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mercoledì 15 luglio 2015

Resoconto in dieci minuti

Io c'ho pensato tante volte a cosa farne di questo blog, pure di chiuderlo, però alla fine si torna sempre qui. Un po' come Vasco: tu pensi che ormai sia morto e invece ogni tanto torna in radio... eh già!
Sarò rapido ve lo prometto: ho tante cose da raccontare e ci metto giusto il tempo di preparare questo velocissimo cous cous estivo. Infatti, questo è il primo post che si legge al contrario.
Prima segnate gli ingredienti, fate la spesa, spegnete i fornelli perché mai sia con questo caldo mettersi a cucinare e leggete quanto sto per raccontarvi mentre affettate e pulite le verdure.

In pratica cosa è successo, a fine Marzo mi sono laureato chiudendo (definitivamente) i battenti con l'università. Pensate che la commissione appena ha saputo che sono quello di Una cucina per Chiama mi ha dato 110 e lode per paura che li sputtanassi sul blog, anche perché si sa che le tesi non le legge nessuno ma il mio blog lo leggono tutti! E poi niente: alla faccia della crisi europea, della disoccupazione giovanile, degli immigrati che ci rubano il lavoro, dei rom e della ruspa, io ho trovato lavoro. Quindi ora sono a Roma da inizio Aprile a lavorare per Smartbox, grazie a Chiara che lavorandoci già da un po' mi ha suggerito di inviare il curriculum per il settore tedesco, quando a tutto pensavo tranne che trasferirmi a Roma. Quindi voi direte che essendo riuniti nella stessa città il blog dovrebbe pullulare di post e ricette e invece passiamo talmente tanto tempo bloccati sugli autobus e sulla metro che non se ne vede l'ombra.
Se ci sarà un cofanetto speciale brandizzato Una cucina per Chiama?
Beh, chi può dirlo, ovviamente non lo escludiamo ma vi lasciamo un po' di suspance...
Cosa ha caratterizzato questi mesi di esperienza romana? Oltre ai disagi ATAC, sicuramente una rigida dieta salutista che mi sarebbe davvero piaciuto condividere con voi. Purtroppo però la vedo parecchio difficile fare il foodblogger chic in una casa che è un po' come quella della canzoncina: molto carina, senza soffitto e senza cucina, non si poteva entrarci dentro perché non c'era il pavimento. Unica differenza è che la mia non è molto carina. Ah! Che gioia le case per i giovani fuorisede.
Strascichi di queste ricette salutiste me le porto ancora dietro e per l'estate ho pensato che era d'obbligo condividere questo cous cous estivo, o tabouleh ad essere precisi, che solo i 40°C di Roma la sera possono farti venire in mente. Si prepara infatti in meno di 10 minuti, proprio se siete lenti, e cosa fondamentale è che non dovete cuocere niente né accendere i fornelli, tantomeno infornare. Anche perché io non ho il forno.

Un tabouleh, un cous cous freddo, estivo, pieno di verdure, fresco e sano e insomma...ancora una volta le nostre ricette tornano a salvarvi la vita! La ricetta è molto semplice così come gli ingredienti che utilizzate, andate a fantasia. In base ai vostri gusti regolatevi per le quantità, scegliete le erbe e le verdure estive che preferite, aggiungete dei semi come ho fatto io, o delle mandorle tostate, potete arricchire con dei bocconcini di tonno, di formaggio fresco o di pollo, provare vari tipi di spezie.
Devo dire che ho scoperto che anche Stefano, un giovanissimo foodblogger, ha fatto una ricetta molto simile, solo che lui ha scelto il bulgur al posto del cous cous.Vi consiglio di andare a vedere il suo blog, Beyond South Tyrol, e le sue videoricette (eh si, quello che ho sempre sognato di fare!) pieni di belle ricette fresche e leggere. Però mi raccomando poi continuate a fare le mie, di ricette!


sabato 21 febbraio 2015

Tesi, tesissimi

Per quanto riguarda la letteratura tedesca nel secondo dopoguerra e le sue influenze sulla mutazione che il campo letterario italiano subisce a partire dalla fine degli anni Cinquanta a causa dello scontro tra tendenze post-ermetiche e neorealiste e la crescente espansione delle correnti neoavanguardiste...

Ah no, scusate! Ho sbagliato! Sono completamente preso dalla scrittura della tesi e ormai non riesco più a pensare ad altro. Come immaginerete, la vita di un tesista non è affatto entusiasmante, soprattutto se siete in ritardo con il lavoro e vi insegue a passo deciso l'ansia di non finire in tempo. Più o meno si inizia la giornata con la sveglia che vi sveglia di prepotenza, un caffè veloce e poi vai di giornata davanti al PC, con un tavolo saturo di carte, libri e fotocopie varie e, ancora in pigiama, e il massimo dello sballo è quando Word decide di cambiare formattazione senza dirti niente.

In tutto questo spazio per il blog? Pari a zero, più o meno come la mia voglia di scrivere la tesi.
Riuscire a trovarsi un piccolo spazio per una ricetta è assai dura. Soprattutto perché poi non serve proprio così poco tempo: cucina, prepara il piatto, allestisci il "set" da poveraccio che mi sono costruito, prendi la fotocamera che puntualmente ha la batteria scarica, ricarica la batteria, aspetta, scatta le foto, scarica le foto, modifica le foto, caricale sul blog, scrivi il post, trova l'ispirazione, scrivi una lista di cose per allungare il brodo ed ecco qui un bel post da farvi leggere. 

Però faccio di tutto per tornare sui vostri schermi e non perdermi nel dimenticatoio. Soprattutto quando vi capita un imprevisto improvviso come questo: cena con amici con tutto quel marasma di cui sopra? Mai come questa volta Camoscio d'Oro è stato la mia salvezza. Tra i tanti prodotti che mi sono stati inviati per la collaborazione di cui vi ho parlato, c'era questo fantastico caprino che ho pensato bene di assaggiare così. Prendendo spunto da una ricetta che avevo letto tempo fa chissà dove, qualche verdurine che sempre c'è in frigorifero e dio salvi i rotoli di sfoglia pronta! 

E così mentre la quiche va in forno, gli ospiti suonano alla porta anziché dirgli "ma che ca##o siete venuti a fare..." potrete accogliergli con un bel "Ma che bella sorpresa!", tanto vi siete salvati la cena in venti minuti!

Marco


martedì 28 ottobre 2014

Molto Semplice

Ultimamente su questo blog mancano tutte le grandi notizie da commentare, gli scoop e gli scandali del mondo dalle copertine patinate. Ok, ultimamente mancano un po' anche i post.
Però ho troppo da fare per star dietro a tutto quello che succede nel mondo. Faccio fatica addirittura a star dietro a tutte le mie partenze, tant'è che tra una settimana si parte, per Amburgo come vi avevo detto, e io devo fare ancora tipo tremila cose. Inoltre sto aspettando gli sticker con il nostro logo che ho fatto fare da StickerApp e non vedo l'ora di appiccicarli ovunque ad Amburgo così come minimo la Polizei mi arresta.

Per il momento accontentatevi di post meno bling-bling, ma anzi... tutto più semplice: a partire dalle ricette. Dopo l'ultima, praticamente a portata di bambino, voglio proporvi altre ricette facili da fare ma con quel tocco ChiaMa sempre top!
Forse non diventerò il nuovo Carlo Cracco da foie gras con ricci di mare ma almeno la nuova Benedetta Parodi da programma su RealTime "Molto semplice" ci vorrei provare...

Visto che è arrivata anche l'ora legale, fa buio presto, fa freddo e siamo tutti un po' più depressi, concediamoci qualche sfizio in più con appena pochi minuti ai fornelli. Così eccovi le fettuccelle alla zucca e crema di gorgonzola, un pranzo facile ma molto saporito, che potete proporre nelle cene con gli amici o per un pranzo della domenica un po' speciale.
Gli ingredienti anche qui pochissimi: la zucca (la regina d'autunno delle foodblogger), il gorgonzola e le Fettuccelle. Non faccio molto spesso pubblicità, a meno che non mi propongano un contratto da 200k $ e un libro di cucina sponsorizzato, ma la pasta DeCecco è la pasta che ho sempre comprato e che la mia famiglia ha, praticamente, usato da sempre e la ritengo una delle migliori marche commerciali; inoltre le fettuccelle, una sorta di fettuccine ma senz'uovo, sono credo il mio formato di pasta preferito per questi primi piatti saporiti e cremosi.



mercoledì 22 ottobre 2014

Voglio tornare a fare il blogger

E lo so che sarà l'ennesima promessa da marinaio.
Il bello è che stavolta lo so anche io, anzi parto da questo presupposto, non si sa mai succeda il contrario.
Allora perché lo dico? Per avere qualcosa di cui parlare nel nuovo post, può essere.
Fondamentalmente perché voglio di nuovo aver qualcosa da dire, o meglio scrivere quello che ho da dire. In questo blog, oltre al grande amore per la cucina, ho cercato di dare grande spazio alle parole, anche troppo spazio e troppe parole.

