Visualizzazione post con etichetta piatto unico. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta piatto unico. Mostra tutti i post

lunedì 14 settembre 2015

Empanadas di manzo

Questo blog ha una serie di appuntamenti fissi che non può mancare. Molti sono legati alla TV, soprattutto durante l'autunno/inverno perché diciamoci la verità, chi ha più voglia di uscire fuori quando puoi avere il plaid sul divano e guardarti la TV? E poi il giorno dopo si deve andare anche a lavorare! 
Uno di questi appuntamenti fissi è Pechino Express, il reality che ha davvero cambiato negli ultimi anni tutta l'idea dei reality. Una serie di coppie, persone comuni e persone famose (senza troppo la pretesa di essere famose), che viaggiano, senza soldi, per posti esotici e lontani rincorrendo un traguardo. Sembrerebbe noioso se non fosse per le situazioni mai banali e prevedibili ma che anzi sono sempre condite da un'incredibile ironia: dai personaggi più stravaganti come la celeberrima marchesa d'Aragona, a volti già noti ma da scoprire in una veste tutta nuova come la mitica Eva Grimaldi. Anche se Costantino rimane il motivo principale per cui essere fan del programma, un po' la divinità unica da adorare. Secondo me questa spiegazione è un po' inutile perché moltissimi di voi conosceranno e seguiranno il programma, o per lo meno ne sentono parlare dai colleghi il giorno dopo. Poi da quest'anno potrete seguire ad ogni puntata il live blogging su Signorponza.com, sito con cui vi ricordo adesso collaboro! 

Tornando a Pechino Express, la ricetta di oggi sarà quindi a tema. Però scordatevi l'anatra glassata perché quest'anno la troupe di viaggiatori si trova in Sud America, in cerca di passaggi per paesi di cui a malapena conosco la posizione geografica: perciò vi propongo una ricetta che fa contenta un po' tutta la zona. Le empanadas di manzo! Se non le conoscete sono dei fagottini ripieni di carne macinata, formaggio o infinite altre varianti. Vi dirò di più, le empanadas di manzo sono perfette da mangiare proprio davanti alla TV, quindi questa sera, per la terza puntata di Pechino Express dovete preparare queste empanadas, in fondo non ci vuole poi molto. Altro trucco, se siete sempre di corsa come i nostri viaggiatori potete preparare le empanadas in quantità quando avete più tempo e poi surgelarle, in modo da doverle solo buttare in forno. Pensate che bello se una di queste sere potreste assistere live, proprio mentre addentate un'empanada all'attacco di Shalpi da parte di un pappagallo cacatua.


mercoledì 29 luglio 2015

Ricetta easy per un estate busy

Continua il caldo torrido in città e strano ma vero, continuo a preparare ricette per tutti i miei fantastici lettori. Anche se ormai sono sempre meno so già che le mie nuove ricette bomba vi porteranno tutti su queste pagine: la nuova Bibbia per l'estate ai fornelli (senza accenderli)!

Ultime news: sono stato ad Expo e posso solo dire che è una figata pazzesca. Grandioso, maestoso, moderno, semplicemente spettacolare. Un paradiso per noi appassionati di foodie ma non solo. Architetture incredibili, paesaggi in cui immergersi, camminare "pochi" kilometri ma percorrerne migliaia passando dai boschi dell'Austria, al torrido giardino del Marocco, passando per la modernità della Corea. Insomma davvero un evento fantastico, da non perdere assolutamente. E per tutti i detrattori dell'ultimo minuto vale il solito motto: HATERS GONNA HATE!
Ovviamente qualcosa in più potete scoprirlo dalla mia pagina instagram o dalla pagina Facebook del blog a cui non potete negare il vostro "Mi piace".

Torniamo a noi. Domani altro viaggetto, si parte per Valencia. È già la seconda volta che vado nella città della Paella ma stavolta avrò la fantastica compagnia dei miei amici dell'Erasmus: sono passati già più di tre anni da quando è terminata la mia esperienza a Mainz (che forse i più affezionati ricorderanno) ma è proprio vero, certe amicizie non passano e la nostra tradizionale vacanza/reunion di fine luglio è sempre una garanzia. Prometto che stavolta vi terrò super aggiornati sulle specialità che ancora una volta la Spagna mi farà assaggiare: ovviamente sempre Facebook e instagram! E non mancherà un bel resoconto qui sul blog. Poi si tornerà a Roma per il lavoro che continuerà a ritmo quasi serrato per tutta l'estate: salvo qualche rientro veloce a casa nel weekend. Insomma periodo piuttosto busy che sembra però portare tante novità!

La ricetta di oggi è un'altra ricetta che replica lo stile della precedente: fresca, estiva, veloce e praticamente senza fornelli! Perfetta per quando si organizza una cena all'ultimo momento e non si vuole tornare dal mare due ore prima per sudare ai fornelli o un pranzo diverso da portare in ufficio per i poveri sfigati con le ferie risicate. Una fresca insalata di rucola con mango, salmone affumicato e indivia belga grigliata. Detto fatto, ingredienti e procedimento sono già svelati: perché questa insalata è davvero semplice.


mercoledì 15 luglio 2015

Resoconto in dieci minuti

Io c'ho pensato tante volte a cosa farne di questo blog, pure di chiuderlo, però alla fine si torna sempre qui. Un po' come Vasco: tu pensi che ormai sia morto e invece ogni tanto torna in radio... eh già!
Sarò rapido ve lo prometto: ho tante cose da raccontare e ci metto giusto il tempo di preparare questo velocissimo cous cous estivo. Infatti, questo è il primo post che si legge al contrario.
Prima segnate gli ingredienti, fate la spesa, spegnete i fornelli perché mai sia con questo caldo mettersi a cucinare e leggete quanto sto per raccontarvi mentre affettate e pulite le verdure.

In pratica cosa è successo, a fine Marzo mi sono laureato chiudendo (definitivamente) i battenti con l'università. Pensate che la commissione appena ha saputo che sono quello di Una cucina per Chiama mi ha dato 110 e lode per paura che li sputtanassi sul blog, anche perché si sa che le tesi non le legge nessuno ma il mio blog lo leggono tutti! E poi niente: alla faccia della crisi europea, della disoccupazione giovanile, degli immigrati che ci rubano il lavoro, dei rom e della ruspa, io ho trovato lavoro. Quindi ora sono a Roma da inizio Aprile a lavorare per Smartbox, grazie a Chiara che lavorandoci già da un po' mi ha suggerito di inviare il curriculum per il settore tedesco, quando a tutto pensavo tranne che trasferirmi a Roma. Quindi voi direte che essendo riuniti nella stessa città il blog dovrebbe pullulare di post e ricette e invece passiamo talmente tanto tempo bloccati sugli autobus e sulla metro che non se ne vede l'ombra.
Se ci sarà un cofanetto speciale brandizzato Una cucina per Chiama?
Beh, chi può dirlo, ovviamente non lo escludiamo ma vi lasciamo un po' di suspance...
Cosa ha caratterizzato questi mesi di esperienza romana? Oltre ai disagi ATAC, sicuramente una rigida dieta salutista che mi sarebbe davvero piaciuto condividere con voi. Purtroppo però la vedo parecchio difficile fare il foodblogger chic in una casa che è un po' come quella della canzoncina: molto carina, senza soffitto e senza cucina, non si poteva entrarci dentro perché non c'era il pavimento. Unica differenza è che la mia non è molto carina. Ah! Che gioia le case per i giovani fuorisede.
Strascichi di queste ricette salutiste me le porto ancora dietro e per l'estate ho pensato che era d'obbligo condividere questo cous cous estivo, o tabouleh ad essere precisi, che solo i 40°C di Roma la sera possono farti venire in mente. Si prepara infatti in meno di 10 minuti, proprio se siete lenti, e cosa fondamentale è che non dovete cuocere niente né accendere i fornelli, tantomeno infornare. Anche perché io non ho il forno.

Un tabouleh, un cous cous freddo, estivo, pieno di verdure, fresco e sano e insomma...ancora una volta le nostre ricette tornano a salvarvi la vita! La ricetta è molto semplice così come gli ingredienti che utilizzate, andate a fantasia. In base ai vostri gusti regolatevi per le quantità, scegliete le erbe e le verdure estive che preferite, aggiungete dei semi come ho fatto io, o delle mandorle tostate, potete arricchire con dei bocconcini di tonno, di formaggio fresco o di pollo, provare vari tipi di spezie.
Devo dire che ho scoperto che anche Stefano, un giovanissimo foodblogger, ha fatto una ricetta molto simile, solo che lui ha scelto il bulgur al posto del cous cous.Vi consiglio di andare a vedere il suo blog, Beyond South Tyrol, e le sue videoricette (eh si, quello che ho sempre sognato di fare!) pieni di belle ricette fresche e leggere. Però mi raccomando poi continuate a fare le mie, di ricette!


lunedì 12 maggio 2014

Anche i punk comprano bio

Ormai stare dietro al blog (e ai vostri blog) mi è diventato impossibile.
L'avevo annunciato ma non pensavo che la mole di lavoro fosse così tanta e soprattutto il tempo libero così poco. E per quanto ami il mio blog, preferisco scoprire Amburgo anziché mettermi a scrivere post: è una città con così tante cose da scoprire che sicuramente mi perdonerete quest'assenza.
Ovviamente se volete seguire le mie avventure potete seguirmi su instagram!
Inutile star qui a parlare per pagine e pagine che qui mi trovo bene ma basterà dire che qui mettono il formaggio un po' ovunque, che la metro non fa ritardo e che nei supermercati si trova il rabarbaro.

