Ultimamente su questo blog mancano tutte le grandi notizie da commentare, gli scoop e gli scandali del mondo dalle copertine patinate. Ok, ultimamente mancano un po' anche i post.
Però ho troppo da fare per star dietro a tutto quello che succede nel mondo. Faccio fatica addirittura a star dietro a tutte le mie partenze, tant'è che tra una settimana si parte, per Amburgo come vi avevo detto, e io devo fare ancora tipo tremila cose. Inoltre sto aspettando gli sticker con il nostro logo che ho fatto fare da StickerApp e non vedo l'ora di appiccicarli ovunque ad Amburgo così come minimo la Polizei mi arresta.
Per il momento accontentatevi di post meno bling-bling, ma anzi... tutto più semplice: a partire dalle ricette. Dopo l'ultima, praticamente a portata di bambino, voglio proporvi altre ricette facili da fare ma con quel tocco ChiaMa sempre top!
Forse non diventerò il nuovo Carlo Cracco da foie gras con ricci di mare ma almeno la nuova Benedetta Parodi da programma su RealTime "Molto semplice" ci vorrei provare...
Visto che è arrivata anche l'ora legale, fa buio presto, fa freddo e siamo tutti un po' più depressi, concediamoci qualche sfizio in più con appena pochi minuti ai fornelli. Così eccovi le fettuccelle alla zucca e crema di gorgonzola, un pranzo facile ma molto saporito, che potete proporre nelle cene con gli amici o per un pranzo della domenica un po' speciale.
Gli ingredienti anche qui pochissimi: la zucca (la regina d'autunno delle foodblogger), il gorgonzola e le Fettuccelle. Non faccio molto spesso pubblicità, a meno che non mi propongano un contratto da 200k $ e un libro di cucina sponsorizzato, ma la pasta DeCecco è la pasta che ho sempre comprato e che la mia famiglia ha, praticamente, usato da sempre e la ritengo una delle migliori marche commerciali; inoltre le fettuccelle, una sorta di fettuccine ma senz'uovo, sono credo il mio formato di pasta preferito per questi primi piatti saporiti e cremosi.
martedì 28 ottobre 2014
mercoledì 22 ottobre 2014
Voglio tornare a fare il blogger
E lo so che sarà l'ennesima promessa da marinaio.
Il bello è che stavolta lo so anche io, anzi parto da questo presupposto, non si sa mai succeda il contrario.
Allora perché lo dico? Per avere qualcosa di cui parlare nel nuovo post, può essere.
Fondamentalmente perché voglio di nuovo aver qualcosa da dire, o meglio scrivere quello che ho da dire. In questo blog, oltre al grande amore per la cucina, ho cercato di dare grande spazio alle parole, anche troppo spazio e troppe parole.
Vi ricordate quando ero un blogger influente, sul web si parlava di me e venivo invitato ai grandi eventi? Neanche io. Però non dico tanto ma almeno qualche menzione o qualche commento che danno uno swing alla monotona quotidianità.
Progetti per il blog non ho mai smesso di farne: ho addirittura pensato di tradurre il blog in inglese e tedesco e poi certo, un viaggio sulla luna.
Progetti nella mia vita cerco invece di non farne, piuttosto di vedere cosa mi capita. Fatto sta che infatti me ne torno due mesi ad Amburgo e sono più che felice, visto che oltre tutto mi becco la bellissima stagione natalizia tedesca.
Il primo passo per tornare ad essere un blogger? Non solo scrivere ma nel mio caso cucinare.
Quindi mi sono preso peruna l'ennesima volta una pausa da questi libri per la tesi e ho acceso i fornelli, cosa che ormai faccio sempre meno.
Visto che voglio accaparrarmi il grande pubblico senza eccezioni, presento una ricetta facile, vegan, veloce, dietetica, detox, gustosa, chic, originale che va bene per gli hipster, per i salutisti e per i fancazzisti. Ti servono quattro ingredienti e venti minuti, quindi se non lo fai è giusto perché sei un hater.
Se vuoi dimostrare ancora di più di non essere un hater ma un vero fan ho pensato ad un giochino: prova una nostra ricetta e facci sapere come ti è venuta e se ti è piaciuta, pubblica la foto su Facebook taggando la nostra pagina, o su twitter e instagram con l'hashtag #unacucinaperchiama. Che poi quando saremo famosi vi mandiamo a casa la tshirt autografata!
