoro stare un po' seduta in balcone: si vedono le stelle, un leggerissimo venticello mi rinfresca dopo la calura della giornata e la siepe di gelsomino dei vicini sprigiona un profumo inebriante. È questa la mia sera d'estate.

Certo non son tutte rose e gelsomini. Proprio ieri stasera, con l'appropinquarsi dell'ora della cena, l'appartamento è stato letteralmente invaso da un irresistibile odore di carne alla brace. Uhmm, come resistere?!
Nella casa vicina, l'allegra famigliola si apprestava ad arrostire costine di maiale e due bei polletti. La prima idea balenatami in mente è stata di progettare un braccio meccanico, stile ispettore Gadget, per sgraffignare il bottino: forse la sto sparando grossa!
Sarebbe stato più semplice farmi notare complimentandomi con loro per la siepe verdissima, per i fiori mai visti tanto rigogliosi, per la lucentezza dei capelli e la setosità della pelle della padrona di casa.... non mi avrebbero mai invitato a cena!
Però, c'è un però. Mentre sbavavo copiosamente fissando e sniffando il loro barbecue: CRASH!
La signora, di cui sopra, è inciampata e i piatti che aveva in mano sono volati via, frantumandosi a terra in mille pezzi. Molto cartone animato.
Inizialmente ho pensato di avere qualche potere paranormale (ma smettila!) ma poi mi sono attivata per rendere il mio polletto un po' speciale, anche senza brace. Questi sì che so' poteri!!!
È una ricettina che si adatta bene sia con il pollo intero, sia a pezzi in particolare con le alette. Una tira l'altra!


domenica 3 febbraio 2013

Polpettorta di compleanno

Non siamo su MySpace? Fa niente.
Bentornati lo stesso, la nostra assenza ormai è prevedibilissima e spero che senza le nostre ricette non siate morti di fame. Il motivo è sempre lo stesso: esami.

Ci scusiamo inoltre per essere mancati in questo periodo e vi abbiamo fatto perdere tanti, tanti piccoli pettegolezzi. Spero che voi leggiate la rivista più raccomandata del settore, cioè Sipario.
Cosa sarebbe successo nelle ultime due settimane? Shakira ha partorito, Carmen Russo non si sa. Forse è un'asina e ha un periodo di gestazione di 12 mesi, ma per ora quello che sappiamo è che la figlia che le ha portato la madonna di Medjugorie sotto il cavolo si chiamerà Maria.
A proposito di nomi e di bimbi, il figlio di Adele è praticamente un'incognita perché la mamma è riservatissima e lo nasconde sotto la sua ciccia dalle telecamere, ma forse si chiama Angelo.
Come faccio a sapere tutte queste cose? Ve l'ho detto che leggo solo cose di qualità, come la rubrica sul blog del Signor Ponza.
Intanto Masterchef va avanti e ormai siamo arrivati a solo 6 concorrenti.
Daiana è ancora lì e l'unico motivo è per sapere, in caso di vittoria, quale dei due mariti bacia prima. Ivan anghe gondinua a fargela! Marika continua solo perché è napoletana e quindi sa le cose a priori e anche Andrea rimane in lizza come possibile vincitore.
Poi c'è Maurizio, il mio preferito, che spero vinca! Sempre se non annega prima nel suo stesso sudore. At last but not at least, Tiziana, l'avvocato più internazionale della TV italiana, seconda solo alla buon'anima del giudice Santi Licheri: a noi piace ricordarla così.
Ne so tantissime anche di Masterchef. Secondo voi è perché lo guardo? Assolutamente no, sono troppo povero per avere Sky. Però a me piace dare giudizi a sproposito di cose di cui non me ne intendo.

Torniamo però con un'altra grande notizia che farà il botto come neanche Fabrizio Corona che si costituisce alle autorità portoghesi (eh sì, è successo anche questo).
Oggi è il compleanno di Chiara, che per l'occasione è in trasferta a Torino a mangiare tanti gianduiotti quanti i giorni che ha vissuto.
Da piccola, e anche oggi, veniva chiamata Poppy che, se andate a cercare sul dizionario etimologico, scoprirete deriva da 'polpetta' il suo piatto preferito ever.
Quindi perché non fare una mega polpetta in occasione del suo compleanno? La ricetta è ispirata al pasticcio di carne di Jamie Oliver, il nostro primissimo mentore. Che poi oggi è anche domenica, non vorrete mica mangiare la pastina...

Questo blog è una finestra su di voi e in questi mesi, 18 per l'esattezza, attraverso la quale anche voi avete potuto sbirciare su di noi: sapete cosa ci è successo e ci succede e anche un po' chi siamo. Chi sono io e chi è lei e chi siamo insieme. Perché tutti quelli che hanno un fratello o una sorella sanno che nonostante tutto, in qualsiasi situazione sia bella che brutta, un fratello è la prima colonna su cui potersi appoggiare.
Sono tante le cose che, grazie a lei, ho potuto fare, le cose che lei ha conquistato e che io ho goduto. Probabilmente vi scriverei da Pescara se non fosse per lei e, a dirla tutta, chissà che nome avrebbe questo blog se quella sera non avesse tirato fuori l'idea: "una cucina per Chiama".
Tanti auguri, grandi come la Mole Antonelliana.