Vi ricordate quando ero un blogger influente, sul web si parlava di me e venivo invitato ai grandi eventi? Neanche io. Però non dico tanto ma almeno qualche menzione o qualche commento che danno uno swing alla monotona quotidianità.
Progetti per il blog non ho mai smesso di farne: ho addirittura pensato di tradurre il blog in inglese e tedesco e poi certo, un viaggio sulla luna.
Progetti nella mia vita cerco invece di non farne, piuttosto di vedere cosa mi capita. Fatto sta che infatti me ne torno due mesi ad Amburgo e sono più che felice, visto che oltre tutto mi becco la bellissima stagione natalizia tedesca.

Il primo passo per tornare ad essere un blogger? Non solo scrivere ma nel mio caso cucinare.
Quindi mi sono preso per una l'ennesima volta una pausa da questi libri per la tesi e ho acceso i fornelli, cosa che ormai faccio sempre meno.
Visto che voglio accaparrarmi il grande pubblico senza eccezioni, presento una ricetta facile, vegan, veloce, dietetica, detox, gustosa, chic, originale che va bene per gli hipster, per i salutisti e per i fancazzisti. Ti servono quattro ingredienti e venti minuti, quindi se non lo fai è giusto perché sei un hater.
Se vuoi dimostrare ancora di più di non essere un hater ma un vero fan ho pensato ad un giochino: prova una nostra ricetta e facci sapere come ti è venuta e se ti è piaciuta, pubblica la foto su Facebook taggando la nostra pagina, o su twitter e instagram con l'hashtag #unacucinaperchiama. Che poi quando saremo famosi vi mandiamo a casa la tshirt autografata!



martedì 11 marzo 2014

Mood di metà stagione

Potremmo commentare l'arrivo del nuovo programma di Benedetta Parodi, potremmo commentare Alessandro Borghese giudice di Junior Masterchef, o potremmo commentare il vincitore della terza edizione di Masterchef. Ecco, forse è meglio limitarsi a quest'ultimo punto per non vedersi arrivare delle denunce.
La vittoria di Federico è stata accompagnata da tantissime polemiche perché lui pare fosse già partner di Barilla, sponsor del programma. Polemiche a parte, io sono molto contento della vittoria, antipatico come pochi, presuntuoso quanto Almo, Federico mi ha convinto da subito per la creatività dei suoi piatti. L'ho sempre trovato molto moderno e innovativo e seppur la finale sia stata ad altissimo livello, sono contento abbia vinto. Come dicevo, la simpatia quest'anno non apparteneva a (quasi) nessuno dei concorrenti e d'altronde la competizione a Masterchef Italia, per motivi a me ignoti, è più strategica di una partita a Risiko. Mi piacerebbe vedere concorrenti che abbiano più passione per la cucina che ostilità per gli altri aspiranti chef, ma tant'è.
Di Federico vorrei avere anche metà dell'inventiva, forse mi aiuterebbe anche a scrivere un post più interessante. Sarà che passo troppo tempo in caso senza uscire, ho perso l'ispirazione, un po' come quando i cantanti non sanno cosa fare e pubblicano una raccolta di loro canzoni in versione swing.

Sarà forse il tempo che qui è grigio e leggo invece che tipo a Milano è primavera. Credetemi, con questo tempo non riesco a capire come devo comportarmi.
Dobbiamo già iniziare con i frozen di fragola o andiamo avanti con la polenta taragna? Da me un giorno c'è il sole e esci fuori a raccoglier margherite, il giorno dopo tempo grigio e umido che forse va bene per prendere le lumache. Non ci sono più le mezze stagioni!

Visto che non ci sono le mezze stagioni, la mia ricetta si adatta un po' a questo mood. Un abbinamento che ho visto per la prima volta su una rivista di Jamie Oliver e devo dire mi ha subito convinto, assaggiandolo ancora di più. Si tratta di una ricetta davvero molto semplice, con pochissimi ingredienti, davvero facilissima. Il tocco ancora invernale dei broccoli e quello più fresco ed estivo del basilico, ma ricco, trattandosi di pesto. Non un semplice pesto: ho usato il pesto Fratelli Carli che ho trovato nel fantastico box che ho ricevuto come premio per il contest Aiuto Chef Cercasi. Già, la nostra ricetta si è classificata tra le prime 20 e quindi ne approfitto per ringraziarvi, oltre che sulla pagina Facebook, anche qui per tutti i voti ricevuti.
Già che ci sono vi ricordo della nostra pagina Facebook, dove potrete seguire tutti i nostri aggiornamento, ma anche ricette veloci e semplici che pubblicheremo, quindi mi raccomando cliccate 'Mi piace' e consigliatela a tutti i vostri amici.


Marco

giovedì 30 gennaio 2014

Non sono una signora

Sarà che faccio troppi cupcakes, sarà che il sabato sera piango davanti a C'è posta per te, sarà che ho un foodblog, però non sono una ragazza.
Io lo so che i miei lettori affezionati mi leggono con attenzione e sanno distinguere quando a scrivere sono io (sempre) e quando Chiara (mai), io lo so che i nuovi lettori o lettori occasionali non hanno tempo per leggere tutto il post e non riescono a capire chi si firma, dando quindi per scontato che io sia una ragazza.
Perché il fatto è proprio questo, i foodblogger maschi non esistono! O meglio, anche se esistono il più delle volte vengono lodati con dei brava, bravissima, e una serie di complimenti tutti al femminile. Oppure sono famosi.
Non che questo mi dia fastidio, anzi, non ho nessun problema con il mio lato femminile tanto meno con i complimenti, che fanno sempre piacere. Perciò continuate a farmi tantissimi complimenti, a commentare, a condividere i miei post.
Rivendico però il diritto di essere uno dei pochi foodblogger uomini nel mondo dell'internet! Spiegatemi un po' cos'è 'sta cosa che solo le donne possono cucinare, fotografare e postare?!

Ben vengano i blogger uomini, anzi, sosteniamoci a vicenda, segnalatemi i vostri blog: voglio uguali diritti per tutti. 
Vogliamo poter glassare di rosa i cupcakes, anche se ci chiamiamo Ernesto!
Ben vengano i blogger uomini, perché si sa, voi donne quando state tutte insieme vi prendete a capelli in 3, 2, 1. E se non vi prendete a capelli, siete pronte a tirar fuori il dente avvelenato non appena una vostra "amica" posta la ricetta della vellutata di cavolo proprio uguale a quella che avete pubblicato voi qualche giorno fa.
Per fortuna ogni tanto c'è qualche blog al maschile che riporta un po' di ordine altrimenti vi azzuffereste e vi rovinereste la french!
Poi fatemi dire una cosa: facile per voi farsi notare in questo universo tutto al femminile. Vi chiamano per scrivere su DonnaModerna, farvi sponsorizzare il blog da Grazia.it o fare i programmi su Lei. E dove sono UomoModerno, Graziano.it e Lui che mi faranno diventare il Jamie Oliver italiano? Mai visti.

Lasciamo questa storia da parte e continuiamo con le ricette: una bella ricetta strong e molto facile, una di quelle ricette che Chef Rubio farebbe nel suo programma per rubgisti, però sono sicuro piacerebbe anche a una velina... una tarte di cipolle rosse, saporita e ricca. Certo penserete che tutte queste cipolle non vi faranno rimorchiare, ma si sa, saper cucinare vi fa rimorchiare molto di più.
Questo tarte di cipolle vi fa fare bella figura, è buona, è facile ed è economica! Ha solo un difetto, il suo unico difetto è che non ti fa limonare in discoteca. Ma io nelle disco non ci vado più!

Marco


sabato 4 gennaio 2014

I buoni propositi

Torniamo con il solito ritardo che ci contraddistingue, arrivando sempre dopo. Un po’ come Trenitalia o le mode in Spagna dove il frisèe oggi è una roba super chic.
Avevo in mente tante cose per queste feste, addirittura avrei potuto proporvi dei menù per Natale/Capodanno, ma perché fare queste cose che fanno tutti quando puoi far precipitare il tuo blog nel dimenticatoio, poi scusarti e fare un post di buoni propositi?
E soprattutto, quanti altri blog vi suggeriscono la ricetta per l’aperitivo del 4 gennaio?
Appunto, solo noi!

