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giovedì 5 marzo 2015

Striscia 'sta notizia!

Stasera il grande appuntamento per tutti noi appassionati di food, foodie, cucina, cibo ma anche solo masculi barbuti come Carlo Cracco: la finale di Masterchef!
Come sempre, il dramma è dietro l'angolo: il Gabibbo stavolta l'ha fatta grossa. No, non si è mangiato nessuno dei tre finalisti ma pare ieri sera a Striscia la notizia abbiano smerdato o, per dirla in modo raffinato, spoilerato il finale e quindi il vincitore.
Ora, oltre ad essere sconvolto che nel 2015 ci sia ancora gente che segue Striscia la notizia, sono anche un po' sconvolto di quello che hanno fatto:
primo, perché ad ogni spoiler muoiono dieci gattini carini
secondo, perché farebbero meglio a pensare alle veline.
Ovviamente noi non riveleremo il nome del vincitore per quelli che si potranno godere in tutto la finale, ma spero che Sky gli scagli contro un branco inferocito di avvocati che Antonio Ricci striscia la carta di credito per pagare tutte le multe!

Terminato il mio calmo e pacato sfogo, prepariamo a goderci la finale di Masterchef come se fosse nulla fosse successo e a tifare il nostro preferito tra Stefano, Nicolò e Amelia. Non ho avuto modo di commentare molto Masterchef in queste settimane ma devo dire che questa è stata una delle migliori edizioni finora e sono assolutamente contento dei tre finalisti, tutti meritevoli e con grandi idee e tanta bravura in cucina.
Sembra quasi che abbiano letto tutte le ricette di Una cucina per Chiama prima di partecipare al programma!
Possiamo mica passare tutta la finale sul divano a mani vuote, senza nulla da sgranocchiare, con tuo marito che tifa per Amelia mentre tu tifi Nicolò e intanto i tuoi amici ti scrivono su WhatsApp "Forza Barbieri" e intanto Stefano suda e... niente!
C'è bisogno dei nostri tartufini al cioccolato. Semplicissimi da fare, veloci e, insomma, tartufi al cioccolato, ho detto tutto: buonissimi e pazzeschi.

Oltre ad avere un nuovo Masterchef Italia abbiamo anche una grandissima novità: un sistema di commenti tutto nuovo, molto più immediato e che aspetta solo che voi scriviate qualcosa e tac...invia! Riempiteci di complimenti ché anche noi vi vogliamo bene :)

Marco


giovedì 16 gennaio 2014

Brownies sempre in valigia

Dopo un rientro dalle vacanze un po' a rilento, mi sono preso ancora quale giorno di vacanza.
Dal blog si intende. Quindi non immaginate settimane bianche in montagna, rilassanti soggiorni in SPA o passeggiate tra i viali della capitali europee.
Sono immerso nello studio, come sempre accade quando mi assento così tanto dal blog, più stressato che mai e con livelli di voglia di dare questi esami che così bassi non si erano mai registrati.
Come vi avevo sicuramente accennato e forse ricorderete, a partire da Marzo dovrei trasferirmi nuovamente per un semestre in Germania diviso tra studio e un nuovo tirocinio. E poi per fare questi, ormai sempre più vicini (aiuto!), esami dovrò tornare a Bologna per qualche giorno e non avendo più casa sto cercando un posto dove stare.
A parte questi spostamenti di viaggi per ora non se ne parla, se non qualche tour mentale.
È da un po' di tempo però che ho una voglia matta di andare a Parigi. Cenare ai piedi della Torre Eiffel con una zuppa di cipolle, mangiare il foie gras a colazione, buttarmi i macarons di Ladurèe in faccia e mangiare eclairs e croissant aux amandes mentre passeggio per Montmartre.
Insomma a volte mi metto a cercare gli hotel economici a Parigi ma poi penso alla valanga di soldi che spenderei nei bistrot che è meglio lasciar perdere.
Perciò l'unico diversivo che posso permettermi, è pianificare un weekend ad Imperia. Come mai Imperia?
Beh, perché sicuramente ricorderete il contest dei fratelli Carli Aiuto Chef Cercasi e se passerò alla prossima manche, come spero, dovrò proprio andare ad Imperia.
A proposito! Tra pochi giorni dovremmo scoprire il verdetto.

E cosa possiamo preparare per tutti questi spostamenti? La ricetta perfetta ce l'ho io, come sempre!
Anzi, vorrei essere più preciso. La ricetta questa volta me l'ha passata la mia amica Claudia e non una ricetta qualsiasi ma il suo cavallo di battaglia! I fantastici brownies di Claudia che io ho leggermente modificato sostituendo alle noci i lamponi. Per l'intero primo anno di Università a Bologna essendo quasi vicini di casa, quando il blog non era neanche nella mia testa, con Claudia abbiamo fatto tanti di quelli esperimenti in cucina che per scoprire la penicillina sicuramente ne hanno fatti meno. Sicuramente non sono stati tutti di successo immediato, ma con questi brownies lei sicuramente ha fatto centro. E noi ce li siamo scofanati tutti e questi quadrotti cioccolatosi sono diventati il leitmotiv di tutte le nostre cene tra amici.
Quindi ringraziamo Claudia, mettiamo a sciogliere il cioccolato, impacchettiamo questi morbidi quadrati al cioccolato e prepariamoci a tutte le varie trasferte del periodo. O semplicemente a tutti gli spostamenti letto, frigorifero, divano della domenica pomeriggio.

