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giovedì 16 gennaio 2014

Brownies sempre in valigia

Dopo un rientro dalle vacanze un po' a rilento, mi sono preso ancora quale giorno di vacanza.
Dal blog si intende. Quindi non immaginate settimane bianche in montagna, rilassanti soggiorni in SPA o passeggiate tra i viali della capitali europee.
Sono immerso nello studio, come sempre accade quando mi assento così tanto dal blog, più stressato che mai e con livelli di voglia di dare questi esami che così bassi non si erano mai registrati.
Come vi avevo sicuramente accennato e forse ricorderete, a partire da Marzo dovrei trasferirmi nuovamente per un semestre in Germania diviso tra studio e un nuovo tirocinio. E poi per fare questi, ormai sempre più vicini (aiuto!), esami dovrò tornare a Bologna per qualche giorno e non avendo più casa sto cercando un posto dove stare.
A parte questi spostamenti di viaggi per ora non se ne parla, se non qualche tour mentale.
È da un po' di tempo però che ho una voglia matta di andare a Parigi. Cenare ai piedi della Torre Eiffel con una zuppa di cipolle, mangiare il foie gras a colazione, buttarmi i macarons di Ladurèe in faccia e mangiare eclairs e croissant aux amandes mentre passeggio per Montmartre.
Insomma a volte mi metto a cercare gli hotel economici a Parigi ma poi penso alla valanga di soldi che spenderei nei bistrot che è meglio lasciar perdere.
Perciò l'unico diversivo che posso permettermi, è pianificare un weekend ad Imperia. Come mai Imperia?
Beh, perché sicuramente ricorderete il contest dei fratelli Carli Aiuto Chef Cercasi e se passerò alla prossima manche, come spero, dovrò proprio andare ad Imperia.
A proposito! Tra pochi giorni dovremmo scoprire il verdetto.

E cosa possiamo preparare per tutti questi spostamenti? La ricetta perfetta ce l'ho io, come sempre!
Anzi, vorrei essere più preciso. La ricetta questa volta me l'ha passata la mia amica Claudia e non una ricetta qualsiasi ma il suo cavallo di battaglia! I fantastici brownies di Claudia che io ho leggermente modificato sostituendo alle noci i lamponi. Per l'intero primo anno di Università a Bologna essendo quasi vicini di casa, quando il blog non era neanche nella mia testa, con Claudia abbiamo fatto tanti di quelli esperimenti in cucina che per scoprire la penicillina sicuramente ne hanno fatti meno. Sicuramente non sono stati tutti di successo immediato, ma con questi brownies lei sicuramente ha fatto centro. E noi ce li siamo scofanati tutti e questi quadrotti cioccolatosi sono diventati il leitmotiv di tutte le nostre cene tra amici.
Quindi ringraziamo Claudia, mettiamo a sciogliere il cioccolato, impacchettiamo questi morbidi quadrati al cioccolato e prepariamoci a tutte le varie trasferte del periodo. O semplicemente a tutti gli spostamenti letto, frigorifero, divano della domenica pomeriggio.

Marco



mercoledì 24 luglio 2013

Una cucina per Chiama European Tour

È tempo di viaggiare!
Le vacanze sono iniziate per me ormai già da qualche giorno e spero che anche per voi stiano per arrivare, perché già vi vedo la mattina a sbraitare in scooter o sulla metro mentre andate a lavoro, tutti nervosi e accaldati che per sopportare lo stress dell’ufficio vi prendete una vagonata di caffè che vi fa solo diventare più accaldati e nervosi.
Per fortuna poi vi mettete al PC e ci siamo noi ad allietarvi e rinfrescarvi come solo Una cucina per Chiama sa fare.
Sta arrivando il momento di iniziare a preparare valigie, ripescare la bilancia che dopo il fallimento della prova costume avevamo lanciato dalla finestra perché bisogna stare attenti alle hostess Ryanair, in agguato come dei falchi al check-in, pronte a farci sganciare per il bagaglio troppo pesante tanti bei soldoni che noi avevamo già deciso di spendere in birre e caipiroska.