Come consuetudine, dopo avervi fatti tanti auguri per il nuovo anno, riempiamo queste pagine di buoni propositi. Per noi e per il blog.
Premetto che Paolo Fox ha detto che per quelli del toro, come me, sarà un “anno di conservazione”… non ve lo sto neanche a dire quanto farà schifo.

Buoni propositi 2014:
1. diventare un blog modello, o un blog di modelli che comunque ci andrebbe bene
2. tornare da Cracco
3. avere un programma tutto mio su RealTime (possibilmente non "Obesi un anno per rinascere")
4. diventare famoso
5. tornare da Cracco: come ospite d’onore.
6. avere un programma in TV con Jamie Oliver
7. smettere di avere manie di grandezza
8. scrivere tanti post e tante ricette
9. mantenere le promesse che vi faccio
10. stare bene, mangiare meglio, ingrassare meno.

Buon anno nuovo a tutti voi: lettori, fan e haters; continuate a seguirci che sarà un anno favoloso, checché ne dica Paolo Fox! Se seguirci qui non vi basta, potete sempre farlo anche su tutti i nostri social: Facebook, twitter, tumblr, Pinterest, bloglovin'.
Brindiamo (con qualche giorno di ritardo) a questo nuovo 2014 e... l’aperitivo lo offriamo noi!

Marco

lunedì 16 dicembre 2013

Natale con i tuoi

Come avevo già detto nello scorso post, è tempo anche di fare i regali di Natale perché i tempi si stringono... se ce la siamo cavati con i biscottini allo Xanax per la collega un po' esaurita che urla quando non riesce ad usare Excel, per tutti gli altri?
Beh, non è che ce la possiamo cavare ogni anno coi biscotti, cacciateli un po' di sghei e fateli due regali. Potreste tipo andare a Brescia e comprare un bel cofanetto Smartbox in uno dei tanti stand, visto che ci lavora Chiara e le fate pure fare budget.

Ora mi sento in dovere di trattare un altro tema scottante di questo periodo, il menù di Natale. Ecco, io devo ammettere che qui manca qualsiasi ricetta per questo tanto impegnativo menù. Se solo faceste un giro dei blog di cucina, da una settimana ormai, vi propongono la ricetta che quest'anno spodesterà il brodo di Natale.
Da voi, davvero ogni anno si mangia qualcosa di diverso? Non voglio far polemica, è solo che se dovessi riproporre tutte le ricette valide e appetitose che ho visto in quest'ultimo periodo dopo i 18 antipasti, ci sarebbero anche 12 primi e 8 secondi, per non parlare dei dolci. E poi? Sì che potremmo andare avanti ad avanzi per il resto dell'inverno, senza contare le scorte lipidiche che, come degli orsi pronti per il letargo, abbiamo accumulato. Forse parlo per esperienza, ma il detto "Natale con i tuoi,..." bene si adatta pure ai piatti da portare in tavola e io infatti, ho sempre mangiato ogni anno le stesse cose.
Il periodo delle feste è bello però proprio perché si ha più tempo per stare in casa, in famiglia e potersi anche coccolare un po' di più. Sempre che mangiare torroni e panettoni e farci esplodere la faccia di brufoli si possa definire 'coccolarsi'...
Ho deciso anziché darvi idee per il menù di Natale, di darvene per i menù festivi, come ho già fatto con lo spezzatino. Stavolta è la volta di un risotto, nato sempre dalla collaborazione con Camoscio d'Oro di cui vi avevo parlato qui. Non abbiamo neanche bisogno di usare il dado che non so come mai nel 2013 sia ancora legale. Nonostante questo, rimane velocissimo da fare e come ogni risotto, secondo me, è un po' una coccola. Possiamo esser stati tutto la mattinata in giro a far due passi, nei centri tutti illuminati e addobbati e casomai abbiamo incontrato un'amica che non vedevamo da tempo, beh, potete invitarla a pranzo all'ultimo minuto perché in un attimo sarà tutto pronto!

venerdì 8 novembre 2013

Più spazio PER noi

Sono sempre stato un tipo da internet, anche prima del blog. Diciamo che con il blog ho colmato un po' quella voglia di condividere la mia passione per la cucina.  Non pensavo neanche potesse coinvolgermi così tanto, prima avevo solo un Windows Live Space e un account su splinder che non ho mai capito come si usasse.

Ora si aggiunge un piccolo tassello alla mia esperienza blogger: un nuovo spazio su un sito appena nato.
Se infatti una cucina per Chiama non vi bastava più, ora scriverò anche su andreaper.it, ancora tutto da scoprire, post dopo post. Possiamo festeggiare? Io mi do tempo due mesi e dopo voglio 'sto benedetto programma TV su RealTime, dai!
L'idea di una rubrica mi ha sempre allettato ed è bello poter avere altro spazio che ho cercato di rendere diverso da questo. Non voglio infatti che sembri un copia-incolla, ma appunto che sia altro. Non fatemi star qui a far la Maria de Filippi di turno e raccontarvi tutta la storia, aprite direttamente voi la busta, fate partire l'errevuemme e godetevi Una cucina PER - il brunch #1
La cosa che mi piace di #unacucinaPER è che le ricette sono tutte fatte per condividere, per i momenti in compagnia, per stare insieme, per tutte quelle cose pucci pucci che ci fanno sciogliere il cuore come le foto dei gattini con il pelo arruffato.

Siccome nel frattempo siete già corsi a leggere il post, non c'è bisogno che aggiunga altro se non due parole sulla ricetta. Intanto è perfetta sì per il brunch, ma come voi ormai avrete capito, qui su Una cucina per Chiama si riadatta tutto. Quello che penso sempre è che non bisogna mai prendere troppo sul serio una ricetta: ci vuole la farina integrale e tu zero sbatti di andarla a comprare? Usa quella normale, non sarà la fine del mondo. Dieci pagine di post a dirvi quanto una ricetta sia perfetta per una cena in compagnia? Ma che vi frega, dimezzate la dose e fatevela a pranzo quando siete da soli! Dodici spezie per insaporire delle polpette ma non avete intenzione di sentire la pancia suonare drum'n'bass tutta la notte? Mettete solo i sapori che preferite, sarà diversa ma così sarà anche una vostra ricetta.
Certo, su alcune ricette e alcune preparazioni non si può fare a casaccio, altrimenti il risultato sarà un casino.
Voglio aprire una piccola parentesi perché ultimamente ho dei lettori molto più partecipi e voi foodblogger potete capire la soddisfazione che ti dà quando qualcuno ti dice di aver provato una tua ricetta, o ti chiede consigli su come poterla rifare o riadattare. Qualche giorno fa mi è arrivata una mail bellissima da una persona che non conosco, per complimentarsi per il blog e per dirmi che aveva provato una mia ricetta e aveva fatto un figurone con figli e marito! Tanti cuori.
Passiamo ora alla ricetta vera e propria, che è stata anche questa un adattamento da una ricetta di Sabina di Due bionde in cucina, la nostra collega preferita!



lunedì 26 agosto 2013

Diario di viaggi

Ci siamo, è arrivato il momenti che tutti temevamo: il rientro dalle ferie.
Per molti di voi infatti questo sarà il primo lunedì di lavoro dopo le tanto attese vacanze, che sono passate talmente veloci che ci stiamo ancora chiedendo se siamo partiti davvero.
Come saprete io le mie vacanze me le sono fatte e anche per bene! Ed è proprio questo che voglio raccontarvi.

