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lunedì 2 luglio 2012

Storie di un lunedì

Diciamocelo francamente, di lunedì belli se ne contano sulle dita di una mano. 
Quanti di voi si svegliano il lunedì mattina di buon umore? Forse i parrucchieri.

Oggi infatti il risveglio non è stato dei migliori.
Non dico per la partita di ieri sera, perché a me sinceramente del calcio è sempre fregato nulla. Ma proprio zero! Quindi a me che ha vinto la Spagna fottesega. Però siccome anche io stamattina mi sono svegliato giornalista sportivo dico che l'Italia ha giocato malissimo e io non l'ho neanche vista prendere la palla una volta e poi la Spagna c'ha lui (in foto, mentre saluta il nostro blog) che evidentemente ha vinto la gara contro De Rossi per "Più bello d'Europa". 

Stanotte ho pure fatto un sogno durato come il successo di "Un, due, tre stalla" in cui tornavo a Mainz, dove non faceva caldo e riabbracciavo tutti i miei amici... sembrava proprio vero. 
E invece!
Mi sono svegliato in un bagno di sudore (nonostante mi sia trasferito a casa della mia amica con il condizionatore). Ovviamente non ero in Germania e come amico avevo Caronte.
Perché hanno pensato bene di dare un nome anche al caldo e soprattutto come se tra Scipione e Caronte ci fosse differenza. Ah già, per due giorni si erano abbassate le temperature. Da 40°C a 38°C. 
Alzate la mano voi che avevate tirato fuori il piumone.

Anche se mentre sto scrivendo credo ci sia un phon bollente che mi punta contro, non potevo aggiungere un tocco di gossip a questo post. Perché si sa, l'estate per cercare popolarità bisogna parlare di gossip, cruciverba e repliche in TV.
Adele è incinta. Adele è anche la signora che vende la frutta al mercato, la preferita di mia madre.
Ma non è lei, quella è enorme e basta. Parlo invece di Adele (leggi Adèl), la cantante inglese. Quella con la voce da far mettere a piangere Laura Pausini. Quella di Someone like you, che ha fatto piangere tutti noi almeno una volta e ci ha fatto sentire appena scaricati anche se siamo felicemente sposati da 15 anni.
Ultimissima notizia quindi è che incinta. All'inizio si pensavo fosse solo una cheesecake invece ora pare sia proprio un bebè. 
Siccome anche lei ci segue sempre e siamo tanto amici perché io l'adoro, le faccio tanti auguri. Facci sapere come lo chiami.
Ha anche detto che le migliori ricette le trova solo sul nostro blog.

Io ora vi lascio, non posso continuare a scrivere con questo caldo, i contenuti sopra spiegano palesano il motivo. La ricetta di oggi è necessaria per darsi un po' di carica al mattino in questi giorni in cui abbiamo le stesse forze di Giulio Andreotti. Per prepararlo avete bisogno di un forno e come minimo un ventilatore. Scappate durante la cottura, rientrate in cucina solo per spegnere il forno e poi scappate di nuovo via.
Fidatevi però, l'inzuppo a colazione ne vale la pena.


lunedì 5 marzo 2012

Un nuovo salto in Germania

Era un po' che non pubblicavo una ricetta tedesca o appartenente a questa tradizione. Forse per tutti noi italiani soprattutto dal centro Italia in giù, ci è anche difficile identificarla: ci limitiamo a Bratwurst e Kartoffeln.
Invece basta starci qualche giorno per capire che è molto di più. Sarà anche che io essendo qui ormai da 5 mesi tante cose mi sembrano normale e non più un'incredibile novità com'era all'inizio.
Questo week-end, come vi avevo accennato, ho avuto visite dall'Italia. Due mie ex compagne di liceo sono venute a trovarmi per una visita molto breve, ma davvero intensa e le ho catapultate nelle tradizioni tedesche.

Così ho il piacere di presentarvi questo dessert/dolce al cucchiaio/merenda tipicamente tedesco. Sicuramente si fa anche in Austria e credo anche in Alto Adige, ma non so. Io l'ho scoperto qui ed è molto comune. E' un dolce semplice da realizzare, direi semplicissimo, ci vuole solo un po' di pazienza.
Sto parlando del Milchreis. Per noi comuni mortali, riso al latte. Ora casomai tutti direte: "aaaah, io chissà che mi pensavo! Me lo faceva anche mia nonna/mia zia/mia mamma!" Eh, vabbè, a me non lo faceva nessuno e non ne ho mai sentito parlare prima di arrivare qui.
E' sicuramente un dolce dell'infanzia, non si trova nei ristoranti e anche se non l'hai assolutamente mai mangiato da piccolo, ti fa sentire un po' bambino.

C'è un piccolo problema, qui esiste un tipo di riso che si chiama proprio Milchreis e ovviamente serve per fare il Milchreis. In Italia non ho mai visto niente del genere, come si fa?
Ho fatto un giro su internet per informarmi sulle qualità di riso. Certamente vi servirà un riso dai chicci piccoli e tondi e ricco di amido. Le caratteristiche pare che corrispondano al riso Originario. E' quello che fa per voi.

Tradizione vuole che lo si mangi spolverato di zucchero alla cannella o di zucchero e cacao. Si trova ovviamente nei supermercati, nel banco frigo già pronto. Ci sono tanti gusti, cannella, cioccolato, vaniglia, mela, classico. A dire il vero, esiste anche in Italia la crema di riso. Di quelli che fanno l'amore con il sapore per intenderci, ma se per gli yogurt, a parer mio, sono delle bombe, per la crema di riso hanno toppato. Quando l'assaggiai non mi convinse affatto, fidatevi fatelo in casa.
Io ho improvvisato anche una salsa alla cannella, perché secondo me è la morte sua con la crema di riso.

MILCHREIS

Ingredienti:
1 l di latte intero
250gr di riso Originale
100gr di zucchero
sale
70ml di panna fresca

per la salsa alla cannella:
40ml d'acqua
70gr di zucchero
maizena
cannella

Preparazione:
Portate ad ebollizione un litro di latte in una grande pentola, con una presa di sale e 100gr di zucchero. Intanto preparate la salsa alla cannella. Create uno sciroppo in un pentolino con zucchero ed acqua. Quando lo zucchero si sarà sciolto, stemperate due cucchiaini di mainzena e un cucchiaio scarso di cannella con pochissima acqua e aggiungetela allo sciroppo. Tenetela sul fuoco basso fino a che non si addensi e si ritiri. Fate raffreddare.
Quando il latte bolle, aggiungete il riso. Il vostro lavoro è praticamente finito. Fate cuocere per 40' a fuoco basso, girando di tanto in tanto. Attenti soprattutto dopo metà cottura perché si attaccherà più facilmente al fondo. Spegnete il fuoco e aggiungete la panna. Si può mangiare sia caldo che facendolo raffreddare in frigo.


Marco
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