POLPETTONE IN CROSTA

Ingredienti:
350gr di macinato di bovino
1 sfoglia rettangolare
1 salsiccia
1 uovo
1 patata piccola
1 carota
1 cipolla grande
1 gambo di sedano
funghi prataioli
piselli
noce moscata
burro
sale
rosmarino

Preparazione:
Preparate un soffritto con una noce di burro abbondante e un trito, se preferite anche grossolano, con cipolla, sedano, carota, la patata, due o tre funghi prataioli e una manciata di piselli, già cotti o surgelati. Fate ammorbidire bene, aggiungendo la noce moscata e il rosmarino e salate.
Fate raffreddare. Intanto in una ciotola impastate la carne con la salsiccia, un uovo e aggiungete le verdure. Aprite la sfoglia e disponetevi la carne per il lungo, creando un polpettone. Chiudete la sfoglia sia lungo il lato che alle estremità. Fate attenzione a sigillare bene. Infornate in forno caldo a 180° per un'ora circa. Possibilmente non usate il ventilato, ma rispettate i tempi di cottura indicati.



Marco
Colgo l'occasione per fare pubblicamente gli auguri, ieri era il suo compleanno, anche a Salvatore: praticamente il nostro fan #1 e con questo polpettone ci si è dilettato più di una volta.

mercoledì 16 gennaio 2013

Ricette sulla neve

Mi piacerebbe dirvi che sono mancato per più di una settimana, pur avendo tante ricettine in archivio, perché lo studio mi sta risucchiando completamente. E invece non è così. 
Mi sono laureato eppure sono ancora in sessione d’esame: chi ha inventato la frase “gli esami non finiscono mai” è proprio un simpaticone, ma non credo nessuno gli abbia chiesto la sua opinione.

Finita questa breve parentesi sui miei esami, fatemi iniziare a parlare di tutte le cose che ho da dirvi!

Lo ammetto, sto cercando di guadagnare tempo. Il fatto è che in questo periodo in TV si parla solo di politica, chi si candida con chi e le elezioni che si avvicinano. Quindi non mi sono preparato su cosa dirvi.
Chi siamo però noi per interessarci alle cose serie? Al massimo alle serie TV, e infatti ho imparato a memoria lo spot della Fox: “I love TV, I love FOX” con quella musichetta che ti entra in testa e non ti lascia più. Possiamo permetterci di non imparare a memoria quello che esce dalle labbra di Rachel Berry? No.

Se qualcuno ancora non se ne fosse accorto, il nostro dominio è attivo, quindi ci sentiamo in dovere di fornire un eccellente servizio pubblico di informazione. Dobbiamo ancora aspettare un po’ per commentare insieme Sanremo, possiamo però dire qualcosa sulla nuova edizione di Masterchef che ogni giovedì ci regala due puntate ricche ricche di cose da dire. Come potremmo sintetizzare se non ricordando che lì avrei potuto esserci io e invece nel cast è entrata gente che vabbè.

Sembra che ho fatto un master in comunicazione a Milano per tutte le cose che so, vero?
Vi stupirò segnalandovi un nuovo appuntamento assolutamente da non perdere. Il canale più top del palinsesto in chiaro, Real time, ci regala un nuovo programma di Gordon Ramsay. Il cuoco scozzese che tutti conoscono come lo Shakespeare dell’insulto e della parolaccia, ci insegnerà come cucinare. Senza sbraitare e urlare. Cucina con Ramsay partirà questa domenica e presenterà le ricette del suo ultimo libro (In cucina con Gordon Ramsay, ndr) che io ho e, fidatevi, merita molto.

Dopo questo preambolo che TV Sorrisi e Canzoni puoi solo prendere appunti e dirmi grazie, passiamo alla nostra ricetta. Proprio ieri sera in tutto il norde ha iniziato a nevicare, così ci dicono. C'è chi dice che ha nevicato tanto, chi poco, chi dice: "smetterà subito" e chi che è solo l'inizio; ma noi crediamo nell'oroscopo non nelle previsioni del tempo. 
Siccome noi siamo sul pezzo come i DJ ad Ibiza abbiamo giusto giusto una  super vellutata calda e confortante da proporvi. Noi non la prepariamo a casa nostra oggi perché siamo ancora al mare con il sole manco le Maldive. Voi però correte fuori a raccogliere la neve, mettetela in un pentola fatela sciogliere e iniziate a sbucciare le patate, ora vi spieghiamo per bene come continuare.


martedì 11 dicembre 2012

Benvenuti al Nord

Avete visto che brava la mia sorellona che dopo il lungo letargo ha pubblicato ben due post di fila? Se li avete persi correte subito a recuperare e a commentare qui e qui.

Vi ricordate della mia dieta e di quanto fossi bravissimo a rispettarla? Non ancora, beh! Mi dicono che sono irriconoscibile per quanto sono dimagrito? Più di due etti persi in sole due settimane!
Visti allora i grandi risultati ho deciso di premiarmi regalandomi uno strappo alla regola.

Non mi ricordo se vi ho mai parlato del mio Erasmus, non credo, di solito non ne parlo mai (e invece), fatto sta che già da un po' di tempo, con gli amici più cari che quest'esperienza mi abbia regalato, avevamo programmato questo weekend trentino.
Quale occasione migliore se non quella dei mercatini di Natale per una trasferta al Nord?
Precisiamo che, in Italia, non mi ero mai spinto così al Nord (si accende l'insegna luminosa 'TERRONE') e non penso di essere stato mai in montagna d'inverno in vita mia, anzi, la montagna mi ha sempre messo un po' di angoscia. A Francavilla, dove sono nato, ci sono alcuni punti in cui si vede da un lato il mare e dall'altro la montagna, ma io preferisco sempre il lato del mare.
Questi tre giorni mi son dovuto ricredere e ad essere racchiuso dalle montagne ci ho fatto quasi l'abitudine.