È vero, pensavamo di tenervi compagnia. Non ce l’abbiamo proprio fatta, si sa, le vacanze son vacanze e i buoni propositi vanno a farsi un bagno proprio come quelli per l’anno nuovo a metà giornata di Capodanno. Vi abbiamo lasciato un po’ da soli, ma anche voi avrete avuto tante cose da fare. Poi lo sapete che noi prendiamo esempio dalle star: Katy Perry, Lady Gaga stanno tutte tornando in grande stile, Britney Spears fa addirittura i countdown per il suo ritorno ma noi le eclisseremo tutte con uno strato di pan di Spagna e una copertura di panna montata.
Passiamo, come anticipato, alle cose serie: le mie vacanze.
Ve le avevo già anticipate e in verità si sono rivelate anche meglio di quanto pensassi. Il mio soggiorno in Puglia mi hanno fatto scoprire una parte della regione che non avevo ancora avuto modo di conoscere: Laterza con la sua gravina ci ha riservato delle viste davvero mozzafiato e con la sua focaccia ci ha regalato delle fantastiche merende in spiaggia, per non parlare di tutto il resto che abbiamo mangiato (potrete (ri)vederlo sulla nostra pagina Facebook o sul mio profilo instagram: @clippermark).  Nei giorni a seguire e con una nuova compagnia ho potuto fare anche una visita lampo a Bari. Una città davvero molto bella che mi ha davvero sorpreso e poi mi ha fatto scoprire riso, patate e cozze quindi non credo di dover aggiungere altro.
                                                                                                                        
Io non mi accontento di una sola settimana di vacanza e quest’anno ho voluto strafare concedendomi solo un brevissimo rientro a casa per poi saltare subito su un altro aereo: destinazione Madrid. È stata la mia prima volta anche nella capitale spagnola e quanti di voi ci sono già stati potranno capire di che città fantastica sto parlando.
L’atmosfera è unica, puoi camminare tra splendidi palazzi, i bellissimi parchi della città sentendoti sempre come se fossi nella tua città. Un gioiellino a misura d’uomo dove trovi sempre quello che cerchi e quello che vuoi.
Se non siete ancora mai stati vi consiglio di prenotare subito l’aereo, permanenza minima un mese! Inoltre per appassionati della cucina e del cibo come noi, il Mercado de San Miguel vale il prezzo della vacanza. Un fantastico mercato dove anziché trovare bancarelle come nel mercato di paese, troverete fantastici localini che offrono stupende tapas a pochi euro, pesce freschissimo, carne cotta al momento sulla griglia e vino e sangria per innaffiare il tutto. Come un parco giochi per enogastronomi!
Voi invece che parte di mondo avete visitato quest'estate? Quali nuovi posti avete scoperto? E quanto e cosa avete mangiato? Diteci tutto, perché si sa, qui sempre a magnà va a finire!

Ora però le vacanze sono finite, basta! Purtroppo anche per molti di voi, da oggi tornerete a leggere i nostri post dal PC in ufficio, o dal tablet mentre siete in autobus o in metro. La ricetta di oggi è davvero molto semplice e conosciuta, ma è frutto di uno dei miei viaggi. Infatti nel mio weekend a Bari da Salvatore abbiamo fatto questa ricetta express, buona certo, ma più che altro per fargli due scatti coi controca**i con la sua macchina. Abbiamo allestito un set che i libri di Jamie Oliver sono improvvisati a confronto ed eccovi una semplicissima ma, non potete negarlo, bellissima insalata greca.
Preparatela la sera per portarvela a lavoro in modo da sentirsi al mare anche in questi ultimi giorni di Agosto e salutare l’estate facendo finta di essere ancora sulle spiagge di Santorini a prendere il sole. Anche se non sapete neanche com’è fatta la Grecia perché le vacanze le avete fatte ai lidi di Ravenna. 
A proposito di Grecia, fateci fare un saluto a casa alla nostra amica e fan Daniela che ci guarda da Atene!

La ricetta è davvero semplice: gli ingredienti sono pochi, la preparazione è facilissima e rapida quindi non starò neanche a darvi le dosi, va a gusto. Insomma una ricetta alla Benedetta Parodi.
Visto che sarà così veloce preparare quest'insalata greca, nel tempo che vi resta potete votare il blog del caro Signorponza ai Macchianera Blog Awards come Miglior Rivelazione (qui troverete tutti i dettagli), dateci una mano a farli vincere perché un giorno anche Una cucina per Chiama sarà a raccogliere premi come fossero una pioggia di cupcakes!


mercoledì 17 luglio 2013

La stagione delle novità

Vi stavate abituando ai post più frequenti di Chiara e quasi vi dispiace che sia tornato?
Ogni tanto vi tocca…
Come avrete capito già dall’ultimo post di Chiara, frizzantino come uno Spritz, che con la bella stagione, con il caldo e le vacanze al mare noi ci riattiviamo e siamo infatti carichissimi e pieni di idee che faranno stare voi e i vostri occhiali a specchio attaccati ai vari smartphone, iPhone, tablet e iPad, leggendo le nostre pagine.
A brevissimo infatti vogliamo lanciare un’idea niente male, anche se ancora in fase di elaborazione, ma dipende tutto da voi. Abbiamo bisogno del vostro aiuto, amici e amiche blogger: stanno per partire i casting di cui tutto il mondo dei foodblogger (e non) parlerà.
Vi vogliamo numerosi, carichi e pronti a far frullare la vostra testa per creare tante ricette come fossero smoothie per la merenda con gli amici in campagna.

A proposito di smoothie e frullati, non vi sarete mica dimenticati che l'estate è la stagione del Frullatè™? Voi avete già iniziato?

Ci siamo riattivati non solo con tante ricette già in programma, tante idee pronte a diventare il tormentone della vostra estate che neanche Asereje e la bachata degli Aventura.
I lettori e gli osservatori più attenti avranno notato qualche piccola aggiunta al nostro blog.
Ne approfitto per spiegarvi tutte le nostre piccole novità:

>        in alto, appena sotto il banner, potete trovare l’indice delle ricette, ovvero l’elenco di tutte le ricette del vostro blog preferito ordinate per categoria, che insieme ai tag (a destra) e la barra di ricerca (in fondo al blog), potrete trovare la ricetta che fa davvero per voi.

>        nella colonna di destra trovate le icone social, per seguire Una cucina per Chiama anche sui vostri social preferiti: la nostra pagina Facebook sempre con continui aggiornamenti e anche ricette lampo da riempire di ‘mi piace’ e condividere con tutti i vostri amici e poi, il nuovissimo account Twitter per seguire in tempo reale le novità, le ricette, le anteprime e anche tante twitcronache dei programmi di cucina: avete già retwittato e messo tra i preferiti?

>        sempre nella colonna di destra, per non lasciarvi mai e farvi avere le nostre ricette take away, potrete infatti iscrivervi alla newsletter e ricevere una mail ad ogni nuovo post o iscrivervi al feed per ricevere una notifica per ogni nuova ricetta per sapere sempre cosa cucinare di buono per cena, per pranzo o per riempire la schiscetta da portare in ufficio.

>        più passa il tempo e, per fortuna, più aumentano i nostri lettori. Per fare scoprire, anche ai nuovi, tutto quello che abbiamo fatto in questo tempo, sotto ogni post potete leggere alcuni post, più o meno vecchi, che ti potrebbero interessare. Andate a spulciare anche le ricette più vecchie e perché no, condividetele, commentatele o lasciate semplicemente un cucchiaio, e casomai il dessert speciale per la cena con gli amici di sabato prossimo l’abbiamo postata un anno fa!
  
Vi abbiamo messo voglia di nuovi post come di una fetta di cocomero fresco la sera al chiosco sulla spiaggia?
Come tenervi aggiornati ve l’abbiamo spiegato, non vi resta che farlo e farlo fare ai vostri amici e aspettare le nostre nuove ricette.

Questa volta non vi lasciamo senza ricetta, anzi ve ne diamo una che è proprio da segnare subito sull’agendina di Suor Germana perché vi farà leccare i baffi, anche se ci siete andate ieri di strisce Veet.
Giustamente, come ha detto Chiara: voletevi bene, cucinate anche in estate! E cucinate anche abbondante perché questa pasta è proprio buona e il bis è imperativo categorico.


martedì 4 giugno 2013

Poveri noi

Vi lascio parlando di Milano e torno parlando di Milano.
C'ho fatto l'abbonamento? No, magari. Cosa c'è stato di mezzo? Oltre ad un maggio con un tempo, come direbbero i francesi, davvero di merda, ci sono stati qualcosa come sei, sette esami. Roba che ho anche perso il conto. Non finisco mica qui eh, però per fortuna domani finisce il grosso.
Purtroppo le cose da fare prima del mio rientro in terra di mare sono ancora tante. Oltre agli esami, c'è la camera da affittare (a proposito, interessa a qualcuno una singola a Bologna?) e tutti i piani da organizzare. Ho tanti piani bellissimi per l'anno prossimo, se però non ci organizza rimango a casa a impastare gli gnocchi. Ad ogni modo "don't stop believing"!

Basta però di farmi paranoie che mi è appena arrivata una notifica su Facebook che 'sta sfigata vuole sapere qualcosa sull'esame. Basta, basta!
Cosa c'entra la bellissima Milano nominata all'inizio del post? Sapete dove vado Sabato sera?
A cena da Cracco. Quando mi sono laureato, ho ricevuto come regalo un menù degustazione al ristorante Cracco. Ho dovuto prendermi una laurea per poter andare a cena fuori. E finalmente il grande momento è arrivato, io sarò da solo come uno sfigato un critico eno-gastronomico di fama internazionale ad assaggiare dei piatti che mi faranno esplodere il cuore e la bocca e io sono emozionato come una ragazza qualsiasi dei monti della Sila arrivata alla finale di Miss Italia.
L'iniziale ansia, per di più da solo, è stata sostituita da un pensiero ricorrente e frequenti apparizioni in sogno. Intanto devo ricordarmi di andare a portare la camicia in lavanderia, ché da buon studente il ferro da stiro in casa neanche ce l'ho. Dante Alighieri diceva che l'importante è saper stendere; poi sinceramente, quel look un po' street, un po' casual della maglietta stropicciata ringiovanisce.

