Non saprei davvero da cosa iniziare, oggi è una giornata ricca straricca piena di cose da dire.
Sono appena tornato a casa da un esame e finalmente posso scrivere un post senza sentire il fiato sul collo della catasta di libri in cui sono immerso.
Già con Sanremo ho abbastanza da dire, figuriamoci poi per San Valentino... una guerra tra santi insomma.
In questo blog non ci piace fare torti a nessuno, al massimo torte per tutti. Non mi va di pubblicare risottini a forma di cuore e far soffrire i nostri lettori single. Anzi, voglio dedicare parole di conforto per loro e ricordarvi sempre che per fortuna ci sono la pizza e i bignè con la crema.
Oltretutto Chiara ha pubblicato una fantastica ricetta super easy di muffin per San Valentino sulla nostra pagina Facebook. Dateci sempre un'occhiata e, se non lo avete ancora fatto, 'mi piace' e 'condividi' per voi e tutta la vostra famiglia; lì capita di tanto in tanto che pubblichiamo qualche ricettina molto veloce e semplice quando siamo anche noi di fretta.
Amici single, non credete! Quei muffin vanno bene sia se siete fidanzati, da preparare per la vostra metà, sia se siete soli soletti, da scofanarseli sotto il piumone.
Solo un secondo prima di abbandonare questa cascata di cuoricini rosa in cui ci siamo tuffati.
La bimba di Carmen Russo e Enzo Paolo Turchi è nata! Proprio oggi il giorno di San Valentino!
Sarà sicuramente una bellissima bambina... E INVECE! Pesa 2kg 950 come i chili di patatine che vorrei mangiarmi ora... perché anche io festeggerò San Valentino a distanza, come mio unico compagno Sanremo.
Ho detto Sanremo? Esatto. L'appuntamento più atteso della TV italiana è finalmente arrivato. Più di Sanremo aspetto solo la seconda stagione di Pechino Express e la mia partecipazione a Masterchef.
La prima puntata è stata coronata da fischi e polemiche che non starò qui a definire inutili e stupide, ma comunque la noia della prima puntata è prevedibile come la pioggia quando lavi la macchina. Non si può mica iniziare col botto, altrimenti voi di cosa vi lamentate?
Appurato che i telespettatori e il pubblico di Sanremo non vuole la politica ma la musica, è così che ci siamo beccati i Modà, Simona Molinari, Cristicchi con le loro canzoni fatte con la stessa sostanza della gastrite. Non è che forse era meglio la satira?
Io sono molto contento dei presentatori, forse la coppia Fazio-Littizzetto è un po' ridondante (e nella prima puntata lo son stati), ma insomma Fazio lo trovo molto professionale e colgo l'occasione che l'anno scorso c'era Rocco Papaleo. Papaleo.
La seconda puntata è stata più movimentata e molto più sciolta e le canzoni secondo me sono anche state migliori. Fazio ha esordito dicendo che il nuovo meccanismo di portare due canzoni è piaciuto molto e io mi sto ancora chiedendo A CHI! Sarò sincero, a me non dispiace, ma non possono essere cantate una dietro l'altra, così, senza neanche un cambio d'abito. Soprattutto il televoto non può essere lasciato in mano ad Andreotti che sta ordendo un complotto per eliminare le canzoni più belle tra le due.
Quali sono state le canzoni che vi piacciono di più?
Per quel che mi riguarda:
senza dubbio al primo posto "Niente" di Malika Ayane, la penna di Sangiorgi non delude e sarò prevenuto, ma è un capolavoro.
Secondo posto per "Non so ballare" di Annalisa, il lato buono di Amici di Maria de Filippi. Stupenda canzone scritta dal cantante di un gruppo, poco conosciuto ai più, ma molto valido: La fame di Camilla. (Un saluto a Camilla che pure noi c'abbiamo sempre fame!)
Terzo posto per Chiara, vincitrice di X-Factor, che canta, da dio aggiungerei, L'esperienza dell'amore che nelle note e nelle parole mi ricorda La costruzione dell'amore. Io già piango.