Il bello è che stavolta lo so anche io, anzi parto da questo presupposto, non si sa mai succeda il contrario.
Allora perché lo dico? Per avere qualcosa di cui parlare nel nuovo post, può essere.
Fondamentalmente perché voglio di nuovo aver qualcosa da dire, o meglio scrivere quello che ho da dire. In questo blog, oltre al grande amore per la cucina, ho cercato di dare grande spazio alle parole, anche troppo spazio e troppe parole.
Vi ricordate quando ero un blogger influente, sul web si parlava di me e venivo invitato ai grandi eventi? Neanche io. Però non dico tanto ma almeno qualche menzione o qualche commento che danno uno swing alla monotona quotidianità.
Progetti per il blog non ho mai smesso di farne: ho addirittura pensato di tradurre il blog in inglese e tedesco e poi certo, un viaggio sulla luna.
Progetti nella mia vita cerco invece di non farne, piuttosto di vedere cosa mi capita. Fatto sta che infatti me ne torno due mesi ad Amburgo e sono più che felice, visto che oltre tutto mi becco la bellissima stagione natalizia tedesca.
Il primo passo per tornare ad essere un blogger? Non solo scrivere ma nel mio caso cucinare.
Quindi mi sono preso per
Visto che voglio accaparrarmi il grande pubblico senza eccezioni, presento una ricetta facile, vegan, veloce, dietetica, detox, gustosa, chic, originale che va bene per gli hipster, per i salutisti e per i fancazzisti. Ti servono quattro ingredienti e venti minuti, quindi se non lo fai è giusto perché sei un hater.
Se vuoi dimostrare ancora di più di non essere un hater ma un vero fan ho pensato ad un giochino: prova una nostra ricetta e facci sapere come ti è venuta e se ti è piaciuta, pubblica la foto su Facebook taggando la nostra pagina, o su twitter e instagram con l'hashtag #unacucinaperchiama. Che poi quando saremo famosi vi mandiamo a casa la tshirt autografata!
giovedì 2 ottobre 2014
Ai confini dell'Asia
Settembre almeno per me è stato un mese che Gianni Morandi definirebbe "di nutella", e non so se avete capito a cosa mi riferisco... adesso per fortuna è finito e ho deciso di sconfiggere tutta questa negatività tornando a scrivere sul blog.
È stato un periodo sicuramente difficile in cui le già tante incertezze si sono accompagnate ad una serie, piuttosto lunga, di cose andate storte.
Tutti dicono che ci si tira su riprendendo le proprie abitudini, tornando ai propri interessi e coltivando le piccole cose che ti distraggono e ti fanno stare bene... ho capito, mi tocca tornare a cucinare dolcetti, fotografarli e pubblicarli qui.
Scattato ottobre, devo dire la verità, tutto sembra cambiato: sarà stata una giornata in cui un po' di cose si sono sistemate, il mio studio per la tesi è stato più del pensato stimolante e il pomeriggio, visto il tempo, ho deciso di farmi l'ultimo bagno della stagione e passare un pomeriggio in spiaggia. Non invidiatemi troppo ma sembrava di essere a giugno, quando la pace regna sovrana, l'acqua è una tavola di cristallo e il sole ti scalda senza farti sudare.
Speravo durasse qualche giorno di più, e invece il terzo giorno è resuscitato l'autunno. Ce ne faremo una ragione.
Anche l'autunno ha le sue cose belle: tipo Pechino Express e X Factor.
La mia nuova ricetta è stata proprio ispirata da Pechino Express, che spero tutti voi stiate seguendo perché non mi sembra il caso in un periodo di crisi mondiale come questo privarsi delle gioie della vita. Fatto sta che per la prima puntata del programma più bello della TV italiana ho organizzato un mini gruppo di ascolto a casa mia con tanto di cena. Per il dolce, ovvero la ricetta che vi propongo oggi mi sono fatto ispirare dai luoghi di questa nuova edizione. Devo dire la verità però, in geografia faccio anche un po' schifo e non capisco mai niente di quei posti: si chiama Pechino Express ma non vanno a Pechino, neanche in Cina, ma son partiti dalla Birmania e arrivano a Bali e di tutto quello che c'è in mezzo lo sto scoprendo adesso puntata dopo puntata. Se proprio devo essere sincero, e lo sarò, anche della cucina di quei posti non posso che fare un gran minestrone: ho fatto proprio fatica a pensare ad un piatto tipico del Myanmar.