Ogni anno, mi ritrovo in un modo o nell'altro a parlare di bio, un argomento su cui non so mai bene che posizione prendere, un concetto su cui sono sempre stato un po' scettico. Fatto sta che almeno una volta l'anno, guarda caso sempre quando si avvicina il Food Revolution Day (16 Maggio, save the date!), finisco per scrivere qualche riga.
Stavolta la riflessione mi è venuta spontanea quando l'altro giorno in fila alle casse del supermercato, come sempre, fissavo cosa aveva comprato quello davanti. Era un tipo sulla quarantina, e se non erano quaranta li portava male, che evidentemente una vacanza a Londra negli anni '90 gli aveva fatto particolarmente male ed era rimasto punk per sempre. Con tanto di giacca di jeans con toppe di pelle (o forse il contrario) piena di spillette e borchie, dal classico Punk's Not Dead al simbolo dell'anarchia, e per finire una super cresta verde in testa.
Cosa curiosa è che dalla sua spesa non l'avrei mai detto, non aveva comprato un fegato di bue ancora sanguinante o una trentina di lattine di birra ma:
2 pacchetti di orsetti gommosi,
1l di latte,
6 uova,
1 cetriolo.
Ora, da buon foodblogger e malato di Masterchef c'ho provato ad abbinare quegli ingredienti ma proprio non avrei saputo come, se non facendo una frittata di cetrioli con contorno di Haribo. La cosa che però mi ha colpito è che tutto (latte, uova, verdura) tutto bio.
Se bio sia giusto o no, non lo so, sicuramente sì. Se bio sia più giusto o se solo solo bio sia giusto, non credo. Il punto è che qui, comprare bio è possibile e la scelta è più libera. Anche in Italia comprare bio ormai è diventato possibile quasi ovunque, ma non so se per tutti. Io stesso da studente fuori sede ci penso due volte a comprare un cestino di fragole bio per quattro volte il prezzo delle fragole 'normali'.
È una cosa di cui ho già parlato, ma la situazione rimane questa: comprare bio in Italia, o meglio, non comprare bio a volte è una scelta, più facile. Viceversa succede qui, dove comprare bio, a scontrino fatto, non è poi così diverso da non comprare bio. E allora anche il nostalgico quarantenne punk, e anche io, compriamo bio. Continuo a non essere un fanatico del biologico, ma qualche volta provare e preferire il cibo vero fa bene.

La ricetta che vi porto dopo questa lunga assenza è una ricetta preparata già mesi fa, messa in archivio, ispirata da "La mia scuola di cucina" di Jamie Oliver. La mia versione prevede la zucca, che non è proprio di questo periodo, ma casomai voi fate come me che riempite il freezer di zucca e potete comunque prepararla, altrimenti potete sostituirla con le carote e peperoni gialli o prendere spunto da questa ricetta per abbinare altre verdure di stagione alla ricetta.
Marco

lunedì 4 novembre 2013

Prêt à blogger

Quando colleghiamo il mondo della moda a quello dei blog, pensiamo subito ai fashion blogger: il nuovo fenomeno che sta cercando di spazzare via noi foodblogger, ma restiamo ben in guardia, a colpi di padelle, per non farci rubare la scena sul web!
Anche se non ci fotografiamo (per ora) in camouflage sulla panchina di un parco giochi abbandonato o con le magliette borchiate sulla metro con lo sguardo un po' assente, non possiamo negare di essere modaioli e glamour almeno tanto quanto i nostri cugini fashion.
Parliamo proprio delle piccole mode che costellano il variegato universo foodie: quello che ogni foodblog mette in mostra sulle proprie pagine per dimostrare di non esser da meno.
Diciamoci la verità: non si può resistere al fascino di essere chic!
Ovunque, su internet ancora di più, ci sono fenomeni che spopolano, e quando queste mode riguardano il cibo, nessun foodblogger si sognerebbe mai di non proporre la propria versione del nuovo feticcio mangereccio in voga.
La cucina di per sé è, ormai da qualche anno, una moda, ci bombarda in TV con ricette di dolcetti e cene pronte in otto minuti... anche se a me questo, non può che far piacere. Ma vogliamo allora parlare del cake design? Di tutto quell'universo fatto di pasta di zucchero, coloranti alimentari e crema al burro che si diverte a foderare e decorare torte in polistirolo con fiori e animaletti commestibili. Il perché non l'ho capito bene, ma fatto sta che saremmo in grado di star incollati davanti la TV un giorno intero, incantati da tutto quello zucchero a velo. Anche i blogger non sono da meno, un giorno di questi finiremo per foderare un arrosto con il cioccolato plastico pur di fotografarlo per il nostro blog! La domanda sorge spontanea: è nato prima il cake design nei blog o in TV?
Che altro? Beh, partiamo dalle basi: le stagioni sono quattro e noi foodblogger le amiamo tutte. Credo che ormai le mezze stagioni esistano solo sul blog. Come adesso che è arrivato l'autunno tantissime le famiglie costrette dai loro parenti foodblogger a mangiare solo torte di mele e vellutate di zucca. Se non vi piace la zucca, vi avviso, non pensate neanche di poter aprire un foodblog! Per quanto riguarda la torta di mele: avere una nonna che vi ha dato la ricetta è un must have, affittatela pure la nonna, ma non credete di poter postare la torta di mele di vostra mamma che non ancora è nonna, neanche la zia vale... forse solo se è particolarmente anziana, ma non sono sicuro.
Non solo le stagioni e i loro prodotti, ma anche le feste sono il nostro grande amore: Pasqua, Ferragosto, Halloween, Thanksgiving, Bar mitzvah, rubate alle culture di tutto il mondo, ma soprattutto il Natale! Oh, quanto manca a Natale? Quasi due mesi? Non importa, un vero foodblogger sta preparando e fotografando ricette natalizie da fine Luglio. Perché a noi le feste comandate ci devono piacere anche se non ci piacciono. Odi il Natale? Prepara un bel post per sbobinare tutto il tuo disprezzo, l'importante è che dopo pubblichi la tua ricetta rivisitata del panettone, casomai col lievito madre perché senza, lo fanno i pezzenti.
Però, tra tutte, la regola che bisogna rispettare è questa: se puoi complicare una ricetta, fallo.
Il sale normale, è out, uso quello nero, rosa dell'Himalaya, blu di Persia, fucsia di Ke$ha ma non mi far vedere che usi un comunissimo sale marino iodato, idem lo zucchero: vallo a comprare al negozio bio equo&solidale sennò sei un poveraccio. Usa i cereali più strani che riesci a trovare, anzi se non riesci a trovarli meglio ancora. Ordinali su internet e confondi i tuoi lettori dicendo che si trovano praticamente ovunque. Altro trucchetto: il numero degli ingredienti in una ricetta devono essere almeno a tre cifre! Esagera con le spezie, con gli aromi e quando usi qualcosa che sia almeno IGP, DOC, DOP, basta che non sia semplicemente Coop. Il lettore non deve realmente capire quello che hai preparato ma deve rimanerne incantato: quindi abbonda con i nomi in francese, farai quiche, ganache, sablé, consommé, soufflé e tarte! Mischia la frutta con le colatura di alici, le rape con la crema pasticcera e mi raccomando, non dimenticate di dire che i vostri figli hanno adorato! 
Se c'è ancora qualcuno su questa Terra che non ha un foodblog, casomai leggendo questo post gli è venuta voglia e ora conosce tutti i trucchi, o quasi. Manca il post, perché su un blog non c'è solo la ricetta con la sua foto ma anche un post. 
Ora però ci sono tre categorie di blogger: quelli che non scrivono niente di niente e a me verrebbe da pensare che in realtà farebbero prima ad aprirsi un Pinterest... e poi casomai ricevono il triplo delle visite quindi forse hanno capito tutto.
Quelli che è tutto una poesia, i sentimenti, il cuore e i sapori dell'anima. I ricordi di quando eravamo bambini, della mamma, della nonna e di un infanzia di zuccherini e zero merendine, i "piatti della tradizione" e queste cose che appena le leggi inizi a piangere come un agnellino. E poi ci sono quelli, come me, che scrivono un sacco di cazzvolate, si lasciano prendere dall'entusiasmo e scrivono come parlano, con un italiano che sfiora quello di Di Pietro e casomai, come non smette mai di ricordarmi la mia amica Laura, sbagliano anche i congiuntivi. Il nostro motto è proprio quello di non prenderci mai sul serio ed è un motivo in più che spinge i nostri tre fedelissimi lettori a decretarci il miglior foodblog della storia.
Proprio per questo motivo ho voluto cavalcare l'onda dell'ultima moda che sta andando molto tra i foodblogger... se fossimo ancora nel 2012 però. Forse arrivo un po' in ritardo, ma ho voluto aspettare per farvi passare la nausea di trovare ogni giorno almeno un paio di ricette a base di topinambur. Se c'è ancora qualcuno che non ne ha mai sentito parlare vuol dire state troppo lontani dal mondo dell'internet e dovreste ricordarvi che gli anni '90 sono passati e non avete più scuse: il topinambur è un tubero che è molto meno esotico di quello che possiate pensare, ha un sapore molto dolce, misto tra una patata e un carciofo. Ho trovato fosse l'ingrediente perfetto per accompagnare e completare questa ricetta: davvero facilissima e anche veloce, stavolta, contro tutte le regole, con pochi ingredienti. Ancora una volta, come sempre accade nel nostro blog, una ricetta chic, moderna e glamour! Il filetto di maiale è un taglio da non sottovalutare, soprattutto per chi preferisce la carne di maiale: rimane morbidissimo, veloce da cuocere e insaporito con i semi di finocchio ha davvero quel tocco in più. 

lunedì 8 luglio 2013

E-state tranquilli!