Di certo non sono nuovo agli ambienti dell'alta cucina e in particolare a Cracco.
Vi ricordate quando alla finale di Masterchef mi ha fatto i complimenti per come avevo cucinato il cervo? Vi ricordate quando vi ho raccontato del mio corso intensivo di un mese nella sua cucina? E quando abbiamo cucinato fianco a fianco nella stessa brigata per un grande evento europeo?
Ecco, neanche io!

Secondo il calendario degli umoristi di twitter è finito Maggembre, ma mi sa siamo entrati in Giugnaio. Io invece ho tante speranze e sono convinto che questa estate che verrà ci porta tanto sole, mojito e Paola e Chiara a tutto volume in spiaggia. Dovremmo pur organizzarci per l'arrivo del primo sole cocente. Di certo non come faccio io che ho già comprato tre nuovi paia di shorts e non arriviamo ancora a 20°C.
Proviamo piuttosto con questo bel piatto di pasta perfetto per le spaghettate estive(?), veloce e leggero! Ricevo tante critiche perché faccio cose troppo complicate e sinceramente sono pieno!
Quindi eccovi un piatto di spaghetti, non solo stra-buono ma con solo tre ingredienti. Si prepara in otto minuti, e per prepararli non dovete fare neanche tutte quelle scene che fa Benedetta Parodi durante i salva cena. Il sapore fresco del limone, la cremosità e la dolcezza della burrata e la croccantezza della mia speciale "bottarga dei poveri" si sposano alla perfezione, voi spendete due euro e i vostri amici mangiano come in riva al mare di Capri. Se sei povero, prova la ricetta; se sei ricco, idem che la crisi c'è per tutti.



mercoledì 5 dicembre 2012

News del mercoledì veg&multivit

Lo aspettavate con ansia?! Beh, Dicembre è arrivato e ha portato con sé tante interessanti novità.
Se avete sempre creduto che l'inverno arrivasse il 21 Dicembre, recenti studi faranno crollare ogni vostra certezza: l'inverno non è uno ed unico! 

C'è l'inverno astronomico che ha inizio con il solstizio d'inverno, il momento in cui "il Sole, nel suo moto annuo lungo l'eclittica, viene a trovarsi alla sua minima declinazione" e avviene tra il 21 e il 22 Dicembre, calcolato con accuratissima precisione oraria. C'è poi l'inverno psicologico, talmente soggettivo che può  coincidere con l'abbandono delle infradito per delle scarpe allacciate, con l'arrivo della prima neve, con l'accensione del riscaldamento in casa o, per i fortunatissimi che vivono sei mesi in un emisfero e sei nell'altro, non arriva mai. 

Ed infine l'inverno meteorologico: ovvero come gli esperti definiscono l'arrivo del primo grande freddo che quest'anno ci ha travolto proprio sabato 1 Dicembre. Dalla Valle d'Aosta alla Sicilia, le temperature sono crollate vertiginosamente costringendo tutti, anche i più ostinati come me, a tirar fuori il piumino, la sciarpa e i guantini. C'è da dire che, di fronte ai 17° di Siracusa, un bellunese girerebbe in T-shirt e bermuda ma...ad ognuno il suo!
Altra esilarante ed imperdibile novità è l'approdo del Papa su Twitter. Benché nel giro di 48-72 ore  abbia raggiunto soglia 51.598 followers, il suo portavoce ha tenuto a precisare che S.S. sarà attivo solo dal 12 dicembre ma si limiterà a twittare, senza rispondere ad alcuna domanda (siamo spiacenti per #faiunadomandalapapa) così da non far torto a nessuno dei suoi fedeli. 
Marco rassegnati, non avrai un RT da Benedetto!

Attesissimi annunci anche da oltremanica: Kate e William aspettano un figlio. E finalmente! Che enorme peso ci siamo tolti dal groppone. Tutto il mondo si chiedeva come mai, dopo oltre un anno di matrimonio, i due ultra-trentenni principini non avessero ancora messo in cantiere un bebè. Forse i troppi impegni istituzionali li stavano spremendo come limoni tanto che la sera, piuttosto che, si addormentavano sul divano davanti alla tv?
Come ben sapete, siamo sempre in contatto con Elisabetta e non abbiamo perso tempo a porgerle i nostri più cari auguri. Che dire, non sta più nel cappello all'idea di poter finalmente cambiare il pannolino al dolce pronipote. 
Invece il consorte Filippo, colpa dell'età o dell'eccesso di whisky nel tè, non ha ancora capito un tubazzo. Eh Bettina, gli uomini son tutti uguali!

Ultimo ma non ultimo, vorrei proporvi questa bella iniziativa della LAV, promossa da Paola Maugeri, del Mercoledì Veg. 
Un giorno a settimana lasciamo da parte carne, pesce, uova, latticini con i suoi derivati e diamoci al vegano. Per renderci conto che non è una follia, che possiamo benissimo (forse meglio) vivere "senza" e mangiare cose diverse e perché no, aiutare il pianeta consumando di meno.

Diamoci una mano, il mercoledì mangiamo vegano!


Io ho deciso di aderire e oggi vi propongo una zuppa 100% vegana e multivitaminica, un bell'aiuto per prevenire i malanni di stagione.




venerdì 30 novembre 2012

Ispirazione del cavolo

Marco mi bacchetta sempre perché trascuro il blog, davvero troppo.
Diciamo che la costanza non è la mia miglior qualità (sempre che ne abbia una!) e, fortunatamente, non mi ha ancora sfiorato l'idea di far figli e non ho mai avuto animali domestici che dipendessero in tutto e per tutto da me, seppur ci pensi ogni tanto. Povere bestiole!
Torniamo a noi... in effetti dovrei aggiornarvi sugli ultimi stravolgimenti della mia umile esistenza.
Voi cari aficionados sicuramente vi ricorderete un riferimento "agli amici di Brescia" in un post di qualche mese fa e vi sarete chiesti: perché proprio Brescia? Beh, devo ammettere che a voi Jessica Fletcher e Perry Mason vi fanno un baffo!!!

Era una calda e soleggiata giornata di metà luglio, avevo già inserito la modalità summer con l'intenzione di seguire scrupolosamente i dettami del balneare perfetto fino a fine agosto, quando ricevo una telefonata che mi ha lasciato così: a bocca aperta.
Il mio adorato Coinqui, che chiameremo con un nome di fantasia, Marcello, con voce scossa e concitata mi annuncia che da lì a dieci giorni sarebbe stato trasferito per lavoro a Brescia.
Due erano le opzioni: o l'avrei seguito, o non avrei più avuto un adorato Coinqui, però come sapete l'amore vince sempre.

C'è da sottolineare che ho vissuto per ben 24 anni a 300 metri dal mare e non è un dettaglio da poco.
Il mare piace a tutti e chi dice di no, finge spudoratamente. Come resistergli? L'estate: il sole, le vacanze. L'inverno: il vento gelido, la spiaggia deserta, magari con la neve.
Anche se per chi ci vive è completamente diverso. Il mare non è solo 'una bella cornice per una vacanza con i fiocchi', è molto di più.
È un amico fedele che ti accompagna dai primi bagni ,ai primi baci e, quando ce l'hai con il mondo intero, solo la gelida aria salmastra può placarti. Insomma, io respiro ossigeno e salsedine!
Fino ai vent'anni ho sempre pensato che vivere lontano dal mare sarebbe stato impensabile, poi le cose cambiano. Ti innamori e ti ritrovi a Reggio Emilia. Non c'è stata una volta però in cui, tornando a casa, rivedendo lui, l'amato Adriatico, non mi sia scesa la lacrimuccia. E poi a Pescara "Ah! La senti l'aria?!"