Al quarto posto il bel riccio di Gazzé che ormai c'ha una certa, ma non delude mai, soprattutto al Festival. I tuoi maledettissimi impegni è la mia preferita, quel misto tra ironia, poesia, melodia e vabbè, ci siamo capiti, è molto carina.
Quinto posto per Marco Mengoni con L'essenziale. Voce da pazzi, look da Milano fashion week e simpatia di un leone in gabbia a digiuno. A proposito di digiuno, credo che Marco non sia fan del nostro blog... per quanto è secco non credo abbia mai mangiato.
Sapete ora qual è la cosa bella? Che delle cinque canzoni che ho nominato, solo l'ultima è passata. Poi ditemi che dietro al televoto non c'è il complotto di Andreotti e soprattutto che questo non è il mio festival!
Avete ragione, si dovrebbe dare spazio ai giovani ma non me la sento di commentare la sessione Giovani. Se ci provo, in mente mi viene solo:
"In quanti pezzi,
dobbiamo dividerci,
prima di arrivare
a non riconoscerci più?"
Questa sera si esibiranno invece tutti gli artisti con i brani rimasti in gara, in più ci sarà come super ospite Albano. Così sapete già quando potete andare in bagno o a lavare i piatti.
Ricapitoliamo quindi: voi stasera tornate a casa da lavoro/biblioteca/quello che è, se siete soli o in coppia poco importa, non potete perdervi neanche un minuto della terza serata di Sanremo.
Questo è il piatto super facile e veloce per la vostra cena. Raddoppiate le dosi se siete accoppiati e casomai la TV dopo spegnetela che le canzoni potete sempre sentirle alla radio.
Visualizzazione post con etichetta petto di pollo. Mostra tutti i post
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giovedì 14 febbraio 2013
mercoledì 17 ottobre 2012
Se vuoi fare il figo, usa l'aneto
Avete già sentito da qualche altra parte cosa usare per fare i fighi?
Sto parlando di "Se vuoi fare il figo, usa lo scalogno" di quel figo in tutti sensi, anche senza scalogno, che è Carlo Cracco. Perché Cracco anche se è palesemente snob, ne sa tante, secondo me tantissime, e il modo in cui parla e quello che dice, anche se è un po' elitario, lo trovo sacrosanto. Poi siamo entrambi iscritti alla stessa associazione "Uniti contro il glutammato e il brodo di dado".
Ovviamente io mi sono fiondato il libreria appena uscito per comprarlo farmelo regalare e seppur inizialmente delusissimo dalla (quasi) mancanza di fotografie (su 60 ricette ne vengono fotografate meno di 20) mi sono dovuto ricredere quando ho iniziato a leggerlo. Non solo la struttura a "livelli" che ti porta a scoprire numerose ricette anche piuttosto classiche e ti insegna a cucinarle a regola d'arte, ma anche la presenza di altrettante lezioni che ti aiutano a muovere i primi passi in quella che lui chiama la grammatica della cucina ne fa un libro di cucina davvero completo. Inoltre ogni ricetta è accompagnata da una piccola storia personale e secondo me, le sue parole ti catapultano in quella ricetta, in ciò che rappresenta e finito di leggere, il motto di Cracco "La cucina è cultura" non suona affatto inappropriato o retorico.
Perché cucinare non vuol dire solo preparare qualcosa, casomai anche buonissimo, che poi possiamo mangiare: il vero senso secondo me sta nell'essere consapevoli di ciò che cuciniamo e del perché: cosa c'è dietro, cosa stiamo creando. Ovviamente è più difficile rapportare questo ragionamento alla cucina di tutti i giorni, che spesso, volenti o nolenti, è necessità ed un dovere più che un piacere.
Basta però parlare di cose serie e profonde, torniamo alle solite cavolate. Siccome ormai sono una star del web tipo TacchiAlti (Chi?? Ecco, appunto.) tutti mi chiedono consigli per cosa preparare o un aiuto culinario via web. Io poi spaccio sempre per mie le ricette degli altri e mi sento davvero Carlo Cracco.
Mi manca solo la barba e le stelle Michelin.
