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giovedì 4 settembre 2014

Risotti e abbandonati

Sono quasi emozionato a riscrivere un nuovo post dopo così tanto tempo.
Pensavate vi avremmo abbandonati come un cane in tangenziale durante le ferie d'Agosto e invece no, noi certe cose proprio non le facciamo. Così come l'estate, come il Winner Taco, come C'è posta per te nelle tristi serate d'inverno, come tutte le cose belle insomma: siamo tornati!
Menomale aggiungerei, non oso immaginare come abbiate lasciato le vostre cucine in questi praticamente quattro mesi. Ragnatele tra le teglie dei dolci, polvere sulla planetaria e praticamente cene a base di insalate di pomodori. Non mi dite che vi siete rimessi a fare l'insalata di riso con i sottaceti e i wurstel!
Praticamente è un po' quello che è successo anche a noi.
L'estate è iniziata sia per me che per Chiara molto tardi e cause di forza maggiore, finita anche troppo in anticipo. Infatti i temporali insistenti di questi giorni lasciano poco spazio ai pomeriggi sulla sdraio sotto l'ombrellone: a meno che tu non voglia prendere una broncopolmonite o un fulmine in pieno petto!

Il ritorno dalla realtà tedesca e da Amburgo è stato piuttosto traumatico, ma è stato un periodo bellissimo e pieno di impegni. È stato un vero peccato non avervi potuto farvi sapere di più mentre ero lì, raccontarvi le tante cose belle che ho vissuto o casomai presentarvi qualche ricetta.
È stato anche un peccato esserci persi praticamente l'intera estate da foodblogger, con ricette belle e colorate, con gli ingredienti migliori e più freschi della stagione. Ci siamo persi tante cose di cui discutere: le lamentele sul tempo incerto, il matrimonio segreto di Brad e Angelina, la gente famosa che si lancia l'acqua gelata addosso e la gente comune che non ha niente da fare e apre la bocca per dargli fiato. Insomma, tutto regolare!
Ci concediamo il nostro ritorno a Settembre, a pochi giorni dal nostro blogcompleanno per non farvi dimenticare di noi. Avevo i miei dubbi su quanto riuscissi a riprendere in mano il blog e le ricette perché si annuncia un autunno (e non solo) impegnato. Ma ci proverò! E non dimenticate di seguire la nostra pagina Facebook, perché si sa che quando ho meno tempo è lì che potete trovarci!

Visto che l'estate è sì finita, ma non del tutto, vi lascio con una ricetta dalla facilità sorprendente ma che fa il suo bell'effetto. Potrete approfittare degli ultimi strascichi d'estate e tirare via dal frigo l'ultimo peperone e chiedere al pescivendolo una seppia, anzi vi dirò di più a me la ricetta è nata dagli avanzi: una mezza seppia grigliata e una manciata di peperoni arrostiti rimasti in frigorifero dalla sera prima.
Il suggerimento arriva però dalla mia amica Vale che a cucinare dice di non essere tanto brava (e io ovviamente apprezzo la sincerità e le credo) ma che poi ti tira delle idee troppo giuste: risotto alla crema di peperoni. Quindi la facilità e la riuscita è assicurata! Ho solo dato quel tocco in più facendolo diventare a tutti gli effetti un risotto di pesce, che pranzo gourmet!
Inoltre la ricetta è senza glutine (trattandosi di un risotto) e mi sembra perfetta per prepararsi al primo Expo 'Zero Glutine', che si terrà da domani per tutto il weekend a Chieti, proprio dalle mie parti. Pur non essendo, per fortuna, celiaco mi sembra proprio un bell'evento a cui non mancare per scoprire tante cose nuove su un argomento in cui ammetto di non essere affatto esperto.


lunedì 16 dicembre 2013

Natale con i tuoi

Come avevo già detto nello scorso post, è tempo anche di fare i regali di Natale perché i tempi si stringono... se ce la siamo cavati con i biscottini allo Xanax per la collega un po' esaurita che urla quando non riesce ad usare Excel, per tutti gli altri?
Beh, non è che ce la possiamo cavare ogni anno coi biscotti, cacciateli un po' di sghei e fateli due regali. Potreste tipo andare a Brescia e comprare un bel cofanetto Smartbox in uno dei tanti stand, visto che ci lavora Chiara e le fate pure fare budget.

Ora mi sento in dovere di trattare un altro tema scottante di questo periodo, il menù di Natale. Ecco, io devo ammettere che qui manca qualsiasi ricetta per questo tanto impegnativo menù. Se solo faceste un giro dei blog di cucina, da una settimana ormai, vi propongono la ricetta che quest'anno spodesterà il brodo di Natale.
Da voi, davvero ogni anno si mangia qualcosa di diverso? Non voglio far polemica, è solo che se dovessi riproporre tutte le ricette valide e appetitose che ho visto in quest'ultimo periodo dopo i 18 antipasti, ci sarebbero anche 12 primi e 8 secondi, per non parlare dei dolci. E poi? Sì che potremmo andare avanti ad avanzi per il resto dell'inverno, senza contare le scorte lipidiche che, come degli orsi pronti per il letargo, abbiamo accumulato. Forse parlo per esperienza, ma il detto "Natale con i tuoi,..." bene si adatta pure ai piatti da portare in tavola e io infatti, ho sempre mangiato ogni anno le stesse cose.
Il periodo delle feste è bello però proprio perché si ha più tempo per stare in casa, in famiglia e potersi anche coccolare un po' di più. Sempre che mangiare torroni e panettoni e farci esplodere la faccia di brufoli si possa definire 'coccolarsi'...
Ho deciso anziché darvi idee per il menù di Natale, di darvene per i menù festivi, come ho già fatto con lo spezzatino. Stavolta è la volta di un risotto, nato sempre dalla collaborazione con Camoscio d'Oro di cui vi avevo parlato qui. Non abbiamo neanche bisogno di usare il dado che non so come mai nel 2013 sia ancora legale. Nonostante questo, rimane velocissimo da fare e come ogni risotto, secondo me, è un po' una coccola. Possiamo esser stati tutto la mattinata in giro a far due passi, nei centri tutti illuminati e addobbati e casomai abbiamo incontrato un'amica che non vedevamo da tempo, beh, potete invitarla a pranzo all'ultimo minuto perché in un attimo sarà tutto pronto!