Marco



lunedì 23 dicembre 2013

Un buon Natale riciclato

Ne abbiamo parlato e riparlato, Natale è (anche) il momento dei regali. Più che in qualunque altro momento dell'anno, guai a te se decidi di non fare un pensierino ai tuoi amici, ai tuoi parenti, ai tuoi colleghi. O semplicemente al vicino di casa che tra l'altro non puoi neanche sopportare perché ti ruba il catalogo dell'IKEA però lui ha deciso di fartelo e quindi ti tocca ricambiare.
Negli ultimi post vi abbiamo dato qualche idea: un pacchettino di biscotti, un bel barattolo di preparato per cioccolata calda o perché no, potreste cimentarvi con i cioccolatini. Poi ci sono i regali quelli più impegnativi, dove svuotate di bigliettoni il portafoglio ma ormai quel che è fatto, è fatto. Manca davvero troppo poco quindi se siete ancora senza un regalo per tutti e volete guadagnare tempo, potete sempre usare la scusa: "L'ho comprato online è il corriere ha fatto ritardo.", come mi ha insegnato il mio amico Filo.

C'è però un problema, sempre in agguato, pronto dietro l'angolo a spuntare fuori. Mai periodo come Natale è più drammatico sotto questo punto di vista. E non parlo dei finti Babbo Natale che si arrampicano dai balconi delle case.  Parlo dei regali riciclati, non della borsa fatta con lo pneumatico o del braccialetto fatto con i tappi di bottiglia. Parlo proprio di quelli ricevuti e riregalati, quelli che hanno fatto un giro tale che a confronto Cristoforo Colombo non è mai uscito dal paesello. 
Premetto che tutti gli episodi che racconterò in questo post non sono frutto della mia fantasia. Anche perché se sapessi inventare storie così belle probabilmente avrei fatto come la Rowling e mi sarei fatto i miliardi con una cosa tipo Harry Potter. 
Voi ne avete mai ricevuti? 
Sono quasi certo di sì, tutti almeno una volta l'abbiamo ricevuto. Ma diciamo la verità, anche fatti. Il problema però è capirlo, averne davanti la prova tangibile, quel bigliettino con un altro nome che ti viene sbattuto davanti quando scarti il pacchetto. Proprio come è successo a mia madre quando ha ricevuto uno di quei porta candela a forma di Babbo Natale con tanto di candela rossa e glitter oro. Proprio quei regali inutili ma che tanto è Natale e conta il pensiero. 
Peccato che il pensiero fosse di un'altra persona dato che il biglietto all'interno recitava tipo: "Per Tiziana, sperando di illuminare questo periodo di festa. Giulia.". 
Grazie lo stesso Giulia, noi l'abbiamo tenuto, non preoccuparti. 
Ma la storia più bella che io conosca sui regali riciclati è un'altra: successe a degli amici di famiglia quando gli regalarono un panettone. Piccolo problema. Quando andarono ad aprirlo, la confezione era già stata aperta e udite, udite, c'era un coltello in omaggio. Evidentemente non si fidavano del signor Maina e avevano preferito assaggiarne loro stessi una fetta, salvo poi dimenticare il coltello dentro e richiudere accuratamente la confezione. Non me la sento di puntare il dito contro chi "ricicla" un panettone, un pandoro o un torrone, anzi, cliché! Solo una cosa, quando lo fate, controllate che qualcuno in casa, durante un raptus notturno di fame non l'abbia aperto e ne abbia assaggiato un pezzo. 
Avete anche voi qualche storia riciclata da raccontarci? Voi siete dei tipi da riciclo o piuttosto un regalo non gradito lo buttate via? 

Noi invece abbiamo riciclato una ricetta famosissima, la torta Red Velvet e l'abbiamo trasformata in cookie, che ne dite? Oppure preferivate l'angioletto luminoso multicolor che si appende all'albero? 
A pochi giorni dallo scarto dei regali e dalla minaccia di un bel regalo pluri-rimpacchettato in arrivo, vi lasciamo, facendovi tantissimi auguri di buon Natale sperando che lo passiate nel miglior modo possibile e ci risentiamo prestissimo dopo i pranzi e i cenoni.
Se invece sei Babbo Natale, che sappiamo ci leggi, ti lasciamo un vassoio di questi bellissimi biscotti.