State tranquilli, ormai l'estate è arrivata.
I più catastrofici già prevedevano un ferragosto con 3 metri di neve ed invece, l'estate come sempre eccola qua. Si è fatta desiderare un po', forse non sarà la "migliore degli ultimi 150 anni" ma lei ogni anno torna. Che sia fresca o torrida, esilarante o noiosa, devastante o rigenerante, si ripresenta che lo vogliate o no, sempre diversa a quella precedente. E già che ormai siamo in ballo, balliamo!
Quest'anno mi sto godendo più intensamente queste prime belle giornate di sole e di caldo. E il fatto che non ci sia una cappa asfissiante di umidità (tipico clima estivo da pianura) a stroncarmi, non mi dispiace affatto! Altra cosa che non mi manca per nulla è l'essere vittima degli appelli estivi, ovvero preparare esami tra giugno e luglio con 35°C all'ombra. Giornate in cui l'obiettivo di vitale importanza è arrivare presto in biblioteca, accaparrarsi il posto più fresco e restare lì fino al tramonto. Ahimè sono ancora disoccupata quindi ho davvero molto, troppo tempo libero e sto cercando di impegnarlo con cose che mi piacciono, mi gratificano, mi rilassano e mi fanno bene. Posso dirlo senza imbarazzo né sensi di colpa, mi sto prendendo un po' cura di me in questi ultimi due-tre mesi perché ne avevo proprio bisogno.
L'ultimo annetto mi ha spolpato, prosciugato, annientato e il mio fisico ha sventolato bandiera bianca: "Chiara, fai qualcosa o il nostro sodalizio quasi trentennale finisce qui!".
Dovevo far qualcosa, assolutamente. E pian piano le cose vanno meglio. E andranno sempre meglio, ne sono certa!
Ho scoperto, ora più che mai, che la cucina mi rilassa tantissimo e mi libera la mente dai pensieri più angoscianti e terribili. Ho sempre apprezzato molto Sabina per la sua dedizione al blog, al cucinare, a quell'impegno quasi quotidiano che ha preso con i suoi followers ai quali da tanto, tantissimo e dai quali riceve sicuramente anche tante gratificazioni.
Nei buoi mesi invernali, tante volte avrei voluto avere quella carica, quell'iniziativa e perché no, quella valvola di sfogo che probabilmente mi avrebbe un po' alleggerito delle giornate più buie della pece. Ma non ce l'ho fatta.
Ora invece non devo perdermi, devo dedicarmi a queste piccole cose che mi gratificano. Devo riprendere in mano le redini di questo cavallo pazzo e fargli fare quello che voglio io, suvvià!

Anche se qui a Brescia non ho ancora una bici tutta mia, sfrutto le bici cittadine e giro in bici o a piedi. Resto in forma e zero inquinamento. Poi pedalare è un po' come volare.
Ho rispolverato il mio pollice verde, è ancora un po' pallido ma ho creato sul balconcino un bell'angolo all'aroma di Mediterraneo. Tutto è partito da una disperata piantina di lavanda incontrata in un mega supermercato. Costretta in un vasetto microscopico, con un pugnetto di terra secca, era spelacchiatissima e ingiallita. Avevano dimezzato il prezzo, sperando che qualche disgraziato se la portasse a casa.
Adoro la lavanda ed è stato subito amore a prima vista. Una volta a casa l'ha travasata in un vaso degno di tale nome e mi sono presa cura di lei e ora...è bella rigogliosa, quattro volte più grande, con anche qualche fiore. Che soddisfazione!
Da lì mi son gasata: ho preso basilico, menta, rosmarino, timo, salvia e ho seminato erba cipollina e coriandolo. Sono tutte in splendida forma.
Mi sto dedicando anche al bricolage, ho messo a punto il mio kit di attrezzi base e sto sistemando un po' di cose in casa. L'impresa più importante è però il recupero di una vecchia sedia in legno, comprata qualche mese fa in un mercatino. Devo ancora decidere il colore finale, poi vi dirò.
Ho in mente tanti progettini, roba da far andare in pre-pensionamento Barbara!

Ora però torniamo in cucina. Cerco sempre di inventarmi qualcosa di nuovo, senza strafare. Mi piace usare ingredienti di stagioni e, con un po' di fantasia, provare sempre nuove varianti. Uso molto le spezie, gli odori e le MIE erbe per insaporire carne o pesce, dare un tono diverso alle verdure, un tocco di sapore in più ad un'insalata. Basta poco, che ce vo'!
Anche una triste insalata di riso (non osare comprare i condimenti i barattolo, deobbò!) può trasformarsi in una colorata e odorosa dose di fibre e vitamine. Da portare al lavoro per la pausa pranzo o ancor meglio al mare, al lago e ad un pic nic in collina con gli amici.

lunedì 22 aprile 2013

Peperoni da passeggio

Grazie a tutti!
Grazie di cosa? Ma come, non lo sapevate? Abbiamo vinto il premio come Blogger più trascurato del web.
Ormai se pubblichiamo un post al mese è già oro. È che siamo stati impegnati a decidere chi sarebbe stato il prossimo a scrivere sul blog. Alla fine mi è stato riconfermato il mandato per un altro post, quindi eccomi qui a scrivervi dalla mia cameretta perché volevo fare un pic nic in piazza a Roma con tutti voi lettori che non ci avete abbandonato nonostante tutto, ma era già occupata da qualcun altro.
Ci tocca rimandare tutto. Meglio così, almeno posso pubblicare domani (cioè oggi) con più calma.
Oltretutto oggi (cioè ieri) a Bologna il tempo non è neanche bello, quindi avrei rischiato di prendere la pioggia mentre ero in viaggio.
Mamma mia, switch temporale che neanche nei romanzi d'avanguardia!

Detto questo, in questo mese sono successe tante di quelle cose che non basterebbe un libro di ricette, che noi siamo ancora qui in attesa che un editore ci proponga di scriverlo. Tutte queste belle cose ce le siamo perse perché Aprile dolce dormire e l'unica cosa di cui mi sono realmente interessato è i due kili che ho perso. Perché sì, sono a dieta e ringrazio la mia amica Anita che mi appoggia in questo. Menomale che non sa che di nascosto vado al sushi-all-you-can-eat e mangio i gelati. Cosa credete? Poi vado in palestra a smaltire tutto.
Come avete detto? Voi non state andando né in palestra né state facendo la dieta? Ma lo sapete che mancano due mesi esatti all'inizio dell'estate? Due mesi! E già siete in ritardo se, come me, dovreste smaltire un kilo, ogni giorno, fino al 21 giugno.
Menomale che siamo tornati in tempo per proporvi questa ricetta che combina perfettamente la voglia di stare all'aperto e in compagnia e la voglia di andare in spiaggia quest'anno senza avere ancora i sensi di colpa per quel pandoro farcito con mascarpone e Nutella che vi siete sbafati da soli il 7 di gennaio.
Oppure peggio ancora, quel vassoio di profiteroles che avete mangiato tre sabati fa mentre guardavate la prima puntata di Amici.
Se anche la vostra vita sociale si è ripresa da un hangover che neanche Rihanna, avrete di certo bisogno di una ricetta come questa: light e da passeggio, perfetta per i picnic che si sa, stanno alla primavera come il mojito all'estate.
Dobbiamo ancora recuperare il picnic pubblico in piazza, sempre che Grillo non abbia voglia di un altro sproloquio e dovremo rimandare nuovamente.
In ogni caso i peperoni servirebbero comunque...sapete dove.


lunedì 25 febbraio 2013

Leccatevi i baffi, non le matite

Ci siamo informati prima di scrivere questo post se il silenzio a causa delle elezioni si fosse esteso anche ai blog, ma pare di no.
Attenzione però, non siamo mica venuti qui per parlare di politica. Non ci mettiamo mica a fare comizi, a riempire le piazze urlando e sbraitando.
Vi ricordate che anche noi volevamo candidarci con il partito unacucinaperchiama ma poi non ci hanno accettato, evidentemente un complotto. Non sappiamo bene.
Avete sentito già parlare dei nuovi trend di queste elezioni politiche 2013? Primo tra tutti: fotografare le schede con la X sul simbolo del partito e poi pubblicare tutto su Facebook.
Che furboni amici, che furboni! Poi verremo a portarvi le tortine in galera.
Ce ne un altro ancora più geniale. Siccome ormai l'Italia è un proliferare di complotti da parte dei media corrotti e di parte, per verificare che la matita sia a norma e sia indelebile, è stato consigliato da un certo partito, che un partito non è e che caccerà tutti ma di cui non faremo il nome, a leccare la matita come prova del nove.
Ve li immaginate voi tutti che leccano le matite nella cabina elettorale? Domani tutti con l'influenza o con la mononucleosi insomma.
Certo che ormai in politica sta diventando una questione di lecchinaggio: quelli di Grillo leccano le matite, quelle del PdL, per entrare in Parlamento, leccano non si può dire cosa...
Noi al massimo avremmo leccato il cucchiaio con cui impastiamo le torte.