Premesso ciò, capirete che la notizia è stata per me come un fulmine a ciel sereno. Così su? Diventerò lombarda! Ma dai, stiamo così bene a Reggio con la nostra casina, la nostra cerchia di amici e la nostra vita. Non volevo sconvolgere tutto lasciando quello che avevo, per dover ripartire di nuovo quasi da zero. Dopo qualche giorno di sconforto ho deciso di vivere l'estate come meritava e lasciare tutti i dubbi a Settembre. In fondo, non importa dove sei ma CON CHI sei!
Le cose non vanno sempre come vorremmo e ce ne siamo accorti, nel modo peggiore, quel 25 Agosto. Anche quel giorno il mare, il nostro mare, è stato protagonista.
E, dopo quella terribile prova di sopravvivenza, sto imparando a dare la giusta importanza a tante cose che prima consideravo fondamentali. Ora come ora, vi dico che se avessi potuto scegliere, se avessi potuto decidere io, mi sarei trasferita nel più freddo e sperduto punto della Groenlandia o sul cucuzzolo più alto e più solitario della catena montuosa più ostica pur di poter cambiare il finale di quel sabato agostano. Ma non posso.
Ora quindi vi scrivo dalla mia nuova casina di Brescia, dove vivo da ormai due mesi con il solito adorato Coinqui: squadra vincente non si cambia! Sto cercando lavoro ma soprattutto mi impegno a vedere il lato buono delle cose e quindi anche di Brescia, della Lombardia, delle montagne.
Abbiamo trovato un piccolo appartamento ma davvero bellino, la cucina è ben attrezzata con una finestra di fianco al lavandino che dà sulla strada così, mentre cucino, posso sempre sbirciare fuori.
Da quando sono qui, ho preso la buona abitudine di fare una lunga passeggiata nel tardo pomeriggio. I primi giorni era un modo per perlustrare il nuovo quartiere e svagare un po' la mente da tutti i pacchi e pacchetti del trasloco. Poi è diventata una bella (e necessaria) consuetudine. Il percorso è diventato sempre più ingarbugliato, tant'è che a volte mi è capitato di essermi persa per strade e stradine ma, fortunatamente, ho sempre ritrovato casa.
Dei giorni esco per fare solo un po' di spesa, magari solo pane e latte, o qualcosina dal simpatico fruttivendolo all'angolo. Altri giorni invece cammino, cammino, cammino... senza meta.
Mi perdo in mille pensieri tant'è che mi sembra di non sapere dove mi trovi in realtà. E con l'aria frizzantina degli ultimi giorni, si viaggia ancora meglio.
Rientro a casa, un po' affannata e un po' infreddolita ed è quasi ora di cena. Guardo cosa c'è in frigo e, a mente fresca e ossigenata, mi metto ai fornelli.
E così sono nate queste polpette del cavolo!


mercoledì 24 ottobre 2012

Incinta vs. grassa

Farei partire questo post con un bell'applauso perché siamo a ben 80 ricette!
È anche vero che in questi ultimi mesi vi stiamo facendo un po' penare e centelliniamo i nostri preziosissimi consigli culinari.
Oggi però mi sentivo proprio di scrivere perché nel corso del tempo spesso ho ricevuto lamentele sul fatto che nel blog sono presenti pochi secondi e quindi uno casomai viene qui perché non sa cosa cucinare per cena e si ritrova con poca scelta. Intanto, bugia! Se voi cliccaste su secondi piatti, trovereste tutti i secondi che ci siamo ricordati di etichettare come tali. Altrimenti giocate un po' con le etichette e, se proprio non trovate niente, ordinatevi una pizza perché vuol dire che non avete voglia di cucinare.
Non posso negarvi che in effetti la maggior parte delle ricette sono dolci, dovete anche capire che sono più facili da fotografare perché non devi mangiarli caldi e io sinceramente a cena ho fame e non ho la luce naturale quindi le foto vengono una merda. Cercherò di recuperare!
Il primo che dice che le foto mi vengono comunque di merda, va fuori! 

La presenza di tutti questi dolci vi farà anche dubitare della nostra forma fisica e stiamo freschi a dirvi che non siamo grassi, non ci credereste. Allora io, furbissimo, vi parlo di quelle più grasse di noi e soddisfo la vostra sete di gossip così non pensate alla mia ciccia e neanche alla vostra. Un esperto di gossip mi suggerisce all'orecchio tutte le ultime news visto che la sua rubrica è in ferie.

Finora eravamo rimasti a Raffaella Fico incinta e al dubbio su cosa si nascondesse sotto la ciccia di Adele. Però si sa, il mondo delle star di Hollywood oggigiorno pullula di gravidanze. 
Vanno ad aggiungersi all'elenco anche Belen che dovrebbe essere incinta di Stefano de Martino, o forse di Fabrizio Corona, o forse di Emma Marrone, l'ex di Stefano, o forse da uno qualsiasi di Amici. Di certo non Garrison. 
Non vorrei dilungarmi troppo su Belen perché lei se ne inventa di ogni per essere al centro dell'attenzione e casomai s'è solo imbottita la panza.
Direttamente dal primo canale argentino, invece, la notizia dell'intramontabile Shakira che tra un colpo di sole e l'altro ha fatto un bambino con Piqué, vabbè che deve ancora nascere, ma se assomiglia solo la metà al padre, Shakira inizia a sfornare! Tanto lo sappiamo che non ti dispiace.
Ma siccome il tempo passa e tu non passi mai (cit.), lo sappiamo tutti che una gravidanza dura nove mesi quindi per la nostra cara Adele siamo arrivati al capolinea. Il bimbo è nato due giorni fa! È un maschietto e alla nascita pesava 13,8 kg, oggi 15,4 kg e il suo piatto preferito sono le tagliatelle ai funghi porcini.
Voi non preoccupatevi perché tanto Adele non dimagrirà e voi potreste sempre vantare la vostra linea migliore della sua.
Non divaghiamo, perché vi dovevo parlare delle gravidanze made in Hollywood. 
Ed eccovi servita l'ultima!
"Freschissima".
Carmen Russo è incinta di Enzo Paolo Turchi. La nostra Carmen ha la bellezza di 54 anni e Enzo Paolo ne avrà come minimo 350. Appena appresa la notizia, apriti cielo: "un figlio a 54 anni!" Lei ha subito messo le mani avanti, dicendo: "Che male c'è, è un dono dato dal cielo". 
Noi invece siamo super tolleranti e proprio non ci tocca affatto, quello che però mi fa riflettere è questo: avete visto bene i nostri piccioncini? Non credo che nessuno dirà, alla creatura nella carrozzina: "che bel bambino!" e siamo sicuri al 100% che il nascituro sarà un mostro. Ad ogni modo Carmen tutte le sere prima di andare a dormire si fa un cicchetto di acqua ossigenata così il bimbo nasce biondo.

Siamo a posto? Direi di sì, ora potete evitare di comprare Novella 3000 per le prossime due settimane.
Se invece vi sentite ancora grassi nonostante ci siano tutte queste pance XXL in giro per il globo, vuol dire due cose: o che siete davvero grassi o che avete bisogno di un dolcetto light per placare i sensi di colpa.
Ecco così il mio plumcake alle carote, un po' stile Camille ma anche un tres chic, variegato per un effetto superglamour che Carla Gozzi ne ha preso una fetta per metterla nel guardaroba!
Il dolce è rustico e pare a ridotto contenuto di grassi, quindi per la colazione è ideale.
Ovviamente se vivete sotto il Rubicone secondo me non trovate le carote viola e potete usare quelle arancioni e basta.


venerdì 12 ottobre 2012

I momenti "nì"

Possiamo dirlo tranquillamente che questo è un periodo "nì". Né tutto "no", decisamente né tutto "sì".
Diciamo che manca pochissimo alla mia laurea, anzi la tesi l'ho già consegnata (motivo per cui non ho più scritto qui... ecco, non è che faccio lo scrittore!) e pare sia venuta molto bene, così dicono...
Quindi posso pure darmi le arie che faccio venire un uragano.
Di fondo però, sto passando un bel periodo 'no', in cui non bastano le cose che ti sconvolgono la vita e ti sbattono contro il muro con la voglia di reagire pari a zero ma nell'ultimo periodo per vari motivi ne ho passate di ogni.
Sfighe una sull'altra, un totem di sfighe e 'imprevisti'. Insomma un periodo di merda che neanche le cose che cucina Benedetta Parodi.
L'importante è attaccarsi alle piccole cose e andare avanti, anche se io in questo caso mi attacco al cazzo tram (che, per la cronaca, a Bologna neanche passa).

Scherzi a parte, ci si riprende... uno cerca di ambientarsi a tante cose nuove, piccole e grandi, belle e brutte.

Prima cosa non sono più ospite da amici vari perché senzatetto, ma ho una casa! Anche se appena arrivato sono sbarcato in una puntata di Case da incubo ma io totally così e quindi ora è tutto a posto. Però non funziona la cucina, posso cucinare su un accendino e faccio prima perché il gas non esce. Il padrone di casa dovrebbe venire a ripararlo ma i 'padroni di casa' sono stati classificati secondo una recente statistica come la peggior categoria di persone al mondo, superati solo dai nazisti e i vecchi che sputano per strada.
Colgo l'occasione per rinnovare l'augurio delle peggio cose a tutta la suddetta categoria... l'Inferno vi aspetta!
Tra l'altro ho il forno a gas e vi chiedo: qualcuno ha visto Dino aggirarsi per casa?