mercoledì 11 dicembre 2013

Biscottini allo Xanax

Cucinare rilassa. A me personalmente tantissimo, ma credo riguardi un po' tutti quelli appassionati di cucina. Quando sono stressato, quando sono in periodo tutto di corsa, quando voglio dedicarmi un po' a me stesso, cucinare mi rilassa.
Ora però, basta con questa atmosfera da Amélie Poulain perché a volte capita che divento una belva e lancerei tutta la cucina fuori dalla finestra, fino all'ultimo cucchiaino, fino all'ultimo tovagliolino a pois...
Facciamo un passo indietro e cercate di farmi spiegare. Visto che ho ripreso lo studio, sono in uno di quei periodi in cui non riesco a fare tutto quello che vorrei.
È quasi Natale e io non posso ancora fare l'albero perché le ultime trenta pagine del libro di Jane Austen dove tanto non succederà niente di niente mi tengono impegnato.
È quasi Natale e io dovrei fare i regali e invece ti arriva il conguaglio delle bollette dall'ex casa a Bologna.
È quasi Natale e io devo ancora fare quelle cose tanto carine che facciamo noi food blogger, tipo il pan di zenzero che però vi ho già detto che ho sostituito con uno spezzatino che avevo già in archivio da un mese.
Ovviamente non riesco neanche a dedicarmi alla cucina come vorrei. Voi che avete un blog mi capirete, per cucinare non intendiamo solo cucinare ma significa: inventarsi qualcosa di nuovo, mettersi a cucinare, assicurarsi che anche il risultato finale sia bello, pensare ad un photoset, allestire tutti i dettagli, abbinare il piattino con il nastrino, rendersi conto che la foto che hai appena scattato non è neanche la brutta copia del piatto che ti eri immaginato... succede come nelle varie situazioni della vita in cui nella testa film mentali con tanto di effetti speciali che neanche Steven Spielberg e poi la realtà è un cinepanettone con Megan Gale.
Così per le foto, nella testa tutti David Loftus e poi la foto sembra fatta dal mio cane che si scatta una selfie su Instagram. Cosa può peggiorare la situazione? Le giornate di dicembre che hanno appena due ore e mezza di luce e ovviamente tramonta non appena accendi la macchinetta fotografica.
Facendo un sunto? Io sabato ho passato il pomeriggio in cucina e alla fine non sono riuscito a fotografare nulla, quindi preso dallo sconforto, ho iniziato a lanciare le padelle.
Per riprendermi, ho fatto dei biscotti con la speranza di fotografarli la mattina dopo, ma ovviamente ho sbagliato l'impasto e vabbè... ho iniziato a lanciare anche il Kenwood fuori dalla finestra!
Insomma se volevo riprendermi dallo stress e dall'ansia per gli esami, cucinare non è stata la mossa più azzeccata. La mattina dopo, non contento, ci ho riprovato con i biscotti... e come dice la legge di Murphy: "se qualcosa può andare storto, ..." no vabbè, stavolta è andata benissimo per fortuna!
Quindi finalmente mi sono calmato, ma non subito, solo dopo aver mangiato una trentina di questi biscotti. C'è davvero lo Xanax dentro? No, ma l'effetto è stato uguale! A meno che mia mamma non abbia svuotato la boccetta nel tè avendomi visto così agitato il giorno prima...
E poi nel frattempo mi è arrivata anche la fighissima cover per l'iPhone di Una cucina per Chiama, realizzata grazie a CaseApp ♡

Questi biscotti pare siano molto popolari oltre oceano e io li ho visti tanto, su tumblr e su Pinterest, il regno delle casalinghe sotto psicofarmaci e pare siano perfetti per le feste natalizie.
La mia modifica è stata tutta nei gusti: il biscotto è al caffè e nocciole con un cuore di cioccolato gianduja. Potreste impacchettarli in delle carinissime bustine trasparenti decorate con i washitape natalizi in offera da LIDL, ma attenzione che potrebbe arrivarvi una mail urgentissima di lavoro alle 23:47 e dei biscottini per non farvi salire lo sclero potrebbero tornarvi utili.



venerdì 22 novembre 2013

Una tortina vi seppellirà

Non facciamo altro che parlare male del lunedì perché rinizia la settimana e uffi! quanto manca al weekend? Ma nessuno si chiede come mai proprio non vogliamo che ricominci la settimana... certo, il lavoro, gli impegni, la sveglia presto, zero tempo libero. Ma se invece il problema fosse un altro? Se il problema fossero i bulli?
Certo, i bulli non sono solo nei licei americani per darti le spallate nei corridoi e sbatterti contro gli armadietti.
Casomai voi odiate il lunedì perché tornate in ufficio e trovate la collega strafiga con la french appena fatta che vi prende in giro perché avete le unghie ancora con la farina della sera prima, quando avete impastato la pizza. Oppure perché fosse per voi vi mettereste solo tutona e felpa, quindi per andare a lavoro chissà che pantalone avete abbinato con la maglia camouflage!
Oppure arriva il capo, sbruffone e cafone, tu sei l'ultimo arrivato e ti fa quella battutina davanti a tutti di cui proprio sei pieno.
Starete pensando che voi studiate ancora, quindi non avete di questi problemi. Eh, magari!
Non mi dite che oggi a lezione non avete incontrato la cessa di turno, quella che non fa altro che chiedervi quanti esami hai fatto, anche se alla domanda risponde lei dicendo che ne ha fatti comunque due più di te.
Vi rigugiate quindi nel mondo virtuale, su Facebook o twitter e vi trovate i fan di Grey's Anatomy che bullizzano i fan di glee, a me che bullizzano perché mi piacciono i One Direction. Ma in che mondo viviamo? Sta fresca Lady Gaga a dire stop al bullismo!

Però casomai un bel giorno, mentre camminiamo per strada stanchi di questa giornata piena di gente negativa incontriamo il nostro idolo della TV, quello di cui proprio non perdiamo una puntata e vi sembra una bella ricompensa. Invece indovinate un po'... scoprite che è uno STR di prima categoria.
Immaginate Benedetta Parodi che alza i tacchi e si gira quando le chiedete un autografo, o Antonella Clerici che vi lancia una padellata in faccia quando cercate di farle una foto... tutto questo mi fa ripensare a quella volta che il mio amico Umb ha incontrato Hugh Grant in giro per Bologna e l'ha chiamato, questo ha fatto un cenno con la testa e se n'è tornato a Notting Hill.
Purtroppo spesso capita che i nostri beniamini della TV poi dal vivo si dimostrano delle scope in culo che neanche Anna Oxa a Ballando con le stelle. Ma pronto? Vi serve un bagno d'umiltà come dice la supertop Simona Ventura.
Per fortuna io quando sono andato da Cracco e volevo incontrarlo, lui proprio non s'è fatto trovare!
Voi avete mai avuto esperienze del genere? La ferita brucia ancora? 
Menomale che c'è Una cucina per Chiama dove potete raccontarci tutto e sfogarvi e soprattutto potete prendere anche una tortina, così vi passa tutto! 
Ovviamente vale anche per tutti quelli che vengono maltrattati al lavoro, che hanno il capo antipatico che urla e sbraita, che all'esame sono capitati seduti vicino alla stronza che non fa copiare, voi mangiate una tortina e tappatevi le orecchie... una tortina li seppellirà!