La politica però in questi giorni è un tasto davvero delicato da toccare e noi non vogliamo farci dei nemici che i nemici sono dietro l'angolo come i drammi.
Dietro l'angolo è anche la neve a Marzo. Lo so che siamo ancora a Febbraio, ma fatto sta che una bella spruzzata di neve ha ricoperto tutto il nord Italia qualche giorno fa. Venerdì mattina infatti ho lasciato una Bologna tutta bianca, come neanche io quando arrivano le bollette dell'Enel a casa.
Cavolo ragazzi, stiamo parlando della neve. Argomenti talmente impegnati non se la sentono di trattarli neanche a DomenicaIn. C'è un motivo per tutto questo però.
La botta di freddo che ho preso a Bologna, prima di tornare in Abruzzo per le elezioni, mi ha ispirato una ricetta davvero eccezionale, e sì, me lo dico da solo.
Vi consiglio di rifarla subito, è davvero semplicissima e l'ho fatta con cinque ingredienti in croce. Visto che ultimamente gente indiscreta non fa altro che lamentarsi che le nostre ricette siano troppo 'complicate'. Oltretutto sono anche contento della foto, per una volta, che mi sembra esaltare la presentazione del piatto. Spero che Tiziana ci stia leggendo e impari qualcosa.

Ah già, Masterchef è finito e ha vinto Tiziana. Devo aggiungere qualcosa? Io non me la sento.
Davvero, solo confrontando la presentazione dei piatti di Maurizio e quelli dell'avvocato mi fanno gridare al complotto. Sto per chiamare il TAR del Lazio per un ricorso come si deve.
Spero solo che Maurizio faccia tanto successo, diventiamo amici del cuore e facciamo un libro insieme o vado a lavare i piatti nel suo ristorante.

Il piatto di oggi, ripeto, si prepara in un attimo, è caldo e confortante ed ha pochissimi ingredienti. Non dovrete stare a cercare in tutti gli ipermercati della provincia per cercare il topinambur che vi manca. L'unica cosa vi servono degli scampi belli freschi. Le dosi sono per due persone che non vogliono rimanere con la voglia di questa vellutata.


domenica 3 febbraio 2013

Polpettorta di compleanno

Non siamo su MySpace? Fa niente.
Bentornati lo stesso, la nostra assenza ormai è prevedibilissima e spero che senza le nostre ricette non siate morti di fame. Il motivo è sempre lo stesso: esami.

Ci scusiamo inoltre per essere mancati in questo periodo e vi abbiamo fatto perdere tanti, tanti piccoli pettegolezzi. Spero che voi leggiate la rivista più raccomandata del settore, cioè Sipario.
Cosa sarebbe successo nelle ultime due settimane? Shakira ha partorito, Carmen Russo non si sa. Forse è un'asina e ha un periodo di gestazione di 12 mesi, ma per ora quello che sappiamo è che la figlia che le ha portato la madonna di Medjugorie sotto il cavolo si chiamerà Maria.
A proposito di nomi e di bimbi, il figlio di Adele è praticamente un'incognita perché la mamma è riservatissima e lo nasconde sotto la sua ciccia dalle telecamere, ma forse si chiama Angelo.
Come faccio a sapere tutte queste cose? Ve l'ho detto che leggo solo cose di qualità, come la rubrica sul blog del Signor Ponza.
Intanto Masterchef va avanti e ormai siamo arrivati a solo 6 concorrenti.
Daiana è ancora lì e l'unico motivo è per sapere, in caso di vittoria, quale dei due mariti bacia prima. Ivan anghe gondinua a fargela! Marika continua solo perché è napoletana e quindi sa le cose a priori e anche Andrea rimane in lizza come possibile vincitore.
Poi c'è Maurizio, il mio preferito, che spero vinca! Sempre se non annega prima nel suo stesso sudore. At last but not at least, Tiziana, l'avvocato più internazionale della TV italiana, seconda solo alla buon'anima del giudice Santi Licheri: a noi piace ricordarla così.
Ne so tantissime anche di Masterchef. Secondo voi è perché lo guardo? Assolutamente no, sono troppo povero per avere Sky. Però a me piace dare giudizi a sproposito di cose di cui non me ne intendo.

Torniamo però con un'altra grande notizia che farà il botto come neanche Fabrizio Corona che si costituisce alle autorità portoghesi (eh sì, è successo anche questo).
Oggi è il compleanno di Chiara, che per l'occasione è in trasferta a Torino a mangiare tanti gianduiotti quanti i giorni che ha vissuto.
Da piccola, e anche oggi, veniva chiamata Poppy che, se andate a cercare sul dizionario etimologico, scoprirete deriva da 'polpetta' il suo piatto preferito ever.
Quindi perché non fare una mega polpetta in occasione del suo compleanno? La ricetta è ispirata al pasticcio di carne di Jamie Oliver, il nostro primissimo mentore. Che poi oggi è anche domenica, non vorrete mica mangiare la pastina...

Questo blog è una finestra su di voi e in questi mesi, 18 per l'esattezza, attraverso la quale anche voi avete potuto sbirciare su di noi: sapete cosa ci è successo e ci succede e anche un po' chi siamo. Chi sono io e chi è lei e chi siamo insieme. Perché tutti quelli che hanno un fratello o una sorella sanno che nonostante tutto, in qualsiasi situazione sia bella che brutta, un fratello è la prima colonna su cui potersi appoggiare.
Sono tante le cose che, grazie a lei, ho potuto fare, le cose che lei ha conquistato e che io ho goduto. Probabilmente vi scriverei da Pescara se non fosse per lei e, a dirla tutta, chissà che nome avrebbe questo blog se quella sera non avesse tirato fuori l'idea: "una cucina per Chiama".
Tanti auguri, grandi come la Mole Antonelliana.

POLPETTONE IN CROSTA

Ingredienti:
350gr di macinato di bovino
1 sfoglia rettangolare
1 salsiccia
1 uovo
1 patata piccola
1 carota
1 cipolla grande
1 gambo di sedano
funghi prataioli
piselli
noce moscata
burro
sale
rosmarino

Preparazione:
Preparate un soffritto con una noce di burro abbondante e un trito, se preferite anche grossolano, con cipolla, sedano, carota, la patata, due o tre funghi prataioli e una manciata di piselli, già cotti o surgelati. Fate ammorbidire bene, aggiungendo la noce moscata e il rosmarino e salate.
Fate raffreddare. Intanto in una ciotola impastate la carne con la salsiccia, un uovo e aggiungete le verdure. Aprite la sfoglia e disponetevi la carne per il lungo, creando un polpettone. Chiudete la sfoglia sia lungo il lato che alle estremità. Fate attenzione a sigillare bene. Infornate in forno caldo a 180° per un'ora circa. Possibilmente non usate il ventilato, ma rispettate i tempi di cottura indicati.



Marco
Colgo l'occasione per fare pubblicamente gli auguri, ieri era il suo compleanno, anche a Salvatore: praticamente il nostro fan #1 e con questo polpettone ci si è dilettato più di una volta.

mercoledì 16 gennaio 2013

Ricette sulla neve

Mi piacerebbe dirvi che sono mancato per più di una settimana, pur avendo tante ricettine in archivio, perché lo studio mi sta risucchiando completamente. E invece non è così. 
Mi sono laureato eppure sono ancora in sessione d’esame: chi ha inventato la frase “gli esami non finiscono mai” è proprio un simpaticone, ma non credo nessuno gli abbia chiesto la sua opinione.

Finita questa breve parentesi sui miei esami, fatemi iniziare a parlare di tutte le cose che ho da dirvi!

Lo ammetto, sto cercando di guadagnare tempo. Il fatto è che in questo periodo in TV si parla solo di politica, chi si candida con chi e le elezioni che si avvicinano. Quindi non mi sono preparato su cosa dirvi.
Chi siamo però noi per interessarci alle cose serie? Al massimo alle serie TV, e infatti ho imparato a memoria lo spot della Fox: “I love TV, I love FOX” con quella musichetta che ti entra in testa e non ti lascia più. Possiamo permetterci di non imparare a memoria quello che esce dalle labbra di Rachel Berry? No.

Se qualcuno ancora non se ne fosse accorto, il nostro dominio è attivo, quindi ci sentiamo in dovere di fornire un eccellente servizio pubblico di informazione. Dobbiamo ancora aspettare un po’ per commentare insieme Sanremo, possiamo però dire qualcosa sulla nuova edizione di Masterchef che ogni giovedì ci regala due puntate ricche ricche di cose da dire. Come potremmo sintetizzare se non ricordando che lì avrei potuto esserci io e invece nel cast è entrata gente che vabbè.