Domani io partirò e quindi con me il Cucina per Chiama European Tour che vedrà i fornelli di tutta Europa scaldarsi e migliaia di stand allestirsi pronti a celebrare il culto del buon cibo e il nostro blog, in pratica un Festivalbar della cucina. Scusate, sarà il caldo e ho tantino ingrandito la cosa.
Sarà che praticamente per un mese sarò in giro di qua e di là, sarà che ho il portafoglio imbottito di bigliettini da visita del nostro blog pronti a spargerli ovunque come fosse la peste nera, sarà che alla fine come ti muovi muovi, sempre di magnà si parla: facciamo finta che tutto quello che ho detto abbia un senso e sia vero.

Come vi dicevo domani parto per sei giorni con gli amici dell’Università, quelli con cui ho condiviso i primi tre anni bolognesi, quelli che ora prenderanno strade diverse e quelli che ormai sembrano gli amici di una vita. Ci accoglierà, in Puglia, un paese che si affaccia sulla Gravina dove fanno il pane più buono del mondo che Altamura devi solo imparare. Parola di Anita, la nostra amica di Laterza che ci sta già aspettando sulla porta di casa sua con una ruota di focaccia come ventaglio. Poi mi sposterò in quella terra fantastica che è la Basilicata da Marco e Salvatore, amici di twitter ormai pluri-nominati su questo blog che neanche Lady Gaga ai Grammy nei tempi d’oro. Terra fantastica nel senso che molti ne parlano ma molti altri ne dubitano, pare che ci abbiano fatto addirittura un film però che dire: anche su Hogwarts ci hanno fatto otto film ma tant’è…
Vi farò sapere, anzi, voi tenetevi aggiornati sia su twitter che su Facebook dove lascerò tante tracce del mio tour e ovviamente ci sarà Chiara a tenervi compagnia. Mi sposterò anche verso Bari a bordo di un automobile che va a riso, patate e cozze, per poi tornare a casa. Ma solo per poco, perché ormai si è fatto Agosto e il mio aereo sta per partire. Destinazione Madrid dove farò cinque giorni alla scoperta di tapas e tinto de verano che per me non bastano mai e altri cinque giorni sulla costa Blanca dove mi farò dondolare dalle onde del mare e delle bocce di sangria. Quando tornerò a casa, ci sarà mia mamma ad attendermi in aeroporto con un cartello “anche basta” e quindi vedrò di restarci per un po’.

Sarà mica che ve ne andate in vacanza e smettete di cucinare? Lo sapete che con noi non attacca e il solo pensiero non ci rende per niente contenti. Proprio per questo ho pensato ad una ricetta a cui non riuscirete a resistere per tutta la sua freschezza e bontà. Abbiamo unito la bontà del crumble cake alla freschezza e al tocco estivo delle albicocche per un dolce che non dovrebbe mancare sulle tavole della colazione, sia che siete in vacanza chissà dove, sia che tra mezz'ora avete l’autobus per l’ufficio, sia che siete in ferie ma siete rimasti a casa. Avete bisogno di un po’ di piccoli piaceri: fate colazione con calma, con una fetta di questo plumcake, un po’ di  frutta, una fetta di pane con la nostra marmellata e perché no, un bicchierone di Frullatè che sappiamo ne avete preparato a litri.

Piccola introduzione alle dosi di questa ricetta: queste dosi sono adatte per due stampi da plumcake 20x10, il mio stampo è leggermente più grande (25x12) quindi richiede ¾ dell’impasto e con il restante potete fare delle tortine o delle basi per cupcakes.


venerdì 30 novembre 2012

Ispirazione del cavolo

Marco mi bacchetta sempre perché trascuro il blog, davvero troppo.
Diciamo che la costanza non è la mia miglior qualità (sempre che ne abbia una!) e, fortunatamente, non mi ha ancora sfiorato l'idea di far figli e non ho mai avuto animali domestici che dipendessero in tutto e per tutto da me, seppur ci pensi ogni tanto. Povere bestiole!
Torniamo a noi... in effetti dovrei aggiornarvi sugli ultimi stravolgimenti della mia umile esistenza.
Voi cari aficionados sicuramente vi ricorderete un riferimento "agli amici di Brescia" in un post di qualche mese fa e vi sarete chiesti: perché proprio Brescia? Beh, devo ammettere che a voi Jessica Fletcher e Perry Mason vi fanno un baffo!!!