martedì 17 luglio 2012

Sondaggi sotto l'ombrellone

Questi sono i miei ultimi giorni a Bologna e un po’ mi viene da dire, finalmente!
Perché finalmente si torna a casa e più precisamente al mare.
E chi è nato e cresciuto in una città/paese di mare, sa di cosa parlo. La vita è diversa in estate, tutto è più bello, tutto è più tranquillo, tutto cambia.
Certo se non devi lavorare otto ore al giorno in un ufficio!
Ho davvero voglia di andare al mare, tutti i giorni, tutto il giorno. Con tutta la calma del mondo.

Secondo recenti statistiche, l’83% dei lettori del nostro blog è già stato al mare almeno una volta.
Sempre la stessa statistica dice anche che solo l’8% dei lettori del nostro blog ha superato la prova costume. Ma sono cose che capitano, quest’estate va di moda il fluo non l’essere magri.

Arriverò al mare per la prima volta a fine luglio, con lo stesso colore di una panna cotta e quindi dovrò recuperare l’abbronzatura che il 35% ha già a livello avanzato e il 57% a livello intermedio e il resto è in vacanza all’estero e non abbiamo potuto verificare.

Ad ogni modo la ricetta di oggi è un’ottima soluzione per chi ha ancora qualche problema con la prova costume e per chi vuole diventare abbronzato come un muffin al cioccolato di Starbucks.
La ricetta vi può sembrare inusuale, infatti sempre lo stesso sondaggio dice che il 71% di voi, leggendo il nome della ricetta farà una strana faccia.
Fidatevi però, non è affatto male, se lo assaggerete piacerà al 99,9% di voi.
Lo 0,01% ha ancora la bocca piena e non può rispondere.

Quindi ancora una volta, questo blog è l’unico a fornirvi qualcosa di esclusivo che Media Shopping in confronto sei solo un covo di zitelle e casalinghe con la ricrescita.
È risaputo che abbuffarsi di carote vi farà avere lo stesso colorito di Carlo Conti, nel tempo di una puntata de L’Eredità.

Vogliamo allora ricapitolare i vantaggi di questo piatto?
- è light
- costa meno di un litro di benzina nel ‘98
- fa abbronzare
- è Carlo Conti friendly


martedì 22 maggio 2012

"Hai mai cucinato per più di 10 persone?"

Dopo tanto tempo, ormai a distanza di più di un mese posso raccontarvi una cosa.

Un mese fa, anche un po' di più per l'appunto, ero appena tornato dall'Erasmus ed ero a casa in uno dei tanti pomeriggi senza far niente. Quando ad un certo punto su twitter leggo il profilo di Masterchef Italia che informa che sono aperte le selezioni per la seconda stagione e si possono inviare le candidature.
Ok, io sta cavolata la faccio. Ci provo, l'ho detto fin dalla prima puntata della prima edizione, sognandolo già dalle edizioni internazionali del programma.
Dopo un paio d'ore esco per un aperitivo e mentre ero in macchina mi arriva questa chiamata da un numero sconosciuto, di Milano. Rispondo (un saluto a tutti i vigili urbani che mi leggono): "Ciao, siamo della redazione di Masterchef".
Accosto subito! WOW!
Mi hanno fatto alcune domande per circa un quarto d'ora e mi avrebbero fatto sapere in caso fossi stato idoneo per il primissimo provino.
Due giorni dopo mi richiamano, era un Giovedì, io ero in viaggio verso Bologna e mi dicono che il weekend dopo sarei dovuto essere a Roma. Faccio chiamate, inizio a vedere gli orari e i prezzi del FrecciaRossa e soprattutto, pensare ad una ricetta!
Vi confesso che un po' di incubi quelle notti li ho avuti, piatti che non venivano, carne che non cuoceva, Bastianich che mi urlava contro...
Dovevo portare un piatto già pronto, avrei avuto solo il tempo per impiattarlo e scaldarlo.
Dove lo cucino, quando lo cucino? Per fortuna due ex compagne del liceo potevano ospitarmi a Roma e così è deciso. Parto Sabato mattina, pomeriggio cucino, Domenica mattina provino! Emozione a mille!