Abbiamo visitato la città, tra le strade del centro affollate di bancarelle e turisti sulla strada del ritorno dall'Alaska. I mercatini ci hanno tuffato nell'atmosfera natalizia e la neve ha aiutato il tutto. Non ne ha fatta molto, giusto il necessario per dare una spruzzatina di bianco e creare un po' d'atmosfera. L'aria pungente ci ha regalato una pelle liscia che neanche le creme Serum Seven. 

Un breve intermezzo per regalarvi un piccolo contributo fotografico perché non sono stato così bravo a raccontare dei posti in cui sono stato:

Per fortuna avevamo il divano e il mega piumone tanto grande da accoglierci tutti per proteggerci dal freddo: perché mercatini sì, montagna pure, passeggiate ok ma il relax prima di tutto.
Soprattutto quando hai bisogno di amici, non c'è niente di meglio di stare, con l'inverno fuori, svaccati sul divano e commentare i programmi in TV. Non potrei immaginare qualcosa di meglio.

Siamo o no un foodblog? Mi sono sentito quindi quasi obbligato ad assaggiare il più possibile per poi riportarvi tutto. Vi giuro che non volevo sgarrare con la dieta.
Ora il signore Michelin torna a fare gli pneumatici e mi lascia scrivere a me la guida dei ristoranti. Vi voglio consigliare infatti il ristorante dove siamo stati a mangiare: I Due Mori. 
Ho provato alcuni piatti di cucina tipica trentina, che è poi la specialità del ristorante. Un tagliere di affettati misti che ciao e uno spezzatino di cervo con polenta che fottesega di Bambi. Tesoro mio, c'est la vie!
Da ora vorrei mangiare cervo tutti i giorni e vi prego, se ci andate, mangiatevi una vasca di patè di cervo.
Poi oggi non è mercoledì e non siamo vegani quindi posso confessare di aver provato anche il daino. Anche quello, troppo buono per avere sensi di colpa.
Dopo questa recensione così autorevole, immagino che Cracco, visto che ci legge sempre, sta già temendo il giorno in cui andrò da lui a cena (eh sì, altro regalo di laurea ♥). Purtroppo noi critici gastronomici siamo grassi e mal visti da tutti.

Così, a prima impressione, sono convinto che questo post manchi di coerenza e non lo rileggo neanche in modo che i refusi siano il leitmotiv che vi conduca alla ricetta. Non che c'entri molto con il weekend di cui vi ho raccontato però insomma un bella focaccia calda non si butta? Anzi, mangiatela sul divano davanti al camino ed è buona il triplo. Questa focaccia che urla 'autunno' l'ho fatta già un po' di tempo fa, ispirata da una ricetta di Jamie Oliver. Ho scoperto che mancano ancora 10 giorni all'inverno e ci sono rimasto malissimo perché pensavo stesse per arrivare già la primavera. Sono ancora perfettamente in tempo per proporvela e voi per farla.


mercoledì 17 ottobre 2012

Se vuoi fare il figo, usa l'aneto

Avete già sentito da qualche altra parte cosa usare per fare i fighi? 
Sto parlando di "Se vuoi fare il figo, usa lo scalogno" di quel figo in tutti sensi, anche senza scalogno, che è Carlo Cracco. Perché Cracco anche se è palesemente snob, ne sa tante, secondo me tantissime, e il modo in cui parla e quello che dice, anche se è un po' elitario, lo trovo sacrosanto. Poi siamo entrambi iscritti alla stessa associazione "Uniti contro il glutammato e il brodo di dado".
Ovviamente io mi sono fiondato il libreria appena uscito per comprarlo farmelo regalare e seppur inizialmente delusissimo dalla (quasi) mancanza di fotografie (su 60 ricette ne vengono fotografate meno di 20) mi sono dovuto ricredere quando ho iniziato a leggerlo. Non solo la struttura a "livelli" che ti porta a scoprire numerose ricette anche piuttosto classiche e ti insegna a cucinarle a regola d'arte, ma anche la presenza di altrettante lezioni che ti aiutano a muovere i primi passi in quella che lui chiama la grammatica della cucina ne fa un libro di cucina davvero completo. Inoltre ogni ricetta è accompagnata da una piccola storia personale e secondo me, le sue parole ti catapultano in quella ricetta, in ciò che rappresenta e finito di leggere, il motto di Cracco "La cucina è cultura" non suona affatto inappropriato o retorico. 
Perché cucinare non vuol dire solo preparare qualcosa, casomai anche buonissimo, che poi possiamo mangiare: il vero senso secondo me sta nell'essere consapevoli di ciò che cuciniamo e del perché: cosa c'è dietro, cosa stiamo creando. Ovviamente è più difficile rapportare questo ragionamento alla cucina di tutti i giorni, che spesso, volenti o nolenti, è necessità ed un dovere più che un piacere.


