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giovedì 23 gennaio 2014

Una cucina per Tè - numero uno

Tralasciamo tutti gli impegni del periodo, lo stress, l'ansia e i colpi bassi della vita, voglio proprio concedermi un post fatto di tranquillità.
Mi sono finalmente deciso a far partire tutta la varia burocrazia per andare in Germania.
Mi aspetta un'esperienza sicuramente emozionante, però per un bel po' di tempo non ne volevo proprio sentire. Sono stato parecchio abbattuto, ma ora mi sono dato un po' di carica e spero proprio che questo soggiorno mi regali qualche sorpresa scoppiettante.
Intanto sto facendo gli ultimi sforzi per finire gli esami di questa sessione, ancora qualche settimana e poi come premio tutta la redazione Rai ha deciso di regalarmi la sessantaquattresima edizione del Festival di Sanremo.
Nel frattempo mi concedo altri momenti di piccoli piaceri. Uno dei miei preferiti è sicuramente l'ora del tè. Anche quando un mare di libri mi sommerge, mi concedo sempre la mia pausa tè con un biscottino. La cosa migliore è farla con gli amici, con dei biscottini fatti in casa e una torta appena sfornata. Inoltre ultimamente mi piace sempre più provare nuovi tè, perciò ho deciso di dare un tocco british al blog con una piccola rubrica: una cucina per Tè.


C'è chi abbina pietanze ai vini più pregiati, e io abbino le torte ai tè... ne vedrete delle belle!
Buttate pure tutte le bustine di tè che avete in caso, comprate un infusore e trovate il negozio di tè più vicino a casa vostra. Vi diciamo noi cosa preparare per accogliere i vostri amici.

Ho scoperto a Bologna un negozio stupendo, si chiama StregaTè. E in effetti basta entrare per rimanere stregati dall'ambiente: un profumo intenso vi inonderà, soprattutto avrete una fantastica scelta di tè sfusi, tisane ed infusi, preparati e miscelati dalle ragazze che vi lavorano. Un'atmosfera accogliente dove vi sapranno infatti consigliare al meglio, potrete, come cani da tartufo, assaggiare il fantastico profumo delle foglie di tè, delle spezie e degli aromi. La cosa più bella è che quando preparerete il tè, non vi ritroverete una tazza di acqua zozza senza sapore davanti, il gusto non sarà solamente scritto sull'etichetta, ma lo sentirete tutto mentre sorseggerete il vostro tè.
Se per caso siete di Bologna, o capitate nei dintorni, io vi consiglierei di fare un salto. Inoltre è in pieno centro e in una zona super carina. Purtroppo non hanno per il momento lo shop online.
Io questa volta vi propongo un mix invernale fantastico, il Kashmir Tchai: a base di tè neri indiani da coltivazione biologica aromatizzati con cannella, zenzero, pepe, chiodi di garofano e cardamomo, con un gusto intenso, morbido e molto profumato.
La torta che ho preparato è perfetta in abbinamento, ma diciamo che è perfetta sempre. È davvero buona e anche se non è adatta per chi è a dieta, io vi consiglio di concedervi un piccolo strappo alla regola.

Marco

giovedì 16 gennaio 2014

Brownies sempre in valigia

Dopo un rientro dalle vacanze un po' a rilento, mi sono preso ancora quale giorno di vacanza.
Dal blog si intende. Quindi non immaginate settimane bianche in montagna, rilassanti soggiorni in SPA o passeggiate tra i viali della capitali europee.
Sono immerso nello studio, come sempre accade quando mi assento così tanto dal blog, più stressato che mai e con livelli di voglia di dare questi esami che così bassi non si erano mai registrati.
Come vi avevo sicuramente accennato e forse ricorderete, a partire da Marzo dovrei trasferirmi nuovamente per un semestre in Germania diviso tra studio e un nuovo tirocinio. E poi per fare questi, ormai sempre più vicini (aiuto!), esami dovrò tornare a Bologna per qualche giorno e non avendo più casa sto cercando un posto dove stare.
A parte questi spostamenti di viaggi per ora non se ne parla, se non qualche tour mentale.
È da un po' di tempo però che ho una voglia matta di andare a Parigi. Cenare ai piedi della Torre Eiffel con una zuppa di cipolle, mangiare il foie gras a colazione, buttarmi i macarons di Ladurèe in faccia e mangiare eclairs e croissant aux amandes mentre passeggio per Montmartre.
Insomma a volte mi metto a cercare gli hotel economici a Parigi ma poi penso alla valanga di soldi che spenderei nei bistrot che è meglio lasciar perdere.
Perciò l'unico diversivo che posso permettermi, è pianificare un weekend ad Imperia. Come mai Imperia?
Beh, perché sicuramente ricorderete il contest dei fratelli Carli Aiuto Chef Cercasi e se passerò alla prossima manche, come spero, dovrò proprio andare ad Imperia.
A proposito! Tra pochi giorni dovremmo scoprire il verdetto.

E cosa possiamo preparare per tutti questi spostamenti? La ricetta perfetta ce l'ho io, come sempre!
Anzi, vorrei essere più preciso. La ricetta questa volta me l'ha passata la mia amica Claudia e non una ricetta qualsiasi ma il suo cavallo di battaglia! I fantastici brownies di Claudia che io ho leggermente modificato sostituendo alle noci i lamponi. Per l'intero primo anno di Università a Bologna essendo quasi vicini di casa, quando il blog non era neanche nella mia testa, con Claudia abbiamo fatto tanti di quelli esperimenti in cucina che per scoprire la penicillina sicuramente ne hanno fatti meno. Sicuramente non sono stati tutti di successo immediato, ma con questi brownies lei sicuramente ha fatto centro. E noi ce li siamo scofanati tutti e questi quadrotti cioccolatosi sono diventati il leitmotiv di tutte le nostre cene tra amici.
Quindi ringraziamo Claudia, mettiamo a sciogliere il cioccolato, impacchettiamo questi morbidi quadrati al cioccolato e prepariamoci a tutte le varie trasferte del periodo. O semplicemente a tutti gli spostamenti letto, frigorifero, divano della domenica pomeriggio.

Marco



lunedì 22 aprile 2013

Peperoni da passeggio

Grazie a tutti!
Grazie di cosa? Ma come, non lo sapevate? Abbiamo vinto il premio come Blogger più trascurato del web.
Ormai se pubblichiamo un post al mese è già oro. È che siamo stati impegnati a decidere chi sarebbe stato il prossimo a scrivere sul blog. Alla fine mi è stato riconfermato il mandato per un altro post, quindi eccomi qui a scrivervi dalla mia cameretta perché volevo fare un pic nic in piazza a Roma con tutti voi lettori che non ci avete abbandonato nonostante tutto, ma era già occupata da qualcun altro.
Ci tocca rimandare tutto. Meglio così, almeno posso pubblicare domani (cioè oggi) con più calma.
Oltretutto oggi (cioè ieri) a Bologna il tempo non è neanche bello, quindi avrei rischiato di prendere la pioggia mentre ero in viaggio.
Mamma mia, switch temporale che neanche nei romanzi d'avanguardia!

Detto questo, in questo mese sono successe tante di quelle cose che non basterebbe un libro di ricette, che noi siamo ancora qui in attesa che un editore ci proponga di scriverlo. Tutte queste belle cose ce le siamo perse perché Aprile dolce dormire e l'unica cosa di cui mi sono realmente interessato è i due kili che ho perso. Perché sì, sono a dieta e ringrazio la mia amica Anita che mi appoggia in questo. Menomale che non sa che di nascosto vado al sushi-all-you-can-eat e mangio i gelati. Cosa credete? Poi vado in palestra a smaltire tutto.
Come avete detto? Voi non state andando né in palestra né state facendo la dieta? Ma lo sapete che mancano due mesi esatti all'inizio dell'estate? Due mesi! E già siete in ritardo se, come me, dovreste smaltire un kilo, ogni giorno, fino al 21 giugno.
Menomale che siamo tornati in tempo per proporvi questa ricetta che combina perfettamente la voglia di stare all'aperto e in compagnia e la voglia di andare in spiaggia quest'anno senza avere ancora i sensi di colpa per quel pandoro farcito con mascarpone e Nutella che vi siete sbafati da soli il 7 di gennaio.
Oppure peggio ancora, quel vassoio di profiteroles che avete mangiato tre sabati fa mentre guardavate la prima puntata di Amici.
Se anche la vostra vita sociale si è ripresa da un hangover che neanche Rihanna, avrete di certo bisogno di una ricetta come questa: light e da passeggio, perfetta per i picnic che si sa, stanno alla primavera come il mojito all'estate.
Dobbiamo ancora recuperare il picnic pubblico in piazza, sempre che Grillo non abbia voglia di un altro sproloquio e dovremo rimandare nuovamente.
In ogni caso i peperoni servirebbero comunque...sapete dove.


sabato 30 marzo 2013

Pasqua anni '80

Siamo resuscitati anche noi!