La scelta del piatto, dopo alcune idee scartate perché sarebbe stato meglio prepararle al momento, non è stata facile, ma è arrivata.
Da cosa?
La domanda: "qual è il tuo piatto forte?" è una domanda che odio, perché sinceramente non ne ho idea. Il vostro qual è? Siete così sicuri di saperlo? Fatto sta che la domanda subito prima era: "hai mai cucinato per più di 10 persone?" e a quella domanda, in mente mia, c'era solo una risposta: "Erasmus", SI CERTO!
Vi ho raccontato parecchie volte delle cene che facevo in Erasmus, era un modo fantastico per stare tutti quanti insieme e almeno a voi non sembrerò un alieno se dico che cucinare per gli altri è una cosa che gratifica e dà gioia come poche altre. Così soprattutto nell'ultimo periodo la cosa più veloce da fare per così tante persone erano le polpette. Classiche polpette, rivisitate con qualche tocco personale per darle ancora più sapore. Io preparavo l'impasto in grandi quantità e gli altri erano addetti ad 'appallottare' e io controllavo con sguardo severo, come la migliore tradizione tedesca insegna, che tutte fossero della stessa grandezza.
"Qual è il tuo piatto forte?" La mia risposta è stata: "Tra i miei amici sono famose le mie polpette".
A chi non piacciono le polpette? Le mie poi... ;)

Così è nata la mia ricetta. Sono stato così minuzioso data l'occasione che ci ho messo qualcosa come 3 ore e mezza per preparare tutto. Ma vi assicuro che non ci vuole assolutamente tutto questo tempo, ma ho fatto una cosa alla volta per assicurarmi che tutto venisse alla perfezione.
E' stato un lungo lavoro di assaggi e aggiustamenti, ma alle mie amiche non sembra essere dispiaciuto.

Vi parlo un po' del giorno del provino, così concludo questo post altrimenti non la finisco più.
E' una bella esperienza, davvero, che sono contentissimo di aver fatto.
Soprattutto se vai lì per viverla e non tanto per vincere a tutti costi e voler strafare.



Hai il tuo numeretto attaccato sulla giacca, le interviste, le foto, le riprese, insomma ci si sente un po' una star.
Poi c'è la prova vera e propria, la telecamera puntata e il giudizio di uno chef che assaggia il tuo piatto, le domande sulla cucina, le dosi per una crema pasticcera, la ricetta della tarte tatin.
E poi si conoscono tante persone, alcune molto simpatiche, alcune che secondo me ci credono un po' troppo.
Purtroppo non ho chiesto a nessuno se avevano un blog o un modo per rimanere in contatto, anche se io sono certo di aver conosciuto il prossimo vincitore di Masterchef :)
Quando inizierà il programma vedremo se ho ragione. Ah, e io gli ho prestato il mio coppapasta, quindi ha una cena in debito con me. Così erano i patti.

Purtroppo posso già raccontarvi di quest'esperienza perché le chiamate per la seconda selezione sono già state fatte (o così pare -non vorrei mai mi squillasse il telefono proprio ora-).
Quindi nella prossima edizione non ci sarò ma non è detto che l'anno prossimo non si riprova, anche solo per il divertimento di fare i provini.
Ora posso dire quelle frasi che in tutti i reality si dicono: "Grazie a tutti quelli che mi hanno appoggiato fin qui" e "Essere arrivati a questo punto per me significa già tanto".
In realtà io ringrazio veramente tutti quelli che come me, erano presi da questo tentativo, dalla mia 'esperienza Masterchef' e un po' c'hanno creduto, forse più di me. E un po' ci sono rimasti male anche loro.

Questa è la ricetta: non sono le solite polpette che facevo per le nostre cene, ma quello è un altro post.
Scusate anche se le foto non sono il massimo, ma non erano state fatte con l'intenzione di metterle sul blog, ma solo per vedere il piatto realizzato.


COUS COUS AROMATICO CON POLPETTE IN SALSA ALL'ARANCIA E PISTACCHI TOSTATI AL LIMONE

Ingredienti:

- per le polpette
500gr di macinato di suino
1 uovo
mollica di pane raffermo
scorza d'arancia
latte
noce moscata
coriandolo fresco
semi di finocchio
sale

- per la salsa
4 arance grandi
cipolla rossa di Tropea
aceto balsamico
zucchero
pistacchi sgusciati
sale
burro
olio evo

- per il cous cous
200gr di cous cous
limone
arancia
sale

Preparazione:
Preparate il cous cous come indicato nella confezione, facendo bollire insieme all'acqua il succo di metà arancia e qualche fetta di limone.
In una ciotola, ammorbidite la mollica di pane (circa due fette grandi) con del latte. Aggiungete la carne, le spezie e i sapori. Amalgamate con uovo intero e altro latte se necessario. Dovrete avere un impasto non troppo secco.
In una grande padella, fate scaldare abbondante olio d'oliva e quando sarà ben caldo rosolate le polpette. Quando saranno dorate all'esterno, mettetele da parte con tutto l'olio.
Nella stessa padella, fate sciogliere una noce di burro, aggiungete un cucchiaio raso di zucchero e uno di aceto balsamico. Aggiungete due cipolle tagliate finemente (io ho usato cipolla rosa di Roscoff) e fatele caramellare. Aggiungete due arance, solo gli spicchi, tagliati a vivo, tenete a fuoco basso e aggiungete le polpette con il loro olio. Dopo qualche minuto, aggiungete il succo di due arance. Continuate la cottura finché il sughetto non si sarà addensato e le polpette non saranno completamente cotte. Aggiustate con un po' di zucchero se troppo agre.
Io per dare qualcosa in più, anche a livello di consistenza, ho aggiunto dei pistacchi tostati al limone. Ho spellato i pistacchi, ridotti a granella grossolana e in un padellino ho fatto sciogliere pochissimo burro e aggiunto qualche scorzetta di limone, facendo insaporire il burro. Poi ho passato in quel burro i pistacchi per farli tostare, facendo attenzione che il burro non si bruciasse.