Basta però parlare di cose serie e profonde, torniamo alle solite cavolate. Siccome ormai sono una star del web tipo TacchiAlti (Chi?? Ecco, appunto.) tutti mi chiedono consigli per cosa preparare o un aiuto culinario via web. Io poi spaccio sempre per mie le ricette degli altri e mi sento davvero Carlo Cracco. 
Mi manca solo la barba e le stelle Michelin. 
Ora se anche voi, volete dei consigli culinari non esitate a contattarmi perché io mi diverto un sacco e poi sono tutto il giorno in apprensione per il casino che andrete a combinare nel forno. Ovviamente, solo se siete incapaci sennò vi conviene chiedere alle vajasse moderne che passano la giornata tra dolci alla Nutella di cookaround e le puntate di La prova del cuoco. 
Il mio allievo preferito, oltre alla mia amica di Pavia che ormai fa dei dolcetti che Buddy Valastro guarda e impara, è il mio amico fotografo Salvatore. Ovviamente Salvatore è solo il suo nome d'arte, perché ama l'Italia ma viene da Los Angeles. Mi segue sempre e mi chiede sempre le ricette, vorrebbe fare il bullo e non capire quanto sono importanti le cose che gli spiego ma in realtà mi ascolta, infatti sta imparando tanto e ora diventerà un vero cuoco, qui la sua testimonianza su quanto sia migliorato in cucina. Sono davvero orgoglioso di lui.
Non preoccupatevi, perché per sicurezza gli ho fatto firmare subito un contratto per il quale non può aprire un foodblog ed è diventato il fotografo ufficiale per il nostro prossimo libro di ricette senza che il nostro editore non ancora lo sappia, perché a noi piace fare i conti senza l'oste, fasciarci la testa prima che si rompa e usare i modi di dire a spoposito. 
Passiamo però ora alla ricetta di oggi ché su questo blog dobbiamo pensare a far diventare famoso me, non i miei amici. La ricetta è liberamente ispirata ad una ricetta proposta nella finale della prima stagione di Masterchef USA. Whitney, poi vincitrice, fece un petto di pollo marinato al latticello, ma siccome io non sono a Masterchef il latticello l'ho lasciato a chi ha tempo da perdere per girare tutti i supermercati della nazione. Ho usato una marinata semplicissima con yogurt e aneto, ma come dice un classico della letteratura "L'aneto si è fermato a Eboli" e pare non sia terrone-friendly. 
Voi gente sotto il Po che dite? Secondo me fresco si trova con facilità, è solo che non fate attenzione.
La mia ricetta è abbastanza ricca, ma potete usare questa marinatura anche solo per arricchire un petto di pollo alla piastra.


lunedì 23 luglio 2012

Pollo... allo spiedo

Il primo week-end di mare è passato perché come vi avevo annunciato, sono tornato a casa lo scorso venerdì.
La prima impressione è stata come se tutti avessero comprato dei buoni su groupon per delle lampade abbronzanti super scontate, invece mi sono ricordato che qui l’estate è iniziata da più di un mese e quindi non dovevo meravigliarmi se ero rimasto l’unico bianco scamorza, così bianco che Mentadent White System vi fa i denti neri.
Ovviamente, non sono un tipo che si risparmia e non credete che mi sia riempito di crema protezione 50… non ci posso mica mettere due settimane ad abbronzarmi!
Quando ho provato a mettere un po’ di crema, forse era troppo tardi.
A quanto pare le carote nel risotto hanno fatto effetto ;)

Il risultato è che ora sono color aragosta o come se mi avessero messo allo spiedo, tipo pollo.
La ricetta di oggi infatti non è un pollo allo spiedo, ma allo spiedo sono stato io.
E come cantava Tiziano Ferro alla crema dopo-sole: "E fa male, male, male da morire / senza te".

Domenica, hanno pensato bene di far venire giù il finimondo, ma meglio così che ai miei nonni si è seccato il pozzo e sono disperati per il loro orto e io ero ustionato ed era meglio non andare al mare.

Tornando a voi lettori: questa è la prima estate che passiamo insieme, infatti il blog non ha ancora compiuto un anno (anche se l’anno scorso l’estate è durata fino ad Ottobre) questo è il primo anno che noi siamo nella cucina per Chiama originale, quella autentica.
Dove non dobbiamo mettere i guantini quando andiamo a comprare frutta e verdura, ma fare a spintoni tra le bancarelle del mercato, mentre il pesce si pesca direttamente nel mare in cui facciamo il bagno.
Ok, noi non siamo proprio due Sampei, ma nostro padre sì. Vi ricordate i tonni dell’anno scorso?
Quindi aspettatevi tante cose buone, o almeno, noi due le mangeremo sicuramente, ma speriamo di riuscire a seguire al massimo il blog! ;)
...è che siamo impegnati come Paris Hilton ai tempi in cui era una cantante di successo.

Il piatto di oggi è un mix tra due ricette lette nei blog, il pollo alle zucchine di Scamorze ai fornelli arricchito dalla marinatura suggerita da Sabina di Due bionde in cucina.
E’ un piatto molto fresco, prima cosa perché anche se viene usato il forno, va mangiato tiepido, quindi vi basterà preparare tutto, mettere in forno e non dovete più toccare finché non sarà cotto, e poi dovrà anche raffreddare. Seconda cosa, per via dello zenzero e delle zucchine che rendono il tutto delicato ma con una bella sferzata di sapore.


venerdì 25 maggio 2012

Torniamo subito dopo la pubblicità.