Sembra che ho fatto un master in comunicazione a Milano per tutte le cose che so, vero?
Vi stupirò segnalandovi un nuovo appuntamento assolutamente da non perdere. Il canale più top del palinsesto in chiaro, Real time, ci regala un nuovo programma di Gordon Ramsay. Il cuoco scozzese che tutti conoscono come lo Shakespeare dell’insulto e della parolaccia, ci insegnerà come cucinare. Senza sbraitare e urlare. Cucina con Ramsay partirà questa domenica e presenterà le ricette del suo ultimo libro (In cucina con Gordon Ramsay, ndr) che io ho e, fidatevi, merita molto.

Dopo questo preambolo che TV Sorrisi e Canzoni puoi solo prendere appunti e dirmi grazie, passiamo alla nostra ricetta. Proprio ieri sera in tutto il norde ha iniziato a nevicare, così ci dicono. C'è chi dice che ha nevicato tanto, chi poco, chi dice: "smetterà subito" e chi che è solo l'inizio; ma noi crediamo nell'oroscopo non nelle previsioni del tempo. 
Siccome noi siamo sul pezzo come i DJ ad Ibiza abbiamo giusto giusto una  super vellutata calda e confortante da proporvi. Noi non la prepariamo a casa nostra oggi perché siamo ancora al mare con il sole manco le Maldive. Voi però correte fuori a raccogliere la neve, mettetela in un pentola fatela sciogliere e iniziate a sbucciare le patate, ora vi spieghiamo per bene come continuare.


mercoledì 28 novembre 2012

L'arte del riciclo

Non sta per iniziare una puntata di Paint your life, tranquilli. I vostri rotoli di nastro carta sono al sicuro e non vi insegnerò a creare degli stencil con dei pappagalli per la vostra camera da letto in stile "foresta pluviale".

Semplicemente le cose stanno così: avevo voglia di riprendere il blog, a Bologna il tempo fa schifo (davvero schifo) e io sono a dieta.
Avete capito bene, sono a dieta ferrea da una settimana. Grazie alla mia amica nutrizionista che ha creato appositamente questa dieta personalizzata che mi farà diventare magrissimo. Tra poco uscirà anche il libro che troverete accanto a quello della dieta Dukan... ma che dico accanto! La dieta Dukan sparirà dalla faccia della terra e Dukan per la vergogna andrà in un bistrot ad ingozzarsi di croissant aux amandes! BEATO LUI!

Se a voi non interessa della mia dieta, un po' dovrebbe, perché scusate, ma è piuttosto incompatibile con un foodblog. Anche (soprattutto) leggere i vostri mi fa venire fame!
Smettetela di fare dolci sennò uno di questi giorni mi viene un raptus e vi saccheggio le case che i barbari in confronto aveva la delicatezza delle ballerine di danza classica.
Non è che ho smesso di cucinare, qualcosa dovrò pur mangiare ma diciamoci le cose francamente, senza prenderci in giro: le diete fanno schifo e sono tristi!
Chi ha detto che anche durante le diete si possono mangiare cose gustose ha detto la più grande bugia del mondo. Deve essere lo stesso che si è inventato che il tofu è buono.
Non sarò quindi così crudele da pubblicarvi le mie ricette senza olio, non ve lo meritate, nonostante questo blog stia cadendo nell'oblio perché non lo visitate più.

Eh già, purtroppo non avendo tempo e cose da pubblicare, il pubblico scende e siccome noi vogliamo raggiungere i picchi di share di Pomeriggio 5, riproponiamo una ricetta vecchia che le poche visite mi dicono fosse passata un po' inosservata. Dovrebbe anche andare bene per chi è a dieta, con i dovuti adattamenti in base agli ingredienti consentiti.

Immagino già che migliaia di lettori questa sera accenderanno il forno per questo fantastico pasticcio di pesce e faranno volare in alto la loro cena e anche le visite del blog. Il bello è che oltre al fatto che dovete solo buttarlo in forno, potete mangiarlo sul divano con il cucchiaio, sotto le coperte, mentre fuori piove, perché lo so che da voi sta piovendo. Un must per le cene invernali!
E poi potete sbizzarrirvi con la creatività, nel senso che potete svuotare il frigo e giustificare gli abbinamenti improbabili come avanguardia culinaria. Se avete dei bimbi un po' capricciosi, è un buon modo per fargli mangiare il pesce e se non funziona fate come faceva mia mamma: "Questo ho cucinato e questo ti mangi".


mercoledì 14 novembre 2012

Postumi da cielo grigio

Prima di iniziare a scrivere questo post sto pensando con chi potrei prendermela in questo post, ma non mi viene in mente niente. Potrei prendermela con il cielo grigio di Bologna, con l'umidità che ti arruffa i capelli, con i calzettoni bianchi di spugna o con la carbonara con l'uovo fritto. Oppure con Alessandro Borghese! 
Invece no, voglio essere sereno, perché è spuntato un barlume di sole e perché la settimana scorsa è stata davvero carica e non voglio sfidare il karma. Come avete letto, Martedì scorso mi sono laureato e ne approfitto anche per ringraziarvi tutti delle congratulazioni. 
 Il main event di questa settimana non è stato però questo, ma la festa che con il mio caro amico di avventure universitarie bolognesi, abbiamo organizzato per la nostra laurea. 
Ve lo devo dire che è stata la più grande festa che l'Italia ricordi negli ultimi 150 anni? Liberamente ispirato al gusto sobrio ed elegante di due dive della musica come Ke$ha e Rihanna, abbiamo dato vita ad un party davvero incredibile. Sicuramente la cosa più incredibile di tutte è stata il fatto che il buffet era sponsorizzato proprio dal nostro blog. 
Eccovi svelato il motivo per cui sono mancato questa settimana, ho cucinato giorni interi un ricco banchetto svanito il meno di un'ora. Poi vi ripropongo per questi lidi alcune ricettine. Da Sabato sera in poi ho avuto bisogno di riprendermi, alla grande, e quale modo migliore per riprendersi se non leggendo le istruzioni del mio nuovo arrivato Kenwood, al quale non saprei dare un nome, perché è una planetaria, ma anche un frullatore, un mixer, una centrifuga, un tritacarne. Tipo Raffaella Carrà che è un po' tutto: un po' ballerina, un po' cantante, un po' presentatrice. 
Da Lunedì solo cene a base di centrifugati di frutta e verdure che devo dire sono una figata, se non ci fossero tutti quegli arnesi da pulire dopo mi sentirei tanto una modella di Parigi. 
A proposito, qualcuno di voi ha la centrifuga e sa consigliarmi qualche mix di frutta/verdura? Inoltre ho usato anche l'impastatrice per una focaccia che vi posterò a breve. 
Insomma un regalo fantastico che userei tutti i giorni, se non fosse che la confezione sia più grande del mio tavolo da cucina quindi la trasloco ogni volta dalla cucina alla mia camera e viceversa. 
L'ho già detto che la mia festa è stata fantastica? Beh, lo ridico, purtroppo non abbiamo potuto avere Nicole Minetti vestita da suora, né la Polverini con la toga però abbiamo avuto Rachel Berry e Sailor Moon tra i tanti altri VIP che hanno affollato la sala. Evidentemente questa festa è stata così TOP che nei giorni a seguire il sole a Bologna ha deciso di non sorgere più e c'è stato il cielo più grigio dei capelli di George Clooney. E ovviamente umidità come se piovesse, nel vero senso dell'espressione. 
Cosa potevo fare per riprendermi e rilassarmi al calduccio? Rimanere chiuso fuori casa, dopo essere andato alle poste e con i coinquilini fuori Bologna? No, non è questo il modo, ma io l'ho fatto lo stesso. 
Cosa ho fatto dopo? Mi sono preparato una bella zuppa come questa. E' perfetta non solo per pranzo, ma anche per cena, ed è davvero completa dal punto di vista nutrizionale. Chi sono io per dirlo? Gillian McKeith? No! Io me lo sento, come oggi mi sento dietista.

Il cucchiaio di legno nella foto l'aveva fatto mio padre, manchi tanto.

lunedì 24 settembre 2012

Vegetariani, che passione!

Benvenuti a tutti nell'esclusiva rubrica di attualità di Una cucina per Chiama.
Come nelle migliori trasmissioni di Mara Venier in cui diamo la parola a tutti, ma proprio a tutti, cercheremo di trattare uno scottantissimo tema: i vegetariani.
Ci arrivano più di centocredici email al giorno di nostri fan che ci chiedono come devono fare quando a casa loro si autoinvita (perché nessuno ha la malsana idea di invitare spontaneamente a cena un vegetariano) il loro amico vegetariano, un po' chic e un po' snob ma soprattutto molto freak.

Mi sono documentato così su internet per entrare davvero a fondo nell'argomento e scoprire davvero cosa si nasconde dietro a questo fenomeno, manco fossimo gli autori di un talkshow di canale5 mi sono rivolto a figure autorevoli e istrioniche del calibro di Alberto Angela, Vittorio Sgarbi e Marina Ripa di Meana. Dalle mie ricerche ho anche scoperto che Gianni Morandi è vegetariano e tutti sanno le leggende sull'alimentazione di Gianni Morandi, quindi sono passato oltre.