sabato 4 maggio 2013

Guarda Milano

Siamo ancora qui a parlare di me che cerco di raccontare tutte le mille cose che mi capitano. Mentre in realtà è tutto piatto come la situazione metereologica da Novembre ad oggi.
Siamo tutti d'accordo che è iniziato il mese più bello dell'anno, nonché il mese del mio compleanno.
Se non fosse che tra dieci giorni iniziano gli esami e si salvi chi può... vorrei tanto ridurmi a studiare all'ultimo minuto e invece a Gennaio mi ero ripromesso di studiare volta per volta tutti i giorni. 
L'ho già detto 'e invece'?
Proviamo a ricapitolare le ultime news: lunedì è il mio compleanno, quindi fate presto a comprarmi dei regali bellissimi.
Per l'occasione infatti andrò a Milano. Per la prima volta. Ma in fondo non siamo tutti ragazzi di provincia alla scoperta della grande città?
Sapete tutti che sono un user compulsivo del mezzo twitter e scorrendo la timeline, ho conosciuto tanti begl'amici virtuali nascosti tra le fanfiction delle Directioners e tra i tweet deliranti degli amici a cinque stelle.
Questa volta è il turno dell'ormai, anche per voi, famosissimo Matteo che ha dato il nome all'hamburger più buono del mondo, esclusiva assoluta di questo blog: il Burger Maniac. 
Finalmente ci conosceremo e Milano conoscerà noi e la nostra fame. Il tour gastronomico che sta prendendo forma, prevederà come minimo 10 tappe tutte mangerecce, perché non siamo mica Andrea Diprè che andiamo in giro per musei. Rotoleremo da un bar a un altro, da una gelateria ad un hamburgeria con la nonchalance con cui Ferrara mangia un vitello intero a colazione. 
Tanto per dirne una? Magnum Pleasure Store.
Speriamo che l'eccesso di zuccheri mi permetta di ricordare tutto e farvi un report con tanto di voti e foto.
Se qualcosa però dovesse andare storto, abbiamo Zebbolo che ci accompagnerà, raccontandovi ogni minimo dettaglio in uno speciale in onda al fianco di Enrico Mentana, ormai in astinenza da maratone televisive.
A proposito di grandi eventi, visto che di grandissimi (il mio compleanno) ne abbiamo già parlato.
Il 17 Maggio è il Food Revolution Day, l'iniziativa di Jamie Oliver partita dall'Inghilterra e che ormai coinvolge tutto il mondo. Anche in Italia le manifestazioni legate al cibo sano, al "real food" come lo chiama Jamie aumentano sempre di più e anche noi ne avevamo parlato già l'anno scorso.
Cosa fare per saperne di più, supportare la causa e partecipare alle attività? Basta andare sul sito e troverete tutte le informazioni.

Cosa c'entra la mia ricetta con Milano e la Food Revolution di Jamie?
Intanto questi biscotti sono davvero reali, realmente buoni. Sani. Beh, il burro è sano, per non parlare delle proprietà antiossidanti del cioccolato. 
Non sono tipici di Milano, ma non escludo che potrebbero arrivare fin lì...
Aldilà dell'attinenza con il post, sono dei biscotti ottimi: molto morbidi, con un sapore di cioccolato intenso e questa ricetta sembra essere proprio perfetta. Rispettatela attentamente e vedrete che non vi servirà ripetere l'esperimento due volte come è successo a me.


sabato 30 marzo 2013

Pasqua anni '80

Siamo resuscitati anche noi!

Quale occasione migliore se non quella della Pasqua per farci perdonare di tutti questi giorni, più di un mese di assenza totale?
Neanche un commento sui vostri blog, neanche una ricettina riciclata, niente di niente. Potreste anche essere uscita la notizia che i foodblog siano passati di moda o che siano stati vietati da Grillo e noi non ne abbiamo saputo niente. Solo i nostri lettori su Facebook probabilmente si sono accorti che siamo ancora vivi: se non lo siete già, ecco un'altra occasione per seguire la nostra pagina e tenersi aggiornati se dovessimo sparire di nuovo.

I motivi? Sempre gli stessi. Io sono stato, e lo sono ancora, sommerso dalle lezioni, dalla preparazione delle lauree delle mie amiche, dagli esami e devo confessarlo, anche dalla pigrizia: zero voglia sia di cucinare, sia di pubblicare. Perché qualche ricetta in arretrato in effetti ce l'ho: tutti dolci, quindi preparatevi ad uno shock glicemico.
Chiara invece ha avuto problemi con la nuova casa in quel di Brescia. A quanto pare il bagno si stava trasformando nella nuova Venezia del Nord Ovest e si è dovuta quindi trasformare in Paola Marella e cercare casa disperatamente.

Siamo senza un governo, spero che non abbiate sentito troppo la mancanza anche del nostro blog.

Altro appunto: la ricetta che volevo pubblicare la trovavo così azzeccata per festeggiare la primavera. Non tanto perché fosse una torta fresca al limone o una macedonia di fragole piena di fiorellini, ma perché è così buona che era perfetta per accogliere la sempre tanto attesa primavera.
Voi l'avete vista? Io non ancora, al massimo tra le foto di instagram dell'anno scorso.