Quale occasione migliore se non quella della Pasqua per farci perdonare di tutti questi giorni, più di un mese di assenza totale?
Neanche un commento sui vostri blog, neanche una ricettina riciclata, niente di niente. Potreste anche essere uscita la notizia che i foodblog siano passati di moda o che siano stati vietati da Grillo e noi non ne abbiamo saputo niente. Solo i nostri lettori su Facebook probabilmente si sono accorti che siamo ancora vivi: se non lo siete già, ecco un'altra occasione per seguire la nostra pagina e tenersi aggiornati se dovessimo sparire di nuovo.

I motivi? Sempre gli stessi. Io sono stato, e lo sono ancora, sommerso dalle lezioni, dalla preparazione delle lauree delle mie amiche, dagli esami e devo confessarlo, anche dalla pigrizia: zero voglia sia di cucinare, sia di pubblicare. Perché qualche ricetta in arretrato in effetti ce l'ho: tutti dolci, quindi preparatevi ad uno shock glicemico.
Chiara invece ha avuto problemi con la nuova casa in quel di Brescia. A quanto pare il bagno si stava trasformando nella nuova Venezia del Nord Ovest e si è dovuta quindi trasformare in Paola Marella e cercare casa disperatamente.

Siamo senza un governo, spero che non abbiate sentito troppo la mancanza anche del nostro blog.

Altro appunto: la ricetta che volevo pubblicare la trovavo così azzeccata per festeggiare la primavera. Non tanto perché fosse una torta fresca al limone o una macedonia di fragole piena di fiorellini, ma perché è così buona che era perfetta per accogliere la sempre tanto attesa primavera.
Voi l'avete vista? Io non ancora, al massimo tra le foto di instagram dell'anno scorso.

Così tra un problema e un altro, abbiamo tagliato la testa al toro e siamo tornati direttamente per augurarvi buona Pasqua.
Il menù di domani sarà già abbastanza ricco, ma se voi volete un dessert classico ma sempre godurioso vi lascio la ricetta del profiteroles. Un classico degli anni '80, sperimentata più volte e ormai brevettata. Se infatti gli anni '80 ci hanno lasciato in eredità delle tragedie come i pantaloni a zampa e le pennette alla vodka, non dobbiamo smettere di ringraziarli per aver portato in voga i profiteroles!
Se invece per domani avete già preparato il dolce, c'è sempre la scusa della cioccolata delle uova di Pasqua da riciclare... come se ci facesse schifo da mangiare così.

Per una Pasqua all'insegna della tradizione abruzzese, qui trovi la ricetta dell'anno scorso: i fiadoni


mercoledì 28 novembre 2012

L'arte del riciclo

Non sta per iniziare una puntata di Paint your life, tranquilli. I vostri rotoli di nastro carta sono al sicuro e non vi insegnerò a creare degli stencil con dei pappagalli per la vostra camera da letto in stile "foresta pluviale".

Semplicemente le cose stanno così: avevo voglia di riprendere il blog, a Bologna il tempo fa schifo (davvero schifo) e io sono a dieta.
Avete capito bene, sono a dieta ferrea da una settimana. Grazie alla mia amica nutrizionista che ha creato appositamente questa dieta personalizzata che mi farà diventare magrissimo. Tra poco uscirà anche il libro che troverete accanto a quello della dieta Dukan... ma che dico accanto! La dieta Dukan sparirà dalla faccia della terra e Dukan per la vergogna andrà in un bistrot ad ingozzarsi di croissant aux amandes! BEATO LUI!

Se a voi non interessa della mia dieta, un po' dovrebbe, perché scusate, ma è piuttosto incompatibile con un foodblog. Anche (soprattutto) leggere i vostri mi fa venire fame!
Smettetela di fare dolci sennò uno di questi giorni mi viene un raptus e vi saccheggio le case che i barbari in confronto aveva la delicatezza delle ballerine di danza classica.
Non è che ho smesso di cucinare, qualcosa dovrò pur mangiare ma diciamoci le cose francamente, senza prenderci in giro: le diete fanno schifo e sono tristi!
Chi ha detto che anche durante le diete si possono mangiare cose gustose ha detto la più grande bugia del mondo. Deve essere lo stesso che si è inventato che il tofu è buono.
Non sarò quindi così crudele da pubblicarvi le mie ricette senza olio, non ve lo meritate, nonostante questo blog stia cadendo nell'oblio perché non lo visitate più.

Eh già, purtroppo non avendo tempo e cose da pubblicare, il pubblico scende e siccome noi vogliamo raggiungere i picchi di share di Pomeriggio 5, riproponiamo una ricetta vecchia che le poche visite mi dicono fosse passata un po' inosservata. Dovrebbe anche andare bene per chi è a dieta, con i dovuti adattamenti in base agli ingredienti consentiti.

Immagino già che migliaia di lettori questa sera accenderanno il forno per questo fantastico pasticcio di pesce e faranno volare in alto la loro cena e anche le visite del blog. Il bello è che oltre al fatto che dovete solo buttarlo in forno, potete mangiarlo sul divano con il cucchiaio, sotto le coperte, mentre fuori piove, perché lo so che da voi sta piovendo. Un must per le cene invernali!
E poi potete sbizzarrirvi con la creatività, nel senso che potete svuotare il frigo e giustificare gli abbinamenti improbabili come avanguardia culinaria. Se avete dei bimbi un po' capricciosi, è un buon modo per fargli mangiare il pesce e se non funziona fate come faceva mia mamma: "Questo ho cucinato e questo ti mangi".


mercoledì 14 novembre 2012

Postumi da cielo grigio

Prima di iniziare a scrivere questo post sto pensando con chi potrei prendermela in questo post, ma non mi viene in mente niente. Potrei prendermela con il cielo grigio di Bologna, con l'umidità che ti arruffa i capelli, con i calzettoni bianchi di spugna o con la carbonara con l'uovo fritto. Oppure con Alessandro Borghese! 
Invece no, voglio essere sereno, perché è spuntato un barlume di sole e perché la settimana scorsa è stata davvero carica e non voglio sfidare il karma. Come avete letto, Martedì scorso mi sono laureato e ne approfitto anche per ringraziarvi tutti delle congratulazioni. 
 Il main event di questa settimana non è stato però questo, ma la festa che con il mio caro amico di avventure universitarie bolognesi, abbiamo organizzato per la nostra laurea. 
Ve lo devo dire che è stata la più grande festa che l'Italia ricordi negli ultimi 150 anni? Liberamente ispirato al gusto sobrio ed elegante di due dive della musica come Ke$ha e Rihanna, abbiamo dato vita ad un party davvero incredibile. Sicuramente la cosa più incredibile di tutte è stata il fatto che il buffet era sponsorizzato proprio dal nostro blog. 
Eccovi svelato il motivo per cui sono mancato questa settimana, ho cucinato giorni interi un ricco banchetto svanito il meno di un'ora. Poi vi ripropongo per questi lidi alcune ricettine. Da Sabato sera in poi ho avuto bisogno di riprendermi, alla grande, e quale modo migliore per riprendersi se non leggendo le istruzioni del mio nuovo arrivato Kenwood, al quale non saprei dare un nome, perché è una planetaria, ma anche un frullatore, un mixer, una centrifuga, un tritacarne. Tipo Raffaella Carrà che è un po' tutto: un po' ballerina, un po' cantante, un po' presentatrice. 
Da Lunedì solo cene a base di centrifugati di frutta e verdure che devo dire sono una figata, se non ci fossero tutti quegli arnesi da pulire dopo mi sentirei tanto una modella di Parigi. 
A proposito, qualcuno di voi ha la centrifuga e sa consigliarmi qualche mix di frutta/verdura? Inoltre ho usato anche l'impastatrice per una focaccia che vi posterò a breve. 
Insomma un regalo fantastico che userei tutti i giorni, se non fosse che la confezione sia più grande del mio tavolo da cucina quindi la trasloco ogni volta dalla cucina alla mia camera e viceversa. 
L'ho già detto che la mia festa è stata fantastica? Beh, lo ridico, purtroppo non abbiamo potuto avere Nicole Minetti vestita da suora, né la Polverini con la toga però abbiamo avuto Rachel Berry e Sailor Moon tra i tanti altri VIP che hanno affollato la sala. Evidentemente questa festa è stata così TOP che nei giorni a seguire il sole a Bologna ha deciso di non sorgere più e c'è stato il cielo più grigio dei capelli di George Clooney. E ovviamente umidità come se piovesse, nel vero senso dell'espressione. 
Cosa potevo fare per riprendermi e rilassarmi al calduccio? Rimanere chiuso fuori casa, dopo essere andato alle poste e con i coinquilini fuori Bologna? No, non è questo il modo, ma io l'ho fatto lo stesso. 
Cosa ho fatto dopo? Mi sono preparato una bella zuppa come questa. E' perfetta non solo per pranzo, ma anche per cena, ed è davvero completa dal punto di vista nutrizionale. Chi sono io per dirlo? Gillian McKeith? No! Io me lo sento, come oggi mi sento dietista.