Esattamente. Oggi facciamo un po' di pubblicità.
Un po' diversa però. Essendo Venerdì, ed essendo ormai dipendente da twitter non potevo resistere alla tentazione di portare almeno una volta (o forse di più, chi lo sa) anche sul blog la tradizione del #FF. Ovvero FollowFriday. Ovvero su twitter si usa segnalare, di Venerdì appunto, le persone che secondo te vale la pena seguire.
Io voglio allora approfittarne per segnalarvi a tutti il blog di Matteo, sarebbe a dire, nientepopodimeno che, BurgerManiac.
Cos'è? E' un blog di cucina? Non proprio.
E' una guida Michelin? Non proprio, ma quasi.
E' l'unico, inimitabile blog sui burger. Recensisce panini, esatto.
Lui è quello originale. Diffidate dalle imitazioni.
Passa da McDonald's, a Burger King, alla nuovissima paninoteca di Milano, alla Bagel Factory senza perdersi neanche una fettina di bacon. Indovinate un po', nonostante questo pensa meno di 130kg!
Ok, ora tutti direte: "Ma McDonald's fa schifo, io non ci mangio, chissà che c'è nei panini!"
Avete ragione, neanche io ci mangio quasi mai. Ora però non venite a dirmi che non vi piace fare le porcherie nei fast-food e che riuscite a resistere alla tentazione degli esaltatori di gusto se una volta per sbaglio ci andate.
Va bene, qualcuno ancora starà dicendo: "Assolutamente no, io non ci vado mai. Preferisco cucinare sempre con cibi genuini"
Così sono arrivato io a non lasciar più spazio a ulteriori commenti.
Tra poco vi presenteremo Burger Maniac, il panino dedicato a matteowolk e al suo nasino a punta.
Fatto completamente con ingredienti freschi, presi al supermercato in cui fate la spesa tutti i giorni.
Questa sfida è nata per caso su twitter, dopo che entrambi abbiamo scoperto i rispettivi blog e ho così deciso di dar vita a un panino totalmente personalizzato e che se McDonald me lo copia ho già fatto scrivere la lettera dall'avvocato.

Visto che all'inizio ho parlato di pubblicità voglio aprire una piccola parentesi che c'entra poco con quanto detto finora. Faccio una premessa, anche noi abbiamo delle collaborazioni e il logo della ditta compare nella barra laterale.
Ultimamente però, ogni blog in cui vai, anche nei meno "famosi" vedi più sponsor che ricette. C'è più pubblicità qui che su Canale5 durante i film in prima serata. Non sto dicendo che tutti i blog che hanno qualche collaborazione non fanno altro che fare pubblicità, anzi, e ripeto, anche noi ne abbiamo ben quattro. La trovo una cosa però un po' ridondante che fa perdere totalmente credibilità alla ricetta e a quanto leggo scritto. Forse è una cosa che penso solo io, nessun problema. Però credo che non chiederò più collaborazioni con altri marchi, se non continuare con quelle che ho già e casomai approfittarne in futuro per qualche contest, che reputo infatti il terreno ideale per mostrare le collaborazioni.
Chiudo questa parentesi facendo un breve plauso a Sabina di Due bionde in cucina che non ha mai fatto pubblicità a nessuna grande marca ed ha comunque un blog fantastico e super seguito, come merita lei con la sua semplicità e la sua ottima cucina.

Ora però basta con le polemiche che non siamo mica all'Arena di Giletti e torniamo a parlare dell'esclusivissimo Burger Maniac, in pratica un hamburger da red carpet!
"Burger Maniac è il nuovo regno del piacere dove le kalorie vi aggrediranno fin dal primo click e dove la bava sgorgherà ad ogni post" così recita il sottotitolo del blog.
Ecco come io ho parafrasato: focaccia all'olio d'oliva, insalata, morbida cipolla bianca, crudo di Parma croccante, salsa yogurt Special, hamburger, formaggio e salsa ai funghi.
Se volete continuare a mangiare torte di mele, fate pure :)



BURGER MANIAC

Ingredienti:
- per l'hamburger:
500gr di macinato misto
uovo
mollica di pane raffermo
latte
senape
noce moscata
sale

insalata iceberg
cipolla bianca
prosciutto crudo di Parma
yogurt
limone
maionese
aglio
semi di senape
funghi prataioli
prezzemolo
formaggio Edamer
focaccina tonda all'olio

Preparazione:
Facciamo un po' di chiarezza. Con le dosi di macinato che vi ho appena dato vengono fuori 3-4 hamburger.
In una ciotola ammorbite la mollica di pane (il corrispondente di una fetta grande) con un po' di latte, aggiungete la carne macinata (suino/bovino), un uovo e mescolate bene. Insaporite con sale, un cucchiaino di senape e noce moscata. A fuoco basso, in un filo d'olio, fate ammorbidire la cipolla bianca, mezza cipolla piccola per ogni panino. Nella stessa padella, abbrustolite una fetta di prosciutto (per hamburger, due se non siete a dieta) finché non sarà croccante. Senza neanche dover sporcare un'altra padella, pulite e tagliate grossolanamente 250gr di funghi prataioli e fateli trifolare con un filo d'olio, sale, pepe e il prezzemolo. Quando saranno morbidi frullateli in un mixer o con un frullatore ad immersione, insieme ad un cucchiaio d'olio d'oliva e un goccio di latte per ottenere una crema.
Cuocete l'hamburger su una piastra ben calda, girando a metà cottura. L'hamburger non dovrà essere stracotto, altrimenti verrà troppo secco. Intanto preparate la salsa con 2 cucchiai di yogurt bianco, 3 cucchiai di maionese, mezzo cucchiaino di semi di senape tritati (o un cucchiaino di senape 'in salsa'), un pizzico di sale e una spruzzata di limone. Se è troppo liquida aggiungete altra maionese.
Per quanto riguarda il formaggio, prendetene uno a pasta semidura ma dal sapore delicato (per quello io ho optato per un Edamer a fette) ma potreste usare anche del cheddar, comunque vi consiglio un tipo di formaggio che si fonde leggermente col calore dell'hamburger.
Compete il panino più in fretta possibile perché avrete troppa voglia di assaggiarlo!