Così tra un problema e un altro, abbiamo tagliato la testa al toro e siamo tornati direttamente per augurarvi buona Pasqua.
Il menù di domani sarà già abbastanza ricco, ma se voi volete un dessert classico ma sempre godurioso vi lascio la ricetta del profiteroles. Un classico degli anni '80, sperimentata più volte e ormai brevettata. Se infatti gli anni '80 ci hanno lasciato in eredità delle tragedie come i pantaloni a zampa e le pennette alla vodka, non dobbiamo smettere di ringraziarli per aver portato in voga i profiteroles!
Se invece per domani avete già preparato il dolce, c'è sempre la scusa della cioccolata delle uova di Pasqua da riciclare... come se ci facesse schifo da mangiare così.

Per una Pasqua all'insegna della tradizione abruzzese, qui trovi la ricetta dell'anno scorso: i fiadoni


sabato 5 gennaio 2013

arrivalabefana.com

È passato un anno da quando ci siamo sentiti l'ultima volta!
Dai, lo sapevo che questa battuta non ve l'ha fatta proprio nessuno negli ultimi giorni. Per prima cosa auguriamo a tutti un buon 2013 e speriamo che la vostra lista dei buoni propositi sia già stata abbondantemente sfoltita, tipo alla voce: mettersi a dieta.

Sicuramente avrete seguito il main event delle feste natalizie, ovvero l'oroscopo di Paolo Fox. Ormai dovete ammetterlo che l'oroscopo è più attendibile delle previsioni meteo, e dobbiamo ammetterlo anche noi Toro e Leone perché quest'anno sì, sarà una merda non sarà dei migliori.

Per cercare di iniziare al meglio abbiamo però voluto rispettare il primo punto dei propositi per il nuovo anno. Anche se Fox mi ha detto che rimarrò senza un euro in tasca, ho deciso di fare questa piccola spesa pazza e comprare un dominio per il blog: unacucinaperchiamapuntocom!
Finalmente è arrivato.
O meglio, noi l'abbiamo preso, ora a sorpresa arriverà in questi giorni. Voi nostri super fan rimanete aggiornati e venite a trovarci almeno tre volte al giorno per scoprire quando la scritta blogspot sparirà, potrebbe succedere da un momento all'altro e voi potreste essere lì ad assistere.
Un giorno potrete dire: io c'ero.
Perché da ora non solo avremo una ventata di internazionalità che parliamo già ventordici lingue, non solo faremo successo anche noi in Sudamerica come Tiziano Ferro e Laura Pausini, ma saremo tra i .com più famosi: google.com, vogue.com, rihanna.com, ora anche unacucinaperchiama.com.
Non preoccupatevi se da ora il sito lo troverete sovraffollato o più lento, è il successo! Avete sempre la nostra pagina facebook lì ad attendervi.

Non siamo tornati solamente per questi grandissimi annunci che stiamo anche quasi pensando di presentare il nostro simbolo per le elezioni di Febbraio. Siamo anche tornati per salutare la fine delle feste e darvi un metodo efficace per riniziare al meglio il lavoro e affrontare il post-ferie.
Infatti l'Epifania tutte le feste si porta via e con l'arriva della Befana saremo sommerso di caramelle e cioccolatini. E invece, siccome nessun lettore del mio blog ha meno di 10 anni non ci ritroveremo un bel niente, se non le briciole del pandoro che abbiamo mangiato intero per colazione.
Non ci resta che pensarci da noi, fare e farci piccoli regalini golosi. Perché noi abbiamo a cuore i vostri valori del colesterolo, ma preferiamo sapere che un amico è felice.
Avete presente il Ciobar? Noi lo facciamo in casa e molto meglio. Al gusto che preferite e se lo mettete nei barattolini e lo regalate ai vostri amici, farete più successo che Adele ai Grammy Awards 2012.

Ovviamente la ricetta base può essere arricchita come preferite: io ho creato gusto cocco, aggiungendo la farina di cocco; gianduia, usando cioccolato gianduia; arancia e cannella, facendo aromatizzare lo zucchero con la scorza d'arancia e la cannella in polvere; caramello, utilizzando un infuso al caramello. Con queste dosi riempirete un barattolo di capienza circa 1/2 litro.


mercoledì 7 novembre 2012

Gratuliere mein liebster Brüderlein!

Questo non è un vero post, è piuttosto una dedica.
Come avrete già inteso (?!?), ieri si è laureato Marco!

 

È stato così emozionante assistere alla sua proclamazione, incoronarlo d'alloro e festeggiare con lui.

Le menti geniali dei suoi amici , come tradizione bolognese vuole, hanno organizzato una lunga serie di scherzi. Si è cimentato in varie prove, mettendosi nei panni dei diversi protagonisti di Real Time: con il supporto di pochi elementi contenuti nella misery box, ha dovuto girare una frittata ad occhi chiusi come un vero Masterchef, fabbricare un tavolino eco-friendly in stile Paint your life, creare un outfit degno di Carla Gozzi, ideare un centro tavola vegetale da far invidia ad Enzo Miccio, decorare una torta al fluoro e senape per la serie "Bubby Valastro cambia mestiere!". 

Non sono mancate le incursioni di quel simpaticone di Alessandro Borghese e della sorridentissima Benedetta Parodi, il tocco di make-up con i suggerimenti di Clio, l'attento e spietato giudizio del trio di Cuochi e Fiamme: Fadda, Maci e Rossi. C'era davvero da ridere!

Sarebbe stato tutto perfetto se non fosse mancato lui, il nostro adorato babbuccio!
Ieri i suoi occhi avrebbero brillato di felicità. 
Era così orgoglioso di Marco, della sua intraprendenza e della sua determinazione. L'ha sempre appoggiato, come d'altronde ha fatto con me, in ogni momento e per ogni scelta.
Sono così fiera del mio fratellino. Davanti ad un dolore così forte, quando è difficile trovare la forza perfino per alzarsi dal letto, lui non si è arreso.