Marco

giovedì 17 maggio 2012

Fave, lucciole e la primavera.

Ero lì che mettevo una zuppa calda sul fuoco ed ecco che torna il sole.
Fortunatamente le nuvole e la pioggia a Bologna sono durate poco, anche se continua quel venticello fresco che ha fatto tirar fuori dall'armadio coperte e piumini.

Prima però, c'è una piccola grande novità.
Purtroppo sul blog per quanto ci impegniamo non riusciamo a starci dietro quotidianamente e neanche con una certa regolarità, quindi ci siamo decisi anche noi.
Una cucina per Chiama sbarca su Facebook, così potete seguirci anche lì, non solo per rimanere sempre aggiornati sull'ultima ricetta, ma anche per condividere insieme non solo i nostri post, ma anche notizie, eventi, iniziative o semplicemente sapere cosa stiamo preparando per voi.
Vi invito allora a visitare la pagina, cliccare "Mi piace" e farle fare un super-giro che dopo, Lady Gaga in confronto non ha neanche un fan su Facebook.
                   
Quindi vi dicevo, se resti in casa sotto il piumone e guarda fuori dalla finestra sembra primavera. Forse ha bisogno di essere un po' incitata, ora due sono le cose: o assumiamo una squadra di cheer-leader o passiamo alle ricette primaverili.
Ho optato per la seconda visto che l'altra idea mi sembrava un po' troppo dispendiosa. Ho già fatto compere per aiutare la primavera, infatti ho preso un po' di piantine aromatiche da mettere sul davanzale della finestra, anche se il mio pollice verde assomiglia più a quello di Hulk e il rosmarino ha già un lato tutto secco.
Tra l'altro devo anche fare dei giri per negozi e comprare un po' di piattini, stoffe e tovagliette perché le vostre presentazioni mi fanno davvero troppa invidia. In tutto questo io avrei anche un esame (magari solo uno).
Cosa ho scelto per oggi? Le fave.
Piccola premessa: a me le fave non piacciono. Non sono stato preso però da un attacco di masochismo, è semplicemente che ogni anno ci provo. Perché? Tanti ricordi.
Dovete sapere che io sono nato il 6 maggio (sì, lo so, non ho detto niente a nessuno) e quando ero piccolo mia madre mi faceva sempre organizzare delle mega feste, nello spazio aperto che avevamo fuori casa. Lei preparava tantissime cose da mangiare che se solo ci penso, potrei aprire un food blog solo con quelle. I festeggiamenti con i miei amici andavano avanti dal primo pomeriggio, alla sera tardi e fortunatamente il tempo ce lo permetteva sempre, così ci sbizzarrivamo e combinavamo sempre un gran caos. Cosa c'entrano le fave? Per adesso, ancora niente. Quando però iniziava a farsi buio e venivano i genitori di tutti i bambini, arrivava il momento che ora ricordo più di tutto.
Tutti intorno al tavolo a mangiare fave con pane, olio e pecorino.
Ripeto, a me le fave non piacevano e piacciono poco tutt'ora ma per me quella era la cosa più bella del mondo.
C'era aria di festa, convivialità e noi bambini potevamo continuare a giocare, rincorrere le lucciole che la sera illuminavano tutta la campagna intorno a casa.

Ok, ora mettiamo da parte i ricordi e vi dico cosa ho fatto.
Per non limitarmi ad un semplice risotto con le fave, ho pensato a dei tortini di riso che sono ottimi anche per un aperitivo o come antipasto.
Parecchie volte su altri blog ho visto questi tortini di riso, più o meno così, anche se di solito c'è sempre un cestino di pasta sfoglia a contenerli. Io invece ho voluto lasciarli più semplici, vi spiego come ho fatto.


TORTINI DI RISO CON FAVE, MENTA E PECORINO

Ingredienti:
100gr di riso
250gr di fave intere
150gr di pecorino grattuggiato
1 cipollotto
1 uovo
latte
menta fresca
olio evo
sale
noce moscata

Preparazione:
Fate lessare il riso in acqua bollente e leggermente salata. Usate un riso ricco di amido o comunque per risotti. Pulite le fave, toglindo anche la pellicina, e spezzettatele grossolanamente. In una padella con un filo d'olio, fate appassire un cipollotto piccolo sminuzzato e le fave. Continuate la cottura a fuoco basso per qualche minuto, aggiungete anche la menta, un pizzico di noce moscata e di sale.
Quando il riso sarà quasi cotto, scolatelo conservando però un po' di acqua di cottura. Mantecate il riso in padella con le fave, qualche cucchiaio di acqua di cottura e un goccio di latte. Dovrete avere un risultato cremoso. Ora versate il risotto in una ciotola, aggiungete un uovo e il pecorino, mescolando.
Prendete degli stampini per i muffin (con questa dose ne usciranno 6), ungeteli leggermente con l'olio e spolveratevi di pecorino, facendo pressione con le dita per compattarlo. Una volta cotto, formerà come una crosticina esterna di formaggio. Ora versatevi un paio di cucchiai di composto e cuocete in forno ben caldo per circa 20' a 180°, fin quando il tortino non sarà compatto. Fateli raffreddare prima di servire.