Era una calda e soleggiata giornata di metà luglio, avevo già inserito la modalità summer con l'intenzione di seguire scrupolosamente i dettami del balneare perfetto fino a fine agosto, quando ricevo una telefonata che mi ha lasciato così: a bocca aperta.
Il mio adorato Coinqui, che chiameremo con un nome di fantasia, Marcello, con voce scossa e concitata mi annuncia che da lì a dieci giorni sarebbe stato trasferito per lavoro a Brescia.
Due erano le opzioni: o l'avrei seguito, o non avrei più avuto un adorato Coinqui, però come sapete l'amore vince sempre.

C'è da sottolineare che ho vissuto per ben 24 anni a 300 metri dal mare e non è un dettaglio da poco.
Il mare piace a tutti e chi dice di no, finge spudoratamente. Come resistergli? L'estate: il sole, le vacanze. L'inverno: il vento gelido, la spiaggia deserta, magari con la neve.
Anche se per chi ci vive è completamente diverso. Il mare non è solo 'una bella cornice per una vacanza con i fiocchi', è molto di più.
È un amico fedele che ti accompagna dai primi bagni ,ai primi baci e, quando ce l'hai con il mondo intero, solo la gelida aria salmastra può placarti. Insomma, io respiro ossigeno e salsedine!
Fino ai vent'anni ho sempre pensato che vivere lontano dal mare sarebbe stato impensabile, poi le cose cambiano. Ti innamori e ti ritrovi a Reggio Emilia. Non c'è stata una volta però in cui, tornando a casa, rivedendo lui, l'amato Adriatico, non mi sia scesa la lacrimuccia. E poi a Pescara "Ah! La senti l'aria?!"

Premesso ciò, capirete che la notizia è stata per me come un fulmine a ciel sereno. Così su? Diventerò lombarda! Ma dai, stiamo così bene a Reggio con la nostra casina, la nostra cerchia di amici e la nostra vita. Non volevo sconvolgere tutto lasciando quello che avevo, per dover ripartire di nuovo quasi da zero. Dopo qualche giorno di sconforto ho deciso di vivere l'estate come meritava e lasciare tutti i dubbi a Settembre. In fondo, non importa dove sei ma CON CHI sei!
Le cose non vanno sempre come vorremmo e ce ne siamo accorti, nel modo peggiore, quel 25 Agosto. Anche quel giorno il mare, il nostro mare, è stato protagonista.
E, dopo quella terribile prova di sopravvivenza, sto imparando a dare la giusta importanza a tante cose che prima consideravo fondamentali. Ora come ora, vi dico che se avessi potuto scegliere, se avessi potuto decidere io, mi sarei trasferita nel più freddo e sperduto punto della Groenlandia o sul cucuzzolo più alto e più solitario della catena montuosa più ostica pur di poter cambiare il finale di quel sabato agostano. Ma non posso.
Ora quindi vi scrivo dalla mia nuova casina di Brescia, dove vivo da ormai due mesi con il solito adorato Coinqui: squadra vincente non si cambia! Sto cercando lavoro ma soprattutto mi impegno a vedere il lato buono delle cose e quindi anche di Brescia, della Lombardia, delle montagne.
Abbiamo trovato un piccolo appartamento ma davvero bellino, la cucina è ben attrezzata con una finestra di fianco al lavandino che dà sulla strada così, mentre cucino, posso sempre sbirciare fuori.
Da quando sono qui, ho preso la buona abitudine di fare una lunga passeggiata nel tardo pomeriggio. I primi giorni era un modo per perlustrare il nuovo quartiere e svagare un po' la mente da tutti i pacchi e pacchetti del trasloco. Poi è diventata una bella (e necessaria) consuetudine. Il percorso è diventato sempre più ingarbugliato, tant'è che a volte mi è capitato di essermi persa per strade e stradine ma, fortunatamente, ho sempre ritrovato casa.
Dei giorni esco per fare solo un po' di spesa, magari solo pane e latte, o qualcosina dal simpatico fruttivendolo all'angolo. Altri giorni invece cammino, cammino, cammino... senza meta.
Mi perdo in mille pensieri tant'è che mi sembra di non sapere dove mi trovi in realtà. E con l'aria frizzantina degli ultimi giorni, si viaggia ancora meglio.
Rientro a casa, un po' affannata e un po' infreddolita ed è quasi ora di cena. Guardo cosa c'è in frigo e, a mente fresca e ossigenata, mi metto ai fornelli.
E così sono nate queste polpette del cavolo!