Marco







martedì 22 maggio 2012

"Hai mai cucinato per più di 10 persone?"

Dopo tanto tempo, ormai a distanza di più di un mese posso raccontarvi una cosa.

Un mese fa, anche un po' di più per l'appunto, ero appena tornato dall'Erasmus ed ero a casa in uno dei tanti pomeriggi senza far niente. Quando ad un certo punto su twitter leggo il profilo di Masterchef Italia che informa che sono aperte le selezioni per la seconda stagione e si possono inviare le candidature.
Ok, io sta cavolata la faccio. Ci provo, l'ho detto fin dalla prima puntata della prima edizione, sognandolo già dalle edizioni internazionali del programma.
Dopo un paio d'ore esco per un aperitivo e mentre ero in macchina mi arriva questa chiamata da un numero sconosciuto, di Milano. Rispondo (un saluto a tutti i vigili urbani che mi leggono): "Ciao, siamo della redazione di Masterchef".
Accosto subito! WOW!
Mi hanno fatto alcune domande per circa un quarto d'ora e mi avrebbero fatto sapere in caso fossi stato idoneo per il primissimo provino.
Due giorni dopo mi richiamano, era un Giovedì, io ero in viaggio verso Bologna e mi dicono che il weekend dopo sarei dovuto essere a Roma. Faccio chiamate, inizio a vedere gli orari e i prezzi del FrecciaRossa e soprattutto, pensare ad una ricetta!
Vi confesso che un po' di incubi quelle notti li ho avuti, piatti che non venivano, carne che non cuoceva, Bastianich che mi urlava contro...
Dovevo portare un piatto già pronto, avrei avuto solo il tempo per impiattarlo e scaldarlo.
Dove lo cucino, quando lo cucino? Per fortuna due ex compagne del liceo potevano ospitarmi a Roma e così è deciso. Parto Sabato mattina, pomeriggio cucino, Domenica mattina provino! Emozione a mille!

La scelta del piatto, dopo alcune idee scartate perché sarebbe stato meglio prepararle al momento, non è stata facile, ma è arrivata.
Da cosa?
La domanda: "qual è il tuo piatto forte?" è una domanda che odio, perché sinceramente non ne ho idea. Il vostro qual è? Siete così sicuri di saperlo? Fatto sta che la domanda subito prima era: "hai mai cucinato per più di 10 persone?" e a quella domanda, in mente mia, c'era solo una risposta: "Erasmus", SI CERTO!
Vi ho raccontato parecchie volte delle cene che facevo in Erasmus, era un modo fantastico per stare tutti quanti insieme e almeno a voi non sembrerò un alieno se dico che cucinare per gli altri è una cosa che gratifica e dà gioia come poche altre. Così soprattutto nell'ultimo periodo la cosa più veloce da fare per così tante persone erano le polpette. Classiche polpette, rivisitate con qualche tocco personale per darle ancora più sapore. Io preparavo l'impasto in grandi quantità e gli altri erano addetti ad 'appallottare' e io controllavo con sguardo severo, come la migliore tradizione tedesca insegna, che tutte fossero della stessa grandezza.
"Qual è il tuo piatto forte?" La mia risposta è stata: "Tra i miei amici sono famose le mie polpette".
A chi non piacciono le polpette? Le mie poi... ;)

Così è nata la mia ricetta. Sono stato così minuzioso data l'occasione che ci ho messo qualcosa come 3 ore e mezza per preparare tutto. Ma vi assicuro che non ci vuole assolutamente tutto questo tempo, ma ho fatto una cosa alla volta per assicurarmi che tutto venisse alla perfezione.
E' stato un lungo lavoro di assaggi e aggiustamenti, ma alle mie amiche non sembra essere dispiaciuto.

Vi parlo un po' del giorno del provino, così concludo questo post altrimenti non la finisco più.
E' una bella esperienza, davvero, che sono contentissimo di aver fatto.
Soprattutto se vai lì per viverla e non tanto per vincere a tutti costi e voler strafare.



Hai il tuo numeretto attaccato sulla giacca, le interviste, le foto, le riprese, insomma ci si sente un po' una star.
Poi c'è la prova vera e propria, la telecamera puntata e il giudizio di uno chef che assaggia il tuo piatto, le domande sulla cucina, le dosi per una crema pasticcera, la ricetta della tarte tatin.
E poi si conoscono tante persone, alcune molto simpatiche, alcune che secondo me ci credono un po' troppo.
Purtroppo non ho chiesto a nessuno se avevano un blog o un modo per rimanere in contatto, anche se io sono certo di aver conosciuto il prossimo vincitore di Masterchef :)
Quando inizierà il programma vedremo se ho ragione. Ah, e io gli ho prestato il mio coppapasta, quindi ha una cena in debito con me. Così erano i patti.