Marco 


martedì 3 aprile 2012

Il solito gamberetti e zucchine

Proprio ieri mentre apro il fantastico blog di Ely vedo che c'è un nuovo contest. Il tema: i risotti!
Mi vorrei mangiare le mani, proprio l'altro giorno ho fatto un risotto per pranzo molto gustoso e... se solo avessi avuto voglia di fotografarlo.

Vi spiego come è nato. Mia madre aveva comprato la mattina stessa del pesce al mercato freschissimo, quando dico freschissimo intendo ancora vivo, che si muove e per pulirlo è un'impresa. Seppie, panocchie e gamberoni freschissimi. Prima di uscire per andare a lavoro mi dice: "casomai per pranzo fai un risotto, ci sono anche le zucchine".
Eh vabbè, il solito risotto gamberi e zucchine?! E' buonissimo certo, mi piace moltissimo come condimento per la pasta o il riso, ma ho pensato che avrei potuto modificarlo un po' e così è stato.
Destrutturiamo come direbbero i grandi chef!
Il risultato è stato molto soddisfacente e quindi sono molto contento di poterlo riproporlo per la cara Ely che ci segue sempre ed è un piacere poter partecipare ad un contest che organizza, soprattutto se così interessante.

Per fortuna mia madre aveva surgelato i gamberoni che non avevo usato, ancora interi, così ho potuto averli praticamente ancora come appena pescati e rifare questo risotto, il "solito" gamberetti e zucchine.


RISOTTO GAMBERONI E ZUCCHINE

Ingredienti:
350gr di riso Arborio
400gr di gamberoni freschi
1 zucchina
scalogno
cipolla
composta di cipolle rosse di Tropea
carota
aglio
limone
prezzemolo
barbetta di finocchio
paprika dolce
sale
olio evo
farina

Preparazione:
Pulite i gamberoni conservando le teste. Mettete le teste in una pentola piena d'acqua con un pizzico di sale, mezza carota e mezza cipolla, preparando un brodo che poi filtrerete. Infarinate leggermente i gamberoni sgusciati, uno alla volta, e fateli rosolare in olio evo ben caldo con un cucchiaino di paprika dolce. Quando saranno rosolati e avranno formato una crosticina, toglieteli dal fuoco e metteteli da parte. Nella stessa padella in cui avete cotto i gamberi, fate rosolare un piccolo scalogno, aggiungete il riso facendolo tostare e poi cuocetelo al dente con il brodo, come un normale risotto. Tagliate la zucchina per il lungo e svuotatene una metà lasciando solo la parte verde. Tagliate quest'ultima in cubetti molto piccoli e aggiungeteli al risotto solamente quando mancano un paio di minuti di cottura.
Fate rosolare il resto della zucchina in un filo d'olio, con uno spicchio d'aglio, sale e una spruzzata di succo di limone. Quando sarà morbida, frullatela con un mini-pimer insieme ad un filo d'olio, sale, una manciata generosa di prezzemolo, barbetta di finocchio, un cucchiaino di composta di cipolle e scorza di limone. Usate la crema come guarnizione per il risotto.




Marco

Con questa ricetta partecipo al contest:



 http://www.nellacucinadiely.it/2012/04/chi-non-risotta-in-compagnia.html

mercoledì 28 marzo 2012

Il primo giorno di mare, in anticipo

Questo post non era programmato. Non perché io di solito programmi tutti i post, però questo è nato proprio all'improvviso e mi ritrovo con tanto da dire, così, per caso.

L'ispirazione è arrivata al mare, perché oggi è stato il mio primo giorno di mare. Ok, non esageriamo, però ce ne siamo accorti un po' tutti che la primavera è arrivata e anche qualcosa in più, perché dei giorni fa veramente caldo per essere ancora Marzo.
Sono tornato in Italia come tutti sapete, e ora sono a Francavilla, a casa, per riprendere fiato e prepararmi a riaffrontare la vita, quella che per cinque mesi avevo stravolto, che ritorna ancora con qualche novità.

Ho talmente tante cose che potrei dire che non riesco neanche ad organizzarle in un post.
Ho tirato fuori la mia bici sgangherata per uscire, avevo bisogno di aria, di andare veloce, così come vanno i miei pensieri che si perdono tra la musica del mio iPod.
"In quanti pezzi dobbiamo dividerci prima di arrivare a non riconoscerci più? Lo sai che le cose si possono trasformare anche senza doverle rovinare?" Con queste due domande inizia la mia pedalata, la prima canzone con cui faccio partire la riproduzione casuale, ormai da un po', mi perdo cercando di rispondere a questa domanda.
Non sono stato via tanto, forse mezz'ora, ma mi ha rigenerato. Proprio quando mi fermo, porto a mano la bici fino in spiaggia, tra le canzoni che passano arriva quella, quella che tutte le volte che torno a casa, al mare, sento mia. The Waves di Elisa, una voce che adoro, potente e delicata ma che ti dondola come fanno le onde e i suoi versi ti sbattono senza controllo. Per me, quando rivedo il mare, The Waves ha tutto un altro significato.