Sarà anche colpa dei nostri ristoranti all you can eat Asia Wok dove si mangia thai, cinese, giapponese, indiano e alla fine ti mangi due kili le patatine fritte Happy Smile di McCain?
Per farla breve mi sono fatto ispirare da tre ingredienti che bene o male nelle cucine filo-asiatiche si trovano spesso: latte di cocco, zenzero e perché no, ananas.
Che detto così capisco bene sembri un dolce che mangeremmo tranquillamente sulle spiagge di Copacabana, ma non sarà mica colpa del mio povero blog la globalizzazione!
È stato un periodo sicuramente difficile in cui le già tante incertezze si sono accompagnate ad una serie, piuttosto lunga, di cose andate storte.
Tutti dicono che ci si tira su riprendendo le proprie abitudini, tornando ai propri interessi e coltivando le piccole cose che ti distraggono e ti fanno stare bene... ho capito, mi tocca tornare a cucinare dolcetti, fotografarli e pubblicarli qui.
Scattato ottobre, devo dire la verità, tutto sembra cambiato: sarà stata una giornata in cui un po' di cose si sono sistemate, il mio studio per la tesi è stato più del pensato stimolante e il pomeriggio, visto il tempo, ho deciso di farmi l'ultimo bagno della stagione e passare un pomeriggio in spiaggia. Non invidiatemi troppo ma sembrava di essere a giugno, quando la pace regna sovrana, l'acqua è una tavola di cristallo e il sole ti scalda senza farti sudare.
Speravo durasse qualche giorno di più, e invece il terzo giorno è resuscitato l'autunno. Ce ne faremo una ragione.
Anche l'autunno ha le sue cose belle: tipo Pechino Express e X Factor.
La mia nuova ricetta è stata proprio ispirata da Pechino Express, che spero tutti voi stiate seguendo perché non mi sembra il caso in un periodo di crisi mondiale come questo privarsi delle gioie della vita. Fatto sta che per la prima puntata del programma più bello della TV italiana ho organizzato un mini gruppo di ascolto a casa mia con tanto di cena. Per il dolce, ovvero la ricetta che vi propongo oggi mi sono fatto ispirare dai luoghi di questa nuova edizione. Devo dire la verità però, in geografia faccio anche un po' schifo e non capisco mai niente di quei posti: si chiama Pechino Express ma non vanno a Pechino, neanche in Cina, ma son partiti dalla Birmania e arrivano a Bali e di tutto quello che c'è in mezzo lo sto scoprendo adesso puntata dopo puntata. Se proprio devo essere sincero, e lo sarò, anche della cucina di quei posti non posso che fare un gran minestrone: ho fatto proprio fatica a pensare ad un piatto tipico del Myanmar.
Sarà anche colpa dei nostri ristoranti all you can eat Asia Wok dove si mangia thai, cinese, giapponese, indiano e alla fine ti mangi due kili le patatine fritte Happy Smile di McCain?
Per farla breve mi sono fatto ispirare da tre ingredienti che bene o male nelle cucine filo-asiatiche si trovano spesso: latte di cocco, zenzero e perché no, ananas.
Che detto così capisco bene sembri un dolce che mangeremmo tranquillamente sulle spiagge di Copacabana, ma non sarà mica colpa del mio povero blog la globalizzazione!
giovedì 4 settembre 2014
Risotti e abbandonati
Sono quasi emozionato a riscrivere un nuovo post dopo così tanto tempo.
Pensavate vi avremmo abbandonati come un cane in tangenziale durante le ferie d'Agosto e invece no, noi certe cose proprio non le facciamo. Così come l'estate, come il Winner Taco, come C'è posta per te nelle tristi serate d'inverno, come tutte le cose belle insomma: siamo tornati!
Menomale aggiungerei, non oso immaginare come abbiate lasciato le vostre cucine in questi praticamente quattro mesi. Ragnatele tra le teglie dei dolci, polvere sulla planetaria e praticamente cene a base di insalate di pomodori. Non mi dite che vi siete rimessi a fare l'insalata di riso con i sottaceti e i wurstel!
Praticamente è un po' quello che è successo anche a noi.
L'estate è iniziata sia per me che per Chiara molto tardi e cause di forza maggiore, finita anche troppo in anticipo. Infatti i temporali insistenti di questi giorni lasciano poco spazio ai pomeriggi sulla sdraio sotto l'ombrellone: a meno che tu non voglia prendere una broncopolmonite o un fulmine in pieno petto!