Il cucchiaio di legno nella foto l'aveva fatto mio padre, manchi tanto.

mercoledì 7 novembre 2012

Gratuliere mein liebster Brüderlein!

Questo non è un vero post, è piuttosto una dedica.
Come avrete già inteso (?!?), ieri si è laureato Marco!

 

È stato così emozionante assistere alla sua proclamazione, incoronarlo d'alloro e festeggiare con lui.

Le menti geniali dei suoi amici , come tradizione bolognese vuole, hanno organizzato una lunga serie di scherzi. Si è cimentato in varie prove, mettendosi nei panni dei diversi protagonisti di Real Time: con il supporto di pochi elementi contenuti nella misery box, ha dovuto girare una frittata ad occhi chiusi come un vero Masterchef, fabbricare un tavolino eco-friendly in stile Paint your life, creare un outfit degno di Carla Gozzi, ideare un centro tavola vegetale da far invidia ad Enzo Miccio, decorare una torta al fluoro e senape per la serie "Bubby Valastro cambia mestiere!". 

Non sono mancate le incursioni di quel simpaticone di Alessandro Borghese e della sorridentissima Benedetta Parodi, il tocco di make-up con i suggerimenti di Clio, l'attento e spietato giudizio del trio di Cuochi e Fiamme: Fadda, Maci e Rossi. C'era davvero da ridere!

Sarebbe stato tutto perfetto se non fosse mancato lui, il nostro adorato babbuccio!
Ieri i suoi occhi avrebbero brillato di felicità. 
Era così orgoglioso di Marco, della sua intraprendenza e della sua determinazione. L'ha sempre appoggiato, come d'altronde ha fatto con me, in ogni momento e per ogni scelta.
Sono così fiera del mio fratellino. Davanti ad un dolore così forte, quando è difficile trovare la forza perfino per alzarsi dal letto, lui non si è arreso.

Ha tirato fuori una grinta da leone: ha iniziato a scrivere la tesi, è tornato a Bologna, ha cercato casa e ha traslocato, ha ripreso i suoi impegni, blog compreso!

Ha dato una lezione di grande maturità a tutti, me compresa. Forse solo ora ho capito quanto Marco sia simile a papà.
"Sei proprio bravo Marcolì!"

Per festeggiarlo non potevo scegliere di meglio che un classico della pasticceria tedesca seguendo la ricetta proposta dal mitico Gordon, nel suo ultimo libro "Cucinare per gli amici" apportando piccole modifiche qui e lì!

mercoledì 11 luglio 2012

La rivoluzione inglese

E' passata più di una settimana da quanto vi ho scritto l'ultima volta e quante cose avevo da raccontarvi. Gossip, gossip e caldo.
Voi ora direte: "chissà quante cose nuove saranno accadute in una settimana". Ma anche no.
O se è davvero successo qualcosa di straordinariamente eclatante me ne sarò dimenticato. 
Oggi niente gossip, perché l'ultima volta mi è arrivata una querela da Studio Aperto perché pare abbiano una sorta di monopolio sul gossip e sul dire le cazzate.

Ultimamente la mia parola chiave è “cercare”. Cerco casa, disperatamente aggiungerei, e cerco materiale per la tesi, altrettanto disperatamente. Cerco anche di non farmi assalire dall’ansia, ma quello probabilmente è inevitabile. Cercare casa ormai è diventato davvero impossibile, soprattutto se la tua aspettativa non è di vivere in una topaia che neanche i peggiori bar di Caracas.
Lascio un messaggio dopo il bip per tutti i padroni di casa a Bologna che affittano a studenti.
Siete degli approfittatori senza scrupoli e senza un cuore e io spero che casa vostra verrà prima infestata dalle blatte e poi mangiata dalle tarme. In realtà auguro a voi molto di peggio e quel bip non è un semplice segnale acustico.

Fatevi raccontare però una cosa incredibile. Proprio l’altro giorno mi arriva una telefonata mentre ero a studiare da un numero sconosciuto. Rispondo ed era la regina Elisabetta. Sì, proprio lei.
Era davvero tantissimo che non ci sentivamo e nel frattempo aveva cambiato numero perché durante il Queen’s Diamond Jubilee le è caduto il cellulare e s’è persa la scheda, poi non vi dico che casino che c’era quindi non è  riuscita a recuperarla.
Fatemi arrivare però al dunque.  
L’ho sentita un po’ disperata al telefono. E’ venuta a farsi le vacanze ai lidi di Comacchio e con ‘sto caldo poveretta non ce la fa proprio. Tra l’altro ha detto che ci sono tante di quelle zanzare che i cappellini gialli e arancioni che si era portata in valigia non se li può mettere perché si sa, giallo e arancione attirano le zanzare. Io le ho detto di comprarsi Autan, speriamo ora vada meglio.
Alla fine voleva chiedermi qualche ricetta fresca perché non riesce a collegarsi al blog con la chiavetta internet che va troppo lenta. Stavamo per chiudere e mi fa: "l'acqua bolle, vado a farmi un tè".
“Ma tu sei matta!” le ho detto io, grazie poi che senti caldo.
Morale della favola: le ho rivoluzionato il tè per l’estate.
Le ho proposto questa straordinaria ricetta, che se piace alla regina, insomma deve per forza piacere anche a voi povera plebaglia. L’estate, si sa, è famosa per i frullati e il tè freddo, quante volte in inverno avete sentito dire: "non vedo l’ora che torni l’estate per farmi un bel frullato"?
Così tè freddo + frullato = frullatè. 
Vi piace questa idea che ho avuto? Davvero geniale.
Ovviamente l’idea non è stata mia ma l’ho letta su un altro blog ma la spaccerò per mia e poi Elisabetta mi ha dato i soldi per pagarmi il brevetto. 
Quindi ora direi che si chiama Frullatè™.

Dì frutta fresca sicuramente ne avete casa piena sennò andate al fruttivendolo a comprarla e prendete un tè buono, preparatene una bella brocca e fatelo raffreddare.
Non vi darò le dosi, perché quando ero al telefono con la regina lei con grammi e millilitri non ci capiva niente, allora fate voi a occhio.


lunedì 2 luglio 2012

Storie di un lunedì

Diciamocelo francamente, di lunedì belli se ne contano sulle dita di una mano. 
Quanti di voi si svegliano il lunedì mattina di buon umore? Forse i parrucchieri.

Oggi infatti il risveglio non è stato dei migliori.
Non dico per la partita di ieri sera, perché a me sinceramente del calcio è sempre fregato nulla. Ma proprio zero! Quindi a me che ha vinto la Spagna fottesega. Però siccome anche io stamattina mi sono svegliato giornalista sportivo dico che l'Italia ha giocato malissimo e io non l'ho neanche vista prendere la palla una volta e poi la Spagna c'ha lui (in foto, mentre saluta il nostro blog) che evidentemente ha vinto la gara contro De Rossi per "Più bello d'Europa". 

Stanotte ho pure fatto un sogno durato come il successo di "Un, due, tre stalla" in cui tornavo a Mainz, dove non faceva caldo e riabbracciavo tutti i miei amici... sembrava proprio vero. 
E invece!
Mi sono svegliato in un bagno di sudore (nonostante mi sia trasferito a casa della mia amica con il condizionatore). Ovviamente non ero in Germania e come amico avevo Caronte.
Perché hanno pensato bene di dare un nome anche al caldo e soprattutto come se tra Scipione e Caronte ci fosse differenza. Ah già, per due giorni si erano abbassate le temperature. Da 40°C a 38°C. 
Alzate la mano voi che avevate tirato fuori il piumone.