mercoledì 25 aprile 2012

Tra ricordi e gocce di cioccolato

Posso dovermi giustificare ogni volta che inizio un nuovo post perché è passato tanto, troppo tempo da quello precedente.
Non è una cosa che piace neanche a me mancare da così tanto tempo dal blog.
Nell'ultima ricetta vi avevo parlato di alcune possibili novità e di un week-end particolare. E' stato un week-end molto particolare! Davvero bellissimo ed emozionante, ma ahimé non posso ancora parlarvene. Ma tanto chi se lo scorda!
E' ripresa la mia vita a Bologna in pieno, e come un buon (ri)inizio che si rispetti è pieno di cose da sistemare e per me anche di scartoffie da compilare. Ma si può mai essere così vaghi su quello e sul come si debba fare qualcosa? Questa però è un'altra storia...

Sono nella casa nuova, anche se tra uno spostamento e l'altro, un'uscita e l'altra a casa ci sono davvero pochissimo. Inoltre, anche se certe volte il cielo sembra dire il contrario, sta arrivando il bel tempo, l'estate e la prova costume. Quindi dovremmo dire che sono a dieta? Eh, diciamolo...
La cucina la sto tralasciando un po' per fretta, per mancanza di ispirazione e perché la mia nuova cucina a Bologna è tutt'altro che attrezzata, imparerò ad ambientarmici.

C'è però un dettaglio importante. Da domani sarò di nuovo in Germania, per solo una settimana però!
Sinceramente non vedo l'ora, aspettavo questo ritorno dal giorno in cui sono tornato. Per rivivere un po' quello spirito, anche se da estraneo, per ritrovarmi in quei posti che per 5 intensi mesi sono stati la mia casa, per rivedere i miei amici che, soprattutto alcuni, sanno mancare e a distanza ho realizzato davvero quanto mi sarebbe mancati. Solo il pensiero di rivederli è un gran piacere per me.
Questa settimana di stop vuol dire fondamentalmente una cosa, anzi due: divertimento e cucina. Perché io ho voglio di cucinare, e loro, modestie a parte, si son ritrovati senza cuoco.

Questa ricetta non è nuova e non ero neanche sicuro di pubblicare per via delle foto e del fatto che per i muffin non avevo gli stampini e quindi son venuti larghi piuttosto che alti.
Una ricetta ispirata proprio da questo Erasmus che ho fatto insieme ai cookies prima di partire per il nostro viaggio. Perché questi muffin vogliono riproporre quelli soffici e pastosi, con quel sapore intenso di cioccolato, che si trovano da Starbucks e si trovavano anche nella Cafeteria in biblioteca dove facevamo merenda durante le lunghe giornate di studio. Siccome nel gruppo c'erano dei veri patiti del genere, nella nostra vacanza, almeno la prima mattina, abbiamo potuto farci colazione.

Prima di salutarvi, volevo aggiungere poche parole.
Oggi è una giornata molto importante per noi italiani, è il 25 Aprile e possiamo dire che è lì da dove noi siamo nati.
L'unica cosa che mi sento di dire è che dobbiamo rivedere un po' il nostro concetto di eroi, perché tante volte ne sentiamo parlare in TV, ma credo che alcuni eroi hanno decisamente la precedenza, se non l'esclusiva di essere considerati tali.
Buona Liberazione, ah, senza 25 Aprile, forse noi blogger non avremmo neanche potuto avere un blog.