Seconda cosa ho iniziato le lezioni della magistrale e per un attimo, ieri, a tedesco mi sono sentito nel 1995 che quasi nessuno sapeva cosa fosse un foodblog e una addirittura pensava che "foodblog" fosse il nome del mio blog.
Se ve lo stavate chiedendo, sì, mi faccio pubblicità spudorata durante le lezioni.

Cosa ho da proporvi oggi? Un piatto di pasta così facile che anche per Antonella Clerici sarebbe facilissima.
Tra l'altro quando l'ho fatta per poi fotografarla è uscito così brutta che se facevo la pasta al burro era più fotografabile. Ma voglio recuperare, infatti la prossima settimana torno a casa e voglio fare tante di quelle cose che ho già ordinato su internet le porte di casa più larghe.

Ovviamente ho appositamente sorvolato l'argomento contest perché "Un due tre stalla" della D'Urso è stato meno flop e siccome ci credevo molto, abbandono lo studio così.


lunedì 24 settembre 2012

Vegetariani, che passione!

Benvenuti a tutti nell'esclusiva rubrica di attualità di Una cucina per Chiama.
Come nelle migliori trasmissioni di Mara Venier in cui diamo la parola a tutti, ma proprio a tutti, cercheremo di trattare uno scottantissimo tema: i vegetariani.
Ci arrivano più di centocredici email al giorno di nostri fan che ci chiedono come devono fare quando a casa loro si autoinvita (perché nessuno ha la malsana idea di invitare spontaneamente a cena un vegetariano) il loro amico vegetariano, un po' chic e un po' snob ma soprattutto molto freak.

Mi sono documentato così su internet per entrare davvero a fondo nell'argomento e scoprire davvero cosa si nasconde dietro a questo fenomeno, manco fossimo gli autori di un talkshow di canale5 mi sono rivolto a figure autorevoli e istrioniche del calibro di Alberto Angela, Vittorio Sgarbi e Marina Ripa di Meana. Dalle mie ricerche ho anche scoperto che Gianni Morandi è vegetariano e tutti sanno le leggende sull'alimentazione di Gianni Morandi, quindi sono passato oltre.

Sono andato a finire addirittura nel bel mezzo del dibattito su Facebook tra carnivori e vegetariani ed è stato subito Jurassic Park, ho letto anche che pare che i nostri amici mangiatofu non abbiano senso dell'umorismo e mi chiedo se anche quello sia di origine animale e questo sì, è un test per dimostrarlo o meno.

Mi sono anche rivolto al sindacato delle nonne e ho scoperto che per loro vegetarianesimo vuol dire: sfida! Ovvero cercare in tutti i modi di camuffare la carne ingannando i parenti vegetariani.

Non ero ancora soddisfatto e ho chiesto alle star preferite dai miei amici twitter. La domanda era: cosa ne pensi dei vegetariani?
Lady Gaga ha risposto così.
Britney Spears mi ha detto che preferisce mangiare dolci.
Ho chiesto anche a Victoria "Posh" Beckham perché il fan club delle SpiceGirls legge il nostro blog e ha detto che lei non mangia.

Poi abbiamo anche intervistato dei vegetariani a caso ma siamo stati sfigati perché abbiamo beccato solo quelli che ci hanno detto che non capiamo niente e hanno ragione loro. Tutto sommato linguisticamente parlando è stato utile, ho capito come mai c'è la parola "ariano" in vegetariano.

Il mondo mostra tutte le sue sfaccettature su questo argomento...

Io però siccome non voglio essere tacciato di discriminare i vegetariani, voglio proprio proporvi un piatto vegetariano. Perfetto pure per voi altri dinosauri onnivori e soprattutto per accogliere l'autunno. Naturalmente non è vegano, perché non ancora ho capito cosa siano i vegani e poi non credo neanche esistano, così come gli UFO e il collo di Maurizio Costanzo.
Per concludere volevo dire anche alcune cose: 
- se avete preso sul serio il contenuto di questo post, vi oscuro RealTime
- non ho niente contro i vegetariani, ho tanti amici vegetariani (cit.)


Scherzi a parte, è ovvio che rispetto la scelta dei vegetariani e proprio a dirla tutta anche:fottesega.
Solo due cose: non me li invitate a cena e soprattutto, perché rinunciare al prosciutto crudo quando il mondo d'oggi è già pieno di cose brutte? 


Prima di lasciarmi alla mia fantasmagorica equilibrata e vegetariana ricetta, vi ricordo sono gli ultimi giorni per partecipare al contest Un panino per Chiama e se non partecipate entro nei vostri PC e vi cancello l'archivio delle ricette!



venerdì 2 dicembre 2011

Pacchi postali e Camembert in scatola.

Come vi avevo accennato in questo weekend non abbiamo solo passeggiato tra le atmosfere natalizie ma anche cucinato. Più mangiato, ma anche cucinato.
Infatti visto che il pacco di sughi della mamma -per ovvi motivi- non è arrivato, è arrivato però il bagaglio della sorella. Contenente mortadella, Parmigiano Reggiano invecchiato 30mesi, piadina e un pacco di Fusilloro del Pastificio Verrigni, con cui da poco collaboriamo.
A 1500km di distanza mangiamo la pasta che producono a 30km da Casa nostra, la prima. Ah, la globalizzazione! E non per essere campanilisti, tanto meno ruffiani, ma la qualità di questa pasta è ottima.

L'idea di questa pasta è nata nel nostro primo giro d'ispezione al supermercato, quando nell'immenso banco dei formaggi abbiamo visto tante scatoline di Camembert. O meglio l'idea di questa pasta non è proprio nostra, l'abbiamo letta da Jamie Oliver. Sì, sempre lui.
Ancora una volta parlo dei supermercati in Germania, sono ripetitivo. Ma se non altro non dico bugie. Mia sorella, ovviamente, ne è stata rapita anche lei. Dovete sapere che si è fatta prendere da un raptus di cleptomania e ha svaligiato un supermercato. Tranquilli, alla cassa ha pagato!
Quindi ora c'è mezzo supermercato in uno scatolone che sta viaggiando fino a Reggio Emilia, speriamo in tempi brevi!
Dentro ci sono: biscotti di Natale, biscotti non di Natale, glasse per dolci, Kirschwasser, salse, zuccheri aromatici, senape dolce e tutto quello che può invogliarti!
Ma come biasimarla? Tra poco farò lo stesso anche io. :)

Ritornando alla ricetta. Abbiamo scelto la nostra scatolina di Camembert, "Le Rustique" dal sapore più deciso e stagionato. Piccola modifica, il radicchio, per dare ancora più sapore e carattere al piatto. Cosa ne è uscito alla fine? Un primo piatto godurioso, cremoso e pieno di gusto.


FUSILLORO CON CAMEMBERT ARROSTO E RADICCHIO

Ingredienti:
400gr di Fusilloro Antico Pastificio Verrigni
400gr Camembert "Le Rustique"
150gr di radicchio Chioggia
burro
zucchero
aglio
rosmarino
olio evo
sale
pepe
parmigiano reggiano

Preparazione:
Aprite la confezione di Camembert, scartatelo e incidete un cerchio nella crosticina bianca nella parte superiore e buttatela, creando una sorta di cavità. Affettate finemente uno spicchio d'aglio, disponetelo nel formaggio, insieme agli aghi di un rametto di rosmarino, sale, pepe e un filo d'olio. Riappoggiate il formaggio nella sua scatola e mettetelo in forno preriscaldato a 180° per circa 40'. Finché non sarà dorato.
Fate appassire il radicchio tagliato a striscette in poco burro. Aggiungete un cucchiaino di zucchero e fate andare a fuoco lento finché non sarà morbido. Potete sfumare con poco vino.
Quando mancano pochi minuti al formaggio, fate cuocere la pasta in abbondante acqua salata. Scolate e versate la pasta con il radicchio e amalgamate con due cucchiai abbondanti di parmigiano grattuggiato e un po' di acqua di cottura. Impiattate e versate il formaggio fuso sopra la pasta. Un cucchiaio abbondante a persona.