Anche se mentre sto scrivendo credo ci sia un phon bollente che mi punta contro, non potevo aggiungere un tocco di gossip a questo post. Perché si sa, l'estate per cercare popolarità bisogna parlare di gossip, cruciverba e repliche in TV.
Adele è incinta. Adele è anche la signora che vende la frutta al mercato, la preferita di mia madre.
Ma non è lei, quella è enorme e basta. Parlo invece di Adele (leggi Adèl), la cantante inglese. Quella con la voce da far mettere a piangere Laura Pausini. Quella di Someone like you, che ha fatto piangere tutti noi almeno una volta e ci ha fatto sentire appena scaricati anche se siamo felicemente sposati da 15 anni.
Ultimissima notizia quindi è che incinta. All'inizio si pensavo fosse solo una cheesecake invece ora pare sia proprio un bebè. 
Siccome anche lei ci segue sempre e siamo tanto amici perché io l'adoro, le faccio tanti auguri. Facci sapere come lo chiami.
Ha anche detto che le migliori ricette le trova solo sul nostro blog.

Io ora vi lascio, non posso continuare a scrivere con questo caldo, i contenuti sopra spiegano palesano il motivo. La ricetta di oggi è necessaria per darsi un po' di carica al mattino in questi giorni in cui abbiamo le stesse forze di Giulio Andreotti. Per prepararlo avete bisogno di un forno e come minimo un ventilatore. Scappate durante la cottura, rientrate in cucina solo per spegnere il forno e poi scappate di nuovo via.
Fidatevi però, l'inzuppo a colazione ne vale la pena.


sabato 23 giugno 2012

La frittata del muratore chic

Oggi è Sabato e siamo nel pieno di un week end rovente quindi si va tutti al mare!

E invece no, forse voi, ma a me ci saranno come minimo 4 ore bloccato nel traffico della A14  (con il sole cocente che ti prende a testate mentre sei in macchina) a separarmi dal mare.

Allora si potrebbe andare sui colli bolognesi, o in campagna, sperando che si possa respirare un po' d'aria fresca e appisolarsi sotto un bel venticello. Non mi meraviglierei se le zanzare approfitteranno dell'occasione per fare pic-nic.
Io resto a Bologna a respirare l'aria che sa di asfalto e farsi abbronzare dal riflesso del sole sulle auto :) bello vivere in città d'estate, eh?!

Gli ultimi giorni, nonostante abbia finito gli esami, sono stato impegnatissimo con il tirocinio e il lavoro che faccio in facoltà a causa di alcuni eventi che stanno organizzando... fare tutto con questo caldo non aiuta.

La ricetta di oggi è dedicata ai nostri lettori muratori, perché sappiamo che sono tantissimi, e anche tutti quelli che ci leggono dalle fattorie dell'Ohio, spero siano tantissimi anche loro.
L'ho preparata in preda ad un'improvvisa voglia di novelle cousine e quindi mi sono detto, con il frigo mezzo vuoto, cosa posso cucinare? Pensavo ad una tartare di manzo con uovo di quaglia, ma poi mi son detto che una frittata sarebbe stata molto più chic. Eccerto!
Anche la presentazione l'ho voluta rendere davvero fashion ed elegante, con questo bel piatto, che probabilmente avrà l'età della mia padrona di casa: una novantina d'anni.
Ok, scherzi a parte, si ho fatto una frittata, una semplice frittata. Non è che possiamo star qui sempre a fare le cose raffinate, perché poi voi casomai una sera d'estate avete anche voi il frigo vuoto, venite sul nostro blog e non trovate niente. E poi voi casomai vi fate sempre la frittata con le patate!
Se però non siete né muratori, né dell'Ohio ma casomai siete nati in Puglia (un saluto a tutti gli amici della Puglia) e quindi state per andare al mare, potete prepararvi un bel panino con la frittata perché ci piace mangiare leggero sotto l'ombrellone.
Oppur potete prepararlo per fare un viaggio in InterCity.
Chi di voi, in viaggio in treno, non ha mai incontrato nel vostro scompartimento la coppia di vecchi (pardon, anziani) che mangia il panino con la frittata, si toglie le scarpe e mangia con la bocca aperta?

Invece questa è bella fresca e profumata, per esempio: se siete un po' imbranati a preparare gli aperitivi ma vi piace tanto farli, questa è perfetta. La fate un po' altina e poi la tagliate a quadratini e sarete i più chic della riviera. Da accompagnare con birra Moretti se vi sentite muratori, altrimenti fate voi. 


martedì 19 giugno 2012

Scusate, vado di fretta!

Scusate, vado di fretta!

20 ORE DOPO...
Anche adesso sono di fretta! Ebbene sì, volevo scrivere questo post ieri ma non cambia molto, sono di fretta lo stesso e quindi sarò di poche parole.
O meglio, forse qualcosa è cambiato. Ieri ero con la scrivania a soqquadro e libri ovunque per la camera, cercando di ripassare il più possibile. Perché oggi ho avuto un esame! E CHE ESAME! L'ultimo esame della mia carriera universitaria, triennale almeno. Quindi potete ben capire perché andassi di fretta e quanta agitazione avevo. Infatti dopo la prima frase, mi è subito passata la voglia di continuare a scrivere, anche perché sarei stato davvero troppo schizofrenico.

Vogliamo poi parlare di quel piccolo dettaglio che è il caldo? Non so da voi ma a Bologna ritrovarsi spalmati e liquefatti sull'asfalto mentre cammini per il centro è un attimo. Immagino quindi anche che la voglia di cucinare in questi giorni, non solo per me, sia sottoterra. Io faccio anche fatica a mangiare (se vabbè, a questa non ci crederà nessuno!). Quindi a meno che non abbiate il condizionatore in cucina o una super ventola, siamo tutti a tirar fuori qualcosa di fresco dal frigo ventiquattr'ore su ventiquattro.
Vi dicevo, vado di fretta anche se oggi ho fatto l'ultimo esame e ora, tirocinio a parte, sono total free. La tesi? Ci pensiamo tra un po' :)
Vado di fretta perché ho voglia di stendermi sul letto, far finta che tiri un po' d'arietta fresca e
r i l a s s a r m i !
Dovrei sistemare il disastro infernale che c'è in camera ma facciamo domani casomai, ora sono stanco. Svegliatemi solo se siete venuti per portarmi al mare. 

La ricetta di oggi è un po' controversa, perché mi ha fatto dannare. L'ho dovuta fare due volte per farla uscire bene, dovevo capire come andava fatta. E' fresca e ci vuole un attimo, poi potete anche essere fantasiosi e variare come più vi capita. Anzi, io ho pensato a un buonissimo abbinamento non appena ho fatto le foto. In realtà questa ricetta non volevo pubblicarla, prima cosa per le foto che non mi piacciono per niente e poi perché appunto non l'avevo presentata come merita. Ma oggi c'è bisogno di freschezza con questo caldo, quindi leggete bene la ricetta!


martedì 22 maggio 2012

"Hai mai cucinato per più di 10 persone?"

Dopo tanto tempo, ormai a distanza di più di un mese posso raccontarvi una cosa.

Un mese fa, anche un po' di più per l'appunto, ero appena tornato dall'Erasmus ed ero a casa in uno dei tanti pomeriggi senza far niente. Quando ad un certo punto su twitter leggo il profilo di Masterchef Italia che informa che sono aperte le selezioni per la seconda stagione e si possono inviare le candidature.
Ok, io sta cavolata la faccio. Ci provo, l'ho detto fin dalla prima puntata della prima edizione, sognandolo già dalle edizioni internazionali del programma.
Dopo un paio d'ore esco per un aperitivo e mentre ero in macchina mi arriva questa chiamata da un numero sconosciuto, di Milano. Rispondo (un saluto a tutti i vigili urbani che mi leggono): "Ciao, siamo della redazione di Masterchef".
Accosto subito! WOW!
Mi hanno fatto alcune domande per circa un quarto d'ora e mi avrebbero fatto sapere in caso fossi stato idoneo per il primissimo provino.
Due giorni dopo mi richiamano, era un Giovedì, io ero in viaggio verso Bologna e mi dicono che il weekend dopo sarei dovuto essere a Roma. Faccio chiamate, inizio a vedere gli orari e i prezzi del FrecciaRossa e soprattutto, pensare ad una ricetta!
Vi confesso che un po' di incubi quelle notti li ho avuti, piatti che non venivano, carne che non cuoceva, Bastianich che mi urlava contro...
Dovevo portare un piatto già pronto, avrei avuto solo il tempo per impiattarlo e scaldarlo.
Dove lo cucino, quando lo cucino? Per fortuna due ex compagne del liceo potevano ospitarmi a Roma e così è deciso. Parto Sabato mattina, pomeriggio cucino, Domenica mattina provino! Emozione a mille!