Sono andato a finire addirittura nel bel mezzo del dibattito su Facebook tra carnivori e vegetariani ed è stato subito Jurassic Park, ho letto anche che pare che i nostri amici mangiatofu non abbiano senso dell'umorismo e mi chiedo se anche quello sia di origine animale e questo sì, è un test per dimostrarlo o meno.

Mi sono anche rivolto al sindacato delle nonne e ho scoperto che per loro vegetarianesimo vuol dire: sfida! Ovvero cercare in tutti i modi di camuffare la carne ingannando i parenti vegetariani.

Non ero ancora soddisfatto e ho chiesto alle star preferite dai miei amici twitter. La domanda era: cosa ne pensi dei vegetariani?
Lady Gaga ha risposto così.
Britney Spears mi ha detto che preferisce mangiare dolci.
Ho chiesto anche a Victoria "Posh" Beckham perché il fan club delle SpiceGirls legge il nostro blog e ha detto che lei non mangia.

Poi abbiamo anche intervistato dei vegetariani a caso ma siamo stati sfigati perché abbiamo beccato solo quelli che ci hanno detto che non capiamo niente e hanno ragione loro. Tutto sommato linguisticamente parlando è stato utile, ho capito come mai c'è la parola "ariano" in vegetariano.

Il mondo mostra tutte le sue sfaccettature su questo argomento...

Io però siccome non voglio essere tacciato di discriminare i vegetariani, voglio proprio proporvi un piatto vegetariano. Perfetto pure per voi altri dinosauri onnivori e soprattutto per accogliere l'autunno. Naturalmente non è vegano, perché non ancora ho capito cosa siano i vegani e poi non credo neanche esistano, così come gli UFO e il collo di Maurizio Costanzo.
Per concludere volevo dire anche alcune cose: 
- se avete preso sul serio il contenuto di questo post, vi oscuro RealTime
- non ho niente contro i vegetariani, ho tanti amici vegetariani (cit.)


Scherzi a parte, è ovvio che rispetto la scelta dei vegetariani e proprio a dirla tutta anche:fottesega.
Solo due cose: non me li invitate a cena e soprattutto, perché rinunciare al prosciutto crudo quando il mondo d'oggi è già pieno di cose brutte? 


Prima di lasciarmi alla mia fantasmagorica equilibrata e vegetariana ricetta, vi ricordo sono gli ultimi giorni per partecipare al contest Un panino per Chiama e se non partecipate entro nei vostri PC e vi cancello l'archivio delle ricette!



venerdì 27 luglio 2012

Una giornata tipo

Non vorremmo doverci giustificare, ma vi avevamo promesso di essere più presenti vista l'assenza di impegni, quindi dobbiamo.
C'è da dire però che al mare non possiamo mica portarci il computer per metterci a scrivere! 
In realtà di ricette ne avremmo anche tante, in archivio, credo vi ritroverete una torta con le pesche a Dicembre.
Mi metto quindi di impegno e rinuncio ad un po' di mare per scrivervi e non abbandonarvi del tutto ché sennò anche voi abbandonate noi e... non vi azzardate!

In questo post colgo l'occasione per raccontare ai nostri amici di Brescia che ci seguono sempre con affetto, cosa fanno in estate due giovani ragazzi che vivono a 300 metri dal mare (ogni riferimento a luoghi e persone è puramente casuale). 

Eccovi la nostra giornata tipo, capirete allora perché non possiamo scrivere così spesso sul blog. Casomai approfittate nei commenti per incoraggiare mia sorella che si è dimenticata pure la disposizione delle lettera sulla tastiera. 
Per favore, se leggete questo post dall'ufficio andateci piano con le macumbe sennò dico a Paolo Fox di farvi un oroscopo di merda per il 2013.

ore 10:00
sveglia, se papà è in ferie, ci compra il cornetto mandorlato dal fornaio perché in TV hanno detto che è la colazione raccomandata per gli atleti delle olimpiadi.
ore 10:45
in sella alla bicicletta per andare al mare, il tragitto dura circa 3 minuti perché andiamo piano
ore 11:00
bagno, poi feeling like a lucertola sotto il sole, poi quello che ci va tanto non siamo in ufficio che abbiamo dei compiti da svolgere.
ore 13:30 
si torna a casa e si mangia quello che cucina nostra madre, 2 volte su 3 pasta con le zucchine. 
ore 14:00 
relax, perché si sa, il mare stanca!
ore 15:00
di nuovo al mare. 
Il pomeriggio è la parte più attiva di una giornata al mare, infatti pare che tre pomeriggi al mare equivalgono a una settimana di allenamenti di centometristi.
ore 16:00
bagno perché così con l'acqua salata del mare ti viene più voglia di gelato
ore 17:00
partita a pinnacolo. 
Il gioco del pinnacolo è stato dichiarato a partire dal 1986 gioco ufficiale dell'estate su tutta la costa adriatica, pare che alla fine degli anni '90, in località turistiche come Riccione, Milano Marittima, etc, etc, volessero chiudere tutti i locali notturni per aprire grandi arene di pinnacolo. Per vari motivi poi la proposta non passò, ecco perché abbiamo ancora il Cocoricò.
ore 18:00
visto che il sole sta scendendo, beach volley.
In realtà gioco solo io, perché mia sorella purtroppo ebbe un brutto infortunio qualche anno fa in un match contro Nami Hayase e dovette rinunciare al suo sogno di partecipare alle olimpiadi di Seul.
ore 19:00
aperitivo con pizza rossa e birra, fino ad esaurimento scorte.
ore 20:00/20:30
ritorno a casa con cena con quello che ha cucinato nostra madre, 2 volte su 3 peperoni arrosto.
ore 22:30
uscita serale, perché Francavilla, si sa, è mondana come un party con Lindsay Lohan, Britney Spears e Paris Hilton che gli dà un passaggio in macchina.

Insomma, poi è sempre così. E no, non ci annoiamo.
Certo qualche volta succede qualcosa di nuove e travolgente, tipo una partita di pinnacolo a sei o una sagra in provincia.
Quindi ora ditecelo voi, possiamo avere tempo per scrivere sul blog?

E invece io sono ancora qui a proporvi questa ricetta, che definirei davvero ottima. Inoltre è anche facile e bastano pochissimi ingredienti. 
Certo non è che tutti abbiamo una scorta di scampi in frigo, però basta una spesa di pochi euro e possiamo organizzare una bella cena, estiva e di effetto.



martedì 22 maggio 2012

"Hai mai cucinato per più di 10 persone?"

Dopo tanto tempo, ormai a distanza di più di un mese posso raccontarvi una cosa.

Un mese fa, anche un po' di più per l'appunto, ero appena tornato dall'Erasmus ed ero a casa in uno dei tanti pomeriggi senza far niente. Quando ad un certo punto su twitter leggo il profilo di Masterchef Italia che informa che sono aperte le selezioni per la seconda stagione e si possono inviare le candidature.
Ok, io sta cavolata la faccio. Ci provo, l'ho detto fin dalla prima puntata della prima edizione, sognandolo già dalle edizioni internazionali del programma.
Dopo un paio d'ore esco per un aperitivo e mentre ero in macchina mi arriva questa chiamata da un numero sconosciuto, di Milano. Rispondo (un saluto a tutti i vigili urbani che mi leggono): "Ciao, siamo della redazione di Masterchef".
Accosto subito! WOW!
Mi hanno fatto alcune domande per circa un quarto d'ora e mi avrebbero fatto sapere in caso fossi stato idoneo per il primissimo provino.
Due giorni dopo mi richiamano, era un Giovedì, io ero in viaggio verso Bologna e mi dicono che il weekend dopo sarei dovuto essere a Roma. Faccio chiamate, inizio a vedere gli orari e i prezzi del FrecciaRossa e soprattutto, pensare ad una ricetta!
Vi confesso che un po' di incubi quelle notti li ho avuti, piatti che non venivano, carne che non cuoceva, Bastianich che mi urlava contro...
Dovevo portare un piatto già pronto, avrei avuto solo il tempo per impiattarlo e scaldarlo.
Dove lo cucino, quando lo cucino? Per fortuna due ex compagne del liceo potevano ospitarmi a Roma e così è deciso. Parto Sabato mattina, pomeriggio cucino, Domenica mattina provino! Emozione a mille!

