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lunedì 14 settembre 2015

Empanadas di manzo

Questo blog ha una serie di appuntamenti fissi che non può mancare. Molti sono legati alla TV, soprattutto durante l'autunno/inverno perché diciamoci la verità, chi ha più voglia di uscire fuori quando puoi avere il plaid sul divano e guardarti la TV? E poi il giorno dopo si deve andare anche a lavorare! 
Uno di questi appuntamenti fissi è Pechino Express, il reality che ha davvero cambiato negli ultimi anni tutta l'idea dei reality. Una serie di coppie, persone comuni e persone famose (senza troppo la pretesa di essere famose), che viaggiano, senza soldi, per posti esotici e lontani rincorrendo un traguardo. Sembrerebbe noioso se non fosse per le situazioni mai banali e prevedibili ma che anzi sono sempre condite da un'incredibile ironia: dai personaggi più stravaganti come la celeberrima marchesa d'Aragona, a volti già noti ma da scoprire in una veste tutta nuova come la mitica Eva Grimaldi. Anche se Costantino rimane il motivo principale per cui essere fan del programma, un po' la divinità unica da adorare. Secondo me questa spiegazione è un po' inutile perché moltissimi di voi conosceranno e seguiranno il programma, o per lo meno ne sentono parlare dai colleghi il giorno dopo. Poi da quest'anno potrete seguire ad ogni puntata il live blogging su Signorponza.com, sito con cui vi ricordo adesso collaboro! 

Tornando a Pechino Express, la ricetta di oggi sarà quindi a tema. Però scordatevi l'anatra glassata perché quest'anno la troupe di viaggiatori si trova in Sud America, in cerca di passaggi per paesi di cui a malapena conosco la posizione geografica: perciò vi propongo una ricetta che fa contenta un po' tutta la zona. Le empanadas di manzo! Se non le conoscete sono dei fagottini ripieni di carne macinata, formaggio o infinite altre varianti. Vi dirò di più, le empanadas di manzo sono perfette da mangiare proprio davanti alla TV, quindi questa sera, per la terza puntata di Pechino Express dovete preparare queste empanadas, in fondo non ci vuole poi molto. Altro trucco, se siete sempre di corsa come i nostri viaggiatori potete preparare le empanadas in quantità quando avete più tempo e poi surgelarle, in modo da doverle solo buttare in forno. Pensate che bello se una di queste sere potreste assistere live, proprio mentre addentate un'empanada all'attacco di Shalpi da parte di un pappagallo cacatua.


martedì 4 marzo 2014

Guanciale di Carnevale

Mentre sono qui che cerco con tutto me stesso di lottare contro la tentazione di farmi una, due, dieci fette di pane olio e pomodoro, accendo il PC per scrivere un nuovo post.
Perché dovete sapere che in questo periodo sono a casa, in Abruzzo, senza molto da fare, quindi ho il tempo per concedermi lunghe passeggiate lungo il mare: fanno bene alla salute e casomai fanno smaltire qualche etto. Il problema poi è che passando davanti alla gelateria più buona della città, ti concedi una coppa pistacchio e stracciatella. Quindi capite quanto sia difficile resistere a questa mezza pagnotta di pane fatto in casa, quando potresti inzupparla nell'olio e riempirla di pomodorini?

Per trasferirmi in Germania manca ancora qualche settimana, ma ormai i preparativi fervono e sono quasi al completo. Certo manca ancora una casa dove stare per i quattro mesi in cui sarò lì, ma d'altronde a chi serve una casa quando sei in una città piena di ponti?
Gustatevi le ultime ricette e andate a ripescare le più vecchie nel nostro indice perché temo che per un po' dovrò abbandonarvi.

Oggi è Carnevale e non so dal punto di vista della tradizione cosa significhi, dicono che dopo oggi si debba smettere di mangiare la carne? Se così dovesse essere allora vi concedo una ricetta sostanziosa, che forse col Carnevale ha poco a che fare, non trattandosi dei dolci fritti tipici del periodo ma che a me non piacciono. Un piatto di pasta molto semplice, ma rustico e sostanzioso. Ho usato gli ultimi cavoli di stagione, che io adoro e voglio proporvi finché la stagione me lo permette. Poi, grazie a mia nonna che lo fa ancora stagionare in casa, ho insaporito con dei cubetti di guanciale croccante. A pensarci bene, potremmo usare questi cubetti di guanciale croccante come coriandoli di Carnevale e tutto torna!
Tutta la famiglia da parte materna, viene da Castiglione Messer Marino, un paesino in montagna tra Abruzzo e Molise, dove il guanciale durante il carnevale ha un ruolo fondamentale! Mi spiego meglio, il guanciale diventa il condimento principale delle sagn' a lu cuttur': piatto tipico delle feste di carnevale, sagne fatte solo con acqua e farina, condite con appunto il guanciale, salsiccia stagionata insaporita con peperone dolce secco e semi di finocchio e per tradizione si mangia con le mani direttamente dal cuttur', ovvero il pentolone in rame in cui si cuociono.
Io però ho optato per una preparazione più semplice e che potrete rifare quando volete a casa: in pochi minuti preparerete un piatto molto gustoso e ricco da gustarvi in questi ultimi, speriamo, giorni di fresco.