Ora se anche voi, volete dei consigli culinari non esitate a contattarmi perché io mi diverto un sacco e poi sono tutto il giorno in apprensione per il casino che andrete a combinare nel forno. Ovviamente, solo se siete incapaci sennò vi conviene chiedere alle vajasse moderne che passano la giornata tra dolci alla Nutella di cookaround e le puntate di La prova del cuoco.
Il mio allievo preferito, oltre alla mia amica di Pavia che ormai fa dei dolcetti che Buddy Valastro guarda e impara, è il mio amico fotografo Salvatore. Ovviamente Salvatore è solo il suo nome d'arte, perché ama l'Italia ma viene da Los Angeles. Mi segue sempre e mi chiede sempre le ricette, vorrebbe fare il bullo e non capire quanto sono importanti le cose che gli spiego ma in realtà mi ascolta, infatti sta imparando tanto e ora diventerà un vero cuoco, qui la sua testimonianza su quanto sia migliorato in cucina. Sono davvero orgoglioso di lui.
Non preoccupatevi, perché per sicurezza gli ho fatto firmare subito un contratto per il quale non può aprire un foodblog ed è diventato il fotografo ufficiale per il nostro prossimo libro di ricette senza che il nostro editore non ancora lo sappia, perché a noi piace fare i conti senza l'oste, fasciarci la testa prima che si rompa e usare i modi di dire a spoposito.
Passiamo però ora alla ricetta di oggi ché su questo blog dobbiamo pensare a far diventare famoso me, non i miei amici. La ricetta è liberamente ispirata ad una ricetta proposta nella finale della prima stagione di Masterchef USA. Whitney, poi vincitrice, fece un petto di pollo marinato al latticello, ma siccome io non sono a Masterchef il latticello l'ho lasciato a chi ha tempo da perdere per girare tutti i supermercati della nazione. Ho usato una marinata semplicissima con yogurt e aneto, ma come dice un classico della letteratura "L'aneto si è fermato a Eboli" e pare non sia terrone-friendly.
Voi gente sotto il Po che dite? Secondo me fresco si trova con facilità, è solo che non fate attenzione.
La mia ricetta è abbastanza ricca, ma potete usare questa marinatura anche solo per arricchire un petto di pollo alla piastra.
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lunedì 27 febbraio 2012
Ci vuole del tempo per riprendersi
Gennaio, praticamente un mese di pausa. A rilento ho provato a pubblicare qualche ricetta per reinserirmi e svincolarmi meglio che potessi tra tutti gli impegni. Ma non ha avuto così tanto successo.
Che sia questo l'ultimo, decisivo, tentativo? Così si spera.
Ho finito gli esami e voglio rientrare a pieno ritmo in cucina ma soprattutto nel blog. Il mese di Marzo tutto sommato per me sarà un mese abbastanza tranquillo, non avrò impegni universitari ma il mio ultimo mese di Erasmus. Un mese che devo vivermi sotto tanti aspetti fino all'ultimo respiro.
Il ritorno a Bologna si avvicina, e con questo anche tutte le preoccupazioni e i frenetismi che un trasloco comporta. Senza contare che dovrò di nuovo cercare casa e sarò sommerso da un insieme di impegni da organizzare e incastrare tra loro: la tesi da chiedere, il tirocinio, il lavoro in biblioteca, gli ultimi tre esami e la prova costume che è lì, pronta a bocciarmi senza riserva.
Vedo di sfuggita tutti i vostri blog e fate delle cose sempre più belle e meravigliose che quasi quasi mi viene voglia di lasciar perdere e rassegnarmi alla bellezza dei vostri post. In fondo mi piace scrivere e far vedere quello che mi invento in cucina, anche se poi le foto fanno schifo e la presentazione non è delle migliori.
In questi giorni, sempre più preso da twitter ho avuto modo anche di conoscere tutt'altro genere di foodblog. Inaspettati, irriverenti, con uno stile che non ti aspetti, ma decisamente interessanti :)
Passando a parlare di altro, vi avevo accennato del Carnevale. La festa di Rosenmontag è stata davvero una cosa incredibile, il Carnevale tedesco è qualcosa che non t'aspetti. Vi consiglio l'anno prossimo, di farci un pensierino e buttarvi nel delirio di questa festa. I postumi dei festeggiamenti all-day-long si fanno sentire e la mia voce sta scemando. Quindi oggi era cosa buona e giusta concedermi una zuppa. Una zuppa dai sapori delicati e particolari, molto veloce da preparare ma gustosa.