La scelta del piatto, dopo alcune idee scartate perché sarebbe stato meglio prepararle al momento, non è stata facile, ma è arrivata.
Da cosa?
La domanda: "qual è il tuo piatto forte?" è una domanda che odio, perché sinceramente non ne ho idea. Il vostro qual è? Siete così sicuri di saperlo? Fatto sta che la domanda subito prima era: "hai mai cucinato per più di 10 persone?" e a quella domanda, in mente mia, c'era solo una risposta: "Erasmus", SI CERTO!
Vi ho raccontato parecchie volte delle cene che facevo in Erasmus, era un modo fantastico per stare tutti quanti insieme e almeno a voi non sembrerò un alieno se dico che cucinare per gli altri è una cosa che gratifica e dà gioia come poche altre. Così soprattutto nell'ultimo periodo la cosa più veloce da fare per così tante persone erano le polpette. Classiche polpette, rivisitate con qualche tocco personale per darle ancora più sapore. Io preparavo l'impasto in grandi quantità e gli altri erano addetti ad 'appallottare' e io controllavo con sguardo severo, come la migliore tradizione tedesca insegna, che tutte fossero della stessa grandezza.
"Qual è il tuo piatto forte?" La mia risposta è stata: "Tra i miei amici sono famose le mie polpette".
A chi non piacciono le polpette? Le mie poi... ;)

Così è nata la mia ricetta. Sono stato così minuzioso data l'occasione che ci ho messo qualcosa come 3 ore e mezza per preparare tutto. Ma vi assicuro che non ci vuole assolutamente tutto questo tempo, ma ho fatto una cosa alla volta per assicurarmi che tutto venisse alla perfezione.
E' stato un lungo lavoro di assaggi e aggiustamenti, ma alle mie amiche non sembra essere dispiaciuto.

Vi parlo un po' del giorno del provino, così concludo questo post altrimenti non la finisco più.
E' una bella esperienza, davvero, che sono contentissimo di aver fatto.
Soprattutto se vai lì per viverla e non tanto per vincere a tutti costi e voler strafare.



Hai il tuo numeretto attaccato sulla giacca, le interviste, le foto, le riprese, insomma ci si sente un po' una star.
Poi c'è la prova vera e propria, la telecamera puntata e il giudizio di uno chef che assaggia il tuo piatto, le domande sulla cucina, le dosi per una crema pasticcera, la ricetta della tarte tatin.
E poi si conoscono tante persone, alcune molto simpatiche, alcune che secondo me ci credono un po' troppo.
Purtroppo non ho chiesto a nessuno se avevano un blog o un modo per rimanere in contatto, anche se io sono certo di aver conosciuto il prossimo vincitore di Masterchef :)
Quando inizierà il programma vedremo se ho ragione. Ah, e io gli ho prestato il mio coppapasta, quindi ha una cena in debito con me. Così erano i patti.

Purtroppo posso già raccontarvi di quest'esperienza perché le chiamate per la seconda selezione sono già state fatte (o così pare -non vorrei mai mi squillasse il telefono proprio ora-).
Quindi nella prossima edizione non ci sarò ma non è detto che l'anno prossimo non si riprova, anche solo per il divertimento di fare i provini.
Ora posso dire quelle frasi che in tutti i reality si dicono: "Grazie a tutti quelli che mi hanno appoggiato fin qui" e "Essere arrivati a questo punto per me significa già tanto".
In realtà io ringrazio veramente tutti quelli che come me, erano presi da questo tentativo, dalla mia 'esperienza Masterchef' e un po' c'hanno creduto, forse più di me. E un po' ci sono rimasti male anche loro.

Questa è la ricetta: non sono le solite polpette che facevo per le nostre cene, ma quello è un altro post.
Scusate anche se le foto non sono il massimo, ma non erano state fatte con l'intenzione di metterle sul blog, ma solo per vedere il piatto realizzato.


COUS COUS AROMATICO CON POLPETTE IN SALSA ALL'ARANCIA E PISTACCHI TOSTATI AL LIMONE

Ingredienti:

- per le polpette
500gr di macinato di suino
1 uovo
mollica di pane raffermo
scorza d'arancia
latte
noce moscata
coriandolo fresco
semi di finocchio
sale

- per la salsa
4 arance grandi
cipolla rossa di Tropea
aceto balsamico
zucchero
pistacchi sgusciati
sale
burro
olio evo

- per il cous cous
200gr di cous cous
limone
arancia
sale

Preparazione:
Preparate il cous cous come indicato nella confezione, facendo bollire insieme all'acqua il succo di metà arancia e qualche fetta di limone.
In una ciotola, ammorbidite la mollica di pane (circa due fette grandi) con del latte. Aggiungete la carne, le spezie e i sapori. Amalgamate con uovo intero e altro latte se necessario. Dovrete avere un impasto non troppo secco.
In una grande padella, fate scaldare abbondante olio d'oliva e quando sarà ben caldo rosolate le polpette. Quando saranno dorate all'esterno, mettetele da parte con tutto l'olio.
Nella stessa padella, fate sciogliere una noce di burro, aggiungete un cucchiaio raso di zucchero e uno di aceto balsamico. Aggiungete due cipolle tagliate finemente (io ho usato cipolla rosa di Roscoff) e fatele caramellare. Aggiungete due arance, solo gli spicchi, tagliati a vivo, tenete a fuoco basso e aggiungete le polpette con il loro olio. Dopo qualche minuto, aggiungete il succo di due arance. Continuate la cottura finché il sughetto non si sarà addensato e le polpette non saranno completamente cotte. Aggiustate con un po' di zucchero se troppo agre.
Io per dare qualcosa in più, anche a livello di consistenza, ho aggiunto dei pistacchi tostati al limone. Ho spellato i pistacchi, ridotti a granella grossolana e in un padellino ho fatto sciogliere pochissimo burro e aggiunto qualche scorzetta di limone, facendo insaporire il burro. Poi ho passato in quel burro i pistacchi per farli tostare, facendo attenzione che il burro non si bruciasse.


Marco

venerdì 2 marzo 2012

Involtini del tempo libero

E' proprio bello avere momenti di relax come questo. Finiti esami e lezioni, ho quasi tre settimane di totale relex. La mattina posso svegliarmi con calma, stare un po' al PC, cucinare, finalmente riordinare la camera, oppure fare una gita fuori porta con gli amici come l'altro ieri.
Altro fatto da non tralasciare è appunto il tempo per la cucina. Posso sbizzarrirmi un po' con la creatività.

In questi giorni le uniche preoccupazioni (più o meno) sono il cercare casa a Bologna, che non è per niente bello! Credetemi! e il pensare a quello che mi aspetta al ritorno a Bologna, sto già cercando di ingranare la marcia tenendomi informato. Mi sto anche attivando per la tesi di laurea, insomma... :)

Qui purtroppo si sente già aria d'addio e si organizzano le ultime settimane per recuperare tutto quello che non si è fatto all'inizio perché non ci si conosceva, perché si era presi dallo studio o da altri impegni.
Abbiamo anche pensato di fare un breve viaggio super low-cost di quattro-cinque giorni, visto che sono uno dei pochi a ripartire ora e non a Luglio. Voi che meta proporreste?

Ieri per pranzo, ho cucinato gli involtini di verza. A me piacciono davvero tanto, ma non li ho mai fatti perché ho sempre pensato ci volesse troppo tempo. In realtà non è così, è un po' impegnativo ma non esageratamente. Certo, ho impastrocchiato la cucina che non potete immaginare, ma quello lo faccio sempre, roba che se le mamme online la vedessero, verrebbero a rincorrermi col mattarello!

Non mi sono regolato benissimo con le dosi, ma vi giuro che il risotto che ho fatto per riempire gli involtini è buonissimo quindi non mi dispiace che ne sia avanzato. Avevo lessato solo otto foglie di verza quindi vi do la ricetta per questo quantitativo, cercando di sistemare le dosi. Per la cremosità degli involtini, io ho usato un formaggio cremoso, il primo che vi verrà in mente sarà Philadelphia, io però ne ho usato uno alle erbette, ha una consistenza diversa quasi più spumosa, ma voi potrete usare quello che volete, anche un brie o gorgonzola, riducendo le dosi.


INVOLTINI DI VERZA CREMOSI

Ingredienti:
1 cavolo verza (dieci foglie)
200 gr di riso per risotti
1 cipolla bianca
100 gr di macinato di maiale
100 gr di formaggio cremoso
80 gr di scamorza affumicata
sale
pepe
noce moscata
brodo vegetale
vino bianco
olio evo

Preparazione:
Lessate otto foglie di verza, le più esterne, lavate e pulite, in acqua bollente per circa 1'-2'. Scolate subito e raffreddatele con acqua fredda.
Preparate il risotto per riempire gli involtini. Fate soffriggere la cipolla, quando sarà dorata aggiungete il macinato. Fate rosolare per qualche minuto e fate sfumare con mezzo bicchiere di vino bianco. Sminuzzate due foglie di verza, le più tenere e aggiungetele al soffritto. A questo punto aggiungete il riso e fatelo cuocere con il brodo, salate, pepate e aggiungete la noce moscata. Quando sarà quasi pronto aggiungete il formaggio cremoso e fatelo sciogliere creando una crema. Il risotto non dovrà risultare troppo secco ma neanche acquoso. A cottura ultimata, spegnete il fuoco e aggiungete la scamorza a cubetti.
In una teglia da forno, disponete i vostri involtini. Prendete le foglie di verza lessate, aggiungete due-tre cucchiai di risotto e chiudete ad involtino. Se necessario "ritagliate" la foglia. Quando tutti avrete riempito la teglia, aggiungete un mestolo di brodo e mettete in forno a 190° per 15'-20'. Evitate il calore dall'alto o potrebbero bruciarsi in superficie.
Lasciate raffreddare e servite.


Marco

venerdì 18 novembre 2011

Non prendiamoci sul serio e il pasticcio.