Marco

sabato 14 aprile 2012

Spostamenti lampo

Ancora pause e assenze? No dai, è solo una settimana. Contando le vacanze è anche giustificata.
Vi scrivo questo post in viaggio, ebbene sì, la prodigiosa Trenitalia è riuscita a far funzionare una connessione WiFi su un treno in movimento. Peccato che funzioni bene quanto loro ;)
Sono in viaggio verso Roma, per un week end in compagnia e di più vi spiegherò la prossima volta.

Questi giorni sono stati piuttosto frenetici: Pasqua, Pasquetta, una sorpresa, il ritorno a Bologna (definitivo), un concerto e questo viaggio un po' improvvisato e quindi tante cose da dover preparare.
Il tempo in questi giorni ci ha fatto ripiombare in men che non si dica a Novembre, con vento, pioggia, nebbia, cielo grigio. Insomma ti fa passare la voglia anche di cucinare quando la stagione permette tante cose fresche. Che ci dobbiamo rimettere a fare le zuppe? Facciamo di no.

Però qualche giorno di sole, o meglio, qualche mezza giornata di sole, giù al mare c'è stata e quindi mi son dato un po' da fare approfittando dell'occasione. Una ricetta di qualche giorno fa in cui l'ispirazione era tanta e la noia ancora di più, quindi dovevo trovare come ingannare il tempo.


GNOCCHETTI AI CARCIOFI E CREMA DI PANOCCHIE

Ingredienti:

- per gli gnocchi:
500gr di patate
400gr di farina
1 uovo
sale

- per il condimento:

300gr di carciofi
4 panocchie (canocchie/cicale di mare)
pomodorini
pomodori secchi
olio
aglio
prezzemolo
capperi
latte
mainzena

Preparazione:
Per gli gnocchi, lessate le patate, spellatele e impastatele con la farina, un pizzico di sale e l'uovo. Una volta formato un impasto omogeneo, prelevate delle parti di pasta, formate dei rotolini e tagliate dei piccoli gnocchi e fateli scorrere rapidamente su una forchetta per dare la tipica superficie rigata.
Per il condimento, fate imbiondire uno spicchio d'aglio e un paio di pomodori secchi spezzettati nell'olio. Aggiungete qualche pomodorino fresco tagliato in quattro e i carciofi a spicchi. Aggiungete anche le teste pulite delle panocchie. Fate stufare a fuoco piuttosto basso finché non saranno morbidi i carciofi.
Ora in un frullatore o con un minipimer fate la crema. In un padellino, con un filo d'olio, fate appena scottare la polpa delle panocchie. Sgusciatele con delle forbici e con l'aiuto di un cucchiaio spolpatele. Frullate la polpa con due cucchiai di olio e mezzo bicchiere di latte. Aggiungete qualche cappero, il prezzemolo sminuzzato e un cucchiaio raso di maizena stemperato in un goccio d'acqua. Ora scaldatela in un pentolino per addensarla. Cuocete gli gnocchi in acqua salata, quando saliranno a galla saranno pronti, impiegheranno pochi minuti. Scolateli e mantenendo parte dell'acqua di cottura e rimetteteli in padella con i carciofi. Aggiungete la salsa una volta nel piatto.

Marco



domenica 1 aprile 2012

Pesce d'Aprile? No, son tornata davvero!

Eccomi qui!
Sono tornata dopo mesi d'assenza.
Se ben ricordo, vi avevo annunciato la mia partenza per un week-end tedesco da Marco, poi vi avevamo raccontato le belle atmosfere dei mercatini natalizi delle Germania...e da lì, puff! Sono sparita nel nulla!
Forse un letargo stagionale? Non proprio!
Ho preparato la tesi e, finalmente, la settimana scorsa mi sono laureata. Un'assenza più che giustificata.
Sono stati mesi molto intensi ed impegnativi, fatti di studio, e studio, e poi ancora studio. Giornate passate tra la biblioteca sulle sudate carte e il pc a scrivere, in attesa dell'incontro settimanale con la prof.
Tanta fatica ma ne è valsa davvero la pena! Dopo aver penato tanto per trovare l'ispirazione e dopo aver perso gran parte dell'entusiasmo per lo studio, mi sono messa alla prova e devo dire che sono MOLTO soddisfatta.
Pian piano, di post in post, vi racconterò questo lungo periodo di lontanaza dal blog.

In questi mesi, avendo poco tempo a disposizione per altro che non fosse lo studio, non ho dedicato molta attenzione alla cucina e al cibo: piatti velocissimi, a volte monotoni e ripetitivi e, lo ammetto, anche qualche pizza d'asporto nei momenti più difficili. Però cucinare mi è mancato tanto, sentivo il bisogno di preparare qualcosa di confortevole ed appagante.
Ora che mi godo il meritato riposo, posso rimettermi all'opera! Evviva!
Cominciamo bene con uno Spaghettoro del Pastificio Verrigni e una manciata di sarde freschissime...con questo bel sole, mi sono illusa di essere in Sicilia restando a Reggio Emilia!