CHOCOLATE CHIP MUFFIN 

Ingredienti:
120 gr di farina
30 gr cacao amaro
70 gr zucchero
1 uovo
125 ml di yogurt bianco
40 ml olio di semi
latte
1/2 bustina di lievito
gocce di cioccolato

Preparazione:

Mischiate tutte le polveri: farina, zucchero, cacao e lievito  in una ciotola.
In un'altra grande abbastanza per tutto il composto, sbattete l'uovo, l'olio, due cucchiai di latte e infine il vasetto di yogurt.
Incorporate i due composti e mescolate per amalgamare il tutto, usate un cucchiaio di legno perché il composto deve rimanere irregolare e grumoso. Ora aggiungete una manciata di gocce di cioccolato, la quantità sta a voi deciderla. Date ancora una leggera mescolata. Versate negli stampini, io purtroppo ho dovuto fare solo con i pirottini, per questo non sono molto alti.
Se volete aggiungete ancora qualche goccia di cioccolato in superficie.
Infornate in forno già caldo a 180° per 20-25 minuti.



Marco

venerdì 2 marzo 2012

Involtini del tempo libero

E' proprio bello avere momenti di relax come questo. Finiti esami e lezioni, ho quasi tre settimane di totale relex. La mattina posso svegliarmi con calma, stare un po' al PC, cucinare, finalmente riordinare la camera, oppure fare una gita fuori porta con gli amici come l'altro ieri.
Altro fatto da non tralasciare è appunto il tempo per la cucina. Posso sbizzarrirmi un po' con la creatività.

In questi giorni le uniche preoccupazioni (più o meno) sono il cercare casa a Bologna, che non è per niente bello! Credetemi! e il pensare a quello che mi aspetta al ritorno a Bologna, sto già cercando di ingranare la marcia tenendomi informato. Mi sto anche attivando per la tesi di laurea, insomma... :)

Qui purtroppo si sente già aria d'addio e si organizzano le ultime settimane per recuperare tutto quello che non si è fatto all'inizio perché non ci si conosceva, perché si era presi dallo studio o da altri impegni.
Abbiamo anche pensato di fare un breve viaggio super low-cost di quattro-cinque giorni, visto che sono uno dei pochi a ripartire ora e non a Luglio. Voi che meta proporreste?

Ieri per pranzo, ho cucinato gli involtini di verza. A me piacciono davvero tanto, ma non li ho mai fatti perché ho sempre pensato ci volesse troppo tempo. In realtà non è così, è un po' impegnativo ma non esageratamente. Certo, ho impastrocchiato la cucina che non potete immaginare, ma quello lo faccio sempre, roba che se le mamme online la vedessero, verrebbero a rincorrermi col mattarello!

Non mi sono regolato benissimo con le dosi, ma vi giuro che il risotto che ho fatto per riempire gli involtini è buonissimo quindi non mi dispiace che ne sia avanzato. Avevo lessato solo otto foglie di verza quindi vi do la ricetta per questo quantitativo, cercando di sistemare le dosi. Per la cremosità degli involtini, io ho usato un formaggio cremoso, il primo che vi verrà in mente sarà Philadelphia, io però ne ho usato uno alle erbette, ha una consistenza diversa quasi più spumosa, ma voi potrete usare quello che volete, anche un brie o gorgonzola, riducendo le dosi.


INVOLTINI DI VERZA CREMOSI

Ingredienti:
1 cavolo verza (dieci foglie)
200 gr di riso per risotti
1 cipolla bianca
100 gr di macinato di maiale
100 gr di formaggio cremoso
80 gr di scamorza affumicata
sale
pepe
noce moscata
brodo vegetale
vino bianco
olio evo

Preparazione:
Lessate otto foglie di verza, le più esterne, lavate e pulite, in acqua bollente per circa 1'-2'. Scolate subito e raffreddatele con acqua fredda.
Preparate il risotto per riempire gli involtini. Fate soffriggere la cipolla, quando sarà dorata aggiungete il macinato. Fate rosolare per qualche minuto e fate sfumare con mezzo bicchiere di vino bianco. Sminuzzate due foglie di verza, le più tenere e aggiungetele al soffritto. A questo punto aggiungete il riso e fatelo cuocere con il brodo, salate, pepate e aggiungete la noce moscata. Quando sarà quasi pronto aggiungete il formaggio cremoso e fatelo sciogliere creando una crema. Il risotto non dovrà risultare troppo secco ma neanche acquoso. A cottura ultimata, spegnete il fuoco e aggiungete la scamorza a cubetti.
In una teglia da forno, disponete i vostri involtini. Prendete le foglie di verza lessate, aggiungete due-tre cucchiai di risotto e chiudete ad involtino. Se necessario "ritagliate" la foglia. Quando tutti avrete riempito la teglia, aggiungete un mestolo di brodo e mettete in forno a 190° per 15'-20'. Evitate il calore dall'alto o potrebbero bruciarsi in superficie.
Lasciate raffreddare e servite.