Ha tirato fuori una grinta da leone: ha iniziato a scrivere la tesi, è tornato a Bologna, ha cercato casa e ha traslocato, ha ripreso i suoi impegni, blog compreso!

Ha dato una lezione di grande maturità a tutti, me compresa. Forse solo ora ho capito quanto Marco sia simile a papà.
"Sei proprio bravo Marcolì!"

Per festeggiarlo non potevo scegliere di meglio che un classico della pasticceria tedesca seguendo la ricetta proposta dal mitico Gordon, nel suo ultimo libro "Cucinare per gli amici" apportando piccole modifiche qui e lì!

mercoledì 25 aprile 2012

Tra ricordi e gocce di cioccolato

Posso dovermi giustificare ogni volta che inizio un nuovo post perché è passato tanto, troppo tempo da quello precedente.
Non è una cosa che piace neanche a me mancare da così tanto tempo dal blog.
Nell'ultima ricetta vi avevo parlato di alcune possibili novità e di un week-end particolare. E' stato un week-end molto particolare! Davvero bellissimo ed emozionante, ma ahimé non posso ancora parlarvene. Ma tanto chi se lo scorda!
E' ripresa la mia vita a Bologna in pieno, e come un buon (ri)inizio che si rispetti è pieno di cose da sistemare e per me anche di scartoffie da compilare. Ma si può mai essere così vaghi su quello e sul come si debba fare qualcosa? Questa però è un'altra storia...

Sono nella casa nuova, anche se tra uno spostamento e l'altro, un'uscita e l'altra a casa ci sono davvero pochissimo. Inoltre, anche se certe volte il cielo sembra dire il contrario, sta arrivando il bel tempo, l'estate e la prova costume. Quindi dovremmo dire che sono a dieta? Eh, diciamolo...
La cucina la sto tralasciando un po' per fretta, per mancanza di ispirazione e perché la mia nuova cucina a Bologna è tutt'altro che attrezzata, imparerò ad ambientarmici.

C'è però un dettaglio importante. Da domani sarò di nuovo in Germania, per solo una settimana però!
Sinceramente non vedo l'ora, aspettavo questo ritorno dal giorno in cui sono tornato. Per rivivere un po' quello spirito, anche se da estraneo, per ritrovarmi in quei posti che per 5 intensi mesi sono stati la mia casa, per rivedere i miei amici che, soprattutto alcuni, sanno mancare e a distanza ho realizzato davvero quanto mi sarebbe mancati. Solo il pensiero di rivederli è un gran piacere per me.
Questa settimana di stop vuol dire fondamentalmente una cosa, anzi due: divertimento e cucina. Perché io ho voglio di cucinare, e loro, modestie a parte, si son ritrovati senza cuoco.

Questa ricetta non è nuova e non ero neanche sicuro di pubblicare per via delle foto e del fatto che per i muffin non avevo gli stampini e quindi son venuti larghi piuttosto che alti.
Una ricetta ispirata proprio da questo Erasmus che ho fatto insieme ai cookies prima di partire per il nostro viaggio. Perché questi muffin vogliono riproporre quelli soffici e pastosi, con quel sapore intenso di cioccolato, che si trovano da Starbucks e si trovavano anche nella Cafeteria in biblioteca dove facevamo merenda durante le lunghe giornate di studio. Siccome nel gruppo c'erano dei veri patiti del genere, nella nostra vacanza, almeno la prima mattina, abbiamo potuto farci colazione.

Prima di salutarvi, volevo aggiungere poche parole.
Oggi è una giornata molto importante per noi italiani, è il 25 Aprile e possiamo dire che è lì da dove noi siamo nati.
L'unica cosa che mi sento di dire è che dobbiamo rivedere un po' il nostro concetto di eroi, perché tante volte ne sentiamo parlare in TV, ma credo che alcuni eroi hanno decisamente la precedenza, se non l'esclusiva di essere considerati tali.
Buona Liberazione, ah, senza 25 Aprile, forse noi blogger non avremmo neanche potuto avere un blog.


CHOCOLATE CHIP MUFFIN 

Ingredienti:
120 gr di farina
30 gr cacao amaro
70 gr zucchero
1 uovo
125 ml di yogurt bianco
40 ml olio di semi
latte
1/2 bustina di lievito
gocce di cioccolato

Preparazione:

Mischiate tutte le polveri: farina, zucchero, cacao e lievito  in una ciotola.
In un'altra grande abbastanza per tutto il composto, sbattete l'uovo, l'olio, due cucchiai di latte e infine il vasetto di yogurt.
Incorporate i due composti e mescolate per amalgamare il tutto, usate un cucchiaio di legno perché il composto deve rimanere irregolare e grumoso. Ora aggiungete una manciata di gocce di cioccolato, la quantità sta a voi deciderla. Date ancora una leggera mescolata. Versate negli stampini, io purtroppo ho dovuto fare solo con i pirottini, per questo non sono molto alti.
Se volete aggiungete ancora qualche goccia di cioccolato in superficie.
Infornate in forno già caldo a 180° per 20-25 minuti.



Marco

mercoledì 21 dicembre 2011

E alla fine arrivarono loro...

Mi sono informato nel mondo dei blog, ho assillatto quello di twitter, li ho presentati su Facebook. Sono loro: i cioccolatini, che finalmente sono arrivati. Praticamente dei cioccolatini da social-network.

Quest'anno mi era presa così, per Natale volevo fare i cioccolatini perché mi avevano incuriosito e avevo pensato che quelli ripieni mi avrebbero dato tanta possibilità di inventare. Poi però come ho già detto, ho un po' paura ad innovare ed inventare con le preparazioni dolci, fatte di ganache, caramello e cioccolato fuso.