Marco     

giovedì 3 novembre 2011

L'ospite è sacro

Sono ormai tre anni che sono ospite in questa città.
Non è sempre facile come sembra trasferirsi in un nuovo posto, anzi forse non lo è mai.
La distanza chilometrica in questi casi non è così determinante, ambientarsi è sempre dura. Anche quando è frutto di una scelta da tanto sperata, com'è stato per me.
Ho raggiunto l'Emilia per l'università, ma in realtà sono quì per amore, solo per AMORE!
Ero prontissima a mettermi in gioco: lasciare famiglia e amici, la mia cittadina dove ho sempre vissuto e il mio mare per ricominciare in una nuova città che avevo visto appena 4 o 5 volte (e distante dal mare ben 150km!) e finalmente condividere la mia quotidianità con il mio adorato Coinqui.
Ero euforica e lo sono ancora. Non tornerei mai e poi mai indietro ma vi assicuro che non è stato tutto "rose e fiori".
In fondo, con  quattro ore e poco più di treno ero di nuovo lì, dove sono sempre stata. Potevo tornarci tutte le volte che volevo, nessuno mi fermava. Ma quando sei lontana sono le piccole cose di tutti i giorni che ti mancano, anche quelle che ti hanno sempre dato fastidio e che ora invece inizi ad apprezzare.
I primi mesi sono stati duri. Poi ho iniziato a scoprire nuove strade, nuovi luoghi, nuovi visi e nuovi modi di fare e a farli, pian piano, diventare miei. Tutto diventa più familiare.
Vorrei capirci di più quando assisto a discussioni sui massimi sistemi in dialetto locale, deobbò!
Mi piacerebbe trovare un po' più di scioltezza nelle persone che incontro ogni giorno: cortesi e disponibili ma seri e formali!
Ah, se Reggio Emilia avesse il mare!!!
Vivendo qui mi sono accorta che si è sempre un po' ospiti. Ovunque mi sia capitato di andare -sia stato un viaggio, una vacanza, una visita di passaggio, un soggiorno di qualche mese o di qualche anno- ho preso un qualcosina di quei posti e c'ho lasciato un pezzetto di cuore.
E quì a Reggio c'è tanto da scoprire, non solo dai reggiani ma dai tantissimi ospiti di mezza Italia e mezzo mondo che l'hanno scelta- volenti o nolenti- come me!


Ora però pensiamo alla cena!
Non voglio la solita carne o una tristissima insalata. Vorrei qualcosa di sfizioso e veloce.
Ho la FARINA di CECI del Molino Chiavazza, un po' di verdure, questa pasta di sesamo...Vediamo un po', magari qualcosa in onore dei variegati concittadini di questa città...

ROTOLINI DI CECI CON VERDURE E SALSA TAHIN

Ingredienti
-per le crêpes: 
2 uova
1 bicchiere di latte
(ho aggiunto anche un cucchiaio di Farina&Lievito "Molino Chiavazza" per dare più volume)
una decina di semi di cumino


-per il ripieno:
1 cipolla rossa di Tropea
1 melanzana nera originaria dell'India
2 peperoni (rosso e giallo) originari del Sud America
2-3 zucchine originarie del Centro America
prezzemolo


-per la salsa tahin:
170 ml di yogurt greco
30 ml di pasta di sesamo
2 cucchiai di succo di limone
60 ml di acqua
prezzemolo
aglio
sale


Preparazione:
In un'ampia terrina
sbattere le uova con un pizzico di sale, aggiungere delicatamente il latte e la farina e mescolare evitando che si creino grumi. Il composto dovrà risultare non troppo liquido e ben amalgamato.
Tostate i semi di cumino
, tritateli con un pestello e unite la polvere al composto.
Scaldare una padella
antiaderente per crêpes, ungendola leggermente. Un mestolo di composto e in pochi minuti la vostra crêpe è pronta.

Lavate e mondate le verdure. Tagliate la cipolla, i peperoni e le zucchine a fettine, la melanzana a dadini e saltatele a fuoco vivo con un filo d'olio, rispettando i vari tempi di cottura: prima cipolla e peperoni e poi zucchine e melanzana. Salate e aggiungete solo alla fine il prezzemolo tritato.

In una ciotola mescolate lo yogurt, con la pasta di sesamo (non esagerate, è davvero saporita), l'acqua e il succo di limone. Regolate di sale e a piacere aggiungete prezzemolo e aglio tritati molto finemente.

E' il momento di assemblare il tutto: spalmate della salsa sulle
crêpes, unite le verdure, arrotolate e...buon appetito!




Per la serie "Non si vive di sola cucina",  date un'occhiata alla Campagna per i diritti di cittadinanza L'ITALIA SONO ANCH'IO.
Chiara  

giovedì 6 ottobre 2011

Semi-carbonara semi-vegetariana

Ieri sono tornato da una due giorni romana, un po' di corsa ma bella carica di emozioni.
Il motivo? Beh, sempre loro, i negramaro. C'è un tour che gira per l'Italia e io, che l'Italia sto per lasciarla devo inseguirli finché posso.
Così Martedì mattina presto (troppo presto) sono partito per l'Urbe, un pranzetto con le mie amiche del liceo che mi hanno ospitato, chiacchiere e merende.
Anche se il fulcro di tutto era il concerto, quelle luci, la musica che tuona talmente tanto forte che ti rimbomba il petto. Tante altre persone che ti sono intorno, facce conosciute e meno.
Rincontrare sorrisi negli stessi posti, come se stessi vivendo un deja-vu.
Incrociare i loro sguardi e ricambiarsi gli stessi gesti, perché ormai mi hanno visto un po' di volte...
Quando esci ti senti un po' un drogato, vorresti rientrare dentro subito e le prime parole che scambi con gli altri sono: "A quale data ci rivediamo?" Io invece li saluto quì, ci vediamo al prossimo tour.
Saranno questi due giorni romani ad avermi ispirato questa ricetta, 'na bella carbonara!
Una passeggiata per le strade di Roma, il Colosseo ai tuo fianco, i tuoi passi affianco ai Fori, sicuramente quel sole che brilla sui palazzi, i monumenti e le chiese un po' deve avermi ispirato.

Non so se forse mi ha ispirato anche per questa "sfida". Perché io la chiamo una sfida.
Forse qualcuno di voi già saprà che McDonald e Gualtiero Marchesi si sono sposati.
Eh sì, Marchesi, il mostro sacro della cucina italiana che va da Mc Donald's, il mostro sacro dei fastfood.
All'inizio sì, sono rimasto shockato... tutto ti aspetteresti tranne che Marchesi si mettesse a fare panini per il McDonald's. Ma si sa, Marchesi è un rivoluzionario.
Il nuovo McItaly ti farà cantare di gusto. Un velo di maionese alla senape, spinaci spadellati, cipolla dolce e carne bovina. Tutto arricchiato da un croccante strato di bacon e racchiuso in caldo pane ai semi di girasole.
Così recita la confezione.
E voi questa sfida: l'accetterete?
In fondo, devo dirlo, è sempre un panino del McDonald's, non c'è Maestro che tenga. Anche se, bisogna ammettere, che è una trovata geniale. Cominciate a crederci. L'alta cucina arriva da McDonald's.

Ma ora ritorniamo alla cucina fatta sui nostri fornelli, quella che prepari tu e sai perfettamente cosa c'è dentro, dove hai comprato quello che pulisci, tagli e cuoci.
La carbonara è un classico romano quindi ho pensato che fosse un buon modo per riportarmi un po' di Roma a casa, anche meglio dei souvenir.

CARBONARA SOFT

Ingredienti:
400gr spaghetti
2 zucchine piccole
1 peperone rosso
1 melanzana bianca
1/2 cipolla
2 fette di prosciutto di Parma
acciuga
olio evo
curry
prezzemolo
2 uova (1 tuorlo e 1 intero)
noce moscata
pecorino

Preparazione:
Fare soffriggere dolcemente la cipolla, fate sciogliere nel soffritto un'acciuga sott'olio.
Nello stesso olio, rendete croccante le fette di prosciutto. Una volta abbrustolito, toglietelo dall'olio per tagliarlo a listarelle.
Aggiungere il peperone tagliato alla julienne, la zucchina a rondelle e il prosciutto.
Fate grigliare la melanzana, a fette. Poi tagliatela a cubetti e aggiungetela al resto.
Insaporite con sale, un mezzo cucchiaino di curry e prezzemolo.
In una ciotola sbattete l'uovo e il tuorlo, rendete il composto spumoso. Vi consiglio di aggiungere un cucchiaio d'acqua per rendere il composto più omogeneo. Insaporite con sale, abbondante noce moscata e pecorino grattuggiato.
Quando la pasta sarà cotta, scolatela al dente con la pinza per spaghetti direttamente in padella. Fate saltare, fate legare con acqua di cottura e aggiungete l'uovo. Spegnete subito dopo, l'uovo si cuocerà con il calore della pasta.

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