Così mi sono goduto questi quattro minuti, seduto sulla sabbia con la bici appoggiata affianco a me. Ho dovuto fare tutti i rituali che il primo giorno di mare, quello vero, prevede. Per questo oggi è stato il mio primo giorno di mare.
 La sensazione di rimettere dopo un lungo inverno i piedi tra la sabbia, già calda per il sole. Andare in acqua, sentire com'è ancora gelida che se solo ti tuffassi verrebbe a mancarti il respiro. Torno a sedermi lì dov'ero. Tra la sabbia è cresciuta un po' di erbetta, non è pulita com'è di solito in estate. Ci sono conchiglie, le piantine che sono nate dai semi di anguria caduti durante l'estate, rametti e sassi. Me ne sto lì, finché la canzone non finisce, poi vado via, ho così fretta di scrivere questo post (non so bene neanche perché) prendo addirittura qualche appunto sul telefonino.
Sapete però cosa c'è di diverso questa volta? Questa volta che sono tornato al mare intendo.
Beh, questa volta penso a loro. Al mio Erasmus, ai miei amici che ho lasciato.


E' passata esattamente una settimana da quella che sarebbe stata la mia ultima serata in compagnia, l'avremmo passata cenando tutti insieme e ovviamente ho cucinato io. Era il mio ultimo regalo prima di andare via.
Il mio regalo era niente rispetto a quello che tutti hanno saputo farmi: stupirmi. Perché non trovavo le parole per ricambiare l'affetto che hanno saputo darmi. Ma ora ho conservato tutto, tutto dentro e non solo.
Tutti gesti, anche i più banali, che per me sono stati del tutto inaspettati. Non so perché davvero non mi aspettassi nulla, forse perché avevo già goduto tutto al massimo, o forse come dico a volte, perché la vedo dal punto di vista che sono io ad affezionarmi agli altri, non gli altri a me.
Ora ad accompagnare i ricordi ho una lettera, forse la cosa più inaspettata, che conservo nel portafoglio pronta a stringermi il cuore ogni volta che la apro. Mi basterà mettere play a quel video per farmi ricordare di tutti i momenti più belli, tutte le cose che abbiamo fatto insieme, tutti gli abbracci che ci siamo dati. Un maglia che è lì, aperta sul letto per poterla vedere sempre e un regalo, una sorpresa incredibile, di cui ancora non mi capacito ma che presto, anche voi, ne verrete a conoscenza.

Ho ritrovato le parole che avevo perso quando avevo bisogno di dirle, ora arrivano in ritardo, in un post lungo, forse non nel posto più adatto. Probabilmente avrei potuto scrivere un post riassuntivo di tutta la mia esperienza, i posti che ho visitato, i luoghi che ho conosciuto, ma credo che questo resoconto, valga molto di più.

Ora che c'entra una ricetta? Una ricetta c'entra sempre, soprattutto quando è fatta con i sapori del mare, da dove questo post è partito.


INSALATA DI CEREALI CON SEPPIE, CARCIOFI E PEPERONE

Ingredienti:
350gr tra riso, orzo e farro
1kg di seppie pulite
300gr di carciofi sott'olio
1 peperone giallo
1 cipolla bianca
prezzemolo
pepe bianco
sale
paprika dolce
olio evo

Preparazione:
Fate cuocere il mix di cereali (o se preferite, solo uno) in acqua bollente salata come indicato sulla confezione.
Fate ammorbidire in olio evo, una cipolla bianca tagliata finemente, dopo un paio di minuti aggiungete un grosso peperone giallo, pulito e tagliato a pezzetti. Fate rosolare a fuoco vivo. Scolate i carciofi dall'olio e tagliateli a listarelle per aggiungerli poi nella padella, insieme alle seppie, anche queste tagliate a pezzi piuttosto piccoli.
Quando tutti gli ingredienti saranno cotti ma conservando le loro consistenze, salate, pepate e aggiungete una punta di paprika dolce. Togliete dal fuoco e aggiungete i cereali per far insaporire il tutto. Aggiungete una abbondante spolverata di prezzemolo fresco sminuzzato. Servite quasi tiepido.



Marco

lunedì 19 marzo 2012

Riciclaggi e sensazioni prima di partire

Piccola premessa: questo post sarà confuso come lo sono le mie sensazioni prima di partire.

Lo so, è quasi un mese che continuo a scrivere "Sto per tornare a casa" / "Manca poco" e poi sarete lì a pensare: "Oh! Ma quand'è che se ne va?!". Ora è ufficiale, manca poco. Tre giorni, giovedì mattina presto prenderò il mio aereo, carico di valigie e tornerò a Bologna.
Come mi sento?
Beh, male. Ovviamente la voglia di tornare non c'è. Anzi no, sarei anche contento di tornare, qualche giorno, una settimana o anche due. Se non fosse che finisce tutto così! Non sono ancora pronto.
Si tirano le somme di un'esperienza breve ma intensa e da due mesi a questa parte soprattutto personale. Ti ritrovi catapultato in un paese non tuo, con persone che non conosci ed allo stesso tempo tutto corre alla svelta, perché hai bisogno di un appiglio e ti leghi agli altri come se non volessi slegarti mai.
E' bellissimo, è strano e sta per finire.
Sì lo so, lo sapevo dall'inizio che sarebbe finito, però io sono uno che le cose le prende così. All'inizio sono lento e sembro diffidente ma col tempo divento viscerale.
La mia prima valigia, che domani verranno a ritirare, è lì, pronta da ieri fuori dalla camera perché io a vederla di continuo non ce la faccio. Preferisco ingombrare il corridoio.