Ho passato davvero tanto tempo ad informarmi, chef famosi, blog specializzati, quelli meno, amiche blogger e così via. Dopo tutto questo tempo ho imparato davvero tante cose sul cioccolato, ma soprattutto che andava temperato e con attenzione. Temperature alle quali non puoi sgarrare. E così ho fatto anche il mio acquisto, che vi ammetto ho sempre desiderato: un termometro da cucina. Ho preso uno di quelli digitali, per carni ma va benissimo anche per la cioccolata. E' tarato da 0° a 130°, ma per la cioccolata basta anche uno che arrivi ai 50°.
Ho riportato i miei blocchi di cioccolato dalla Germania dove li ho pagati praticamente la metà e la qualità, non mi ha deluso.
Ho comprato il mio stampo/regalo-di-Natale e tornato qui ne ho preso anche un altro, pagato molto meno (ma purtroppo si vede).
Tutto era pronto!

La curiosità di farli era talmente tanta che ho provato subito con ripieni piuttosto semplici. Proprio ieri, un'altra "sfornata" con qualcosa di più originale. Il secondo tentativo è andato moooolto meglio, praticamente quasi senza difetti in superficie. Nel primo tentativo purtroppo c'era qualche buchetto e bollicina, anche se però devo dire che il temperaggio è andato bene da subito, grazie al termometro, e non si è creata nessuna patina bianca in superficie.

Ora non vi darò precisamente una ricetta visto che i cioccolatini si fanno semplicemente con cioccolato da copertura e stampini (meglio se in silicone).
Condividerò qualcosina sul temperaggio che ho imparato nelle mie lunghe ricerche.

Come ho fatto io il temperaggio? Prima cosa, il cioccolato deve essere fuso a bagnomaria fino a raggiungere una temperatura di 45°, deve essere velocemente e uniformemente abbassato a 27° e riportato a 31°.
Io, per abbassare la temperatura, una volta fuso il cioccolato a bagnomaria, ho spostato la ciotola nel lavandino, riempito in parte di acqua fredda in modo che la cioccolata si raffreddasse velocemente. Ho mescolato con una spatola il cioccolato, staccandolo dalle pareti della ciotola, fino a misurare 27°, poi l'ho rimesso a bagnomaria per un minuto circa, finché non misurasse 31°.
Attenzione che il cioccolato non entri a contatto con acqua e umidità, i vostri attrezzi dovranno essere tutti perfettamente asciutti! Altro consiglio, il cioccolato deve essere a temperatura ambiente, altrimenti si forma condensa, quindi umidità!
Per 30 cioccolatini ho usato esattamente 200gr di cioccolato da copertura, contate però che ho fatto quasi tutti cioccolatini ripieni, di conseguenza mi è servito solamente per i gusci.
Riempite per 3/4 gli stampi con la cioccolata temperata, inclinate gli stampi per rivestirli completamente e capovolgete lo stampo sulla ciotola per rimuovere il cioccolato in eccesso. Fate raffreddare in frigo, quando saranno duri, riempiteli, ricoprite con altro cioccolato temperato e fateli raffreddare ancora in frigo, per almeno due ore prima di sformarli.

Per i ripieni? Fondamentalmente potete riempirli come volete, la ganache è un ripieno fantastico soprattutto perché molto versatile. Io la faccio con panna e cioccolato (il tipo che volete) in parti uguale.
Fate bollire la panna, con l'aroma che volete, se ce n'è bisogno dopo filtratela, e aggiungetevi a fuoco spento la cioccolata a pezzetti girando energicamente fino a scioglierla.

Io ho provato questi ripieni:
- ganache cioccolato al latte e vaniglia
- croccantino agli arachidi (croccante di arachide pestato con il mortaio)
- gelatina di panna e lampone
- caramello salato (delle Sorelle in pentola)
- ganache al cioccolato bianco e al latte con frutto della passione e zenzero
- ganache amara al cioccolato fondente con tè verde e cardamomo
- ganache al cioccolato al latte, con arancia e cannella

Non vi do le ricette di tutti i ripieni, perché sono più o meno tutte uguali le preparazioni. Il procedimento è sempre quello. Ho messo l'aroma, il frutto o quel che è, a bollire nella panna e se ce n'è stato bisogno, come per il tè verde, cardamomo, il frutto della passione e così via ho filtrato. Ovviamente per spezie o polveri non occorre. Poi ho versato il cioccolato a pezzi, in uguale proporzioni, e mescolato energicamente.
Potete variare la morbidezza della ganache cambiando le proporzioni di panna e cioccolato.

Spero di non essere stato troppo confuso nel dare questi consigli, se siete curiosi anche voi e volete entrare con me nel mondo dei cioccolatini, chiedete nei commenti, ora vi lascio alle foto.
Ahimè, non sono un bravo fotografo e la mia macchina non aiuta essendo vecchia di cent'anni. Dal vivo sono più belli
:)




Marco   

giovedì 8 dicembre 2011

Aiuto, ho paura della pasticceria

Vi avevo già accennato della mia intensione di iniziare a fare i cioccolatini. Ho comprato anche lo stampo. Vi avevo chiesto un aiuto e grazie ad Elvira ho avuto qualche suggerimento. In ogni caso ho cercato di documentarmi il più possibile su blog e siti di cucina sulle tecniche base o perlomeno sul temperaggio del cioccolato. Che poi avrei anche altre mille domande su possibili ripieni, glasse, ganache e così via.