La scelta del piatto, dopo alcune idee scartate perché sarebbe stato meglio prepararle al momento, non è stata facile, ma è arrivata.
Da cosa?
La domanda: "qual è il tuo piatto forte?" è una domanda che odio, perché sinceramente non ne ho idea. Il vostro qual è? Siete così sicuri di saperlo? Fatto sta che la domanda subito prima era: "hai mai cucinato per più di 10 persone?" e a quella domanda, in mente mia, c'era solo una risposta: "Erasmus", SI CERTO!
Vi ho raccontato parecchie volte delle cene che facevo in Erasmus, era un modo fantastico per stare tutti quanti insieme e almeno a voi non sembrerò un alieno se dico che cucinare per gli altri è una cosa che gratifica e dà gioia come poche altre. Così soprattutto nell'ultimo periodo la cosa più veloce da fare per così tante persone erano le polpette. Classiche polpette, rivisitate con qualche tocco personale per darle ancora più sapore. Io preparavo l'impasto in grandi quantità e gli altri erano addetti ad 'appallottare' e io controllavo con sguardo severo, come la migliore tradizione tedesca insegna, che tutte fossero della stessa grandezza.
"Qual è il tuo piatto forte?" La mia risposta è stata: "Tra i miei amici sono famose le mie polpette".
A chi non piacciono le polpette? Le mie poi... ;)

Così è nata la mia ricetta. Sono stato così minuzioso data l'occasione che ci ho messo qualcosa come 3 ore e mezza per preparare tutto. Ma vi assicuro che non ci vuole assolutamente tutto questo tempo, ma ho fatto una cosa alla volta per assicurarmi che tutto venisse alla perfezione.
E' stato un lungo lavoro di assaggi e aggiustamenti, ma alle mie amiche non sembra essere dispiaciuto.

Vi parlo un po' del giorno del provino, così concludo questo post altrimenti non la finisco più.
E' una bella esperienza, davvero, che sono contentissimo di aver fatto.
Soprattutto se vai lì per viverla e non tanto per vincere a tutti costi e voler strafare.



Hai il tuo numeretto attaccato sulla giacca, le interviste, le foto, le riprese, insomma ci si sente un po' una star.
Poi c'è la prova vera e propria, la telecamera puntata e il giudizio di uno chef che assaggia il tuo piatto, le domande sulla cucina, le dosi per una crema pasticcera, la ricetta della tarte tatin.
E poi si conoscono tante persone, alcune molto simpatiche, alcune che secondo me ci credono un po' troppo.
Purtroppo non ho chiesto a nessuno se avevano un blog o un modo per rimanere in contatto, anche se io sono certo di aver conosciuto il prossimo vincitore di Masterchef :)
Quando inizierà il programma vedremo se ho ragione. Ah, e io gli ho prestato il mio coppapasta, quindi ha una cena in debito con me. Così erano i patti.

Purtroppo posso già raccontarvi di quest'esperienza perché le chiamate per la seconda selezione sono già state fatte (o così pare -non vorrei mai mi squillasse il telefono proprio ora-).
Quindi nella prossima edizione non ci sarò ma non è detto che l'anno prossimo non si riprova, anche solo per il divertimento di fare i provini.
Ora posso dire quelle frasi che in tutti i reality si dicono: "Grazie a tutti quelli che mi hanno appoggiato fin qui" e "Essere arrivati a questo punto per me significa già tanto".
In realtà io ringrazio veramente tutti quelli che come me, erano presi da questo tentativo, dalla mia 'esperienza Masterchef' e un po' c'hanno creduto, forse più di me. E un po' ci sono rimasti male anche loro.

Questa è la ricetta: non sono le solite polpette che facevo per le nostre cene, ma quello è un altro post.
Scusate anche se le foto non sono il massimo, ma non erano state fatte con l'intenzione di metterle sul blog, ma solo per vedere il piatto realizzato.


COUS COUS AROMATICO CON POLPETTE IN SALSA ALL'ARANCIA E PISTACCHI TOSTATI AL LIMONE

Ingredienti:

- per le polpette
500gr di macinato di suino
1 uovo
mollica di pane raffermo
scorza d'arancia
latte
noce moscata
coriandolo fresco
semi di finocchio
sale

- per la salsa
4 arance grandi
cipolla rossa di Tropea
aceto balsamico
zucchero
pistacchi sgusciati
sale
burro
olio evo

- per il cous cous
200gr di cous cous
limone
arancia
sale

Preparazione:
Preparate il cous cous come indicato nella confezione, facendo bollire insieme all'acqua il succo di metà arancia e qualche fetta di limone.
In una ciotola, ammorbidite la mollica di pane (circa due fette grandi) con del latte. Aggiungete la carne, le spezie e i sapori. Amalgamate con uovo intero e altro latte se necessario. Dovrete avere un impasto non troppo secco.
In una grande padella, fate scaldare abbondante olio d'oliva e quando sarà ben caldo rosolate le polpette. Quando saranno dorate all'esterno, mettetele da parte con tutto l'olio.
Nella stessa padella, fate sciogliere una noce di burro, aggiungete un cucchiaio raso di zucchero e uno di aceto balsamico. Aggiungete due cipolle tagliate finemente (io ho usato cipolla rosa di Roscoff) e fatele caramellare. Aggiungete due arance, solo gli spicchi, tagliati a vivo, tenete a fuoco basso e aggiungete le polpette con il loro olio. Dopo qualche minuto, aggiungete il succo di due arance. Continuate la cottura finché il sughetto non si sarà addensato e le polpette non saranno completamente cotte. Aggiustate con un po' di zucchero se troppo agre.
Io per dare qualcosa in più, anche a livello di consistenza, ho aggiunto dei pistacchi tostati al limone. Ho spellato i pistacchi, ridotti a granella grossolana e in un padellino ho fatto sciogliere pochissimo burro e aggiunto qualche scorzetta di limone, facendo insaporire il burro. Poi ho passato in quel burro i pistacchi per farli tostare, facendo attenzione che il burro non si bruciasse.


Marco

lunedì 14 maggio 2012

Che tempo che fa

Cosa è successo di preciso col tempo?
Sabato i calendari segnavano 12 Luglio e a momenti mi mettevo a cercare nei cassetti il costume e ieri, esco soltanto un secondo per andare a comprare il pane e l'aria era gelida che la felpa non bastava.
Quindi insomma, sui blog come si fa? Dovrei pubblicare la ricetta di una zuppa? O continuiamo a mangiare fragole come se niente fosse successo?
Io ora non so nel resto d'Italia com'è la situazione, spero per voi un po' più stabile.
Visto che ora devo uscire e starò fuori fino a sera, non vorrei che in mezza giornata mi cambino le stagioni, torni di nuovo l'estate e io non ho organizzato neanche niente per Ferragosto.

Visto che, non solo il calo improvviso delle temperature, ma anche gli esami imminenti, mi suggeriscono di stare a casa, io ho pensato bene di prepararvi una ricettina che fa molto collezione autunno/inverno, anche se per quello che mi riguarda, è più che gustosa e la mangerei senza starmi a preoccupare se siamo a Maggio o a Novembre.

Ultimamente, purtroppo, e ve ne sarete accorti, la presenza sul blog è un po' calate (anche se sto cercando di recuperare). Fortunatamente abbiamo sempre i fedelissimi seppur a malincuore noto che le visite stanno un po' scendendo, mi dispiace, ma d'altronde se non pubblichiamo che dovreste venire a leggere? :)

Parlando invece della ricetta. Facilissima, anzi, mi sono sentito molto Benedetta Parodi, che prende cose già pronte, le mette insieme nel piatto e si sente già una tre stelle Michelin.
Piccolo dettaglio, che io non sono andato in onda su La7, peccato.
I gusti sono molto decisi e vi assicuro che l'insieme è davvero, davvero gustoso.
Gli ingredienti sono pochissimi (vi darò le dose per porzione). Ovviamente più che una ricetta è un'idea di presentazione, potete variare tranquillamente.