Purtroppo posso già raccontarvi di quest'esperienza perché le chiamate per la seconda selezione sono già state fatte (o così pare -non vorrei mai mi squillasse il telefono proprio ora-).
Quindi nella prossima edizione non ci sarò ma non è detto che l'anno prossimo non si riprova, anche solo per il divertimento di fare i provini.
Ora posso dire quelle frasi che in tutti i reality si dicono: "Grazie a tutti quelli che mi hanno appoggiato fin qui" e "Essere arrivati a questo punto per me significa già tanto".
In realtà io ringrazio veramente tutti quelli che come me, erano presi da questo tentativo, dalla mia 'esperienza Masterchef' e un po' c'hanno creduto, forse più di me. E un po' ci sono rimasti male anche loro.

Questa è la ricetta: non sono le solite polpette che facevo per le nostre cene, ma quello è un altro post.
Scusate anche se le foto non sono il massimo, ma non erano state fatte con l'intenzione di metterle sul blog, ma solo per vedere il piatto realizzato.


COUS COUS AROMATICO CON POLPETTE IN SALSA ALL'ARANCIA E PISTACCHI TOSTATI AL LIMONE

Ingredienti:

- per le polpette
500gr di macinato di suino
1 uovo
mollica di pane raffermo
scorza d'arancia
latte
noce moscata
coriandolo fresco
semi di finocchio
sale

- per la salsa
4 arance grandi
cipolla rossa di Tropea
aceto balsamico
zucchero
pistacchi sgusciati
sale
burro
olio evo

- per il cous cous
200gr di cous cous
limone
arancia
sale

Preparazione:
Preparate il cous cous come indicato nella confezione, facendo bollire insieme all'acqua il succo di metà arancia e qualche fetta di limone.
In una ciotola, ammorbidite la mollica di pane (circa due fette grandi) con del latte. Aggiungete la carne, le spezie e i sapori. Amalgamate con uovo intero e altro latte se necessario. Dovrete avere un impasto non troppo secco.
In una grande padella, fate scaldare abbondante olio d'oliva e quando sarà ben caldo rosolate le polpette. Quando saranno dorate all'esterno, mettetele da parte con tutto l'olio.
Nella stessa padella, fate sciogliere una noce di burro, aggiungete un cucchiaio raso di zucchero e uno di aceto balsamico. Aggiungete due cipolle tagliate finemente (io ho usato cipolla rosa di Roscoff) e fatele caramellare. Aggiungete due arance, solo gli spicchi, tagliati a vivo, tenete a fuoco basso e aggiungete le polpette con il loro olio. Dopo qualche minuto, aggiungete il succo di due arance. Continuate la cottura finché il sughetto non si sarà addensato e le polpette non saranno completamente cotte. Aggiustate con un po' di zucchero se troppo agre.
Io per dare qualcosa in più, anche a livello di consistenza, ho aggiunto dei pistacchi tostati al limone. Ho spellato i pistacchi, ridotti a granella grossolana e in un padellino ho fatto sciogliere pochissimo burro e aggiunto qualche scorzetta di limone, facendo insaporire il burro. Poi ho passato in quel burro i pistacchi per farli tostare, facendo attenzione che il burro non si bruciasse.


Marco

venerdì 11 novembre 2011

Un pioppino tira l'altro

Per alleggerire l'arrivo dell'uggioso Novembre, io ed il mio adorato Coinqui  avevamo progettato una trasferta genovese per il week-end appena passato.
Già immaginavamo di perderci tra caruggi e crêuze, gustandoci dei bei pezzoni di focaccia di Recco. Assaporavo un intenso tour nel mercatino dell'antiquariato a Palazzo Ducale con shopping annesso. Avevamo messo in conto di immergerci un'intera giornata tra le meraviglie dell'Acquario, comprare una tazza e una calamita come souvenir e concludere in bellezza la serata con un bel piatto di autentiche trofie al pesto.
Purtroppo il mal tempo ha pensato di devastare mezza città, dopo aver già messo a dura prova la regione nelle scorse settimane. Vi siamo vicini con il cuore!

Domenica mattina la sveglia non suona, ci alziamo con calma, colazione e tutto relax. Fuori piove, il tempo è grigio e non promette nulla di buono per il pomeriggio. Approfittiamo della giornata casalinga per dedicarci alle piccole cose che nel caos di tutti i giorni restano in disparte...ci godiamo la tranquillità della domenica!
L'ora di pranzo si avvicina e, in una giornata così uggiosa, ci vorrebbe qualcosa di speciale, per coccolarci ulteriormente.
Il giorno prima avevo comprato dei funghi pioppini. Di solito prendo i classici champignon bianchi, ma questi simpatici funghetti mi avevano incuriosito e mi sono lasciata tentare. Vado in perlustrazione nel frigo e tiro fuori un po' di cose...
Decido di impastare: e tagliatelle siano!