ZUPPA DI PORRI E SOIA
Ingredienti:
2 porro
200 gr di germogli di soia
1 petto di pollo
marmellata amara di limone
salsa di soia
semi di sesamo
olio di semi
sale
Preparazione:
Pulite il porro, tagliatelo a metà e a fette sottili. Battete il petto di pollo fino a renderlo molto sottile e sminuzzatelo. Scaldate un cucchiaio di olio di semi e aggiungete il porro e il pollo, facendoli cuocere un paio di minuti a fuoco basso. Aggiungete 200 gr di germogli di soia, quasi un barattolo. Salate, aggiungete un cucchiaio di marmellata di limone, se non l'avete va bene anche il succo di mezzo limone, un cucchiaio scarso di salsa di soia e un cucchiaino di semi di sesamo appena pestati.
Versate il giusto quantitativo d'acqua per 2/3 persone e fate bollire per circa 10-15'.
Che sia questo l'ultimo, decisivo, tentativo? Così si spera.
Ho finito gli esami e voglio rientrare a pieno ritmo in cucina ma soprattutto nel blog. Il mese di Marzo tutto sommato per me sarà un mese abbastanza tranquillo, non avrò impegni universitari ma il mio ultimo mese di Erasmus. Un mese che devo vivermi sotto tanti aspetti fino all'ultimo respiro.
Il ritorno a Bologna si avvicina, e con questo anche tutte le preoccupazioni e i frenetismi che un trasloco comporta. Senza contare che dovrò di nuovo cercare casa e sarò sommerso da un insieme di impegni da organizzare e incastrare tra loro: la tesi da chiedere, il tirocinio, il lavoro in biblioteca, gli ultimi tre esami e la prova costume che è lì, pronta a bocciarmi senza riserva.
Vedo di sfuggita tutti i vostri blog e fate delle cose sempre più belle e meravigliose che quasi quasi mi viene voglia di lasciar perdere e rassegnarmi alla bellezza dei vostri post. In fondo mi piace scrivere e far vedere quello che mi invento in cucina, anche se poi le foto fanno schifo e la presentazione non è delle migliori.
In questi giorni, sempre più preso da twitter ho avuto modo anche di conoscere tutt'altro genere di foodblog. Inaspettati, irriverenti, con uno stile che non ti aspetti, ma decisamente interessanti :)
Passando a parlare di altro, vi avevo accennato del Carnevale. La festa di Rosenmontag è stata davvero una cosa incredibile, il Carnevale tedesco è qualcosa che non t'aspetti. Vi consiglio l'anno prossimo, di farci un pensierino e buttarvi nel delirio di questa festa. I postumi dei festeggiamenti all-day-long si fanno sentire e la mia voce sta scemando. Quindi oggi era cosa buona e giusta concedermi una zuppa. Una zuppa dai sapori delicati e particolari, molto veloce da preparare ma gustosa.
ZUPPA DI PORRI E SOIA
Ingredienti:
2 porro
200 gr di germogli di soia
1 petto di pollo
marmellata amara di limone
salsa di soia
semi di sesamo
olio di semi
sale
Preparazione:
Pulite il porro, tagliatelo a metà e a fette sottili. Battete il petto di pollo fino a renderlo molto sottile e sminuzzatelo. Scaldate un cucchiaio di olio di semi e aggiungete il porro e il pollo, facendoli cuocere un paio di minuti a fuoco basso. Aggiungete 200 gr di germogli di soia, quasi un barattolo. Salate, aggiungete un cucchiaio di marmellata di limone, se non l'avete va bene anche il succo di mezzo limone, un cucchiaio scarso di salsa di soia e un cucchiaino di semi di sesamo appena pestati.
Versate il giusto quantitativo d'acqua per 2/3 persone e fate bollire per circa 10-15'.
Marco
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