Il ritorno dalla realtà tedesca e da Amburgo è stato piuttosto traumatico, ma è stato un periodo bellissimo e pieno di impegni. È stato un vero peccato non avervi potuto farvi sapere di più mentre ero lì, raccontarvi le tante cose belle che ho vissuto o casomai presentarvi qualche ricetta.
È stato anche un peccato esserci persi praticamente l'intera estate da foodblogger, con ricette belle e colorate, con gli ingredienti migliori e più freschi della stagione. Ci siamo persi tante cose di cui discutere: le lamentele sul tempo incerto, il matrimonio segreto di Brad e Angelina, la gente famosa che si lancia l'acqua gelata addosso e la gente comune che non ha niente da fare e apre la bocca per dargli fiato. Insomma, tutto regolare!
Ci concediamo il nostro ritorno a Settembre, a pochi giorni dal nostro blogcompleanno per non farvi dimenticare di noi. Avevo i miei dubbi su quanto riuscissi a riprendere in mano il blog e le ricette perché si annuncia un autunno (e non solo) impegnato. Ma ci proverò! E non dimenticate di seguire la nostra pagina Facebook, perché si sa che quando ho meno tempo è lì che potete trovarci!
Visto che l'estate è sì finita, ma non del tutto, vi lascio con una ricetta dalla facilità sorprendente ma che fa il suo bell'effetto. Potrete approfittare degli ultimi strascichi d'estate e tirare via dal frigo l'ultimo peperone e chiedere al pescivendolo una seppia, anzi vi dirò di più a me la ricetta è nata dagli avanzi: una mezza seppia grigliata e una manciata di peperoni arrostiti rimasti in frigorifero dalla sera prima.
Il suggerimento arriva però dalla mia amica Vale che a cucinare dice di non essere tanto brava (e io ovviamente apprezzo la sincerità e le credo) ma che poi ti tira delle idee troppo giuste: risotto alla crema di peperoni. Quindi la facilità e la riuscita è assicurata! Ho solo dato quel tocco in più facendolo diventare a tutti gli effetti un risotto di pesce, che pranzo gourmet!
Inoltre la ricetta è senza glutine (trattandosi di un risotto) e mi sembra perfetta per prepararsi al primo Expo 'Zero Glutine', che si terrà da domani per tutto il weekend a Chieti, proprio dalle mie parti. Pur non essendo, per fortuna, celiaco mi sembra proprio un bell'evento a cui non mancare per scoprire tante cose nuove su un argomento in cui ammetto di non essere affatto esperto.
Pensavate vi avremmo abbandonati come un cane in tangenziale durante le ferie d'Agosto e invece no, noi certe cose proprio non le facciamo. Così come l'estate, come il Winner Taco, come C'è posta per te nelle tristi serate d'inverno, come tutte le cose belle insomma: siamo tornati!
Menomale aggiungerei, non oso immaginare come abbiate lasciato le vostre cucine in questi praticamente quattro mesi. Ragnatele tra le teglie dei dolci, polvere sulla planetaria e praticamente cene a base di insalate di pomodori. Non mi dite che vi siete rimessi a fare l'insalata di riso con i sottaceti e i wurstel!
Praticamente è un po' quello che è successo anche a noi.
L'estate è iniziata sia per me che per Chiara molto tardi e cause di forza maggiore, finita anche troppo in anticipo. Infatti i temporali insistenti di questi giorni lasciano poco spazio ai pomeriggi sulla sdraio sotto l'ombrellone: a meno che tu non voglia prendere una broncopolmonite o un fulmine in pieno petto!
Il ritorno dalla realtà tedesca e da Amburgo è stato piuttosto traumatico, ma è stato un periodo bellissimo e pieno di impegni. È stato un vero peccato non avervi potuto farvi sapere di più mentre ero lì, raccontarvi le tante cose belle che ho vissuto o casomai presentarvi qualche ricetta.
È stato anche un peccato esserci persi praticamente l'intera estate da foodblogger, con ricette belle e colorate, con gli ingredienti migliori e più freschi della stagione. Ci siamo persi tante cose di cui discutere: le lamentele sul tempo incerto, il matrimonio segreto di Brad e Angelina, la gente famosa che si lancia l'acqua gelata addosso e la gente comune che non ha niente da fare e apre la bocca per dargli fiato. Insomma, tutto regolare!