Marco

martedì 28 febbraio 2012

Gli esami non finiscono (quasi) mai.

Questa mattina l'ultimo esame in Germania. Quindi sì, a conti fatti il mio Erasmus, almeno dal punto di vista universitario, è terminato. Tristezza ma tanta soddisfazione per questa esperienza. Ha decisamente portato i suoi frutti visto quanto mi sento più sicuro con il tedesco e dal punto di vista accademico, lasciatemelo dire, è stata un successo.
Finalmente ora mi concederò intere giornate di relax, passeggiate in centro, mattinate in cucina e Venerdì riceverò anche visite dall'Italia, per un breve ma intenso weekend.
Per quello che riguarda noi, ci sono tutte le premesse per vederci qui sul blog molto spesso :)

Proprio l'altro giorno al mio supermercato di fiducia (quello sotto casa) ho trovato in offerta tanti prodotti bio così mi son accaparrato un po' di roba. Tra queste, il farro. E oggi vada così.
Mi piace molto poter sostituire il riso o la pasta con i cereali per delle insalate calde o fredde: ricche, gustose e estremamente versatili. Non a caso ho iniziato l'avventura sul blog proprio con una ricetta a base di grano. Questa ricetta che vi propongo oggi, fidatevi, è ottima e non è una mia invenzione.
L'ho scoperta durante una cena universitaria qualche tempo fa ma mi è piaciuta subito per la semplicità e l'accostamento dei sapori. Durante quella cena, dove per una volta non ero io il cuoco, ha conquistato tutti e quindi ogni volta che tornavamo a cena da quell'amica, questo piatto era d'obbligo.
Io stavolta, un po' in ricordo delle cene in compagnia a Bologna, un po' per coccolarmi senza strafare mi sono concesso questa buonissima insalata di farro. Il massimo è se viene lasciata riposare quindi è anche perfetta per un buffet dove non volete ridurvi a fare tutto all'ultimo minuto o per un take-away da preparare la sera prima per l'ufficio o per i picnic che ci aspetteranno.



INSALATA DI FARRO CON PORRI, PATATE E POMODORI
Ingredienti:
150gr farro
1 patata
1 cipollotto
1 porro piccolo
50gr pomodori ciliegino
aglio
latte
basilico
sale

Preparazione:
Lessate il farro come indicato sulla confezione. Normalmente impiega dai 15' ai 20'.
In un filo d'olio fate dorare un cipollotto e uno spicchio d'aglio schiacciato. Aggiungete un porro piccolo tagliato a fettine e una manciata di pomodorini tagliati in quattro. Lasciatene alcuni da parte. Tagliate una patata a cubetti e sbollentatela qualche minuto in acqua bollente salata. Quando sarà morbida, ma non completamente cotta, aggiungete la patata al porro insieme a mezzo bicchiere di acqua di cottura. Salate e aggiungete qualche fogliolina di basilico sminuzzata. Fate cuocere a fuoco medio in modo che l'acqua si ritiri lentamente e crei insieme all'amido delle patate un sughetto corposo. Aggiungete anche due cucchiai di latte. Intanto il farro sarà pronto, quindi scolatelo e quando il condimento di verdure sarà pronto e avrete tutte le verdure morbide e non sarà troppo acquoso, tagliate gli ultimi pomodorini rimasti e aggiungeteli insieme al farro con le verdure e fate andare ancora un paio di minuti.
Vi consiglio di non lesinare sulle cotture ma anzi, piuttosto cuocere un paio di minuti in più perché è ottima se il risultato è morbido, almeno questi sono i miei gusti.





Marco
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