PASTA CON LE SARDE

Ingredienti:
250gr di Spaghettoro Antico Pastificio Verrigni
300gr di sarde freschissime
1cipolla
barbetta di finocchio (sarebbe meglio del finocchietto selvatico!)
semi di finocchio
uvetta sultanina
olio evo
sale

Preparazione:
Spinare le sarde e lavarle con acqua fredda. Mettere a bollire l'acqua per la pasta. In un'ampia padella rosolare la cipolla, tagliata a fette, con abbondante olio. Quando la cipolla si sarà ammorbidita, aggiungere i filetti di sarde che pian piano si disfaranno, creando una sorta di cremina. Cuocere la pasta mantenendola piuttosto al dente, finirà la cottura in padella. Aggiungere al condimento i semi di finocchio (o come vuole l'autentica ricetta il finocchietto selvatico) e una manciata di uvetta. Salare il tutto.
Unite la pasta al condimento, aggiungendo dell'acqua di bollitura per completare la cottura degli spaghetti. L'amido della pasta renderà in condimento ancora più cremoso. Infine aggiungere le barbette di finocchio e senza indugiare... buon appetito!


Chiara   

venerdì 11 novembre 2011

Un pioppino tira l'altro

Per alleggerire l'arrivo dell'uggioso Novembre, io ed il mio adorato Coinqui  avevamo progettato una trasferta genovese per il week-end appena passato.
Già immaginavamo di perderci tra caruggi e crêuze, gustandoci dei bei pezzoni di focaccia di Recco. Assaporavo un intenso tour nel mercatino dell'antiquariato a Palazzo Ducale con shopping annesso. Avevamo messo in conto di immergerci un'intera giornata tra le meraviglie dell'Acquario, comprare una tazza e una calamita come souvenir e concludere in bellezza la serata con un bel piatto di autentiche trofie al pesto.
Purtroppo il mal tempo ha pensato di devastare mezza città, dopo aver già messo a dura prova la regione nelle scorse settimane. Vi siamo vicini con il cuore!

Domenica mattina la sveglia non suona, ci alziamo con calma, colazione e tutto relax. Fuori piove, il tempo è grigio e non promette nulla di buono per il pomeriggio. Approfittiamo della giornata casalinga per dedicarci alle piccole cose che nel caos di tutti i giorni restano in disparte...ci godiamo la tranquillità della domenica!
L'ora di pranzo si avvicina e, in una giornata così uggiosa, ci vorrebbe qualcosa di speciale, per coccolarci ulteriormente.
Il giorno prima avevo comprato dei funghi pioppini. Di solito prendo i classici champignon bianchi, ma questi simpatici funghetti mi avevano incuriosito e mi sono lasciata tentare. Vado in perlustrazione nel frigo e tiro fuori un po' di cose...
Decido di impastare: e tagliatelle siano!



TAGLIATELLE CON RAGU' BIANCO E PIOPPINI


Ingredienti (per 2 persone):

-per la pasta:
2 uova (preferisco quelle biologiche)
200 g circa di farina "00" di grano tenero Antigrumi di "Molino Chiavazza"

-per il ragù:
una sovracoscia di pollo
3-4 fette di speck
100 g di funghi pioppini
rosmarino
salvia
aglio
olio
vino bianco (io uso il Martini bianco!)

Preparazione:
Per la pasta all'uovo, di regola, si calcola un uovo e 100 g di farina a persona.
Rompere le uova in una terrina, aggiungere la farina Antigrumi di "Molino Chiavazza" ed impastare con le mani. Se la pasta risulta un po' appiccicosa, aggiungere ancora un po di farina ed amalgamare il tutto. Rovesciare l'impasto su una superficie infarinata e lavorarla per bene con le mani, finchè non risulterà ben liscia. Per comodità dividere la palla in due parti ed iniziare a tirare la sfoglia con la macchina (per i più fortunati!), partendo dallo spessore massimo, per quattro o cinque volte. Quindi, ad ogni successivo passaggio, ridurre lo spessore fino ad ottenere una sfoglia liscia e sottile.
E' arrivato il momento delle tagliatelle!
Allargarle bene passandoci in mezzo le dita infarinate.

In un capiente saltapasta, soffriggere l'aglio con rosmarino e salvia. Aggiungere il pollo a piccoli pezzettini (la sovracoscia è più saporita e tenera), lo speck e far rosolare. Sfumare con il vino bianco (preferisco il Martini, ha un retrogusto più dolce) ed unire i funghi pioppini.
Intanto l'acqua bolle, buttare la pasta mentre il "ragù" cuoce a fuoco vivace. Regolare di sale.
La pasta fresca cuoce in pochissimi minuti.
Scolare
e unirla al condimento, aggiungendo un mestolo di acqua di cottura della pasta. Aiuterà a mantecare il tutto, creando una fantastica cremina.

Nel piatto e...Voilà!
Chiara

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