TOMINO RIPIENO CON PATATE E PROSCIUTTO DI PARMA

Ingredienti:
1 tomino piemontese
1 patata grande
prosciutto crudo di Parma
olio evo
rucola fresca

Preparazione:
Cuocete sulla piastra per circa cinque minuti il tomino, vi conviene tagliarlo prima che sia cotto in modo che dopo sarà più facile da aprire. Tagliate la patata a fette alte circa 1-2cm e lessatele in acqua salata. La fetta dovrà essere grande all'incirca come il tomino. Una volta che saranno morbide (ma non troppo) scolatele facendo attenzione a non romperle. Nello stesso padellino in cui avete cotto il formaggio, scaldate un filo d'olio e metteteci le fette di patate in modo da fare una crosticina (basta una fetta grande per porzione). Infine nell'olio che sarà rimasto, rosolate due fette di prosciutto crudo fino a farle diventare croccanti. Aprite il tomino e farcite con una fetta di patata e il prosciutto crudo, chiudete e servite su un letto di rucola fresca.

Marco







lunedì 7 maggio 2012

Ricette veloci e un po' di adattamento

Solitamente quando inizio un post, riesco subito a trovare un attacco anche se non sempre decido in anticipo cosa scrivere. Ora invece, sarà perché ho la musica nelle orecchie, mi lascio trasportare dalle note e non escono le parole.
Potrei spegnerla ma sono un paio di giorni che sto scoprendo nuovi CD e non riesco a staccarmene :)
Sapete già cosa sta succedendo:sono tornato in Germania e vi lascio solamente immaginare, perché è stato come riaprire una ferita, bellissima, ma che quando prendi il volo del ritorno inizia a bruciare forte.
Però ora è tempo di riniziare a Bologna, con determinazione e poche distrazioni, per lo meno ci si prova.
Ormai anche con l'Università, mancano gli ultimi sforzi, impegnativi ma comunque gli ultimi, almeno per questi tre anni, ovvio.
Vorrei scrivere sul blog tutti i giorni, fare foto belle e pulite, con una luce fantastica, eleganti e delicate o anche piene di colori quando mi va. Vorrei cucinare più spesso, inventare e sperimentare, ma è un po' la fretta, un po' il periodo in cui ho tanto a cui pensare che perdo d'ispirazione. Ve l'avevo già accennato poi, nella nuova casa l'attrezzatura per la cucina non è il massimo e quindi devo molto adattare. Non ho neanche piatti, bicchieri e belle posate, insomma questo continuo cambiare casa non aiuta il povero blog e le miei foto :) ma d'altronde è quello che c'è dentro che conta, o sbaglio?

Io avrò anche perso un po' di verve in cucina, ma se non altro, anche con l'ultimo ritorno a Mainz ho lasciato un po' di "cucina" tra i miei amici. Ricette e tanta (?) voglia di mettersi ai fornelli. Diranno davvero? :) io ci spero, mi hanno promesso che proveranno a fare qualche ricetta tutti insieme e continueranno a leggere il blog in cerca di spunti. Vi farò sapere! :) Non vorrei che qualcuno si scoprisse cuoco all'improvviso.

Questa ricetta, senza darci troppe arie, è facilissima e niente di complicato da preparare. Ma è molto gustosa, non è troppo grassa e insomma, si prepara proprio in fretta. E' praticamente la prima vera ricetta che ho preparato in casa nuova, perché avevo un po' di tempo libero e non volevo stare tutto il giorno davanti al PC.
Così, dopo aver acceso un mutuo trentennale a tasso variabile nella banca sotto casa per potermi permettere di fare la spesa in un supermercato in Italia (ah, la Germania!), ho comprato quello che mi passava per la testa e questo è quello che n'è venuto fuori.


CUORI DI MERLUZZO ALLA MEDITERRANEA

Ingredienti:

2 cuori di filetti di merluzzo
pangrattato
pomodorini
1 melanzana
prezzemolo
origano
capperi
limone
semi di finocchio
sale
olio evo
olive nere

Preparazione:
Ungete i filetti di merluzzo con un filo d'olio e impanateli in un mix di pangrattato, semi di finocchio pestati, prezzemolo e capperi sminuzzati, origano, sale e scorza di limone.
Fate scaldare due cucchiai d'olio in una padella antiaderente e fate cuocere i filetti di merluzzo, circa 5 minuti per lato, senza far bruciare la panatura. In un'altra padella fate rosolare le bucce di melanzana tagliate a listarelle con una mondina, come fossero delle chips. Cotto il merluzzo, toglietelo dalla padella e fate appassire dei pomodorini tagliati in quattro e le olive nere. Io non ho messo queste ultime perché non mi piacciono. Salate o aggiungete qualche cappero o il peperoncino.
Come vedete è davvero molto veloce.

Marco



mercoledì 25 aprile 2012

Tra ricordi e gocce di cioccolato

Posso dovermi giustificare ogni volta che inizio un nuovo post perché è passato tanto, troppo tempo da quello precedente.
Non è una cosa che piace neanche a me mancare da così tanto tempo dal blog.
Nell'ultima ricetta vi avevo parlato di alcune possibili novità e di un week-end particolare. E' stato un week-end molto particolare! Davvero bellissimo ed emozionante, ma ahimé non posso ancora parlarvene. Ma tanto chi se lo scorda!
E' ripresa la mia vita a Bologna in pieno, e come un buon (ri)inizio che si rispetti è pieno di cose da sistemare e per me anche di scartoffie da compilare. Ma si può mai essere così vaghi su quello e sul come si debba fare qualcosa? Questa però è un'altra storia...

Sono nella casa nuova, anche se tra uno spostamento e l'altro, un'uscita e l'altra a casa ci sono davvero pochissimo. Inoltre, anche se certe volte il cielo sembra dire il contrario, sta arrivando il bel tempo, l'estate e la prova costume. Quindi dovremmo dire che sono a dieta? Eh, diciamolo...
La cucina la sto tralasciando un po' per fretta, per mancanza di ispirazione e perché la mia nuova cucina a Bologna è tutt'altro che attrezzata, imparerò ad ambientarmici.

C'è però un dettaglio importante. Da domani sarò di nuovo in Germania, per solo una settimana però!
Sinceramente non vedo l'ora, aspettavo questo ritorno dal giorno in cui sono tornato. Per rivivere un po' quello spirito, anche se da estraneo, per ritrovarmi in quei posti che per 5 intensi mesi sono stati la mia casa, per rivedere i miei amici che, soprattutto alcuni, sanno mancare e a distanza ho realizzato davvero quanto mi sarebbe mancati. Solo il pensiero di rivederli è un gran piacere per me.
Questa settimana di stop vuol dire fondamentalmente una cosa, anzi due: divertimento e cucina. Perché io ho voglio di cucinare, e loro, modestie a parte, si son ritrovati senza cuoco.

Questa ricetta non è nuova e non ero neanche sicuro di pubblicare per via delle foto e del fatto che per i muffin non avevo gli stampini e quindi son venuti larghi piuttosto che alti.
Una ricetta ispirata proprio da questo Erasmus che ho fatto insieme ai cookies prima di partire per il nostro viaggio. Perché questi muffin vogliono riproporre quelli soffici e pastosi, con quel sapore intenso di cioccolato, che si trovano da Starbucks e si trovavano anche nella Cafeteria in biblioteca dove facevamo merenda durante le lunghe giornate di studio. Siccome nel gruppo c'erano dei veri patiti del genere, nella nostra vacanza, almeno la prima mattina, abbiamo potuto farci colazione.

Prima di salutarvi, volevo aggiungere poche parole.
Oggi è una giornata molto importante per noi italiani, è il 25 Aprile e possiamo dire che è lì da dove noi siamo nati.
L'unica cosa che mi sento di dire è che dobbiamo rivedere un po' il nostro concetto di eroi, perché tante volte ne sentiamo parlare in TV, ma credo che alcuni eroi hanno decisamente la precedenza, se non l'esclusiva di essere considerati tali.
Buona Liberazione, ah, senza 25 Aprile, forse noi blogger non avremmo neanche potuto avere un blog.


CHOCOLATE CHIP MUFFIN 

Ingredienti:
120 gr di farina
30 gr cacao amaro
70 gr zucchero
1 uovo
125 ml di yogurt bianco
40 ml olio di semi
latte
1/2 bustina di lievito
gocce di cioccolato

Preparazione:

Mischiate tutte le polveri: farina, zucchero, cacao e lievito  in una ciotola.
In un'altra grande abbastanza per tutto il composto, sbattete l'uovo, l'olio, due cucchiai di latte e infine il vasetto di yogurt.
Incorporate i due composti e mescolate per amalgamare il tutto, usate un cucchiaio di legno perché il composto deve rimanere irregolare e grumoso. Ora aggiungete una manciata di gocce di cioccolato, la quantità sta a voi deciderla. Date ancora una leggera mescolata. Versate negli stampini, io purtroppo ho dovuto fare solo con i pirottini, per questo non sono molto alti.
Se volete aggiungete ancora qualche goccia di cioccolato in superficie.
Infornate in forno già caldo a 180° per 20-25 minuti.