Ci concediamo il nostro ritorno a Settembre, a pochi giorni dal nostro blogcompleanno per non farvi dimenticare di noi. Avevo i miei dubbi su quanto riuscissi a riprendere in mano il blog e le ricette perché si annuncia un autunno (e non solo) impegnato. Ma ci proverò! E non dimenticate di seguire la nostra pagina Facebook, perché si sa che quando ho meno tempo è lì che potete trovarci!
Visto che l'estate è sì finita, ma non del tutto, vi lascio con una ricetta dalla facilità sorprendente ma che fa il suo bell'effetto. Potrete approfittare degli ultimi strascichi d'estate e tirare via dal frigo l'ultimo peperone e chiedere al pescivendolo una seppia, anzi vi dirò di più a me la ricetta è nata dagli avanzi: una mezza seppia grigliata e una manciata di peperoni arrostiti rimasti in frigorifero dalla sera prima.
Il suggerimento arriva però dalla mia amica Vale che a cucinare dice di non essere tanto brava (e io ovviamente apprezzo la sincerità e le credo) ma che poi ti tira delle idee troppo giuste: risotto alla crema di peperoni. Quindi la facilità e la riuscita è assicurata! Ho solo dato quel tocco in più facendolo diventare a tutti gli effetti un risotto di pesce, che pranzo gourmet!
Inoltre la ricetta è senza glutine (trattandosi di un risotto) e mi sembra perfetta per prepararsi al primo Expo 'Zero Glutine', che si terrà da domani per tutto il weekend a Chieti, proprio dalle mie parti. Pur non essendo, per fortuna, celiaco mi sembra proprio un bell'evento a cui non mancare per scoprire tante cose nuove su un argomento in cui ammetto di non essere affatto esperto.
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lunedì 12 maggio 2014
Anche i punk comprano bio
Ormai stare dietro al blog (e ai vostri blog) mi è diventato impossibile.
L'avevo annunciato ma non pensavo che la mole di lavoro fosse così tanta e soprattutto il tempo libero così poco. E per quanto ami il mio blog, preferisco scoprire Amburgo anziché mettermi a scrivere post: è una città con così tante cose da scoprire che sicuramente mi perdonerete quest'assenza.
Ovviamente se volete seguire le mie avventure potete seguirmi su instagram!
Inutile star qui a parlare per pagine e pagine che qui mi trovo bene ma basterà dire che qui mettono il formaggio un po' ovunque, che la metro non fa ritardo e che nei supermercati si trova il rabarbaro.
Ogni anno, mi ritrovo in un modo o nell'altro a parlare di bio, un argomento su cui non so mai bene che posizione prendere, un concetto su cui sono sempre stato un po' scettico. Fatto sta che almeno una volta l'anno, guarda caso sempre quando si avvicina il Food Revolution Day (16 Maggio, save the date!), finisco per scrivere qualche riga.
Stavolta la riflessione mi è venuta spontanea quando l'altro giorno in fila alle casse del supermercato, come sempre, fissavo cosa aveva comprato quello davanti. Era un tipo sulla quarantina, e se non erano quaranta li portava male, che evidentemente una vacanza a Londra negli anni '90 gli aveva fatto particolarmente male ed era rimasto punk per sempre. Con tanto di giacca di jeans con toppe di pelle (o forse il contrario) piena di spillette e borchie, dal classico Punk's Not Dead al simbolo dell'anarchia, e per finire una super cresta verde in testa.
Cosa curiosa è che dalla sua spesa non l'avrei mai detto, non aveva comprato un fegato di bue ancora sanguinante o una trentina di lattine di birra ma:
2 pacchetti di orsetti gommosi,
1l di latte,
6 uova,
1 cetriolo.
Ora, da buon foodblogger e malato di Masterchef c'ho provato ad abbinare quegli ingredienti ma proprio non avrei saputo come, se non facendo una frittata di cetrioli con contorno di Haribo. La cosa che però mi ha colpito è che tutto (latte, uova, verdura) tutto bio.
Se bio sia giusto o no, non lo so, sicuramente sì. Se bio sia più giusto o se solo solo bio sia giusto, non credo. Il punto è che qui, comprare bio è possibile e la scelta è più libera. Anche in Italia comprare bio ormai è diventato possibile quasi ovunque, ma non so se per tutti. Io stesso da studente fuori sede ci penso due volte a comprare un cestino di fragole bio per quattro volte il prezzo delle fragole 'normali'.