Come ho già detto anche nei post precedenti, nonostante questo alone di tristezza che ogni tanto mi avvolge, soprattutto la sera (avete presente: appena tra le coperte, tutto spento, canzoni tristi nelle orecchie che fa molto film e mi piace tanto), sto vivendo questi giorni davvero intensamente, senza perdermi niente, sempre con qualcosa da fare. Tra un paio d'ore infatti: barbecue all'aperto. 
Certo due giorni fa era molto più caldo, sembrava arrivata la primavera, si stava a maniche corte ma sapete com'è non potevano farmi il favore di avere il sole anche oggi :)

Ho parlato di riciclaggi e sapete perché? Beh, questo penso che sia comune a tutti quando si deve andare via/partire a lungo.
Ho la credenza piena di cose da mangiare che non credo di riuscire a smaltire del tutto, quindi l'unico modo e inventarsi qualche ricetta riciclata o come è più carino chiamarle svuota frigo (o credenza).
Fortuna che avevo ancora il cous cous che data la sua versatilità mi ha dato davvero una mano, perché il mio frigo piangeva davvero miseria.
Il cous cous mi ricorda le cene d'estate in due, mi ricorda l'inventarsi sempre una ricetta nuova per chi ne è golosissimo, mi ricorda il relax dopo le giornate al mare.


COUS COUS ALLA PARMIGIANA

Ingredienti:
120gr di cous cous
1 melanzana
200gr di passata di pomodoro a pezzetti
parmigiano
basilico fresco
aglio
sale
olio evo

Preparazione:
Cuocete il cous cous come indicato sulla confezione, fatelo raffreddare in una ciotola e sgranatelo con una forchetta.
In abbondante olio d'oliva, fate imbiondire uno spicchio d'aglio e aggiungete la melanzana tagliata a cubetti (e non mi fate usare nomi francesi per il tipo di taglio), fate cuocere per qualche minuto finché non sarà tenera, salate e aggiungete la passata di pomodoro. Continuate a far cuocere il sugo, finché non sarà denso e corposo. Aggiungete il basilico fresco, una decina di foglioline. Una volta pronto, disponete il cous cous sul piatto, aggiungete una cucchiaiata abbondante di sugo e una spolverata di parmigiano.

 


Marco

mercoledì 7 marzo 2012

L'ora del tè

In perfetto orario per quello che oltre manica chiamano afternoon tea. Cosa c'è di meglio per stare un po' in compagnia quando il pomeriggio non si ha niente da fare?
Meglio ancora se si ha una torta appena sfornata.

Questi giorni va così, sono i miei ultimi giorni qui in Germania e me li passo così, concedendomi piccoli momenti di relax. Il 22 Marzo, è deciso, si torna in Italia. E poi se qualcuno risorgerà dalle tenebre vi spiegherà anche perché proprio quel giorno.

Oggi sono di poche parole, in questi cinque mesi ho fatto tante cose, tante ne vorrei ancora fare e so già che per tante non avrò il tempo di farle. Ma sono contentissimo di come tutto sia andato, di questi ultimi giorni che vivrò pienamente, con tante cose da fare per la partenza e tanti ricordi da non perdere assolutamente.

Non sono in vena di scrivere molto, anche perché ci sentiamo spesso e spero di continuare con regolarità A parte i cinque giorni in cui andrò in vacanza con i miei amici. Proprio ora mi ha scritto un sms Chiara ricordandomi che devo ancora provare le patate viola e il rabarbaro! Devo provvedere!

*dlin dlon* i miei amici sono arrivati.



TORTA ALLO YOGURT E FARRO INTEGRALE CON FRAGOLE

Ingredienti:
4 uova
250gr di farina di farro integrale
200gr di zucchero
200gr di yogurt bianco
50gr di burro morbido
lievito
vaniglia
scorza di limone

per la salsa di fragole:
100 gr di fragole fresche (o surgelate)
60 gr di zucchero di canna
miele
marmellata ai frutti rossi
succo di limone
gelatina in polvere
50gr di panna montata


Preparazione:
Sbattete le uova con lo zucchero. Aggiungete lo yogurt e il burro sciolto. Aromatizzate con un po' di vaniglia e la scorza di mezzo limone. Aggiungete farina e lievito, mescolate fino ad ottenere un impasto omogeneo.
Versate in una tortiera l'impasto e infornate a 180° per 30', in forno preriscaldato.
Mentre cuoce preparate la salsa. Scaldate in un pentolino un cucchiaio di marmellata di frutti rossi o di fragole con un cucchiaio di miele e lo zucchero. Aggiungete le fragole a pezzetti e fate cuocere per circa 5'-10' con il succo di mezzo limone. Frullate con un mini-pimer il composto e aggiungete due cucchiaini colmi di gelatina in polvere. Quando si sarà raffreddato aggiungete 50gr di panna montata. (Io ne ho aggiunta di più, per quella è venuta così chiara). L'aggiunta di panna è opzionale, potete lasciare anche la salsa di fragole in purezza.




Marco


Con questa ricetta partecipiamo a :
PRIMAVERA

martedì 28 febbraio 2012

Gli esami non finiscono (quasi) mai.