L'altra sera, dopo aver postato l'ultimo post, mi sono messo a pensare a un dolce da fare. Ma davvero non mi veniva nessuna idea, così ho cercato sui blog per vedere una ricetta o una preparazione da poter reinventare.
Sono arrivato a questa conclusione. Già lo sapevo, ma ora lo ammetto. Ho paura della pasticceria. Mi terrorizza.
Mi intimorisce, è una scienza esatta dove la tua fantasia se sei un povero pivello, non può andare dove vuole. Se sbagli qualcosa, beh, rischi di mangiare un mattone di farine e uova o chissà qualche altro mostro potrebbe uscire dal forno.
Così avrei mille idee in mente, varianti, creme, curd e glasse ma solo una vaga idea di come si potrebbe fare e quando inizio a "teorizzare" subito si fa sentire una vocina: "e se poi combini un disastro?". Niente, sono intimorito.
Sempre ritornando al temperaggio, ho provato anche a vedere un video di Montersino. Beh, la sua voce mi terrorizza. Una specie di folletto pasticciere, con quello sguardo sempre vispo e il capello sempre uguale. Non sbaglia un grammo, un grado di cottura, un minuto in più.

Ora voi direte, questo post stracolmo di terrore che neanche il più piccolo dei bambini per l'uomo nero e poi faccio un dolce? Ebbene sì. Perché alla fine di tutto voglio comunque provarci e avere manualità il più possibile con un po' di "teoria" e qualche preparazione base.
Mi sono affidato alle mani di Jul's Kitchen e del suo meraviglioso quattro quarti che sempre mi ha fatto gola.
E per di più ho provato anche qualche variazione, semplice, niente di che, ma comunque riuscità. Per di più ho arricchito il tutto (come se fosse un dolce scialbo) con la meringa. Altro spauracchio per me, ho avuto il terrore che diventasse un brodo di albume. Sono catastrofista, ok!
Poi alla fine è venuto tutto buono e cerco di conservarlo il più possibile (anche se in un giorno ne è già meno della metà), perché è una colazione davvero appagante. 
Anche se poi certe mattine, tipo oggi, iniziano con Coconut skin di Damien Rice.



lunedì 14 novembre 2011

La mia ricetta dell'Amore Vero

Claudia Annie ci ha proprio preso, ed è per quello che mi è piaciuto da subito il nome del suo blog. Le ricette dell'Amore Vero, tutti ne abbiamo, sono sicuro; le ricette che prepariamo con il cuore, che amiamo da quando prendiamo gli ingredienti dal frigo, a quando li mettiamo insieme, a quando li cuociamo. Potreste pensare che a voi capita ogni volta che preparate qualcosa, ma pensateci bene: anche voi ne avete alcune che sono più di tutte le altre, vicine al vostro cuore.
Io questa l'ho sempre fatta per amore, l'ho imparata e l'ho conosciuta per amore.
Una cucina per chi ama, sì, ma questa è una ricetta per chi amo.

Permettetemi di scrivere un post lungo 800km, che da qui a Mainz arrivi fino a Bologna. Perché oggi questo post deve arrivare dritto dritto a te, che stamattina appena avrai un minuto libero, ti connetterai ad internet con il tuo blackberry che non hai ancora imparato bene ad usare, per vedere cosa c'è di nuovo sul blog.
Non deve perdersi per strada, quindi devo buttarlo giù tutto d'un fiato, così come viene.

Beh, ritornando in cucina: diciannovenne appena arrivato per studiare a Bologna non avevo mai sentito parlare di tenerina e vi confesso anche che per me la crema al mascarpone serviva solo per fare il tiramisù. Perché in Abruzzo, il mascarpone non si usa e no, non si trova in tutti i ristoranti come dessert (come invece presto mi sono accorto accade a Bologna e dintorni).
Così decisi che questo dolce, di cui più volte me ne aveva parlato, doveva essere per lui.
Oggi è un nuovo compleanno che passiamo insieme anche se la distanza è più grande che mai e non posso essere lì, in nessun modo se non virtualmente. E non posso prepararti la cena, tanto meno una torta come altrimenti avrei fatto. 
Nessun regalo, se non questo... la tua torta anche se non la puoi assaggiare.
Ricordati però com'era, tutte le volte che insieme l'abbiamo mangiata, ricorda bene il suo sapore, il suo profumo di cioccolato. A me ricorda di te e me.
Ho buttato nell'impasto tutta la nostalgia che ho di te ma l'ho trasformata in qualcosa di dolce perché oggi non voglio farmi vedere triste, c'è da festeggiare. Buon compleanno.

E ora perdonatemi se vi ho condito la colazione con la melassa ma avevo bisogno di fare queste coccole a distanza. Dovevo concedermi un post romantico, oggi.



TENERINA FERRARESE

Ingredienti:
-per la torta:
100gr di cioccolato fondente
100gr di cioccolato al latte
100gr di burro
100gr di zucchero
3 uova
farina
-per la crema al mascarpone:
250gr di mascarpone
2 uova
zucchero

Preparazione:
Sciogliere il cioccolato e il burro a bagnomaria. Montare i tuorli con lo zucchero, quando avrete una crema chiara, unire due cucchiai di farina setacciata. Montare a neve ben ferma gli albumi con un pizzico di sale. Aggiungere alla crema la cioccolata fusa col burro e mescolare bene, quindi incorporare delicatamente le chiare montate.
Versare l'impasto in una tortiera coperta da carta forno. Cuocere in forno preriscaldato a 180° per 20' circa.
Per la crema al mascarpone, montare i tuorli con tre cucchiai di zucchero. Incorporate delicatamente il mascarpone. Montare a neve gli albumi e unirli al composto mescolando adagio, dal basso verso l'alto.



   Marco     
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