TAGLIATELLE CON RAGU' BIANCO E PIOPPINI


Ingredienti (per 2 persone):

-per la pasta:
2 uova (preferisco quelle biologiche)
200 g circa di farina "00" di grano tenero Antigrumi di "Molino Chiavazza"

-per il ragù:
una sovracoscia di pollo
3-4 fette di speck
100 g di funghi pioppini
rosmarino
salvia
aglio
olio
vino bianco (io uso il Martini bianco!)

Preparazione:
Per la pasta all'uovo, di regola, si calcola un uovo e 100 g di farina a persona.
Rompere le uova in una terrina, aggiungere la farina Antigrumi di "Molino Chiavazza" ed impastare con le mani. Se la pasta risulta un po' appiccicosa, aggiungere ancora un po di farina ed amalgamare il tutto. Rovesciare l'impasto su una superficie infarinata e lavorarla per bene con le mani, finchè non risulterà ben liscia. Per comodità dividere la palla in due parti ed iniziare a tirare la sfoglia con la macchina (per i più fortunati!), partendo dallo spessore massimo, per quattro o cinque volte. Quindi, ad ogni successivo passaggio, ridurre lo spessore fino ad ottenere una sfoglia liscia e sottile.
E' arrivato il momento delle tagliatelle!
Allargarle bene passandoci in mezzo le dita infarinate.

In un capiente saltapasta, soffriggere l'aglio con rosmarino e salvia. Aggiungere il pollo a piccoli pezzettini (la sovracoscia è più saporita e tenera), lo speck e far rosolare. Sfumare con il vino bianco (preferisco il Martini, ha un retrogusto più dolce) ed unire i funghi pioppini.
Intanto l'acqua bolle, buttare la pasta mentre il "ragù" cuoce a fuoco vivace. Regolare di sale.
La pasta fresca cuoce in pochissimi minuti.
Scolare
e unirla al condimento, aggiungendo un mestolo di acqua di cottura della pasta. Aiuterà a mantecare il tutto, creando una fantastica cremina.

Nel piatto e...Voilà!
Chiara

mercoledì 28 settembre 2011

Autunno e maiale a fuoco basso

Probabilmente sì, mi sono rassegnato all'idea che l'estate sia finita.
Probabilmente non mi dispiace poi tanto, sottolineo probabilmente. Ma in fondo sono ancora in vacanza per un po'.
C'è da dire che qui da me in questi giorni il cielo è sempre bianco, luminoso ma non c'è mai quel cielo blu di qualche settimana fa. Le temperature sono ancora buone e vedo il mare tutti i giorni, ma c'è sempre una nuvola scura o una folata di vento fresco a dirti: "Ehilà, è autunno!"

In questo clima che timidamente ti fa pensare che in fondo le mezze stagioni esistono ancora, fervono i vari preparativi per le prossime settimane, tuttavia c'è ancora tempo per stare a casa, dedicarsi a piccole faccende o semplicemente non fare niente. Per me è proprio un periodo rilassato.
Ho anche tanto tempo per ideare e cucinare, perché quello di cui ho voglia è proprio fare le cose lentamente: ecco, credo sia un po' questa l'idea del comfort food.

Quando ieri sera ho preparato questo piatto, pensavo a qualcosa di sostanzioso, di avvolgente.
Pensavo che se dovessi trovare questo piatto appena tornato a casa dopo una giornata di lavoro, lo troverei accogliente. Per i suoi profumi, per il sapore speziato e per le note dolci.
Bisogna metterci amore nel cucinare, questo lo sappiamo tutti, ma quando cucini per accogliere qualcuno devi dimostrare di amare, non è solo una cosa tra te e te.
L'ho trovata una cena un po' speciale, perché ti rimanda a qualcosa di lontano, qualcosa che immagini anche senza averla vissuto. Un weekend in una baita di montagna, e io forse in montagna non ci sono neanche mai stato!

LOMBATA DI MAIALE CON FUNGHI PORCINI E MELE

Ingredienti per due persone:
2 lombate di maiale
300 gr di funghi porcini
1 mela Renetta
4 noci fresche
2 cipollotti
burro
latte
vino rosso Barolo
aceto balsamico di Modena
senape di Dijon
cannella
miele di castagno

peperoncino facoltativo

Preparazione:
Fate marinare le lombate nel latte.
Preparate un soffritto con i cipollotti e il burro. Fate dorare a fuoco lento, aggiungere prima i funghi porcini (potete usare anche gli champignon se preferite un sapore meno deciso) e poi la mela. Tagliatene metà a fettine sottili e metà grattuggiatela.
Cuocete a fuoco lento, facendo sfumare con un po' di vino rosso. Aggiungete anche un goccio di aceto balsamico. Io ne ho usato uno che mi è stato regalato da una mia amica di Modena, stupendo: denso e con un sapore corposo e aromatico.
Continuate a far cuocere, insaporendo con un cucchiaino di senape, uno di miele e un pizzico di cannella. Se volete una sferzata di gusto in più, aggiungete poco peperoncino fresco.
La cottura a fuoco lento, l'aceto, il vino e il miele faranno in modo che si formerà una fantastica salsina caramellata.
Mettete tutto da parte in un piatto e usate la stessa padella per cuocere la carne. Fate scottare le lombate da entrambi i lati e poi completate la cottura della carne a fuoco lento aggiungendo di nuovo i funghi e fate sfumare con ancora un po' di vino.
Nonostante le cotture siano a fuoco basso e lente, in realtà potete prepararlo anche se avete poco tempo la sera.
Marco
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