Marco

lunedì 19 marzo 2012

Riciclaggi e sensazioni prima di partire

Piccola premessa: questo post sarà confuso come lo sono le mie sensazioni prima di partire.

Lo so, è quasi un mese che continuo a scrivere "Sto per tornare a casa" / "Manca poco" e poi sarete lì a pensare: "Oh! Ma quand'è che se ne va?!". Ora è ufficiale, manca poco. Tre giorni, giovedì mattina presto prenderò il mio aereo, carico di valigie e tornerò a Bologna.
Come mi sento?
Beh, male. Ovviamente la voglia di tornare non c'è. Anzi no, sarei anche contento di tornare, qualche giorno, una settimana o anche due. Se non fosse che finisce tutto così! Non sono ancora pronto.
Si tirano le somme di un'esperienza breve ma intensa e da due mesi a questa parte soprattutto personale. Ti ritrovi catapultato in un paese non tuo, con persone che non conosci ed allo stesso tempo tutto corre alla svelta, perché hai bisogno di un appiglio e ti leghi agli altri come se non volessi slegarti mai.
E' bellissimo, è strano e sta per finire.
Sì lo so, lo sapevo dall'inizio che sarebbe finito, però io sono uno che le cose le prende così. All'inizio sono lento e sembro diffidente ma col tempo divento viscerale.
La mia prima valigia, che domani verranno a ritirare, è lì, pronta da ieri fuori dalla camera perché io a vederla di continuo non ce la faccio. Preferisco ingombrare il corridoio.

Come ho già detto anche nei post precedenti, nonostante questo alone di tristezza che ogni tanto mi avvolge, soprattutto la sera (avete presente: appena tra le coperte, tutto spento, canzoni tristi nelle orecchie che fa molto film e mi piace tanto), sto vivendo questi giorni davvero intensamente, senza perdermi niente, sempre con qualcosa da fare. Tra un paio d'ore infatti: barbecue all'aperto. 
Certo due giorni fa era molto più caldo, sembrava arrivata la primavera, si stava a maniche corte ma sapete com'è non potevano farmi il favore di avere il sole anche oggi :)

Ho parlato di riciclaggi e sapete perché? Beh, questo penso che sia comune a tutti quando si deve andare via/partire a lungo.
Ho la credenza piena di cose da mangiare che non credo di riuscire a smaltire del tutto, quindi l'unico modo e inventarsi qualche ricetta riciclata o come è più carino chiamarle svuota frigo (o credenza).
Fortuna che avevo ancora il cous cous che data la sua versatilità mi ha dato davvero una mano, perché il mio frigo piangeva davvero miseria.
Il cous cous mi ricorda le cene d'estate in due, mi ricorda l'inventarsi sempre una ricetta nuova per chi ne è golosissimo, mi ricorda il relax dopo le giornate al mare.


COUS COUS ALLA PARMIGIANA

Ingredienti:
120gr di cous cous
1 melanzana
200gr di passata di pomodoro a pezzetti
parmigiano
basilico fresco
aglio
sale
olio evo

Preparazione:
Cuocete il cous cous come indicato sulla confezione, fatelo raffreddare in una ciotola e sgranatelo con una forchetta.
In abbondante olio d'oliva, fate imbiondire uno spicchio d'aglio e aggiungete la melanzana tagliata a cubetti (e non mi fate usare nomi francesi per il tipo di taglio), fate cuocere per qualche minuto finché non sarà tenera, salate e aggiungete la passata di pomodoro. Continuate a far cuocere il sugo, finché non sarà denso e corposo. Aggiungete il basilico fresco, una decina di foglioline. Una volta pronto, disponete il cous cous sul piatto, aggiungete una cucchiaiata abbondante di sugo e una spolverata di parmigiano.

 


Marco

venerdì 16 marzo 2012

Tu vuò fa' l'americano

O anche american chocolate chip cookies.
Sono rientrato ieri sera dal mio viaggio nel viaggio. Come vi avevo accennato sono partito per 5 giorni con i miei amici per quello che per me è l'ultimo viaggio Erasmus, ovviamente non vi dico quanto ci siamo divertiti perché non poteva andare altrimenti.

Questa ricetta nasce proprio da questo viaggio perché mi sono messo a fare i biscotti il giorno prima di partire per avere qualcosa da sgranocchiare durante il viaggio. Diciamocelo, a chi è che non piacciono i cookies? Quella bomba di burro e gocce di cioccolato!

Però a differenza di quello che dice il titolo, non voglio fare l'americano. Non sono un patito degli Stati Uniti e delle loro tradizioni che cercano di far passare per cultura, non mi piace la loro eterna contraddizione. Non sono uno di quelli che vorrebbe passeggiare per le strade di New York ed entrare in un bar per mangiare cupcake. Anzi i cupcake a me, solo vederli, fa venire un po' d'orticaria (ma non è detto che non li farò mai, sia chiaro).
Non ho mai avuto il sogno americano, sono un europeista e forse è perché penso che ho ancora tanto da scoprire di questa cultura millenaria che abbiamo intorno, ancora tanti posti da vedere che sinceramente l'america può aspettare.

Sproloquio a parte, già una volta, quando ero ancora a Bologna, presi dalla noia di una Domenica, io e una mia amica, sempre quella degli esperimenti culinari, abbiamo sperimentato una ricetta di cookies che avevo salvata sul PC da non so quanto tempo e da non so che sito. Risultato: li abbiamo buttati. Un ammasso di burro e zucchero che era immangiabile.
Questi? Tutto il contrario, sono buonissimi, fidatevi!

Ah, siccome oggi è Venerdì e come tutti gli appassionati di twitter sapranno, è giorno di FF ovvero di consigli su chi seguire. Io ho un blog che è nato da poco ma che secondo me è molto valido e a me piace molto per il suo stile davvero differente da tutti gli altri blog che sono abituato a vedere: Tu porta da bere...


CHOCOLATE CHIP COOKIES

Ingredienti:
250gr di farina
180gr di burro
200gr di zucchero di canna
1 uovo intero
1 tuorlo
250gr di gocce di cioccolato
lievito
vaniglina
sale

Preparazione:
Mescolate in una terrina la farina con una puntina di lievito e mezzo cucchiaino di sale.
A parte montate il burro con lo zucchero fino ad ottenere una spuma. Aggiungete le uova e la vaniglina continuando a mescolare. Un po' alla volta aggiungete la farina, ottenendo un impasto compatto. Ora aggiungete le gocce di cioccolato. Io ho preferito sminuzzare il cioccolato con il coltello, senza usare le gocce.
Prendere l'impasto con un cucchiaino, formare una pallina, disporla su una placca da forno e schiacciarla leggermente, ben distanziate dalle altre. Infornate a 170° per 12'-15'.



Marco

venerdì 2 marzo 2012

Involtini del tempo libero

E' proprio bello avere momenti di relax come questo. Finiti esami e lezioni, ho quasi tre settimane di totale relex. La mattina posso svegliarmi con calma, stare un po' al PC, cucinare, finalmente riordinare la camera, oppure fare una gita fuori porta con gli amici come l'altro ieri.
Altro fatto da non tralasciare è appunto il tempo per la cucina. Posso sbizzarrirmi un po' con la creatività.

In questi giorni le uniche preoccupazioni (più o meno) sono il cercare casa a Bologna, che non è per niente bello! Credetemi! e il pensare a quello che mi aspetta al ritorno a Bologna, sto già cercando di ingranare la marcia tenendomi informato. Mi sto anche attivando per la tesi di laurea, insomma... :)

Qui purtroppo si sente già aria d'addio e si organizzano le ultime settimane per recuperare tutto quello che non si è fatto all'inizio perché non ci si conosceva, perché si era presi dallo studio o da altri impegni.
Abbiamo anche pensato di fare un breve viaggio super low-cost di quattro-cinque giorni, visto che sono uno dei pochi a ripartire ora e non a Luglio. Voi che meta proporreste?

Ieri per pranzo, ho cucinato gli involtini di verza. A me piacciono davvero tanto, ma non li ho mai fatti perché ho sempre pensato ci volesse troppo tempo. In realtà non è così, è un po' impegnativo ma non esageratamente. Certo, ho impastrocchiato la cucina che non potete immaginare, ma quello lo faccio sempre, roba che se le mamme online la vedessero, verrebbero a rincorrermi col mattarello!

