State tranquilli, ormai l'estate è arrivata.
I più catastrofici
già prevedevano un ferragosto con 3 metri di neve ed invece, l'estate
come sempre eccola qua. Si è fatta desiderare un po', forse non sarà la
"migliore degli ultimi 150 anni" ma lei ogni anno torna. Che sia fresca o
torrida, esilarante o noiosa, devastante o rigenerante, si ripresenta
che lo vogliate o no, sempre diversa a quella precedente. E già che
ormai siamo in ballo, balliamo!
Quest'anno mi sto godendo più
intensamente queste prime belle giornate di sole e di caldo. E il fatto
che non ci sia una cappa asfissiante di umidità (tipico clima estivo da
pianura) a stroncarmi, non mi dispiace affatto! Altra cosa che non mi
manca per nulla è l'essere vittima degli appelli estivi, ovvero
preparare esami tra giugno e luglio con 35°C all'ombra. Giornate in cui
l'obiettivo di vitale importanza è arrivare presto in biblioteca,
accaparrarsi il posto più fresco e restare lì fino al tramonto. Ahimè
sono ancora disoccupata quindi ho davvero molto, troppo tempo libero e
sto cercando di impegnarlo con cose che mi piacciono, mi gratificano, mi
rilassano e mi fanno bene. Posso dirlo senza imbarazzo né sensi di
colpa, mi sto prendendo un po' cura di me in questi ultimi due-tre mesi
perché ne avevo proprio bisogno.
L'ultimo annetto mi ha spolpato,
prosciugato, annientato e il mio fisico ha sventolato bandiera bianca:
"Chiara, fai qualcosa o il nostro sodalizio quasi trentennale finisce
qui!".
Dovevo far qualcosa, assolutamente. E pian piano le cose vanno meglio. E andranno sempre meglio, ne sono certa!
Ho
scoperto, ora più che mai, che la cucina mi rilassa tantissimo e mi
libera la mente dai pensieri più angoscianti e terribili. Ho sempre
apprezzato molto Sabina
per la sua dedizione al blog, al cucinare, a quell'impegno quasi
quotidiano che ha preso con i suoi followers ai quali da tanto,
tantissimo e dai quali riceve sicuramente anche tante gratificazioni.
Nei
buoi mesi invernali, tante volte avrei voluto avere quella carica,
quell'iniziativa e perché no, quella valvola di sfogo che probabilmente
mi avrebbe un po' alleggerito delle giornate più buie della pece. Ma non
ce l'ho fatta.
Ora invece non devo perdermi, devo dedicarmi a
queste piccole cose che mi gratificano. Devo riprendere in mano le
redini di questo cavallo pazzo e fargli fare quello che voglio io,
suvvià!
Anche se qui a Brescia non ho ancora una bici
tutta mia, sfrutto le bici cittadine e giro in bici o a piedi. Resto in
forma e zero inquinamento. Poi pedalare è un po' come volare.
Ho
rispolverato il mio pollice verde, è ancora un po' pallido ma ho creato
sul balconcino un bell'angolo all'aroma di Mediterraneo. Tutto è partito
da una disperata piantina di lavanda incontrata in un mega
supermercato. Costretta in un vasetto microscopico, con un pugnetto di
terra secca, era spelacchiatissima e ingiallita. Avevano dimezzato il
prezzo, sperando che qualche disgraziato se la portasse a casa.
Adoro
la lavanda ed è stato subito amore a prima vista. Una volta a casa l'ha
travasata in un vaso degno di tale nome e mi sono presa cura di lei e
ora...è bella rigogliosa, quattro volte più grande, con anche qualche
fiore. Che soddisfazione!
Da lì mi son gasata: ho preso basilico,
menta, rosmarino, timo, salvia e ho seminato erba cipollina e
coriandolo. Sono tutte in splendida forma.
Mi sto dedicando anche
al bricolage, ho messo a punto il mio kit di attrezzi base e sto
sistemando un po' di cose in casa. L'impresa più importante è però il
recupero di una vecchia sedia in legno, comprata qualche mese fa in un
mercatino. Devo ancora decidere il colore finale, poi vi dirò.
Ho in mente tanti progettini, roba da far andare in pre-pensionamento Barbara!
Ora
però torniamo in cucina. Cerco sempre di inventarmi qualcosa di nuovo,
senza strafare. Mi piace usare ingredienti di stagioni e, con un po' di
fantasia, provare sempre nuove varianti. Uso molto le spezie, gli odori e
le MIE erbe per insaporire carne o pesce, dare un tono diverso alle
verdure, un tocco di sapore in più ad un'insalata. Basta poco, che ce
vo'!
Anche una triste insalata di riso (non osare comprare i
condimenti i barattolo, deobbò!) può trasformarsi in una colorata e
odorosa dose di fibre e vitamine. Da portare al lavoro per la pausa
pranzo o ancor meglio al mare, al lago e ad un pic nic in collina con
gli amici.