Da Domenica è arrivato il freddo! Ma quello vero. E io, quando fuori è freddo, non ho voglia di fare niente. Soprattutto se fuori c'è la nebbia o il cielo grigio. Né di andare a lezione, né di uscire, solo di restare a casa, dormire fino a tardi e guardare telefilm al computer.
Ma ovviamente nella realtà non è così, in questa settimana si sono alternati giorni di nullafacenza totale a giorni di super impegni. Ieri nullafacenza, oggi super-impegni.
Senza dimenticare che Mercoledì sera ho preparato la bellezza di otto kili di patate al forno. No, non lavoro nella mensa dell'Università.
I miei nuovi amici, con cui spesso organizziamo delle cene, mi hanno ormai eletto a cuoco e io ricopro volentieri l'oneroso compito. E' iniziato tutto una sera in cui ero semplicemente stato invitato ad una cena in studentato, 23 invitati, 1 "cuoco" (non io), la carbonara da preparare.
Un piatto che già se devi prepararlo per 4 persone sei lì col patema d'animo per paura che non venga legato.
Cuoco l'ho scritto tra virgolette, non perché non fosse capace ma perché mai aveva cucinato per così tante persone. Sia chiaro, io neanche.
Un'idea geniale l'ha avuto, montare gli albumi per dare più cremosità al piatto. A posteriori in effetti ha funzionato, il problema era: come montare 18 albumi? Ebbene con la frusta e il mio braccio. Standing ovation per me!
Fatto sta che alla fine ho portato a termine la missione facendo 3kg di pasta alla carbonara in 5 pentole e anche legata, non perfetta ma più che buona.
Vi dirò: cucinare, fare felici 23 persone e passare una cena in compagnia è davvero appagante. Ovviamente, senza prendersi sul serio.

Mercoledì sera stessa cosa, 'solo' 12 persone e 8 kg di patate da sbucciare, tagliare e fare al forno.
8 teglie infornate ad un ritmo martellante e missione compiuta anche questa volta.
Insomma, se l'anno prossimo mi vedete cucinare per una caserma di pompieri nella seconda edizione di MasterChef Italia, beh, non stupitevi... mi sto esercitando! :D

Al contrario vi dicevo, ieri giornata super tranquilla in cui dovevo riprendermi da ieri sera e non solo dalla fatica in cucina.
Quando ho voglia di relax, di non sprecare troppe energie, mi piace mangiare qualcosa di pastoso, cremoso, insomma senza troppi "fronzoli".
Voglia qualcosa di pasticciato, tutto mischiato insieme e che casomai puoi mangiare a cucchiaiate.
Quindi ieri sera per me, pasticcio di pesce!

Trovo che sia anche una pratica ricetta svuota frigo, ti basta avere delle verdure e del pesce, anche surgelato (anzi meglio ancora) con il quale vi ho già raccontato le mie esperienze.

Certo se decidete in anticipo di prepararlo per cena potrete stilare una lista della spesa con criterio, abbinando e sperimentando con i sapori, etc. etc.
Ma io ho mischiato il pesce che avevo: filetti di merluzzo e di salmone, le verdure che avevo in frigo e il risultato è sempre ottimo. Perché è così rilassante mangiarlo ancora caldo, rompere la crosticina che fa la copertura, affondare il cucchiaio nelle patate e poi la freschezza del pesce con le verdure!



PASTICCIO DI PESCE


Ingredienti (per 2 persone):
250gr di pesce pulito e spinato:
 -150gr di merluzzo
 -100gr di salmone
2 carote

1 porro piccolo
1 zucchina
1 pomodoro
1 limone
2 patate medie
formaggio cremoso
prezzemolo
sale
pepe
pangrattato
olio evo
peperoncino (facoltativo)


Preparazione:
Tagliate il pesce a cubetti piccoli, mettetelo in una ciotola. Grattugiate le carote, il porro e la zucchina con la grattugia a grana grossa. Aggiungete la scorza del limone e il succo di metà. Salate e pepate, aggiungete il prezzemolo e se volete anche il peperoncino sminuzzato. Mischiate tutto, per dare ancora più cremosità aggiungete un cucchiaio di formaggio fresco cremoso. Mettete il pasticcio in una teglia adatta per il forno, leggermente unta. Lessate le patate (io, nel microonde) e schiacciatele con una forchetta. Ricoprite la teglia con le patate schiacciate, una spolverata di pangrattato, un pizzico di sale e un filo d'olio. Infornate a 200° per circa 20', con la funzione grill gli ultimi 3'.

Oltre a poter sbizzarrirvi con il tipo di pesce, un tocco in più lo da l'aggiunta dei gamberetti. Potete variare come volete con gli abbinamenti di verdure: piselli, broccoli e spinaci; insomma è un pasticcio e non ci sono regole!



Marco

giovedì 3 novembre 2011

L'ospite è sacro

Sono ormai tre anni che sono ospite in questa città.
Non è sempre facile come sembra trasferirsi in un nuovo posto, anzi forse non lo è mai.
La distanza chilometrica in questi casi non è così determinante, ambientarsi è sempre dura. Anche quando è frutto di una scelta da tanto sperata, com'è stato per me.
Ho raggiunto l'Emilia per l'università, ma in realtà sono quì per amore, solo per AMORE!
Ero prontissima a mettermi in gioco: lasciare famiglia e amici, la mia cittadina dove ho sempre vissuto e il mio mare per ricominciare in una nuova città che avevo visto appena 4 o 5 volte (e distante dal mare ben 150km!) e finalmente condividere la mia quotidianità con il mio adorato Coinqui.
Ero euforica e lo sono ancora. Non tornerei mai e poi mai indietro ma vi assicuro che non è stato tutto "rose e fiori".
In fondo, con  quattro ore e poco più di treno ero di nuovo lì, dove sono sempre stata. Potevo tornarci tutte le volte che volevo, nessuno mi fermava. Ma quando sei lontana sono le piccole cose di tutti i giorni che ti mancano, anche quelle che ti hanno sempre dato fastidio e che ora invece inizi ad apprezzare.
I primi mesi sono stati duri. Poi ho iniziato a scoprire nuove strade, nuovi luoghi, nuovi visi e nuovi modi di fare e a farli, pian piano, diventare miei. Tutto diventa più familiare.
Vorrei capirci di più quando assisto a discussioni sui massimi sistemi in dialetto locale, deobbò!
Mi piacerebbe trovare un po' più di scioltezza nelle persone che incontro ogni giorno: cortesi e disponibili ma seri e formali!
Ah, se Reggio Emilia avesse il mare!!!
Vivendo qui mi sono accorta che si è sempre un po' ospiti. Ovunque mi sia capitato di andare -sia stato un viaggio, una vacanza, una visita di passaggio, un soggiorno di qualche mese o di qualche anno- ho preso un qualcosina di quei posti e c'ho lasciato un pezzetto di cuore.
E quì a Reggio c'è tanto da scoprire, non solo dai reggiani ma dai tantissimi ospiti di mezza Italia e mezzo mondo che l'hanno scelta- volenti o nolenti- come me!


Ora però pensiamo alla cena!
Non voglio la solita carne o una tristissima insalata. Vorrei qualcosa di sfizioso e veloce.
Ho la FARINA di CECI del Molino Chiavazza, un po' di verdure, questa pasta di sesamo...Vediamo un po', magari qualcosa in onore dei variegati concittadini di questa città...

ROTOLINI DI CECI CON VERDURE E SALSA TAHIN

Ingredienti
-per le crêpes: 
2 uova
1 bicchiere di latte
(ho aggiunto anche un cucchiaio di Farina&Lievito "Molino Chiavazza" per dare più volume)
una decina di semi di cumino


-per il ripieno:
1 cipolla rossa di Tropea
1 melanzana nera originaria dell'India
2 peperoni (rosso e giallo) originari del Sud America
2-3 zucchine originarie del Centro America
prezzemolo


-per la salsa tahin:
170 ml di yogurt greco
30 ml di pasta di sesamo
2 cucchiai di succo di limone
60 ml di acqua
prezzemolo
aglio
sale


Preparazione:
In un'ampia terrina
sbattere le uova con un pizzico di sale, aggiungere delicatamente il latte e la farina e mescolare evitando che si creino grumi. Il composto dovrà risultare non troppo liquido e ben amalgamato.
Tostate i semi di cumino
, tritateli con un pestello e unite la polvere al composto.
Scaldare una padella
antiaderente per crêpes, ungendola leggermente. Un mestolo di composto e in pochi minuti la vostra crêpe è pronta.

Lavate e mondate le verdure. Tagliate la cipolla, i peperoni e le zucchine a fettine, la melanzana a dadini e saltatele a fuoco vivo con un filo d'olio, rispettando i vari tempi di cottura: prima cipolla e peperoni e poi zucchine e melanzana. Salate e aggiungete solo alla fine il prezzemolo tritato.

In una ciotola mescolate lo yogurt, con la pasta di sesamo (non esagerate, è davvero saporita), l'acqua e il succo di limone. Regolate di sale e a piacere aggiungete prezzemolo e aglio tritati molto finemente.

E' il momento di assemblare il tutto: spalmate della salsa sulle
crêpes, unite le verdure, arrotolate e...buon appetito!




Per la serie "Non si vive di sola cucina",  date un'occhiata alla Campagna per i diritti di cittadinanza L'ITALIA SONO ANCH'IO.
Chiara  
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...