È una cosa di cui ho già parlato, ma la situazione rimane questa: comprare bio in Italia, o meglio, non comprare bio a volte è una scelta, più facile. Viceversa succede qui, dove comprare bio, a scontrino fatto, non è poi così diverso da non comprare bio. E allora anche il nostalgico quarantenne punk, e anche io, compriamo bio. Continuo a non essere un fanatico del biologico, ma qualche volta provare e preferire il cibo vero fa bene.
La ricetta che vi porto dopo questa lunga assenza è una ricetta preparata già mesi fa, messa in archivio, ispirata da "La mia scuola di cucina" di Jamie Oliver. La mia versione prevede la zucca, che non è proprio di questo periodo, ma casomai voi fate come me che riempite il freezer di zucca e potete comunque prepararla, altrimenti potete sostituirla con le carote e peperoni gialli o prendere spunto da questa ricetta per abbinare altre verdure di stagione alla ricetta.
L'avevo annunciato ma non pensavo che la mole di lavoro fosse così tanta e soprattutto il tempo libero così poco. E per quanto ami il mio blog, preferisco scoprire Amburgo anziché mettermi a scrivere post: è una città con così tante cose da scoprire che sicuramente mi perdonerete quest'assenza.
Ovviamente se volete seguire le mie avventure potete seguirmi su instagram!
Inutile star qui a parlare per pagine e pagine che qui mi trovo bene ma basterà dire che qui mettono il formaggio un po' ovunque, che la metro non fa ritardo e che nei supermercati si trova il rabarbaro.
Ogni anno, mi ritrovo in un modo o nell'altro a parlare di bio, un argomento su cui non so mai bene che posizione prendere, un concetto su cui sono sempre stato un po' scettico. Fatto sta che almeno una volta l'anno, guarda caso sempre quando si avvicina il Food Revolution Day (16 Maggio, save the date!), finisco per scrivere qualche riga.
Stavolta la riflessione mi è venuta spontanea quando l'altro giorno in fila alle casse del supermercato, come sempre, fissavo cosa aveva comprato quello davanti. Era un tipo sulla quarantina, e se non erano quaranta li portava male, che evidentemente una vacanza a Londra negli anni '90 gli aveva fatto particolarmente male ed era rimasto punk per sempre. Con tanto di giacca di jeans con toppe di pelle (o forse il contrario) piena di spillette e borchie, dal classico Punk's Not Dead al simbolo dell'anarchia, e per finire una super cresta verde in testa.
Cosa curiosa è che dalla sua spesa non l'avrei mai detto, non aveva comprato un fegato di bue ancora sanguinante o una trentina di lattine di birra ma:
2 pacchetti di orsetti gommosi,
1l di latte,
6 uova,
1 cetriolo.
Ora, da buon foodblogger e malato di Masterchef c'ho provato ad abbinare quegli ingredienti ma proprio non avrei saputo come, se non facendo una frittata di cetrioli con contorno di Haribo. La cosa che però mi ha colpito è che tutto (latte, uova, verdura) tutto bio.
Se bio sia giusto o no, non lo so, sicuramente sì. Se bio sia più giusto o se solo solo bio sia giusto, non credo. Il punto è che qui, comprare bio è possibile e la scelta è più libera. Anche in Italia comprare bio ormai è diventato possibile quasi ovunque, ma non so se per tutti. Io stesso da studente fuori sede ci penso due volte a comprare un cestino di fragole bio per quattro volte il prezzo delle fragole 'normali'.
È una cosa di cui ho già parlato, ma la situazione rimane questa: comprare bio in Italia, o meglio, non comprare bio a volte è una scelta, più facile. Viceversa succede qui, dove comprare bio, a scontrino fatto, non è poi così diverso da non comprare bio. E allora anche il nostalgico quarantenne punk, e anche io, compriamo bio. Continuo a non essere un fanatico del biologico, ma qualche volta provare e preferire il cibo vero fa bene.
La ricetta che vi porto dopo questa lunga assenza è una ricetta preparata già mesi fa, messa in archivio, ispirata da "La mia scuola di cucina" di Jamie Oliver. La mia versione prevede la zucca, che non è proprio di questo periodo, ma casomai voi fate come me che riempite il freezer di zucca e potete comunque prepararla, altrimenti potete sostituirla con le carote e peperoni gialli o prendere spunto da questa ricetta per abbinare altre verdure di stagione alla ricetta.
Marco
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