Non mi sono regolato benissimo con le dosi, ma vi giuro che il risotto che ho fatto per riempire gli involtini è buonissimo quindi non mi dispiace che ne sia avanzato. Avevo lessato solo otto foglie di verza quindi vi do la ricetta per questo quantitativo, cercando di sistemare le dosi. Per la cremosità degli involtini, io ho usato un formaggio cremoso, il primo che vi verrà in mente sarà Philadelphia, io però ne ho usato uno alle erbette, ha una consistenza diversa quasi più spumosa, ma voi potrete usare quello che volete, anche un brie o gorgonzola, riducendo le dosi.


INVOLTINI DI VERZA CREMOSI

Ingredienti:
1 cavolo verza (dieci foglie)
200 gr di riso per risotti
1 cipolla bianca
100 gr di macinato di maiale
100 gr di formaggio cremoso
80 gr di scamorza affumicata
sale
pepe
noce moscata
brodo vegetale
vino bianco
olio evo

Preparazione:
Lessate otto foglie di verza, le più esterne, lavate e pulite, in acqua bollente per circa 1'-2'. Scolate subito e raffreddatele con acqua fredda.
Preparate il risotto per riempire gli involtini. Fate soffriggere la cipolla, quando sarà dorata aggiungete il macinato. Fate rosolare per qualche minuto e fate sfumare con mezzo bicchiere di vino bianco. Sminuzzate due foglie di verza, le più tenere e aggiungetele al soffritto. A questo punto aggiungete il riso e fatelo cuocere con il brodo, salate, pepate e aggiungete la noce moscata. Quando sarà quasi pronto aggiungete il formaggio cremoso e fatelo sciogliere creando una crema. Il risotto non dovrà risultare troppo secco ma neanche acquoso. A cottura ultimata, spegnete il fuoco e aggiungete la scamorza a cubetti.
In una teglia da forno, disponete i vostri involtini. Prendete le foglie di verza lessate, aggiungete due-tre cucchiai di risotto e chiudete ad involtino. Se necessario "ritagliate" la foglia. Quando tutti avrete riempito la teglia, aggiungete un mestolo di brodo e mettete in forno a 190° per 15'-20'. Evitate il calore dall'alto o potrebbero bruciarsi in superficie.
Lasciate raffreddare e servite.


Marco

martedì 28 febbraio 2012

Gli esami non finiscono (quasi) mai.

Questa mattina l'ultimo esame in Germania. Quindi sì, a conti fatti il mio Erasmus, almeno dal punto di vista universitario, è terminato. Tristezza ma tanta soddisfazione per questa esperienza. Ha decisamente portato i suoi frutti visto quanto mi sento più sicuro con il tedesco e dal punto di vista accademico, lasciatemelo dire, è stata un successo.
Finalmente ora mi concederò intere giornate di relax, passeggiate in centro, mattinate in cucina e Venerdì riceverò anche visite dall'Italia, per un breve ma intenso weekend.
Per quello che riguarda noi, ci sono tutte le premesse per vederci qui sul blog molto spesso :)

Proprio l'altro giorno al mio supermercato di fiducia (quello sotto casa) ho trovato in offerta tanti prodotti bio così mi son accaparrato un po' di roba. Tra queste, il farro. E oggi vada così.
Mi piace molto poter sostituire il riso o la pasta con i cereali per delle insalate calde o fredde: ricche, gustose e estremamente versatili. Non a caso ho iniziato l'avventura sul blog proprio con una ricetta a base di grano. Questa ricetta che vi propongo oggi, fidatevi, è ottima e non è una mia invenzione.
L'ho scoperta durante una cena universitaria qualche tempo fa ma mi è piaciuta subito per la semplicità e l'accostamento dei sapori. Durante quella cena, dove per una volta non ero io il cuoco, ha conquistato tutti e quindi ogni volta che tornavamo a cena da quell'amica, questo piatto era d'obbligo.
Io stavolta, un po' in ricordo delle cene in compagnia a Bologna, un po' per coccolarmi senza strafare mi sono concesso questa buonissima insalata di farro. Il massimo è se viene lasciata riposare quindi è anche perfetta per un buffet dove non volete ridurvi a fare tutto all'ultimo minuto o per un take-away da preparare la sera prima per l'ufficio o per i picnic che ci aspetteranno.



INSALATA DI FARRO CON PORRI, PATATE E POMODORI
Ingredienti:
150gr farro
1 patata
1 cipollotto
1 porro piccolo
50gr pomodori ciliegino
aglio
latte
basilico
sale

Preparazione:
Lessate il farro come indicato sulla confezione. Normalmente impiega dai 15' ai 20'.
In un filo d'olio fate dorare un cipollotto e uno spicchio d'aglio schiacciato. Aggiungete un porro piccolo tagliato a fettine e una manciata di pomodorini tagliati in quattro. Lasciatene alcuni da parte. Tagliate una patata a cubetti e sbollentatela qualche minuto in acqua bollente salata. Quando sarà morbida, ma non completamente cotta, aggiungete la patata al porro insieme a mezzo bicchiere di acqua di cottura. Salate e aggiungete qualche fogliolina di basilico sminuzzata. Fate cuocere a fuoco medio in modo che l'acqua si ritiri lentamente e crei insieme all'amido delle patate un sughetto corposo. Aggiungete anche due cucchiai di latte. Intanto il farro sarà pronto, quindi scolatelo e quando il condimento di verdure sarà pronto e avrete tutte le verdure morbide e non sarà troppo acquoso, tagliate gli ultimi pomodorini rimasti e aggiungeteli insieme al farro con le verdure e fate andare ancora un paio di minuti.
Vi consiglio di non lesinare sulle cotture ma anzi, piuttosto cuocere un paio di minuti in più perché è ottima se il risultato è morbido, almeno questi sono i miei gusti.





Marco

mercoledì 23 novembre 2011

Piovono crocchette

Scrivo questo post reduce da una giornata ai fornelli. Stanco, un po', ma contento. Secondo me è uno dei modi migliori per trascorrere una giornata. Il Martedì è il mio giorno libero dalle lezioni, quindi tra poco arriverà qualche amico e ho voluto preparare una cena. Un invito a cena vero, come quelli che fanno gli adulti.
Otto ore full-immersion di cucina, in pratica orario d'ufficio.

Ho approfittato del menù di questa sera per proporre anche a voi queste crocchette. Crocchette a colpo sicuro perché oltre ad essere buonissime, il margine di errore è davvero minimo. Ogni volta che le ho fatte, seguendo le giuste dosi, non si corre il rischio di sbagliare nella consistenza o nella panatura.
Sono crocchette speciali anche perché le ho sperimentate in una delle tante cene da Claudia, a Bologna e praticamente passavo più tempo a casa sua che a casa mia. Giornate no-stop di convivenza e di cucine per ritemprare gli animi. Così questa ricetta è sbucata da internet, da qualche parte e l'abbiamo inserita nella nostra "serata crocchette" e hanno conquistato, dal primo morso, il podio.

Sono state anche uno dei tanti protagonisti della mia cena di compleanno con il mio gruppo di amici e così questa sera, anche se io e Claudia siamo praticamente agli antipodi dell'Europa, lei e tutti i miei amici sono a cena da me. Panati e fritti anche loro!
C'è Skype, c'è Facebook, ci sono mille e uno modi per sentirsi e rimanere in contatto: è solo un Erasmus, solo qualche mese (forse più di qualche) e dopo si torna a Bologna per finire l'università, ma gli amici mancano e le mancanze si fanno sentire, sempre.
Vi mando una pioggia, non di quelle che sta distruggendo le città, ma una pioggia di crocchette. Coimbra, Bologna, Edimburgo, Modena, Belo Horizonte, dalla Germania al Brasile, dal Portogallo alla Scozia... ora, piovono crocchette!

CROCCHETTE TONNO E RICOTTA


Ingredienti:
200gr di ricotta
200gr di tonno sgocciolato
50gr di pangrattato
50gr di parmigiano grattugiato
2 uova
sale
prezzemolo
pepe

Preparazione:
Mescolare la ricotta, il tonno sbriciolato e le uova intere in una terrina. Aggiungere sale, pepe e prezzemolo tagliato finemente. Potete arricchire con altre spezie o peperoncino. Aggiungete il pangrattato e il parmigiano. Con in composto formate delle polpettine e impanatele nel pangrattato. Friggete in olio di semi fino a doratura.

Ho accompagnato con una salsa fresca allo zenzero. Tre cucchiai di creme fraiche, tre cucchiai di maionese, un cucchiaino di senape, sale, la buccia di un lime, un pizzico di peperoncino e una 'noce' di zenzero fresco grattuggiato.




Marco
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