Questa mattina l'ultimo esame in Germania. Quindi sì, a conti fatti il mio Erasmus, almeno dal punto di vista universitario, è terminato. Tristezza ma tanta soddisfazione per questa esperienza. Ha decisamente portato i suoi frutti visto quanto mi sento più sicuro con il tedesco e dal punto di vista accademico, lasciatemelo dire, è stata un successo.
Finalmente ora mi concederò intere giornate di relax, passeggiate in centro, mattinate in cucina e Venerdì riceverò anche visite dall'Italia, per un breve ma intenso weekend.
Per quello che riguarda noi, ci sono tutte le premesse per vederci qui sul blog molto spesso :)

Proprio l'altro giorno al mio supermercato di fiducia (quello sotto casa) ho trovato in offerta tanti prodotti bio così mi son accaparrato un po' di roba. Tra queste, il farro. E oggi vada così.
Mi piace molto poter sostituire il riso o la pasta con i cereali per delle insalate calde o fredde: ricche, gustose e estremamente versatili. Non a caso ho iniziato l'avventura sul blog proprio con una ricetta a base di grano. Questa ricetta che vi propongo oggi, fidatevi, è ottima e non è una mia invenzione.
L'ho scoperta durante una cena universitaria qualche tempo fa ma mi è piaciuta subito per la semplicità e l'accostamento dei sapori. Durante quella cena, dove per una volta non ero io il cuoco, ha conquistato tutti e quindi ogni volta che tornavamo a cena da quell'amica, questo piatto era d'obbligo.
Io stavolta, un po' in ricordo delle cene in compagnia a Bologna, un po' per coccolarmi senza strafare mi sono concesso questa buonissima insalata di farro. Il massimo è se viene lasciata riposare quindi è anche perfetta per un buffet dove non volete ridurvi a fare tutto all'ultimo minuto o per un take-away da preparare la sera prima per l'ufficio o per i picnic che ci aspetteranno.



INSALATA DI FARRO CON PORRI, PATATE E POMODORI
Ingredienti:
150gr farro
1 patata
1 cipollotto
1 porro piccolo
50gr pomodori ciliegino
aglio
latte
basilico
sale

Preparazione:
Lessate il farro come indicato sulla confezione. Normalmente impiega dai 15' ai 20'.
In un filo d'olio fate dorare un cipollotto e uno spicchio d'aglio schiacciato. Aggiungete un porro piccolo tagliato a fettine e una manciata di pomodorini tagliati in quattro. Lasciatene alcuni da parte. Tagliate una patata a cubetti e sbollentatela qualche minuto in acqua bollente salata. Quando sarà morbida, ma non completamente cotta, aggiungete la patata al porro insieme a mezzo bicchiere di acqua di cottura. Salate e aggiungete qualche fogliolina di basilico sminuzzata. Fate cuocere a fuoco medio in modo che l'acqua si ritiri lentamente e crei insieme all'amido delle patate un sughetto corposo. Aggiungete anche due cucchiai di latte. Intanto il farro sarà pronto, quindi scolatelo e quando il condimento di verdure sarà pronto e avrete tutte le verdure morbide e non sarà troppo acquoso, tagliate gli ultimi pomodorini rimasti e aggiungeteli insieme al farro con le verdure e fate andare ancora un paio di minuti.
Vi consiglio di non lesinare sulle cotture ma anzi, piuttosto cuocere un paio di minuti in più perché è ottima se il risultato è morbido, almeno questi sono i miei gusti.





Marco

giovedì 8 settembre 2011

Primi passi e chicchi di grano

Il primo post prende vita ed è anche un po' difficile capire da dove cominciare.
Mi trascino con entusiasmo questa passione per la cucina e tutto ciò che la riguarda da parecchi anni, fin da quando ero piccolo... mettere le mani in pasta l'ho sempre trovato fantasticamente divertente.

Ho continuato nel tempo abbuffandomi di programmi di cucina, di chef più o meno famosi, più o meno entusiasmanti.

L'ultima frontiera è stata proprio il mondo dei food blog ed è stata una piacevolissima scoperta.
Persone che condividono le proprie ricette, le scambiano con gli altri e - click! - scatto dopo scatto ti fanno assaporare la passione in cucina.
E' stato quello di Veronica il primo blog ad aver seguito, spingendo la mia curiosità.
A quel punto, cosa avrei dovuto fare? Tuffarmi in questo mondo o stare in disparte?
Avevo pensato di fare solo da spettatore, un po' anche perché "ce ne sono così tanti e di così belli! figurati se qualcuno passerà dal mio" ma poi, solo il pensiero di:
inventare,
cucinare,
ingegnarsi per una foto creativa,
scattare,
scrivere per tutti... beh! Mi invogliava da matti! E così, io e mia sorella ci eravamo ripromessi di aprirlo non appena tornavamo a casa insieme per l'estate e invece l'estate sta finendo e il blog è stato appena aperto!
Una cucina per Chiama, nonché Chiara e Marco in cucina per chi ama mangiare! :)


L'estate sta finendo, già, dicono tutti così. In effetti si vede, la sera inizia a far fresco, il lavoro riprende e anche lo studio dovrebbe. Ma io non voglio arrendermi a questa idea!
Quì fa ancora caldo e al mare un po' si può ancora andare.
Così cerco in tutti i modi di far finta di niente, facciamo andare ancora avanti l'estate!


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